Internazionale

Dietro i fronti - anteprima nazionale - Roma

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img web 9Regia: Alexandra Dols

DOCUMENTARIO - 2017, 113 MINUTI

IL FILM E' DISPONIBILE NELLE SEGUENTI VERSIONI

Digitale - in versione originale sottotitoli italiano, DCP Server - in versione originale sottotitoli italiano

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L’economia che piace ai ricchissimi

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banchesalvate risparmiespospriatidi Francesco Cappello

La scelta liberista, che si è affermata in opposizione alla Costituzione del 48, è, in ultima analisi, l’economia che consente ai ricchi di diventare ricchissimi e creare le condizioni per stabilizzare la loro condizione a discapito di tutti gli altri. 

La licenza fondamentale che i ricchi detentori di capitali hanno chiesto e ottenuto è stata la libera circolazione della moneta, in tutte le sue forme vecchie e nuove, su scala planetaria. A partire dagli anni 80 la liberalizzazione del commercio di capitali su scala globale, senza alcuna regolazione e controllo (dall85 in Europa su proposta di J. Delors), ha operato la principale falla nella diga che impediva al mondo di divenire nuovamente preda del credo liberista e della pratica mercantilista di stampo coloniale che avevano provocato le grande crisi di inizio secolo e che sfoceranno nei totalitarismi e nelle grandi guerre globali. 

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Cuba contro l'Amministrazione Trump (Seconda Parte)

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cuba bandiera palazzodi Salim Lamrani Università di La Réunion

traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

da https://www.humanite.fr

Ritorno alla politica del confronto

2. Nuovi ostacoli alla migrazione e restrizioni alle rimesse a Cuba

Nel marzo 2019 l'Ambasciata degli Stati Uniti all'Avana ha annunciato che la validità dei visti B2 concessi ai cubani con familiari negli Stati Uniti passerà da cinque anni a tre mesi con un solo possibile ingresso nel territorio. Questa misura rende difficile per gli abitanti dell'isola visitare i loro parenti in Florida o altrove. Questa decisione si aggiunge al fatto che Washington ha chiuso i servizi consolari a Cuba, costringendo i candidati per una visita in territorio statunitense a recarsi in Colombia per richiedere un visto, senza alcuna garanzia di ottenere il documento. I costi estremamente elevati associati a questo tipo di procedura rendono questo servizio inaccessibile alla stragrande maggioranza dei cubani, creando un nuovo ostacolo alle visite familiari e violando gli accordi bilaterali in materia di migrazione [1].

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Pregiudizio infame

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cina bandiera connessionidi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da http://www.avante.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Negli ultimi quattro mesi, più precisamente dal 1 ° ottobre 2019 al 1 ° febbraio 2020, a causa di influenza o cause correlate, circa 210.000 persone sono state ricoverate in ospedale negli Stati Uniti e si sono verificati circa 12.000 decessi. Queste sono le stime più ottimistiche rilasciate di recente dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, in merito all'epidemia di influenza che si sta verificando attualmente in questo paese. La stessa istituzione americana stima che, dal 2010, i decessi associati a focolai di influenza hanno causato in media 37.000 decessi all'anno negli Stati Uniti, un paese la cui popolazione è stimata in 330 milioni.

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Il Partito Comunista di Houston continua a crescere

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urss bandiera anzianoda http://cpusa.org

traduzione di Lorenzo Battisti

In questi giorni si parla molto delle primarie. La politica-spettacolo, molto diffusa tanto negli Usa quanto in Italia, ignora quanto si muove nella società. E’ interessante questa testimonianza della sezione del PC USA di Houston perché ci racconta dello sviluppo di una sezione comunista che cresce nella parte più reazionaria del paese più imperialista del mondo. Nonostante la pressione e la repressione contro i comunisti americani, nonostante la mancanza di fondi, i compagni americani si stanno organizzando e stanno crescendo. Una crescita che è tanto numerica che ideologica e, in maniera inattesa per quel paese, anche elettorale. Una crescita che è frutto di anni, anzi decenni, di lavoro al contempo sociale e ideologico. Facendo i complimenti ai compagni di Houston penso che questa testimonianza possa essere utile anche per i comunisti italiani.

