RIECCOLII sanguinosi manipolatori delle guerre umanitarie

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Bernard Henri-Lévy e André Glucksmann, che in gessato e cravatta ci guardano con aria furbastra dalla pagina 2 del Corriere della Sera del 13 agosto u.s.: "Ora difendiamo Tbilisi. Non sia un'altra Sarajevo". Si tratta della traduzione italiana di una delle tipiche veline da regime mediatico transnazionale, di quelle che partono su qualche quotidiano francese o statunitense ed è poi obbligatorio tradurre su tutta la stampa "che conta", come se fosse oro colato. Stavolta questi due istigatori di odio tra i popoli, suonatori di piffero della guerra neocoloniale, lucidi servi della NATO e delle sue politiche di smembramento e di conquista, si sforzano di far passare da vittima l'aggressore Saakhasvili ed il suo regime e attaccano, come per loro è abitudine, la Russia. E lo fanno continuando per di più ad usare la metafora bugiarda di Sarajevo: come al solito, tra i popoli vittima dello smembramento della Jugoslavia, come tra i popoli vittima dello smembramento dell'Unione Sovietica, secondo loro solo alcuni avrebbero diritto alla cosiddetta autodeterminazione; altri (i serbi in Bosnia, gli osseti in Georgia, i russi in Estonia...) sarebbero invece reietti, indegni, non meritevoli degli stessi diritti degli altri. Super-popoli e sub-popoli, insomma.Questa è la logica razzista e fascista di Bernard Henri-Lévy e André Glucksmann. Benissimo ha fatto allora la Duma russa ad affermare invece solennemente oggi, con il riconoscimento formale di Abkhazia ed Ossetia del Sud, che tutti i popoli hanno gli stessi diritti: osseti ed abkhazi hanno pienamente diritto alla secessione, visto che tale diritto è stato unilateralmente attribuito ad esempio agli albanesi del Kosovo sulla base del criterio - strumentale, ma non per questo meno razzista e fascista, viste le finalità per cui è stato usato - della differenza etnica.Peraltro, sono grossolane menzogne le "cronache dalla Georgia" che il razzista e fascista Bernard Henri-Lévy ha usato per criminalizzare la Russia: è stato facile accorgersene, e la polemica è divampata in Francia. Ne riportiamo di seguito i contenuti essenziali, facendo riferimento ai siti su cui essa continua a dipanarsi. Più sotto ancora riportiamo invece i link a numerosissimi articoli degli scorsi anni, in cui si stigmatizzavano le parole e le azioni di questi due zombie sessantottini - come nella azzeccatissima definizione di Diana Johnstone... Perchè di nient'altro che zombie si tratta: succhia-sangue provenienti da un passato di battaglie che hanno tradito e vilipeso, morti viventi interessati solo a trasmettere agli altri la loro morte interiore, e la morte concreta, materialmente portata attraverso gli umanitari bombardamenti della NATO. In che altro modo descrivere l'abiezione morale di questi due agitatori di propaganda imperialista, capofila di quella scuola dannunzian-sionista che vede in Italia tanti feroci rappresentanti, quali il Marco Pannella in divisa ustascia o l'Adriano Sofri dei "cani di Sarajevo"? Abiezione morale, perchè è questo l'unico giusto modo di definire la logica dei due-pesi-e-due-misure continuamente, reiteratamente, irresponsabilmente, sfacciatamente, odiosamente proclamata da questi nemici della pace.(a cura di Italo Slavo)---http://geigerdysf.splinder.com/post/18157431 Ma dove ha visto BH Levy le cose che dice di aver visto in Georgia? Infuria in Francia la polemica su un articolo dell’ex « nouveau philosophe » Bernard-Henry Levy apparso su Le Monde il 19 agosto, "Choses vues dans la Georgie en guerre".html, (tradotto in Italia dal Corriere della Sera il giorno successivo con un titolo ridicolo e fuorviante, "Georgia nuova Cecenia".shtml ).Infatti Rue89, un notiziario online, in un articolo del 22, "BHL n'a pas vu toutes ses choses vues en Georgie" , accusa esplicitamente il « filosofo » di flagrante delitto di « affabulazione », in sostanza d’aver costruito una bella favoletta (anti-russa ovviamente) senza mai essersi recato nei posti in cui dice d’esser stato, in particolare nella città di Gori (quella natale di Stalin, per intenderci). E non è la sola "affabulazione". Perciò, il caro BHL, dove ha « visto » le cose che dice di aver visto nella Georgia in guerra ? E come mai LeMonde lascia passare articoli del genere, senza verificare le fonti ?Inevitabilmente si è scatenata la polemica furibonda, e Libération ("Géorgie: BHL affabule, selon rue89".php), è arrivata a chiudere i commenti nei quali BHL veniva definito come uno pseudo-intellettuale, simbolo stesso della vacuità di una certa intellighentsia francese...Un oceano di vacuità.Del resto quasi negli stessi giorni Le Monde ha provato a lanciare la bufala dei « 140 morti in Tibet », salvo poi la miseranda figura di ritrattare e di balbettare idiozie. Ma se Parigi piange, Roma non ride. Che dire di quei quotidiani italiani, come la Repubblica, in evidente crisi di malafede, che prima hanno sperato nel facile scoop dei morti tibetani, poi si sono rassegnati a lasciar svanire la notizia inesistente, e contemporaneamente hanno titolato il barbario assassinio di 76 civili in Afghanistan in un bombardamento NATO, per la maggior parte bambini, « un tragico incidente » ?Chi non si è lasciato ingannare da questa ridicola vicenda è il quotidiano britannico The Independent che così tirava le conclusioni, il 18 agosto:« Gli americani hanno inviato coperte. gli Estoni medicinali, ma sicuramente sono i francesi ad aver soccorso maggiormente le genti dell’Ossezia del Sud inviandogli il loro « nouveau philosophe » Bernard-Henry Levy ».