Internazionale

Xi Jinping a Davos: la visione necessaria

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xijinping davosdi Fabio Massimo Parenti
da opinione-pubblica.com

Il discorso di Xi Jinping a Davos candida la Cina ad una nuova guida e concezione della globalizzazione, dell'economia e dei rapporti internazionali.

Perché? Semplicemente perché potreste apprendere dell’esistenza di quella che si può considerare una visione necessaria, ovvero dell’esistenza di una visione politica di cui abbiamo bisogno, in quanto da noi sempre più carente, se non assente.

È necessaria perché estremamente realistica, legata “alla realtà dei fatti”, e nel contempo edificante nella prospettiva offerta, giacché è centrata sul richiamo a un lavoro duro e condiviso allo scopo di costruire relazioni pacifiche, di collaborazione tra paesi e popoli, aperta ai contributi molteplici di tutti i paesi [si badi bene: c’è continuità in ciò almeno da Bandung (1955) in poi]. E, inoltre, è necessaria nella misura in cui tale visione è alternativa all’esistente quando continuamente, e non genericamente, il presidente Xi richiama l’attenzione sulle persone (coloro che pensano sia pura retorica affabulatoria non hanno idea della storia che negli ultimi 150 anni hanno vissuto i cinesi).

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Stati Uniti

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usa ziotomdi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Le divisioni, gli attriti e gli scontri in seno alla classe dominante negli Stati Uniti, che sono emersi ancora di più nelle recenti elezioni svoltesi nell'attuale potenza egemonica del mondo capitalista, non accennano a placarsi con la presa di possesso della presidenza degli USA da parte di Donald Trump, ma al contrario...

Forse in un modo inedito e riflettendo la dimensione della crisi, la profondità dei problemi e il complesso snodo che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare – che anche il loro declino economico relativo sul piano mondiale evidenzia – continua a manifestarsi lo stato di degrado del sistema politico statunitense, dove emergono chiaramente la sistematica “fabbricazione” e l'utilizzo della mistificazione e della menzogna che lo caratterizza, con il sostegno nella rete e nell'azione di un numero interminabile di agenzie e servizi di informazione, dei grandi mezzi di comunicazione sociale, dei responsabili politici e, fondamentalmente, dei grandi (e contraddittori) interessi economici che questi rappresentano. Di fronte al “tutto è lecito”, è possibile equiparare le attuali manovre e trame tra la classe dominante degli Stati Uniti – in particolare quelle che mirano a discreditare, delegittimare, condizionare l'azione e persino limitare il futuro mandato del presidente – alle azioni che vengono utilizzate nelle operazioni di destabilizzazione e sovversione contro altri stati sovrani.

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Dalle forze di governo italiane un attacco senza precedenti alla sovranità del Venezuela

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CASINI facebookdi Fabrizio Verde 
da lantidiplomatico.it

Ieri il Senato ha discusso una mozione a prima firma Casini (con il convinto e scontato si anche del PD, sempre in prima fila nell'attacco alla sovranità degli Stati che resistono alle pressioni dell'imperialismo), di gravissima interferenza negli affari interni del Venezuela. Il 24 gennaio, alla Camera ci riproverà Cicchitto. 

Si susseguono senza soluzione di continuità gli attacchi rivolti alla Repubblica Bolivariana del Venezuela. Veri e propri assalti provenienti da ogni angolo del globo, dove sono perennemente in servizio uomini pronti a sostenere in ogni modo quelle forze che si oppongono al cambiamento.

A fare da utili idioti dei golpe più o meno morbidi contro il Venezuela questa volta sono i due presidenti di Commissione Affari esteri di Camera e Senato italiani. Con tutti i problemi che attraversa l'Italia e di cui il Parlamento non si occupa, la coppia Casini e Cicchitto ha fatto calendarizzare di tutta fretta due mozioni per scagliarsi contro la Rivoluzione Bolivariana.

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Il Giappone si mobilita contro le armi nucleari

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nonukesda japan-press.co.jp

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il 6 Gennaio si è svolto in tutto il Giappone il primo appuntamento mensile delle “azioni del 6 e del 9”  (sono i giorni dell'agosto 1945 in cui furono bombardate Hiroshima e Nagasaki NdT) che chiedono l'abolizione delle armi nucleari. Quest'anno vedrà il lancio dei negoziati per la Convenzione sulle Armi Nucleari in Marzo, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, sulla base della risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Onu sulla Convenzione sulle Armi Nucleari (NWC).

Durante la campagna nazionale nelle strade, i partecipanti hanno chiesto la cooperazione pubblica nella campagna internazionale di raccolta di firme a sostegno dell'appello di Hibakusha per l'eliminazione delle armi nucleari. L'obiettivo è quello di raccogliere le firme della grande maggioranza delle persone in Giappone, la sola nazione bombardata con armi nucleari, allo scopo di poter fare progressi nelle discussioni all'Onu sul Trattato di Bando delle armi nucleari.

A Tokio, 60 persone, tra le quali attivisti da gruppi pacifisti, sindacati e gruppi di donne, sono scese in piazza vicino al Tempio Sensoji ad Asakusa, uno dei punti maggiormente turistici della città. Sono state raccolte le firme di molte persone, compresi turisti stranieri e giapponesi.

