Il Mondo...e Cuba

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Cuba murales donnedi Ângelo Alves, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Riflettendo sulla scelta del tema per questa cronaca internazionale, le scelte erano molte. Ad esempio, l'assassinio di una consigliera brasiliana, l'esempio più recente degli innumerevoli crimini, molti anche di assassinio politico, attuati dai protagonisti del colpo di Stato in Brasile. Ricordiamo ancora quando il Partito Comunista Portoghese era stato a denunciare inequivocabilmente il carattere fascista di questo colpo di Stato, mentre altri, che pure si definiscono di sinistra, erano impegnati a riprendere il discorso dominante della “lotta alla corruzione in Brasile”.


Poi sono arrivati gli sviluppi in Siria, dove le notizie che vengono fatte passare nei media dominanti non danno conto, da un lato, dei progressi verso la pace e la riconciliazione, con un nuovo ciclo di negoziati ad Astana e, dall'altro, delle azioni criminali degli Stati Uniti che cercano di installare una loro nuova base militare vicino al giacimento petrolifero di Al-Omar, nello stesso momento in cui, di fronte all'avanzata dell'esercito siriano sul terreno, fanno evacuare con quattro elicotteri i capi terroristi di DAESH della provincia di Hasakeh.

Si è presentata anche la possibilità di affrontare la politica di terrorismo di Stato di Israele, che detiene prigionieri 6.500 cittadini palestinesi, dei quali 350 sono minorenni; e anche i violenti attacchi e gli omicidi di comunisti in India, nello stato del Tripura, perpetrati dall'estrema destra religiosa indù e da altre forze reazionarie.

C'erano pure altre ipotesi, dai diversi processi elettorali all'ignobile crimine basato su menzogne rappresentato dallla seconda guerra di aggressione all'Iraq.

Ma nel guardare agli immensi crimini dell'offensiva imperialista, ci si è presentato un altro evento che si muove in senso contrario: le elezioni a Cuba per l'Assemblea Nazionale e per le Assemblee provinciali. Le elezioni cubane sono state una poderosa prova di vitalità della sua democrazia partecipativa, della fiducia collettiva nella Rivoluzione Socialista. 7.400.000 cubani si sono recati a votare (85,65% degli iscritti alle liste elettorali), dando continuità a un processo ampiamente democratico di scelta dei candidati iniziato nell'ottobre dell'anno scorso, in cui i candidati vengono indicati dalla base della società e designati dai loro vicini o proposti da organizzazioni di massa rappresentative dei diversi settori economici e sociali della società cubana.

I 605 deputati dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare sono stati eletti con una maggioranza schiacciante, con percentuali superiori all'80% dei voti validi (94,42% dei votanti). Tra questi ci sarà il nuovo Consiglio di Stato e il nuovo Presidente di Cuba che a sua volta ha dovuto percorrere lo stesso processo democratico di indicazione del candidato e della successiva elezione.

Cuba si trova in un'importante fase di rinnovamento della direzione della rivoluzione e del Paese, e ancora una volta, e nonostante le diverse provocazioni, il suo popolo dà dimostrazione di grande serenità e maturità politica. Quando il mondo sembra spinto nel caos imperialista, Cuba resiste e si aferma come un fattore di fiducia in un altro Mondo democratico. E' per questo che le elezioni a Cuba sono nascoste, o travisate.