Internazionale

In Lituania (Unione Europea) si inasprisce la repressione contro gli esponenti dell'opposizione comunista e di sinistra

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SANY1075di Frikat Salimov, del Fronte Popolare Socialista della Lituania | da slfrontas.lt

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dal 21 al 25 settembre nella capitale della Lituania, Vilnius, si era svolto uno sciopero della fame di fronte al palazzo presidenziale. I partecipanti a questa azione erano stati attivamente ostacolati da provocatori, e il 25 settembre lo sciopero della fame era stato interrotto e i manifestanti dispersi dall'intervento delle forze di sicurezza. Le forze speciali avevano arrestato i partecipanti all'iniziativa, e tutte le tende erano state rapidamente rimosse dalla piazza. Abbiamo recentemente informato che la procura ha avviato un'inchiesta in merito allo svolgimento dello sciopero della fame, in base agli articoli 283 (disordini di massa) e 284 (violazione dell'ordine pubblico) del Codice Penale della Lituania. E' già stato reso noto il nome del primo indiziato. E' Algirdas Kavaliauskas, un militante di sinistra di Kaunas. I rappresentanti della polizia lo hanno contattato telefonicamente e gli hanno comunicato che dovrà presentarsi per rispondere in un interrogatorio  sui sospetti nei suoi confronti.

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Per il rispetto della causa palestinese

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propalestina siriadi Comitato Contro La Guerra Milano

Riceviamo dal Comitato Contro La Guerra Milano, e volentieri pubblichiamo

Il Comitato Contro La Guerra Milano si riconosce nel comunicato del PCPS, membro del World Peace Council (Consiglio Mondiale per la Pace).

E’ dunque imbarazzante per noi vedere come, in occasione del presidio tenutosi a Milano il 9 dicembre contro la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, si possano mostrare le bandiere di presunti “eserciti liberi” addestrati proprio dagli USA e che hanno goduto del sostegno di guerrafondai come il senatore John McCain nonché del supporto di Israele, che ha curato nei propri campi ospedalieri, nel Golan occupato, i cosiddetti “ribelli siriani” feriti in battaglia.

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Italia-Israele: la «diplomazia dei caccia»

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blueflag2017 bandieredi Manlio Dinucci

I governanti europei – dalla rappresentante esteri della Ue Mogherini al premier italiano Gentiloni, dal presidente francese Macron alla cancelliera tedesca Merkel – hanno preso formalmente le distanze dagli Usa e da Israele sullo status di Gerusalemme. Si sta creando una frattura tra gli alleati? I fatti mostrano il contrario.

Poco prima della decisione di Trump su Gerusalemme capitale di Israele, quando già essa era preannunciata, si è svolta la Blue Flag 2017, la più grande esercitazione internazionale di guerra aerea nella storia di Israele, alla quale hanno partecipato Stati uniti, Italia, Grecia e Polonia e, per la prima volta alla terza edizione, Francia, Germania e India.

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In Venezuela trionfa ancora il chavismo

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venezuela 10dicembre elezionidi Geraldina Colotti

da lantidiplomatico.it

Alle elezioni municipali di domenica 10, il chavismo ha vinto oltre 300 municipi su 335. Più di 9 milioni di aventi diritto (su una popolazione di oltre 30 milioni) si sono recati alle urne per scegliere il loro sindaco o la sindaca. Si è votato anche per eleggere il governatore dello stato Zulia perché il precedente - eletto per conto dell'opposizione venezuelana - era stato inabilitato: per aver rifiutato di giurare davanti all'Assemblea Nazionale Costituente, organismo plenipotenziario che governa in Venezuela da agosto per conto del potere popolare. E adesso lo stato Zulia ha cambiato colore, portando a 19 (su 23) i governatori bolivariani.

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Contro l'annuncio di Trump su Gerusalemme

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palestina proteste trumpDichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace | da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Mondiale della Pace (CMP) condanna fermamente la decisione del presidente statunitense Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferire l'ambasciata degli USA da Tel Aviv a Gerusalemme.

La decisione degli Stati Uniti è una evidente violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sullo status della città quale parte integrante dei territori palestinesi occupati. La decisione è una prova delle violazioni operate dal leader degli imperialisti mondiali e del suo aperto appoggio all'occupazione israeliana e alla sua continuazione.

