Cultura

In libreria il nuovo libro di Paolo Ciofi "La bancarotta del capitale e la nuova società. Nel laboratorio di Marx per uscire dalla crisi"

E-mail Stampa PDF

da www.arsinistra.it

paolo-ciofiLa crisi finanziaria è la manifestazione drammatica della crisi di un’intera civiltà, l’esito dell’insostenibilità – antropologica, sociale, ambientale – di un modo di produzione ormai declinante, che considera gli esseri umani una pura variabile del capitale globale. Torna all’attenzione la proprietà capitalista, il presupposto tacito dato per scontato, che ha elevato una ristretta cerchia di proprietari universali al rango di una onnipotente entità sovrastante, gli insindacabili «mercati» cui tutti debbono inchinarsi. Compresi gli Stati dell’Europa, dove risorgono vecchie tentazioni egemoniche e pericolosi nazionalismi. Come se ne esce? Non c’è prospettiva di un reale cambiamento senza la lotta per una civiltà più avanzata, in cui l’economia sia al servizio dell’uomo e non viceversa. La Costituzione della Repubblica italiana, che fonda sul lavoro le premesse dell’uguaglianza e della libertà, apre le porte a una società di tipo nuovo cui anche i movimenti per i beni comuni alludono. Una possibilità che diventa effettiva a una condizione: che coloro i quali subiscono le conseguenze distruttive della crisi, in primo luogo i lavoratori dipendenti uomini e donne, in tutte le loro figure ed espressioni, si uniscano in un’ampia ed efficiente coalizione politica.

Leggi tutto...

In libreria il nuovo libro di Paolo Ciofi "La bancarotta del capitale e la nuova società. Nel laboratorio di Marx per uscire dalla crisi"

E-mail Stampa PDF

da www.arsinistra.it

paolo-ciofiLa crisi finanziaria è la manifestazione drammatica della crisi di un’intera civiltà, l’esito dell’insostenibilità – antropologica, sociale, ambientale – di un modo di produzione ormai declinante, che considera gli esseri umani una pura variabile del capitale globale. Torna all’attenzione la proprietà capitalista, il presupposto tacito dato per scontato, che ha elevato una ristretta cerchia di proprietari universali al rango di una onnipotente entità sovrastante, gli insindacabili «mercati» cui tutti debbono inchinarsi. Compresi gli Stati dell’Europa, dove risorgono vecchie tentazioni egemoniche e pericolosi nazionalismi. Come se ne esce? Non c’è prospettiva di un reale cambiamento senza la lotta per una civiltà più avanzata, in cui l’economia sia al servizio dell’uomo e non viceversa. La Costituzione della Repubblica italiana, che fonda sul lavoro le premesse dell’uguaglianza e della libertà, apre le porte a una società di tipo nuovo cui anche i movimenti per i beni comuni alludono. Una possibilità che diventa effettiva a una condizione: che coloro i quali subiscono le conseguenze distruttive della crisi, in primo luogo i lavoratori dipendenti uomini e donne, in tutte le loro figure ed espressioni, si uniscano in un’ampia ed efficiente coalizione politica.

Leggi tutto...

"Togliatti interprete di Gramsci", Bernardo Croci

E-mail Stampa PDF

togliatti interprete_di_gramsciBernardo Croci (1978) insegna Filosofia, Storia e Scienze Umane nella scuola superiore è Dottore di Ricerca in Metodologie della ricerca pedagogica.

 

È Cultore della materia presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Fra le sue pubblicazioni si segnala, in particolare, Il "messaggio" pedagogico di Benedetto Croce in «Bollettino filosofico, Università della Calabria» 19/2003; Attualità del pensiero pedagogico di Antonio Gramsci in «l'Aurora» n°3, maggio 2006; Dall'Università di massa ad una massa di crediti, Firenze, Alinea, 2008; Una nuova idea di conoscenza in «laRinascita» n° 10, 12 marzo, 2009; La formazione del moderno Leonardo, Firenze, Il Ponte Editore, 2011.


link per chi lo volesse acquistare on line: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=738726

Leggi tutto...

"Togliatti interprete di Gramsci", Bernardo Croci

E-mail Stampa PDF

togliatti interprete_di_gramsciBernardo Croci (1978) insegna Filosofia, Storia e Scienze Umane nella scuola superiore è Dottore di Ricerca in Metodologie della ricerca pedagogica.

 

È Cultore della materia presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Fra le sue pubblicazioni si segnala, in particolare, Il "messaggio" pedagogico di Benedetto Croce in «Bollettino filosofico, Università della Calabria» 19/2003; Attualità del pensiero pedagogico di Antonio Gramsci in «l'Aurora» n°3, maggio 2006; Dall'Università di massa ad una massa di crediti, Firenze, Alinea, 2008; Una nuova idea di conoscenza in «laRinascita» n° 10, 12 marzo, 2009; La formazione del moderno Leonardo, Firenze, Il Ponte Editore, 2011.


link per chi lo volesse acquistare on line: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=738726

Leggi tutto...

