Un primo e breve ricordo della vita di Antonio Costa

E-mail Stampa PDF

bandierarossaOperaio, si iscrive giovanissimo al PSI, aderendo alla corrente di Lelio Basso.

Svolge attività sindacale e diviene membro della Segreteria provinciale della FILZIAT-CGIL (Alimentaristi) . Lavora con Osvaldo Muzzana (Segretario) ed Elisa Milanato. E’ membro del Direttivo della Camera del Lavoro

E’ tra i fondatori del PSIUP, insieme a Vecchietti e Valori e diviene Segretario della Federazione di Milano

Nel 1970 viene eletto Consigliere comunale di Milano per il PSIUP, con il Prof. Cesare Musatti

Nel 1975 e nel 1980 viene riconfermato Consigliere eletto nelle liste del PCI. Diviene Assessore al Personale e all’Economato nella prima Giunta di Sinistra con sindaco Tognoli.


Successivamente fa parte della Segreteria provinciale del PCI

Nel 1989 diviene vice-presidente dell’Associazione regionale dei Circoli cooperativi aderenti alla Lega delle Cooperative. In questa qualità è membro del Direttivo provinciale della stessa Lega.

Nel 1992 aderisce a Rifondazione comunista ed entra nella segreteria provinciale.

Fino all’ultimo è stato membro dell’Esecutivo del Centro culturale Concetto Marchesi.

E’ stato tra i fondatori e tra i componenti della redazione della rivista “ Gramsci oggi “.

Recentemente a seguito della pubblicazione del libro “ricostruire il partito comunista “ e degli esiti del congresso si e’ iscritto al Partito dei Comunisti Italiani.

Come si vede una vita tutta votata alla militanza ed alla lotta politica per cambiare la nostra società , per costruire una società socialista, una convinzione che non gli e’ mai venuta meno nonostante le vicissitudini ed anche le sconfitte che abbiamo subito e nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando.

Una vita che ha messo in luce le sue doti di dirigente politico e sindacale, ma anche le sue grandi qualità umane apprezzate sia dai compagni che da tutte le persone che lo hanno conosciuto.

Quando circa 2 anni fa è capitato che si recasse ai gruppi consiliari per partecipare ad alcune riunioni, dopo ben 25 anni dai tempi in cui era stato Assessore al personale, molti lavoratori del comune, vedendolo, accorrevano a salutarlo calorosamente chiamandolo ancora “assessore”, non c’è riconoscimento più grande del proprio operato che la stima delle persone , ed in particolare dei lavoratori, che ti hanno conosciuto, ancora di più se questa stima si rafforza anziché diluirsi con il passare degli anni.

Una mente acuta quella di Antonio, rafforzata da una grande cultura, da una sete continua di sapere, conoscere, approfondire che è propria normalmente dei giovani che cominciano a scoprire il mondo, che invece in lui è rimasta immutata per tutta la vita.

Non faceva in tempo ad uscire un libro, o un film, degni di nota che lui lo aveva già letto o già visto e ti chiedeva cosa ne pensavi e ti coinvolgeva in una discussione.

Ma non era il suo un sapere fine a se stesso, non era astratto piacere per la cultura ed il mondo delle idee, era un sapere finalizzato sempre a capire il mondo e la società in cui viveva per agire e per cambiarla.

Aveva anche un certo gusto della “provocazione”, nei suoi interventi , ma anche nelle discussioni personali, ci infilava la battuta o il ragionamento sul filo del paradosso che però serviva sempre a stimolare una riflessione o un approfondimento negli interlocutori, e finivano spesso per suscitare una discussione da cui si usciva rendendosi conto di aver messo a fuoco alcuni aspetti che fino a quel momento non si erano considerati.

Nel prendere la sua ultima tessera ci ha tenuto a sottolineare il suo dispiacere nel non poter accompagnare ad essa una adeguata militanza, e questo era stato anche uno dei motivi che avevano ritardato la sua decisione , nonostante io gli sottolineassi il grande valore che aveva per molti compagni il solo fatto della sua adesione ed il contributo che poteva dare sul piano dell’analisi e della elaborazione politica, anche solo partecipando, quando poteva, alla discussione negli organismi dirigenti del partito rimaneva, comunque, perplesso perché per lui la politica era sinonimo di militanza.

Sono anche piccoli episodi come questo che fanno capire come mai Antonio ed altri compagni della sua generazione e di quelle che lo hanno preceduto hanno saputo costruire un partito che ha avuto una grande capacità di incidere e cambiare la realtà italiana, di scrivere da protagonista la storia del nostro paese.

E’ anche per questo che la sua assenza crea un vuoto che non e’ colmabile non solo tra i compagni che lo conoscevano e che avevano con lui un forte legame di amicizia, ma anche per quel percorso di ricostruzione del partito comunista, che lui fortemente condivideva e che senza di lui sarà un po’ più difficile.

La redazione di Marx21.it esprime le più sentite condoglianze alla famiglia del compagno Antonio e ai compagni di Milano.
I funerali avranno luogo martedì 15 maggio alle ore 9 presso il cimitero di Lambrate