Patria o muerte!

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di Andrea Costanzo

“E’ praticamente superfluo dire che non intendiamo «nazionalità» nel senso popolare del termine, come insensata antipatia nei confronti degli stranieri; come un’ indifferenza nei confronti del benessere generale della razza umana o come un’ingiusta preferenza per i presunti interessi nazionali o come il rifiuto di adottare per il nostro Paese quello che è stato buono per altri. Intendiamo il principio di simpatia, non di ostilità; di unione, non di separazione. Intendiamo il sentimento di comunanza d’interessi tra coloro che vivono sotto il medesimo governo entro i medesimi confini naturali o storici. Intendiamo che una parte della comunità non si consideri estranea rispetto a un’altra sua parte….” (J.S. Mill, a system of logic, Ratiocinative and Inductive, 1843)


Con queste parole, scritte da John Stuart Mill a metà ottocento, mette una netta distinzione tra il concetto di patriottismo e quello di nazionalismo. Ma, in realtà le due cose possono essere l’una conseguenza dell’altra o anche sinonimi, visto che persino Lenin considerava il nazionalismo una prima fase della lotta antimperialista, soprattutto per le indipendenze nazionali. Però la storiografia borghese ce li ha fatto vedere come cose distinte e separate. Karl Deutsch scriveva che “mentre il patriottismo è uno sforzo o una disponibilità a promuovere gli interessi di tutte le persone che sono nate o vivono nella stessa patria ovvero nello stesso paese, il nazionalismo mira a promuovere gli interessi di tutti coloro che appartengono alla stessa natio, ovvero formano un gruppo che ha una comune discendenza.” Quindi, da sempre, il mainstream come la sinistra sinistrata gioca a demonizzare il nazionalismo e promuovere il patriottismo. In realtà non possiamo definirci “ patriottici e nazionalisti” e l’esempio ci viene da Russia e Cina dove si tengono dei corsi scolastici sul patriottismo, ma a sua volta sono difendono i propri interessi nazionali. Diciamo che bisogna stare attenti all’utilizzo del termine “ nazionalismo” se lo intendiamo come concetto di egemonia del proprio paese, come ha fatto la Germania nazista.

Quindi, il termine “ nazionalista” non deve essere denigrato come fa la una certa “ pseudo sinistra”ma bisogna stare sempre attenti come si intende il concetto. Infatti non si ci può dire di essere per la difesa degli interessi nazionali e poi supportare le azioni imperialiste della NATO come fa la Meloni e Salvini, supportando l’intervento americano in Venezuela; quindi oltre ad essere “ nazionalisti” come difesa degli interessi nazionali bisogna essere antimperialisti, come Putin, Milosevic e Chavez hanno insegnato. Infatti, Putin esalta e difende gli interessi nazionali della sua patria, ma a sua volta esalta il patriottismo ( soprattutto nella scelta delle ricorrenze come 9 maggio e il 4 dicembre, scelte dal governo russo per esaltare il principio del patriottismo e unità nazionale), ma a sua volta coopera politicamente con paesi socialisti e antimperialisti come Siria, Venezuela e Cina, che alloro volta difendono i propri interessi nazionali.

Anche chi richiama o denigra la data del 4 novembre ( vittoria della prima guerra mondiale), che molti come la Meloni o Salvini vorrebbero festa nazionale al posto del 25 aprile, bisogna dire nonostante il primo conflitto mondiale sia stato un conflitto essenzialmente imperialistico, ha comunque sancito per l’Italia la completa unificazione nazionale. Quindi , come un fatto estremamente patriottico, come la completa unificazione nazionale, viene fatta passare dalla sinistra sinistrata come coacervo di becero nazionalismo e di fare l’Italia una potenza egemonica, e non come un evento patriottico ( con i dovuti se come detto prima) come il ritorno di Trento e Trieste all’Italia. Dall’altro canto, proprio per quello che abbiamo detto, i sinistrati dovrebbero sapere che prima dell’inno di Mameli, era la canzone del Piave l’inno della repubblica italiana e che alcuni esponenti storici della sinistra come Parri, Togliatti e Pertini hanno combattuto nelle trincee per la patria e sono stati pluridecorati.

Per concludere, non può sbandierare di essere patriottici e sua volta difendere le azione di un organizzazione come la NATO o gli stessi Stati Uniti, ma anche ad non confondere i due concetti e fare il gioco del mainstream come fa la “ sinistra a sinistra del PD”. Come ci ricorda l’indimenticato compagno comandante Fidel Castro: Patria o muerte!