Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Editoriale newsletter n.3 del 26 marzo 2012

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a cura della Redazione di Marx21.it

fornero articolo18Siamo ad un giro di boa. Con la presentazione del Disegno di legge da parte del Governo sulla riforma del mercato del lavoro, che comprende le modifiche all’art.18, si apre una nuova delicatissima fase nel paese. Il ddl infatti sarà posto al vaglio della discussione parlamentare e sarà quindi suscettibile di modifiche e correzioni. Non del tutto però. Come ha precisato lo stesso Monti al forum di Cernobbio della Confcommercio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl con la formula “salvo intese” e questo significa che eventuali modifiche potranno essere fatte solo dal Governo e dal Quirinale. Certo, per ottenere il voto del Pd (oggi gravemente sotto pressione e dilaniato al suo interno da una discussione che sta polarizzando le sue anime interne), il Governo dovrà fare alcune concessioni ma la determinazione fin qui dimostrata non lascia sicuramente spazio ad illusioni di possibili marce indietro sostanziali. Ma le indiscrezioni delle cronache parlamentari già parlano, al di là delle schermaglie da campagna elettorale che si avvicina a grandi passi, di un sostanziale accordo sul “modello tedesco” (dove è il giudice a decidere il reintegro o la monetizzazione) che vedrebbe concordi Pd, Terzo Polo e Alfano, con forti malumori degli ex-An e di Sacconi.

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Un poeta civile: Pier Paolo Pasolini

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di Laura Baldelli, docente di Storia e Letteratura; segreteria regionale PdCI Marche

pasolini-pedriali 672-458 resizeFinalmente un tributo al grande intellettuale eretico, che ha pagato duramente ogni sua scelta di vita e pensiero, fino ad essere assassinato: dal 15 aprile fino al 20 luglio a Roma al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, una grande mostra “Pasolini Roma”, per testimoniare quanto il Poeta e la città siano stati legati da amore-odio, attrazione-rifiuto, allontanamento-ritorno. 

Non fu, per Pasolini, la Roma della “Dolce vita”, ma quella della borgata, quando da Casarsa fuggì poverissimo e umiliato dalla denuncia per corruzione di minori, da cui fu poi scagionato; nelle borgate, che lui paragonava a quelle dei paesi nord-africani per il degrado, conobbe quel mondo che ispirò i suoi primi romanzi e film. 

La mostra, frutto della collaborazione con vari paesi europei e sostenuta dal programma culturale dell’UE, sarà ospitata a Barcellona, Parigi e Berlino, riconoscendo Pasolini come l'intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito in una chiave assolutamente poetica, ad interpretare Roma. 

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La grande scommessa

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grande scommessa 8 1000x600di Fabrizio Simoncini per Marx21.it

Se di “grande scommessa” si trattava, dal punto di vista cinematografico possiamo affermare che è stata ampiamente vinta. Il film di Adam McKay rappresenta una vera gemma nel panorama del cinema USA riguardo il saper raccontare in modo suggestivo, quasi appassionante, la devastante crisi finanziaria del 2008. L’enorme bolla cresciuta nel mercato immobiliare americano ha lasciato ferite profonde nel tessuto sociale e ora, come è accaduto per altri avvenimenti destrutturanti per la storia degli Stati Uniti (leggi guerra in Vietnam) alcuni registi di culto provano a raccontarli. Ci avevano già provato altri due film importanti, quali “Margin Call” del 2011 di J.C. Chandor e Oliver Stone con “Wall street - Il denaro non dorme mai” del 2010. Due lungometraggi ben fatti nei quali la crisi è raccontata più sul piano psicologico che nei suoi contenuti economici e tecnici. Infatti la trama si dipana scorrendo le emozioni che ciascun personaggio reca con sé e produce nel momento in cui la slavina del collasso finanziario lo travolge. E’ vero: gli squali della finanza vengono descritti in tutta la loro ferocia e spregiudicatezza, si percepisce che a rimetterci in tutto questo sono le persone cosiddette normali, ma al termine di racconti ben intrecciati fra vicende umane a volte improbabili, resta sempre il sapore acre da bocca asciutta che rimanda alla impertinente domanda: ma che è successo veramente nel 2008? Allora ecco prorompere in questo 2016 con tutta la sua portata teorica, e per certi versi risolutiva, “la grande scommessa”.

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70 anni di ONU ... Due diverse visioni

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wangyi onudi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il dibattito in vista della commemorazione del 70° anniversario della nascita dell'Organizzazione della Nazioni Unite (Onu) consente - sebbene non ce ne fosse granché bisogno - di confrontare due opposte visioni sul futuro delle relazioni internazionali e, di conseguenza, del ruolo del Palazzo di vetro): da una parte Samantha Power, ambasciatrice Usa, con la sua insistenza sul rispetto dei diritti umani come garanzia di pace, dall'altra Wang Yi, ministro degli Esteri cinese che ha presieduto il dibattito del 23 febbraio scorso al Consiglio di sicurezza[1], convinto che una nuova vitalità alla Carta Onu può essere garantita solo attraverso il rispetto della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale di ogni Paese e la salvaguardia delle autonome via di sviluppo intraprese. In poche parole la sovranità come fondamento dell’ordine internazionale. 

