Intervento al terzo congresso nazionale dell'ANPI [1]

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anpi tessera terzo congresso nazionaledi Concetto Marchesi
da assconcettomarchesigallarate.wordpress.com

Oggi, mentre alcuni dei nostri migliori partigiani sono tenuti in prigione sotto il peso di una condanna o di una accusa infamante, i Graziani e i Borghese parlano tra gli applausi festanti dei risorti fascisti sulle piazze di Roma.

Questo non si poteva prevedere in quel settembre del ‘44, quando nel bollettino della Regia Legazione d’Italia di Berna si pubblicò un messaggio del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia in cui i rappresentanti di tutti i partiti, dal democratico-cristiano al comunista al socialista all’azionista al liberale, si impegnavano solennemente di assicurare alla Patria l’indipendenza, al popolo italiano la libertà politica, ai lavoratori il diritto di procedere verso più alte conquiste, e bollavano – in quel messaggio – come traditori coloro che avessero tentato la consueta divisione dello schieramento politico italiano in partiti dell’ordine e in partiti del disordine.


Voi sapete come contro di noi risuoni ancora la voce calunniosa, che fu sempre cara alla peggiore delle tirannie: “Nemici della Patria, nemici della difesa nazionale”!

Noi, nemici della Patria? E quelle migliaia di impiccati, di trucidati, di Caduti sul campo della lotta partigiana, per cosa si immolarono se non per la difesa, per la libertà, per l’onore della Patria?

Si, sacra è per noi la difesa della Patria. Non la difenderanno coloro che mandarono gli eserciti in Spagna per compiere il primo misfatto dell’epoca, né coloro che mandarono gli eserciti in Etiopia, in Albania, in Grecia, ecc… Non difendono certo la Patria coloro che pongono agli ordini di generali stranieri i soldati d’Italia, perché difendere la Patria significa difenderne il territorio e l’indipendenza.

1 In: Per l’unità antifascista. Dagli atti del 3° Congresso dell’ANPI, Roma, 27, 28, 29 Giugno 1952, pag. 48 (ACM n. 434).