“Cina. Da sabbia informe a potenza globale”

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di Gianni Scravaglieri*

Riceviamo e pubblichiamo una recensione dello studioso Gianni Scravaglieri al libro di Diego Angelo Bertozzi

Nel suo libro - “Cina. Da sabbia informe a potenza globale” (Imprimatur editore) - Diego Bertozzi si affianca al lettore e lo accompagna nella complessità della storia cinese degli ultimi centocinquanta anni. Dalla Cina della dinastia mancese dei Qing, attraversando tutto il tribolato Ventesimo secolo, tra ideali costituzionali e guerra tra bande, tra vittorie e fallimenti, rivoluzioni contadine e guerre antimperialiste, tra movimenti di indipendenza nazionale e dura realtà della guerra fredda, tra molte riforme ma non quelle politiche, tra miracoli economici e profonde contraddizioni, fino alla Cina odierna, governata dal Partito comunista di Xi Jinping. Lo fa in un modo documentato, ma scorrevole. Le pagine sono ricche di riferimenti e di coordinate storiche, ma quello che cattura il lettore è l’andamento del racconto, che fin dalle prime pagine è inteso come una utile e necessaria preparazione alla comprensione dell’attualità internazionale e della Cina di oggi.

Un libro che è scritto per noi, per capire il futuro che abbiamo davanti. Un libro che aiuta a intravedere piccoli e preziosi sprazzi di verità dietro la cortina fumogena della disinformazione. Siamo in guerra, questo si intuisce fin da subito. In pratica lo siamo da sempre. Certamente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La storia non è finita, come si era pensato dopo l’implosione dell’URSS all’inizio degli anni Novanta. Il modello americano non ha vinto, non poteva vincere. Il mondo è troppo grande, troppo complesso per essere governato da una sola Super Potenza. Ora le potenze sono più di una, la Cina fa parte del gruppo e non si tirerà indietro, né altri possono immaginare di poterla rigettare in un angolo, a partire dal Mar cinese meridionale.


Il libro di Diego Bertozzi ci suggerisce che in ogni comunità umana, che voglia evitare di lacerare se stessa in un’eterna conflittualità senza vincitori, siano necessari il rispetto e la comprensione del punto di vista di ognuno. Ma nel mondo di oggi sentiamo che molta della saggezza di un tempo si è persa, che un equilibrio si è rotto. L’Occidente non è più da solo a fare il bello e il cattivo tempo. Tuttavia le sue classi dirigenti rischiano di non volerlo accettare, rischiano di volere ancora una volta imporre con la forza al resto del mondo i loro interessi politici ed economici. Quante volte è accaduto ciò! Dal colonialismo in Africa e Asia - anche ai danni della Cina - alle guerre angloamericane per esportare la democrazia in Medioriente. Oggi tutto si fa più pericoloso, soprattutto per noi italiani, che abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare da un allargamento generalizzato dei conflitti armati.

Il libro sembra guidato da alcune domande di fondo. Che fare? Quali sono oggi i pericoli e le opportunità di una storia che si è rimessa a correre, apparentemente senza direzione? Il suggerimento del libro traspare molto chiaramente e sembra dire: se verso qualsiasi orizzonte internazionale allungando lo sguardo incontriamo la presenza della Cina, allora essa non può che  essere per noi un punto fermo e imprescindibile in un mondo sempre più instabile.

*Gianni Scravaglieri

Studioso di geopolitica, insegnante di lingua e cultura cinese presso il Polo linguistico del Comune di Milano, collaboratore del Centro di Cultura Italia Asia di Milano. Collaboratore di Cinaforum.