Cultura

Recensione del libro "Plusvalore d’Italia", GP. Patta, ed Punto Rosso

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di Roberto Romano

patta plusvaloreditalia“La storia del capitalismo affonda le sue radici nel pensiero classico e nella prima rivoluzione industriale. Piaccia o non piaccia, per interpretare correttamente il capitalismo occorre riappropriarci di quel vasto patrimonio di conoscenze, intuizioni e suggestioni che i protagonisti del pensiero classico (Ricardo, Smith, Marx) hanno offerto alla comunità economica, al lavoro e alle forze politiche che di volta in volta si sono cimentati alla guida del capitalismo”. “La storia e le crisi del sistema capitalistico appare così come la storia della perenne ricerca di quelle condizioni che ne garantiscono la permanenza”. “Non si tratta di riproporre tout court le idee di fondo dei partiti e dei teorici del vecchio movimento operaio in contrapposizione a coloro che avrebbero tradito. I fallimenti e le tragedie di questa grande storia sono noti e le ragioni sono tutte interne a essa”.

A mio modesto parere sono i fondamentali di Plusvalore d’Italia, ed. Punto Rosso, di Gian Paolo Patta, con la prefazione di N. Nicolosi e l’introduzione di S. Ferrari. Questo libro si propone il tema dell’uso corretto di Marx per capire la crisi mondiale e del nostro Paese. 

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Recensione: A cosa serve l’articolo 18

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da pensierieconomici.blogspot.it

articolo-18-dove-il-problema-AltanOrmai da almeno un decennio, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è al centro di tentativi di controriforma, da parte di governi e di maggioranze diverse. Molta confusione è stata fatta attorno ad esso, spesso con il solo obiettivo di legittimarne la modifica. Questa confusione ha relegato il dibattito a una discussione tra specialisti del diritto del lavoro, con il resto dell’Italia a fare da pubblico o da tifosi. L’importanza di questo articolo necessita un’attenzione maggiore e più consapevole.

Per diversi motivi l’articolo 18 è diventato una lotta anche simbolica: chi vuole modificarlo (sempre in peggio) ha obiettivi che vanno oltre alla semplice modifica dei rapporti di lavoro. Questo lo si capisce bene se si affronta il problema da due punti di vista: da un punto di vista storico, per analizzare da dove esso nasce, all’interno di quale modello economico e con quali obiettivi; da un punto di vista teorico, a quale sistema di valori e di idee si ispira e da quale sistema alternativo si muovono gli oppositori.

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Recensione: A cosa serve l’articolo 18

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da pensierieconomici.blogspot.it

articolo-18-dove-il-problema-AltanOrmai da almeno un decennio, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è al centro di tentativi di controriforma, da parte di governi e di maggioranze diverse. Molta confusione è stata fatta attorno ad esso, spesso con il solo obiettivo di legittimarne la modifica. Questa confusione ha relegato il dibattito a una discussione tra specialisti del diritto del lavoro, con il resto dell’Italia a fare da pubblico o da tifosi. L’importanza di questo articolo necessita un’attenzione maggiore e più consapevole.

Per diversi motivi l’articolo 18 è diventato una lotta anche simbolica: chi vuole modificarlo (sempre in peggio) ha obiettivi che vanno oltre alla semplice modifica dei rapporti di lavoro. Questo lo si capisce bene se si affronta il problema da due punti di vista: da un punto di vista storico, per analizzare da dove esso nasce, all’interno di quale modello economico e con quali obiettivi; da un punto di vista teorico, a quale sistema di valori e di idee si ispira e da quale sistema alternativo si muovono gli oppositori.

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Diario di una lotta

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diariodiunalotta

di Giovanni Sarubbi, segretario Provinciale Pdci di Avellino
e Luca Servodio, direzione nazionale PdCI

È stato presentato ad Avellino il libro “Diario di una lotta”, scritto dai lavoratori dell'IRISBUS di Valle Ufita. È una storia di parte, più precisamente un diario di tutto ciò che è successo durante i 117 giorni di lotta che hanno tenuto bloccato lo stabilimento FIAT-IRISBUS di Valle Ufita nel tentativo disperato di impedirne la chiusura che poi è avvenuta. 

