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siria bandiera cieloComunicato del Partito comunista siriano unificato

Dal giornale elettronico “Nur”


Traduzione di Mohammed Kharifi

Ringraziamo Marinella Correggia per la segnalazione

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque trattato, in tutta evidenza, di un’altra aggressione da parte degli Usa contro un paese indipendente, membro di tutte le organizzazioni internazionali. Così facendo gli Usa hanno calpestato il diritto internazionale che vieta di attentare all’indipendenza degli Stati e di violarne l’integrità territoriale.

Gli Stati uniti hanno addotto come falso pretesto l’utilizzo di armi chimiche a Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib.


Gli apparati della propaganda occidentale hanno addebitato l’uso di queste armi all’esercito arabo siriano. Ma un tale comportamento non è assolutamente nelle sue tradizioni, né nei suoi interessi. L’accusa, senza prove circa i colpevoli, è uno dei tanti aspetti che caratterizzano la decadenza morale dell’imperialismo internazionale e dei suoi seguaci. Addossare la responsabilità dell’uso di armi chimiche alla Siria, senza che sia prima stata svolta un’inchiesta ufficiale, internazionale e neutrale, appartiene alla mentalità da cowboy e al banditismo che contraddistinguono la Casa bianca e il suo inquilino, il quale deve per forza portare avanti gli interessi dei poteri finanziari e dei monopoli che governano negli Stati uniti, nominando di fatto i presidenti.

Alcune motivazioni hanno contribuito alla recente aggressione statunitense alla Siria. Le fazioni terroriste hanno perso terreno grazie all’eroica avanzata dell’esercito arabo siriano su tutti i fronti importanti. E’ cambiata dunque la realtà sul campo, per i combattenti sostenuti dagli Usa; inoltre il ruolo statunitense è diventato marginale anche nei negoziati, si pensi a Ginevra 5 e Astana.

Gli Stati uniti hanno dunque cercato di riacquistare egemonia e prestigio nel mondo, di indebolire la forza dell’esercito arabo siriano e di recare danno alla coalizione siriana-russa che appoggia l’indipendenza della Siria e il mantenimento dei suoi confini e della sua entità. Il bombardamento dell’aeroporto di Al Shayrat non è un fatto isolato nella politica statunitense; si pone nella linea della guerra che da sei anni è condotta contro la Siria, da parte di una coalizione occidentale-turca-saudita-qatariota-israeliana, nota per il suo costante impegno nell’indebolire le potenze degli eserciti arabi e nel rafforzare Israele con tutti i mezzi.

L’ingerenza statunitense in Siria comprende la costruzione di una base militare nell’aeroporto di Al Rmilan nel nord della provincia di Hassaka, seguita dalla conquista dell’aeroporto di Tabaka, con il contestuale ostacolo all’avanzata dell’esercito arabo siriano verso quell’aeroporto, oltre alla fornitura massiccia di armi dal nord dell’Iraq per forze che sognano la separazione dalla Siria e la sua divisione.  Tutto ciò costituisce una serie di passi verso la realizzazione del progetto della divisione della Siria, da ridisegnare secondo nuovi confini.

Molti cittadini algerini, tunisini, egiziani, iracheni, bahreiniti, yemeniti, libanesi,  giordani si sono schierati a fianco della Siria nella sua tragedia. Registriamo anche la ferma posizione della Russia, decisiva nel far comprendere all’Occidente che la Siria non è sola, dell’Iran e della Cina, e di un gruppo di Stati dell’America latina, senza dimenticarne altri.

Nel gruppo degli aggressori, dobbiamo elencare, oltre a Europa e Stati uniti, Arabia saudita, Qatar, Turchia, Israele, Bahrein e altri stati reazionari, colonialisti e sionisti. E naturalmente tutte le fazioni terroriste armate, al lavoro contro la popolazione e le infrastrutture del paese. La cosiddetta “opposizione” che ha appoggiato l’attacco statunitense contro la Siria fa parte della categoria di chi vende la patria per i dollari e i rial.

Il Partito comunista unificato fa appello alle masse arabe e a tutti gli amanti della libertà e della pace nel mondo affinché si attivino contro l’aggressione. 

Il Partito comunista unificato fa appello al popolo siriano, ai partiti e allo Stato affinché facciano sentire la propria voce in tutte le parti del mondo, operino per consolidare l’unità nazionale siriana, e assicurino l’appoggio alla resistenza in tutti i campi della vita politica, economica, sociale, e culturale, per una Siria unita, democratica, laica e progressista.

Il Partito comunista siriano unificato

Damasco, 9 aprile 2017