Il Partito Comunista in questa fase storica

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di Giorgio Raccichini, PdCI Porto San Giorgio

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

falcemartelloL’Italia ha bisogno di un Partito Comunista forte, organizzato, caratterizzato da una ferrea coesione interna, affinché possa lottare perché venga rispettata e applicata la Costituzione Italiana e il nostro Paese riacquisti una piena sovranità nazionale.

Ancora una volta, come durante l’occupazione nazi-fascista, l’Italia è schiacciata dal tallone di ferro di un nemico esterno, molto più subdolo, appoggiato da settori importanti della grande borghesia e della classe politica nostrane.

Credo che l’obiettivo del grande capitale internazionale sia quello di ridisegnare in maniera drastica, sfruttando sagacemente la crisi economica internazionale, una nuova divisione internazionale del lavoro.

Quello che appare evidente è che il cosiddetto “neocolonialismo”, che attraverso le multinazionali legava e lega in un rapporto di dipendenza l’economia e la politica dei Paesi in via di sviluppo agli interessi degli Stati ricchi, minaccia contesti nuovi e un tempo economicamente e socialmente molto avanzati, come quello italiano. Mentre vaste aree del Mondo, dal Sud-Est asiatico all’America Latina si stanno liberando dal giogo del neocolonialismo, il grande capitale internazionale, supportato da una politica servile e da una grande borghesia italiana anti-nazionale, sta cercando di delineare un nuovo tipo di organizzazione politica e socio-economica del nostro Paese. Quando vengono prese misure che colpiscono i diritti dei lavoratori, quando si abbassa il valore dei salari e delle pensioni, quando si tagliano le spese per l’istruzione e la sanità, quando si riducono i costi del funzionamento democratico delle nostro sistema istituzionale, è evidente che si vuole collocare l’Italia, nell’ambito della divisione internazionale del lavoro, tra i Paesi in cui le multinazionali possono sfruttare lavoratori meno pagati e meno tutelati per produrre merce da vendere sui mercati internazionali.

In questo contesto la lotta per applicare i principi più avanzati della Costituzione Italiana, che rappresentano per i Comunisti obiettivi strategici basilari per avanzare verso la fase della transizione socialista, assume sia un valore patriottico, perché finalizzata alla tutela degli interessi fondamentali delle masse lavoratrici italiane e a conquistare una nuova e solida sovranità nazionale, sia una dimensione internazionalista, dal momento che si oppone alla strategia del capitale internazionale ed europeo e fornisce un modello nuovo su cui basare l’unità dei popoli europei.

Noi Comunisti dobbiamo essere consapevoli della nostra funzione in questa fase storica e dobbiamo essere coscienti che non potremmo ottenere nessun serio risultato senza un’organizzazione adatta ad affrontare le sfide del presente e del futuro, senza un’organizzazione compatta che agisce unitariamente per difendere gli interessi unitari di lavoratori e disoccupati e che sappia coalizzare intorno a sé anche settori importanti della piccola e media borghesia sempre più incapaci di reggere il confronto con lo strapotere delle multinazionali.