Ci sono articoli di giornale, comunicati stampa, dichiarazioni di politici, sindacalisti, amministratori comunali, documenti parlamentari. Il diario si apre il 7 luglio 2011 quando, per la prima volta in Italia, i lavoratori sono messi al corrente del loro destino dalle pagine del quotidiano “Il Mattino” che pubblica la notizia sulla decisione della Fiat di voler chiudere lo stabilimento di Valle Ufita. Il libro si chiude con l'accordo, che il diario chiama “accordo della vergogna”, del 14 dicembre 2011, che ha chiuso lo stabilimento e con una lettera di Rossella Iacobucci, del Comitato Resistenza Operaia che si è formato per sostenere la lotta dei lavoratori IRISBUS.

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di Giovanni Sarubbi, segretario Provinciale Pdci di Avellino
e Luca Servodio, direzione nazionale PdCI

È stato presentato ad Avellino il libro “Diario di una lotta”, scritto dai lavoratori dell'IRISBUS di Valle Ufita. È una storia di parte, più precisamente un diario di tutto ciò che è successo durante i 117 giorni di lotta che hanno tenuto bloccato lo stabilimento FIAT-IRISBUS di Valle Ufita nel tentativo disperato di impedirne la chiusura che poi è avvenuta. 

Ci sono articoli di giornale, comunicati stampa, dichiarazioni di politici, sindacalisti, amministratori comunali, documenti parlamentari. Il diario si apre il 7 luglio 2011 quando, per la prima volta in Italia, i lavoratori sono messi al corrente del loro destino dalle pagine del quotidiano “Il Mattino” che pubblica la notizia sulla decisione della Fiat di voler chiudere lo stabilimento di Valle Ufita. Il libro si chiude con l'accordo, che il diario chiama “accordo della vergogna”, del 14 dicembre 2011, che ha chiuso lo stabilimento e con una lettera di Rossella Iacobucci, del Comitato Resistenza Operaia che si è formato per sostenere la lotta dei lavoratori IRISBUS.

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Emiliano Brancaccio: "Perché l'austerità è di destra"

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di Stefano Galieni | da www.controlacrisi.org

“L’austerità è di destra. E sta distruggendo l’Europa”, (Il Saggiatore, pp.152, 13 euro) è la recentissima pubblicazione di Emiliano Brancaccio e Marco passerella, attraverso cui gli autori provano a dare una lettura estremamente critica di come l’Italia e di fatto l’Europa stiano affrontando la crisi attuale. Ad Emiliano Brancaccio, economista di formazione marxista, chiediamo intanto le ragioni di questo titolo.

«“L’austerità è di destra” vuole essere innanzitutto un monito per la sinistra. Le politiche di austerità sono state infatti praticate da governi di destra, di sinistra ed anche da governi tecnici sostenuti da ampie maggioranze, ma i dati mettono in luce che esse sono sistematicamente ricadute sulle spalle dei lavoratori subordinati e dei gruppi sociali più disagiati. Contrariamente a quel che si dice, queste politiche non hanno mai intaccato gli sprechi e i privilegi. Basti pensare che i costi della cosiddetta “casta” sono aumentati proprio nei periodi di massimo avanzo primario, ovvero di eccesso di prelievo fiscale rispetto alla spesa pubblica al netto degli interessi. Ma quello che conta di più, per chiarire il contenuto del nostro libro, è il sottotitolo. Noi affermiamo infatti che l’austerità “sta distruggendo l’Europa”, perché invece di risanare i bilanci tende a deteriorarli. Per capire questo aspetto, occorre comprendere che il funzionamento di una economia nazionale e i conti di un intero stato non possono mai essere equiparati al funzionamento di una economia familiare.

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