“Titanic Europa”: l’ultima fatica di Vladimiro Giacchè

E-mail Stampa PDF

di Paolo Colliwww.articolotre.com

 

titanic europa_giaccheSi chiama “Titanic Europa” l’ultima fatica dell’economista marxista Vladimiro Giacchè. Un libro che offre una nuova prospettiva per analizzare la crisi economica che sta segnando in profondità il destino del nostro continente. Una “voce fuori dal coro” che guarda alla crisi da una prospettiva marxista, e una ghiotta occasione per arricchire il dibattito sulla situazione economica attuale.

 

Gad Lerner a l’Infedele lo presenta fingendo un po’ di stupore per la contraddizione che incarna, essendo uomo di finanza, ma economista marxista. Vladimiro Giacché sta al gioco; sa bene che è irrituale essere partner di un gruppo finanziario (la Sator di Matteo Arpe) e al contempo “il più importante economista marxista in circolazione oggi in Italia”, come lo definisce Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani e suo sincero estimatore. È proprio questa sua irritualità, così distante dai soliti cliché di sinistra, a farne un divulgatore convincente ed efficace anche per il grande pubblico. Anche perché sulla crisi Giacché ha idee molto precise e in controtendenza. Le politiche di austerità imposte ai paesi dell’Europa – sostiene Giacché – non fanno altro che aggravare la crisi, rischiando di far succedere proprio ciò che promettono di scongiurare: le funeste profezie sul default dei debiti pubblici e la fine dell’Euro. I capi dell’establishment europeo sono, dunque, come i timonieri del Titanic che puntano verso l’iceberg. E “Titanic Europa” è proprio il titolo dell’ultimo libro di Giacché, uscito da pochi giorni per Aliberti Editore.

Leggi tutto...

“Titanic Europa”: l’ultima fatica di Vladimiro Giacchè

E-mail Stampa PDF

di Paolo Colliwww.articolotre.com

 

titanic europa_giaccheSi chiama “Titanic Europa” l’ultima fatica dell’economista marxista Vladimiro Giacchè. Un libro che offre una nuova prospettiva per analizzare la crisi economica che sta segnando in profondità il destino del nostro continente. Una “voce fuori dal coro” che guarda alla crisi da una prospettiva marxista, e una ghiotta occasione per arricchire il dibattito sulla situazione economica attuale.

 

Gad Lerner a l’Infedele lo presenta fingendo un po’ di stupore per la contraddizione che incarna, essendo uomo di finanza, ma economista marxista. Vladimiro Giacché sta al gioco; sa bene che è irrituale essere partner di un gruppo finanziario (la Sator di Matteo Arpe) e al contempo “il più importante economista marxista in circolazione oggi in Italia”, come lo definisce Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani e suo sincero estimatore. È proprio questa sua irritualità, così distante dai soliti cliché di sinistra, a farne un divulgatore convincente ed efficace anche per il grande pubblico. Anche perché sulla crisi Giacché ha idee molto precise e in controtendenza. Le politiche di austerità imposte ai paesi dell’Europa – sostiene Giacché – non fanno altro che aggravare la crisi, rischiando di far succedere proprio ciò che promettono di scongiurare: le funeste profezie sul default dei debiti pubblici e la fine dell’Euro. I capi dell’establishment europeo sono, dunque, come i timonieri del Titanic che puntano verso l’iceberg. E “Titanic Europa” è proprio il titolo dell’ultimo libro di Giacché, uscito da pochi giorni per Aliberti Editore.

Leggi tutto...

Il teatro degli orrori

E-mail Stampa PDF

di Francesco Masè

 

"E' nell'indifferenza che un uomo, un uomo vero, muore davvero"


teatro degli_orrori-w300Con questa frase, Pierpaolo Capovilla frontman de "Il teatro degli orrori" ricorda Ken Saro Wiwa, "...il poeta nigeriano, un eroe dei nostri tempi...", attivista politico ma anche poeta, imprenditore e produttore televisivo, impiccato insieme a 5 compagni di lotta nel 1995, reo di aver denunciato i crimini commessi dalle multinazionali del petrolio (quali Eni, Agip, Shell - ndr) che da anni vessano il territorio e la sua popolazione, gli Ogodi.


Due album all'attivo, più uno in uscita, hanno lanciato questa splendida rock band nel panorama nazionale in modo violento, a spintoni contro quella musica priva di contenuti e che impoverisce l'ascoltatore. Difatti Pierpaolo ama sempre affermare che la musica da lui prodotta può, come dovrebbe fare ogni opera artistica, arricchire chi ne usufruisce e spingerlo ad una riflessione su ciò che accade nella società che ha intorno, sia essa la famiglia o l'intero paese.

Leggi tutto...

Pagina 7 di 7