I giovani in assemblea per il futuro dell’Italia

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a cura dell'Esecutivo nazionale FGCI


fgci assemblea_2012-w300Questo fine settimana a Napoli si svolgerà l’assemblea organizzativa nazionale della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani. Oltre cento compagni e compagne di tutta Italia, delegati dalle loro regioni, impegneranno il sabato e la domenica per una discussione approfondita sull’attuale fase politica e sociale ma in particolare sui molti problemi che le nuove generazioni e tutto il paese affrontano.


Il cambio di governo (che purtroppo non coincide con la fine del blocco di potere che ha sorretto Berlusconi) è stato un avvenimento importante che però non ha mutato la sostanza dell’impoverimento generale delle classi lavoratrici e dell’aggressione ai diritti sociali che negli ultimi venti anni, con particolare gravità durante la crisi, è stato uno dei paradigmi dominanti.


La disoccupazione giovanile sfiora il 30%, mentre assistiamo al lento ma progressivo deterioramento del sistema dell’istruzione e della ricerca. Inoltre il nostro paese sta subendo ormai da anni un fortissimo attacco al lavoro con l’esplosione del precariato come fenomeno di massa, un attacco ai diritti basilari come l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In aggiunta vi è una forte crisi delle organizzazioni politiche progressiste che subiscono l’affermazione sempre più pesante dell’ideologia individualista che dilaga nell’imbarbarimento civile e produce un’ondata di razzismo, sessismo e omofobia. Sono queste le principali cause che mettono a serio pericolo i lavoratori, i giovani e la democrazia italiana.


Questo è sempre meno il paese in cui vogliamo vivere, in cui vogliamo sviluppare le nostre ambizioni personali e collettive e in cui fare un serio investimento per il futuro. La società che vogliamo costruire è ben diversa.


Per questo coglieremo l’occasione per fare il punto sui nostri molti fronti di lotta: quello dei saperi, che ci ha visto coerentemente parte del movimento, fin da “l’onda” del 2008, impegnati perché le vertenze degli studenti si unissero a quelle dei lavoratori. Quello contro la precarietà, che negli anni ha segnato molte tappe importanti, grazie alle mobilitazioni della CGIL, ai precari de“Il nostro tempo è adesso”, al lavoro per elaborare un nuovo welfare che non escluda nessuno.


Quello della pace, contro le inutili e dannose spese militari e contro le nuove guerre imperialiste che si stanno preparando. Quello dell’antifascismo, oggi ancora più evidente dai casi sempre più numerosi di violenza a sfondo razzista, sessista o politico contro compagni e militanti di sinistra.


Ma non solo. La nostra organizzazione in questa fase difficile, durissima, è riuscita a tenere la posizione, a resistere agli urti dello sconforto di fronte alle molte avversità e alle difficoltà materiali e ha continuato a lottare. Nonostante tutto giovani compagni e compagne sono rimasti uniti in tutta Italia condividendo ancora l’ambizione di provare a cambiare le cose, consapevoli che di fronte agli attacchi che le classi dominanti, la destra al governo, le grandi istituzioni capitalistiche che con questa crisi hanno commissariato la politica, possono essere affrontati solo con l’unità.

 

Tutto ciò è già molto ma non ci può bastare

 

Da Napoli in poi ci prepareremo ad una grande sfida, per la quale dobbiamo chiamare all’appello tutti i giovani e le giovani che ancora non hanno incrociato la nostra organizzazione: la battaglia contro l’aggressione al nostro futuro, proseguita anche dal nuovo governo Monti, che rischia di passare dalla annunciata (cosiddetta) riforma del mercato del lavoro.


Una battaglia contro quei potenti che ci usano a pretesto dei loro interessi calandoci in una fasulla guerra generazionale, in cui la nostra mancanza di diritti e prospettive viene imputata ai diritti di chi ci ha preceduto. Una falsità che dobbiamo combattere con asprezza e dobbiamo smascherare di fronte a tutti coloro che spartiscono i nostri stessi bisogni e ambizioni.

 

Una battaglia per disegnare assieme il paese che vogliamo, che faccia uguaglianza non livellando verso il basso i diritti ma dandoli a tutti, che potremmo condurre solo facendo il nostro dovere, come lo fecero coloro che con anni di lotte e sacrifici ottennero lo Statuto del Lavoratori, i diritti civili, l’avanzata della democrazia nel solco del mandato Costituzionale.


La nostra generazione può occupare il posto che le spetta solo se saremo capaci di convincere della giustezza e della necessità di una lotta unitaria e organizzata, profondamente politica, che parli a tutta la popolazione di uguaglianza e sviluppo. Questo è l’impeto che ancora ci muove e ci fa sentire non già dei reduci di una storia passata ma dei comunisti di oggi, di questo mondo, che lottano per il cambiamento.

 

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