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Terremoto in Cile. Sapelli spiega verità e ipocrisie dietro le sommosse

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cile proteste 2019pubblichiamo come contributo al dibattito

di Giulio Sapelli

da https://formiche.net

È iniziata la narrazione estetizzante, tecnologizzante e generazionalizzante della catena di conflitti sociali e politici scatenatisi nell’ultimo biennio in tutto il mondo.

Dagli agricoltori olandesi, tedeschi e francesi, dai penultimi francesi suburbani, piccoli imprenditori, artigiani, manifestanti settimanalmente tra violenze e riattualizzazioni di pratiche da jacquerie medievali, invocanti rois taumaturgiques; dai libanesi post comunitari, sciiti, sunniti, drusi, maroniti precipitati nella lotta di tutti contro tutti; dai peronisti redivivi perché mai sepolti agli argentini liberali che non hanno mai liberato se stessi dal mito yankee.

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Coronavirus: la Cina ne uscirà più forte

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cina coronavirusdi Fabio Massimo Parenti

da https://www.beppegrillo.it

Col crescere dei populismi qualcuno ha ironizzato dicendo che il nuovo coronavirus (2019-CoV) sia un virus sovranista, perché metterà a dura prova la tenuta della struttura economica mondiale, quella delle reti, delle catene del valore globale (GVC), ancorate ad hub e cluster in diversi paesi con diversi sistemi politici. 
Innegabilmente ci saranno ripercussioni economiche, dato che l’epidemia è esplosa nel paese che rappresenta il 16% del PIL globale, il 30% della sua crescita annuale, la quota di consumi più grande al mondo (oltre 6 trilioni), la classe media più numerosa, ecc. Tutti i settori saranno colpiti. Si parla di una caduta consistente del PIL, con stime che vanno da 1 a 6 punti percentuali.

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Analisi della configurazione e della possibile evoluzione dell’attuale crisi in Medio Oriente

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mappariceviamo e volentieri pubblichiamo

Intervista a Daniele Perra

di Enrico Sanna

da https://mysterionweb.wordpress.com

Il peggioramento della situazione in Medio Oriente dopo la morte del generale iraniano Soleimanì e in seguito alla presentazione a Washington del “Deal of Century” da parte di Trump e Netanyahu, impone di parlare ancora di quanto sta accadendo nella regione. Lungi da voler abbandonare la scena gli Stati Uniti continuano a voler essere protagonisti in un scenario reso complicato dalla presenza di diversi e importanti attori, tra i quali, Ankara, che, a mio avviso, sembra fungere sempre più da ago della bilancia soprattutto in Siria. Oggi pertanto Mysterion vi offre un’interessante analisi del quadro e dell’eventuale sviluppo dello scacchiere mediorientale, che ci ha gentilmente fornito Daniele Perra, esperto di geopolitica e relazioni internazionali, che scrive per importanti testate online tra cui “Eurasia”. Ringrazio Daniele per la collaborazione. Buona lettura.

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Grecia, svendita di basi militari agli Stati uniti

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dinucci greciadi Manlio Dinucci

da il manifesto 11 febbraio 2020

Il Parlamento greco ha ratificato l’«Accordo di cooperazione per la reciproca difesa», che concede agli Stati uniti l’uso di tutte le basi militari greche. Esse serviranno alle forze armate Usa non solo per stoccare armamenti, rifornirsi e addestrarsi, ma anche per operazioni di «risposta all’emergenza», ossia per missioni di attacco. 

Particolarmente importante la base aerea di Larissa, dove la US Air Force ha già schierato droni MQ-9 Reaper, e quella di Stefanovikio, dove lo US Army ha già schierato elicotteri Apache e Black Hawk.  

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Scenari per una risposta palestinese a seguito dell’annuncio del “piano Trump”

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bici muroRiceviamo dal compagno Bassam Saleh e volentieri pubblichiamo

di Hani Al-Masri*

da http://contropiano.org

Finalmente il 
piano di Trump è stato annunciato e, come previsto, si è rivelato essere una cospirazione volta a liquidare completamente la causa palestinese. Sebbene il piano faccia riferimento a quello che definisce uno “Stato palestinese”, lo fa in modo da renderne la realizzazione praticamente impossibile, poiché subordinata ad un lungo elenco di condizioni inaccettabili per i palestinesi, cosicché tale riferimento non è nient’altro che una cortina di fumo per mascherare l’accordo avvelenato.

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