Il nuovo presidente della Repubblica Democratica del Congo difende l'unità nazionale

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congo cittada “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Felix Tshisekedi si è insediato come presidente della Repubblica Democratica del Congo. Il suo predecessore, Joseph Kabila, ha chiesto una "grande coalizione di forze progressiste".

Il nuovo presidente congolese, Félix Tshisekedi, è entrato in carica il 24 gennaio a Kinshasa, con la promessa di costruire un paese unito. "La Repubblica Democratica del Congo che intendiamo forgiare non sarà un Congo di divisione, odio e tribalismo. Vogliamo costruire un Congo forte, incentrato sullo sviluppo ", ha detto.


Impegnandosi a rispettare i suoi obblighi costituzionali, Tshisekedi, in un discorso unificante, ha salutato i principali rivali sconfitti nelle elezioni presidenziali, Martin Fayulu, che non ha accettato i risultati, e Ramazany Shadary. Ha promesso, come una delle prime misure, di "stilare un elenco di tutti i prigionieri politici in vista della loro prossima liberazione”. E ha definito il suo predecessore, Joseph Kabila, "uno dei protagonisti della materializzazione dell'alternanza politica democratica".

Il presidente uscente, nel suo commiato alla televisione, ha affermato di lasciare l'incarico a testa alta, "senza rimpianti o rimorsi". Ha esortato i leaders politici a formare "una grande coalizione di forze progressiste, una coalizione contro le forze predatorie che si sono riunite per saccheggiare le nostre risorse naturali senza controparti per i nostri figli e nipoti". E ha insistito: "una coalizione per difendere l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale del paese, i legittimi diritti del popolo, l'autodeterminazione, i nostri valori e la dignità anche a costo di un supremo sacrificio".

Dopo le contestazioni registratesi all'annuncio dei risultati delle elezioni del 30 dicembre, il riconoscimento internazionale del nuovo presidente della RDC sembra essere ormai generalizzato. L'Unione Africana e l'Unione Europea hanno annunciato di essere pronte a lavorare con Tshisekedi. Anche Francia e Belgio, ex potenza coloniale, sono intenzionati a normalizzare i rapporti con Kinshasa.

A livello nazionale, è prevista una coalizione tra le forze politiche che hanno sostenuto Tshisekedi e il Fronte Comune per il Congo (di cui fa parte anche il Partito Comunista Congolese https://particommunistecongolais.net/, NdT), di Kabila, che ha eletto la larga maggioranza dei deputati in parlamento.