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FPLP: L'Italia impedisce l'ingresso alla compagna Leila Khaled, ma questo non metterà a tacere la voce del popolo palestinese

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Leila khaledFronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP)

pflp.ps

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna fermamente l'azione delle autorità italiane, che hanno negato l'ingresso alla compagna Leila Khaled, membro dell'Ufficio politico del Fronte, annullando il suo visto e costringendola a salire a bordo del primo aereo per Amman. Leila Khaled era stata invitata in Italia dall'Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP) per una serie di conferenze e incontri politici organizzati in occasione del 50° anniversario della fondazione del FPLP.

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No al militarismo! No alla NATO! No alla cooperazione militare dell'UE!

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soldati marcia bassodi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La cosiddetta “cooperazione strutturata permanente” dell'Unione Europea (UE) in campo militare, la cui adozione è prevista per l'11 dicembre, rappresenta un salto significativo nell'approfondimento della militarizzazione dell'UE – un processo che è stato attuato nel quadro della NATO e che esprime la latente rivalità/concertazione tra gli Stati Uniti e le grandi potenze dell'UE.

La militarizzazione dell'UE, proposito stabilito nel Trattato di Maastricht del 1992, e che ha ricevuto impulso dopo il vertice franco-britannico, tenutosi a Saint Malo nel 1998, e con l'aggressione della NATO alla Jugoslavia nel 1999, è sempre stata propugnata da questo blocco politico-militare sotto la leadership degli Stati Uniti.

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Gerusalemme. Trump sancisce la fine di un mondo

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trump murogerusalemmedi Sergio Cararo
da forumpalestina.org

“Il 6 dicembre 2017, il presidente Trump riconoscerà Gerusalemme come capitale di Israele”. La notizia è ufficiale e contiene in sé molte conseguenze nefaste per le relazioni internazionali.

Le più immediate sono visibili a occhio nudo: gli interessi statunitensi, israeliani e sauditi sono usciti sconfitti dal tentativo di destabilizzare il Medio Oriente (in particolare Siria e Iraq) tramite l’Isis. La decisione su Gerusalemme capitale lancia una sassata nel vespaio rinfocolando il conflitto nella regione. Già in Libano se ne avvertono i segnali.

La sconfitta subita da Usa, Israele e Arabia Saudita, ha visto, contestualmente, rafforzarsi l’asse intorno all’Iran (con Siria, Iraq, Hezbollah e la Russia), che Israele teme come la peste perché vede consolidarsi l’unica potenza regionale – l’Iran – capace di contrastarla. Contro tale rischio convergono gli interessi fino a ieri inconfessabili tra Israele e Arabia Saudita.

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Grandi opere del Pentagono a spese nostre

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usa soldati astedi Manlio Dinucci
il manifesto, 5 dicembre 2017

Grandi opere sul nostro territorio, da nord a sud. Non sono quelle del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui tutti discutono, ma quelle del Pentagono di cui nessuno discute. Eppure sono in gran parte pagate con i nostri soldi e comportano, per noi italiani, crescenti rischi.

All’aeroporto militare di Ghedi (Brescia) parte il progetto da oltre 60 milioni di euro, a carico dell’Italia, per la costruzione di infrastrutture per 30 caccia Usa F-35, acquistati dall’Italia, e per 60 bombe nucleari Usa B61-12.

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L'Europa dello sfruttamento

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logo abiti puliti webda abitipuliti.org

Un nuovo rapporto della Clean Clothes Campaign rivela condizioni di grave sfruttamento nella produzione di abbigliamento e calzature “Made in Europe

Un nuovo rapporto della Clean Clothes Campaign, Europe’s Sweatshops, documenta i salari da fame endemici e le dure condizioni di lavoro nell’industria tessile e calzaturiera dell’Est e Sud-Est Europa. Ad esempio, molti lavoratori in Ucraina, nonostante gli straordinari, guadagnano appena 89 euro al mese in un Paese in cui il salario dignitoso dovrebbe essere almeno 5 volte tanto. Tra i clienti di queste fabbriche ci sono marchi globali come Benetton, Esprit, GEOX, Triumph e Vera Moda.

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