Internazionale

Come l'Italia conquistò lo «Status di grande paese»

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jugoslavia guerra palazzoinfiammedi Manlio Dinucci

Il 24 marzo 1999, la seduta del Senato riprende alle 20,35 con una comunicazione dell’on. Sergio Mattarella, allora vice-presidente del governo D’Alema (Ulivo - Pdci - Udeur): «Onorevoli senatori, come le agenzie hanno informato, alle ore 18,45 sono iniziate le operazioni della Nato».In quel momento, le bombe degli F-16 del 31° stormo Usa, decollati da Aviano, hanno già colpito Pristina e Belgrado. E stanno arrivando nuove ondate di cacciabombardieri Usa e alleati, partiti da altre basi italiane.

In tal modo, violando la Costituzione (artt. 11, 78 e 87), l’Italia viene trascinata in una guerra, di cui il governo informa il parlamento dopo le agenzie di stampa, quando ormai è iniziata.

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I gillet gialli francesi visti da vicino: un’analisi di classe del movimento. I limiti della sinistra italiana.

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giletjaune tettodi Lorenzo Battisti (Marx 21 - Parigi)

Spesso per comprendere la natura di un fenomeno sociale è bene osservarlo da una certa distanza. Quando vivevo in Italia questo mi permetteva di cogliere meglio certi aspetti delle vicende francesi, poiché non ne ero personalmente coinvolto. Al contempo questa distanza dovrebbe permettere ai compagni italiani di leggere meglio di me (che ora vivo in Francia) il movimento dei Gilets Jaunes, i gillet gialli.

L’impressione purtroppo sembra opposta: per qualche ragione i compagni italiani hanno di questo movimento un’immagine che non corrisponde affatto alla realtà. Cercherò di fare un’analisi del movimento e di spiegare le ragioni di questa attitudine italiana a scambiare i propri sogni per la realtà.

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Si si e né né

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soldati marcia bassodi Jorge Cadima

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La storia dimostra abbondantemente come l'imperialismo si arroghi il diritto di imporre il suo potere planetario con tutti i mezzi: guerre, sovversioni, colpi di stato, embarghi, bombe atomiche, armi chimiche, campi di concentramento, torture, omicidi. Sempre "giustificati" da menzogne di distruzione di massa. Per l'imperialismo, la sovranità, la volontà dei popoli e il diritto internazionale sono meri ostacoli, da ignorare se il rapporto di forze lo consente. Nel suo stile, il governo Trump manifesta tutto ciò in modo sfacciato e ufficiale. Lascia cadere il velo ipocrita, mostrando la faccia vera ed eterna dell'imperialismo.

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La cooperazione italo-cinese e l’alternativa del diavolo

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italia cina bandieredatavolodi Francesco Maringiò

Il complesso negoziato sino-americano sul commercio vive un momento non turbolento ma tuttavia segnato da oggettive difficoltà: troppa è la distanza che separa i moniti americani dalle concessioni che la Cina è disposta a fare senza penalizzare il suo sviluppo e troppo difficile diventa contenere l’impatto della guerra sul 5G (che è parte del negoziato ma che attiene, anche, ad altri aspetti strategici) negli Stati Uniti ed in Europa. Tuttavia, per quanto difficile, non è da escludere che un accordo sia ancora possibile. Ma sono tanti gli economisti che osservano come il “great deal” metterebbe sotto scacco l’Europa, stretta in un’alleanza tra le due superpotenze ed incapace di ritagliarsi un ruolo nel commercio internazionale.

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Socialismo in Cina, il Tibet e la Via della Seta.

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tibet 2280194 960 720Riceviamo da Giambattista Cadoppi questo articolo contenente recensioni di libri sul Tibet. Un argomento che spesso viene trattato in modo superficiale e fazioso dalla stampa occidentale.

«Aumenteremo la consapevolezza pubblica dell'unità etnica e del progresso e creeremo un forte senso di comunità per la nazione cinese. Incoraggeremo più scambi e interazioni tra i diversi gruppi etnici, aiutandoli a rimanere strettamente uniti come i semi di un melograno che si uniscono e collaborano per la prosperità e lo sviluppo comune», così afferma Xi Jinping nella sua relazione al XIX congresso. Egli si propone di seguire il principio secondo cui le religioni nel paese devono essere orientate dalla Cina affinché possano adattarsi alla società socialista.

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Il «partito americano» nelle istituzioni Ue

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usa nato corridoiodi Manlio Dinucci

«La Russia non può più essere considerata un partner strategico e l’Unione europea deve essere pronta a imporle ulteriori sanzioni se essa continua a violare il diritto internazionale»: così stabilisce la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo con 402 voti a favore, 163 contro e 89 astensioni.

La risoluzione, presentata dalla parlamentare lettone Sandra Kalniete, nega anzitutto la legittimità delle elezioni presidenziali in Russia, definendole «non-democratiche», presentando così il presidente Putin come un usurpatore.

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Rottamare la BCE

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bce palazzoUn importante contributo di Guido Slaerno Aletta

di Guido Salerno Aletta, editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Solo sussiego, ostentato tecnicismo, superiorità intellettuale fondata sul nulla

Per anni ha gettato al vento migliaia di miliardi, senza che l'economia reale ne traesse alcun beneficio: il QE è stato il programma più inutile della storia della politica monetaria mondiale.

Per anni ha bacchettato i governi sulle riforme strutturali, per adottare un modello di competizione economica basata sui bassi salari e la precarizzazione del lavoro.

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Altri Confini. Un interessante libro di Luca Cangemi sulla sinistra e l'Unione Europea.

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cangemi altriconfinidi Marco Pondrelli

Con il suo ultimo libro (Altri confini) Luca Cangemi, dirigente del Partito Comunista Italiano, interviene nel dibattito che sta tagliando trasversalmente la sinistra. Il dibattito intorno all'Europa è, in questo momento, molto vivace. Ovviamente tutta la sinistra, comunista e non, è unita nella critica all'attuale contesto, le posizioni divergono quando si tratta di delineare le possibili alternative.

Semplificando individuo due linee: la prima sostiene che da questa Europa si esce con una svolta che la trasformi in un Europa progressista, la seconda, per citare Gallino, non pensa che una camicia di forza possa essere democratizzata e quindi vede possibile solo la rottura.

Cangemi si inserisce in questo dibattito e, come l'angelo della storia di Walter Benjamin, pur essendo spinto avanti dalla storia guarda indietro. Il libro ha quindi una prospettiva storica e politologica ricostruendo il dibattito nel PCI ed a sinistra dal 1941 al 1957.

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Il punto sulla Brexit: chi, dove, quando e perché

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Brexit grungeUn interessante contributo di Guido Salerno Aletta sulla Brexit

di Guido Salerno Aletta | da startmag.it

LA STRATEGIA DELLA PREMIER THERESA MAY

Non intende rinunciare al suo schema di Accordo, e chiede di farlo votare per una terza volta mercoledì 20 marzo, nonostante sia già stato bocciato a larga maggioranza: vuole mantenere la pressione su Westminster, evitando ad ogni costo che la iniziativa politica le sfugga di mano. Se verrà finalmente approvato, la Brexit sarà differita di tre mesi, per completare l’approvazione delle normative necessarie a sostituire le fonti comunitarie. Se venisse ancora bocciato, si chiederà un lungo rinvio della Brexit per nuove trattative, dall’esito imprevedibile.

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