Poesia

Un poeta civile: Pier Paolo Pasolini

E-mail Stampa PDF

di Laura Baldelli, docente di Storia e Letteratura; segreteria regionale PdCI Marche

pasolini-pedriali 672-458 resizeFinalmente un tributo al grande intellettuale eretico, che ha pagato duramente ogni sua scelta di vita e pensiero, fino ad essere assassinato: dal 15 aprile fino al 20 luglio a Roma al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, una grande mostra “Pasolini Roma”, per testimoniare quanto il Poeta e la città siano stati legati da amore-odio, attrazione-rifiuto, allontanamento-ritorno. 

Non fu, per Pasolini, la Roma della “Dolce vita”, ma quella della borgata, quando da Casarsa fuggì poverissimo e umiliato dalla denuncia per corruzione di minori, da cui fu poi scagionato; nelle borgate, che lui paragonava a quelle dei paesi nord-africani per il degrado, conobbe quel mondo che ispirò i suoi primi romanzi e film. 

La mostra, frutto della collaborazione con vari paesi europei e sostenuta dal programma culturale dell’UE, sarà ospitata a Barcellona, Parigi e Berlino, riconoscendo Pasolini come l'intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito in una chiave assolutamente poetica, ad interpretare Roma. 

Leggi tutto...

Sabrina Iachetti. La poesia

E-mail Stampa PDF

di Fosco Giannini | da pdcimarche.wordpress.com

Se un’artista, in questo caso una poetessa, non raggiunge in vita, non diciamo la fama, ma almeno un pò di notorietà; se il suo lavoro poetico è conosciuto solo in ristrettissime cerchie che vanno poco la di là delle (magnifiche) sorelle, degli amici, degli amori e di chi l’ha conosciuta, letta e amata – come chi scrive – solo dopo la sua morte: ciò deve obbligarci a prolungare il silenzio su di lei? Oppure, il rovescio: per il solo fatto che una giovane donna abbia lasciato scritti prima di “andarsene”: ciò, e solo ciò, per lo strano fascino della morte, rende lecito parlare della sua poesia? E ancora: se la poetessa di cui parliamo non ha potuto, per aver rinunciato troppo presto alla vita, lasciarci raccolte intere di poesie, ma una sola, magra, raccolta: tutto ciò fa sì che sia “incongruo” parlare di lei, di tramandare i suoi, seppur pochi, versi?

Di ogni essere umano scomparso è giusto e necessario parlare. E’ l’unico antidoto che conosciamo alla morte. Ma l’esercizio di rimettere in circolo un lavoro poetico che rischia di scivolare nello stesso buio freddo e infinito che avvolge la sua compositrice cade sotto un’altra  legge, diversa da quella che sovraordina la scomparsa degli esseri umani. 

Leggi tutto...