Partito Comunista del Vietnam: la rielezione di Nguyen Phu Trong manda un segnale positivo

E-mail Stampa PDF

NguyenPhuTrongGlobal Times, 28 gennaio 2016

traduzione di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Traduciamo alcune interessanti considerazioni del Global Times (tabloid legato al Partito comunista cinese) in relazione al 12° congresso del Partito comunista del Vietnam. Interessante perché, pur non nascondendo le difficoltà e i punti di attrito nella relazione stretta e complessa tra Pechino ed Hanoi e l'interessata presenza statunitense, ritiene saldo il rapporto tra i due Paesi socialisti, entrambi sulla via della riforma e posti di fronte a pericoli di sovversione interna (Diego Angelo Bertozzi)

Il Partito Comunista del Vietnam ha rieletto mercoledì Nguyen Phu Trong come proprio segretario generale per un secondo mandato, segnalando la stabilità del percorso politico del partito al governo.

Il 12 ° congresso nazionale del partito ha attirato grande attenzione in Occidente. L'Occidente vede Nguyen Phu Trong e i suoi seguaci come dei conservatori e membri di una fazione pro-Cina mentre ritiene il primo ministro Nguyen Tan Dung un riformista che è anche vicino agli Stati Uniti. I media occidentali ritenevano che Nguyen Tan Dung, che ha promosso l'adesione del Vietnam  alla Trans-Pacific Partnership guidata dagli Usa (TPP), sarebbe stato il nuovo segretario generale e che avrebbe avviato una nuova fase di riforme.


Ma l'analisi dell'Occidente sulla politica interna del Vietnam è troppo superficiale. Si tende ad etichettare la leadership del Partito Comunista del Vietnam come divisa tra "riformisti" o "conservatori". Tuttavia, indipendentemente da chi è al potere,  la priorità sarà l'interesse del partito e del paese.

Il percorso di riforma del Vietnam è largamente considerato come un successo. C'è scarsa possibilità che il paese esca dal suo percorso per scegliere un modello occidentale di riforme. Da quando il Vietnam si è aperto, l'Occidente ha aumentato la sua penetrazione politica.  Molti paesi dell'Asia orientale vedono le relazioni con la Cina e con gli Stati Uniti come loro ancora di salvezza diplomatica. In questo il Vietnam non fa eccezione. Pechino e Washington sono importanti per Hanoi, che però è anche vigile nei confronti di entrambi.

La Cina è il più grande vicino del Vietnam. Nonostante il Vietnam abbia aderito al TPP, la posizione della Cina come partner commerciale più grande non può essere sostituita. Dato ancora più importante è che la Cina e il Vietnam sono paesi socialisti. Il Vietnam ha fatto tesoro di molte esperienze della Cina nel suo percorso di riforma e nella difesa dalla penetrazione politica dell'Occidente.

Ci sono dispute territoriali tra i due, ma sono rimaste sotto controllo e si è cercato di evitare che coinvolgessero le più ampie relazioni Cina-Vietnam. Gli Stati Uniti, come potenza leader occidentale, rappresentano il primo obiettivo di apertura del Vietnam. Hanoi sarà anche allettata dall'utilizzare Washington come leva contro la Cina per quanto riguarda le dispute territoriali. Mentre il rapporto tra Vietnam e Stati Uniti seguirà uno sviluppo naturale, Washington getterà i semi di una "rivoluzione colorata" mentre cerca cooperazione con Hanoi. Diversamente dalla Cina, il Vietnam si troverà di fronte a una sfida più pericolosa per resistere alle forze sovversive esterne.

In realtà, il Vietnam non può essere completamente a favore della Cina o pro-Stati Uniti; ha, invece, bisogno di una posizione stabile ed equilibrata, anche per superare le contraddizioni del suo sviluppo e darsi chiare priorità.

I media occidentali possono essere delusi dall'uscita di scena di Nguyen Tan Dung, ma la Cina non ha alcun motivo per seguire questa logica e sa che i legami bilaterali con il vicino sono sicuri. Le dispute marittime proseguiranno, anche se sono sotto controllo. La cooperazione del Vietnam con gli Stati Uniti non vedrà un declino con la partenza di Nguyen Tan Dung.

Il sistema guidato dal Partito comunista vietnamita è caratterizzato da più direzioni, con il segretario generale che esercita la più grande influenza sul percorso della nazione. In questo modo, la rielezione di Nguyen Phu Trong è un segno positivo per il partenariato strategico completo tra la Cina e il Vietnam.