Da una parte, quindi, ancora la logica dell'interventismo umanitario, del "dovere di proteggere" i popoli dalle azioni "genocide" compiute dall'Hitler di turno, a insindacabile giudizio della potenza egemone (e dei suoi alleati); dall'altra la ricerca del dialogo tra pari e la pratica difficoltosa del compromesso. Da una parte venticinque anni di guerre di aggressione, menzogne e orrore.

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La fiamma del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti resta viva

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papademetrioudi Nikolas Papademetriou, Presidente della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) | wfdy

Traduzione da senzatregua.it

Il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (WFYS) per 70 anni si è affermato nella coscienza di milioni di persone. Nel 1947, in un periodo in cui le persone stavano ancora provando a stare in piedi tra le macerie del fascismo e del nazismo lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale, migliaia di giovani progressisti di tutto il mondo, sentendo la necessità di un'unità internazionale hanno dato vita al Festival.

Il primo Festival è stato ospitato nella Cecoslovacchia socialista, nella bellissima città di Praga nel 1947. Molti si precipitarono a condannare il Festival ed il suo scopo, cercando di ridurlo completamente alla politica estera dell'Unione Sovietica. Ma la realtà era un'altra, dal momento che il Festival stesso, che poi si trasformò in un movimento, lotto contro questi personaggi inviando al contempo un forte messaggio di pace, amicizia e solidarietà.

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Franco CFA: tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere

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francocfa manodi Thomas Fazi

Franco CFA. Fino a poco tempo fa queste due parole non avrebbero significato un granché per la maggior parte degli italiani. Oggi, invece, il termine è entrato nel dibattito pubblico anche da noi, grazie alle dichiarazioni di alcuni noti politici italiani, che hanno scatenato un’aspra crisi diplomatica tra Roma e Parigi. Dunque, chi segue la cronaca politica sa probabilmente che il franco CFA è una valuta utilizzata da una serie di paesi africani e soggetta alla tutela più o meno esplicita e più o meno disinteressata – a seconda dello schieramento del dibattito a cui si è scelto di credere – della Francia. Tuttavia per i più la questione rimane a dir poco fumosa. Vediamo dunque di fare chiarezza una volta per tutte.

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Il tradimento del Kashmir e un avvertimento per gli altri stati

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kashmir soldatidi Brinda Karat

da ndtv.com

In tutta l'India la gente sta esprimendo le proprie opinioni sulle azioni del governo sul Kashmir. Per le strade di Delhi le bandiere rosse dei partiti di sinistra guidano le proteste contro l'azione del governo. Dall'altra parte della strada le bandiere allo zafferano del Sangh Parivar sono tenute da manifestanti che sostengono Modi. In tutta l'India abbiamo il diritto di discutere del Kashmir, una cacofonia di voci che risuona negli studi televisivi; le uniche persone che non hanno tale diritto sono gli abitanti del Kashmir.

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Come dare la colpa agli hacker nordcoreani

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mano codicebinariodi Francesco Galofaro
Università di Torino; CUBE;

Perché è sempre colpa della Corea del Nord? O degli hacker russi? La risposta può venire, forse, dalla narratologia. Come sappiamo, non c’è giallo senza colpevole: se, giunto all’ultima pagina, il lettore viene lasciato in preda ai suoi dubbi, il romanzo cambia genere e diventa letteratura colta. Lo stesso dicasi per le inchieste giornalistiche sui crimini informatici: i colpi più efferati degli ultimi decenni devono avere un autore; dietro le maschere anonime di pseudonimi come Shadow Brokers, Lazarus, Guccifer 2.0 deve esserci un volto. Nell’impossibilità di individuare i reali responsabili, che probabilmente godono dei frutti delle proprie rapine in qualche isola tropicale, un vero e proprio sistema, composto da superpotenze, media e agenzie investigative, cerca di manipolare l’opinione pubblica e di accusare il nemico geopolitico.

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Una battaglia per la democrazia

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parlamento italiano grandRiceviamo e pubblichiamo

di Vincenzo De Robertis

“Ridurre il numero dei Parlamentari” è la parola d'ordine attuale e principale del Movimento 5 stelle, ed in particolare del suo leader (o capo politico, come preferisce farsi chiamare), Luigi Di Maio, che la utilizza per magnificare il proprio partito, primo ed unico artefice, a suo dire, di una riforma originale, e per attaccare gli avversari di turno, prima il PD, ora la Lega, quali “difensori della casta”.

Si tratta, invero, di pura propaganda, perchè di originale e di unico non vi è nulla.

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Berlinguer e il compromesso storico

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Enrico berlinguer 1952di Alessandro Pascale

Pubblico
Il compromesso storico e la rivista Rinascita, la tesi di laurea triennale in storia contemporanea (anno accademico 2006-2007), relatore il prof. Agostino Giovagnoli, discussa all'Università Cattolica di Milano nel febbraio 2018. Con questa tesi mi sono laureato nella facoltà di lettere e filosofia, corso scienze storiche, indirizzo storia contemporanea, con il voto di 110/110. Vi ho allegato una prefazione per rimarcare pregi e limiti dell'opera, aggiungendo alcune considerazioni generali sulla segreteria Berlinguer.

La tesi è scaricabile gratuitamente da Academia. Di seguito la prefazione.

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