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La sinistra tedesca: "La Nato deve essere sciolta. Al suo posto un'organizzazione che comprenda la Russia"

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da lantidiplomatico.it

"Un sistema di sicurezza militare, che dovrebbe includere la Russia, al posto della NATO". E' la proposta di Sahra Wagenknecht, leader del partito tedesco Linke che in un'intervista ha commentato così le ultime dichiarazioni del presidente eletto Donald Trump.

"La NATO deve essere sciolta e sostituita da un sistema di sicurezza collettiva, che includa la Russia", ha dichiarato Wagenknecht al gruppo media Funke martedì.

Nell'intervista che ha fatto molto eco in Germania e in tutta Europa, Trump aveva definito la Nato obsoleta. 

Queste parole sono state rilanciate da Wagenknecht, che ha aggiunto come queste parole di Trump rivelino "senza pietà gli errori e i fallimenti del governo federale."

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Obama e il suo lascito di guerra e crimini imperialisti

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In Defense of Communism
da communismgr.blogspot.it

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Quando Barack Obama fu eletto nel 2008, venne presentato dai media come una "colomba di pace", come un uomo di "spirito umanitario" che avrebbe messo fine alle sanguinose guerre imperialiste condotte dall'amministrazione Bush. Tuttavia, la presidenza di Barack Obama ha dimostrato, una volta di più, il fatto indubbio che la politica estera degli Stati Uniti non si basa sulle persone, ma sugli interessi della plutocrazia, sugli interessi monopolistici degli Stati Uniti.

Nel suo discorso d'addio a Chicago ieri, il presidente Obama ha elogiato i "valori" degli Stati Uniti, che, come ha detto, "diventano più forti quando la democrazia funziona" e "quando la gente comune partecipa". Durante la sua presidenza, Barack Obama ha dimostrato quale tipo di "valori" rappresenta: questi "valori" sono ben noti ai popoli in Medio Oriente, Nord Africa e Ucraina, dove è stato coinvolto il suo governo.

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Xi Jinping e la "globalizzazione"

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xijinping rossodi Diego Angelo Bertozzi

Per molti il discorso del presidente della Repubblica popolare cinese e segretario del Partito comunista sugli effetti benefici della "globalizzazione" è stata l'ennesima conferma di un tradimento consumato, la prova ultima dell'approdo al liberismo della dirigenza post-maoista.

Fatto salvo che i temi sottolineati da Xi Jinping non sono nuovi (li si ritrova in documenti ufficiali ed articoli/saggi anche di dieci anni fa), sarebbe utile riflettere sul fatto che la "globalizzazione" a cui si riferisce Xi è una versione un poco diversa da quella a trazione occidentale, liberista e guerrafondaia che abbiamo vissuto e in parte ancora stiamo vivendo, ma è quella di chi ha utilizzato l'apertura al commercio internazionale e le innovazioni tecnologiche per far uscire dalla povertà assoluta qualcosa come 600 milioni di persone, ponendosi indiscutibilmente alla testa di questa battaglia a livello globale.

Basterebbe riflettere su passaggi - come quello che segue - per capire che non ci troviamo di fronte ad un difensore dell'esistente, ma ad un leader che non nasconde precise responsabilità, come quelle imputabili ai signori della guerra:

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Massacro in Yemen

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Dopo due anni di guerra, in Yemen i morti hanno superato quota 10 mila ma il coordinatore Onu per i diritti umani, Jamie McGoldrick, ha avvertito che la cifra si basa sui dati forniti dalle strutture mediche yemenite e potrebbe quindi essere anche di molto maggiore, visto che in ampie zone del Paese mancano ospedali o ambulatori.

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Comunicato del Coordinamento nazionale del Comitato No Guerra No Nato

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marionettaRiceviamo dal Coordinamento nazionale del Comitato No Guerra No Nato con richiesta di pubblicazione.

Firenze, 14 gennaio 2017

Il CNGNN ritiene che manifestare in Europa, il 21 gennaio, contro il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump significhi di fatto dare una mano all’amministrazione Obama che ha trasformato l’Europa in prima linea del confronto, anche nucleare, della Nato contro la Russia.

Trump viene accusato di aver usurpato il posto destinato a Hillary Clinton, grazie a una operazione ordinata dal presidente russo Putin. Le «prove» sono fornite dalla Cia, la più esperta in materia di infiltrazioni e colpi di stato.

Gli strateghi neocon, artefici della campagna, cercano in tal modo di impedire un possibile cambio di rotta nelle relazioni degli Stati uniti con la Russia, che l’amministrazione Obama ha riportato a livello di guerra fredda.

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Aleppo, i civili non interessano più ai media e alle organizzazioni occidentali

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da lantidiplomatico.it

Ad Aleppo si cerca di tornate alla normalità, anche se le organizzazioni umanitarie internazionali, dalla sua liberazione, non hanno aiutato la città e la sua popolazione, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo.

Le organizzazioni umanitarie internazionali non forniscono più assistenza ai civili ad Aleppo e il fatto che i media occidentali ignorano la questione dell'assistenza è sorprendente, ha dichiarato, sabato scorso, il generale russo Igor Konashenkov.

"Un mese è passato dalla liberazione di Aleppo, ma le organizzazioni umanitarie internazionali non forniscono ancora vera e propria assistenza ai civili, mentre la vita pacifica nella città è in fase di restaurazione", ha dichiarato il generale Igor Konashenkov, aggiungendo che i civili ritornano alle loro case, a volte sono loro stessi a bonificarle dalle mine poste dai "ribelli" in fuga.

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