Alcune note sull’evoluzione della situazione internazionale

E-mail Stampa PDF

poverta mondodi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

O Militante", rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, n° 366 maggio-giugno 2020

da http://www.omilitante.pcp.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La pandemia di Covid-19, la cui portata ed effetti sono ancora in fase di sviluppo - a seconda della sua incidenza in diverse parti del mondo -, sta già avendo enormi impatti in molti paesi e ripercussioni in tutto il mondo, causando un ampio e complesso insieme di problemi economici, sociali, politici e ideologici, e aumentando ulteriormente l'instabilità e l'incertezza che caratterizzano l'evoluzione della situazione internazionale.


Una crisi latente

L'epidemia di Covid-19 arriva in un momento in cui stavano già aumentando i rischi di recessione nelle principali potenze capitaliste e i segnali di deterioramento della situazione economica globale, nel contesto più generale della crisi strutturale del capitalismo.

La colossale iniezione di miliardi di dollari nel sistema finanziario e l'intensificazione dello sfruttamento e l'attacco ai diritti sociali, tra le altre misure messe a punto dal grande capitale a seguito dell'esplosione della crisi del 2008, hanno guidato l'aumento esponenziale della concentrazione e della centralizzazione capitalista, il violento peggioramento delle disuguaglianze sociali, l'enorme aumento dell'indebitamento e una nuova spirale di speculazioni in borsa - fattori che sono all'origine di una nuova esplosione di crisi e che mostrano brutalmente sia il carattere di classe delle politiche neoliberiste che i loro limiti.

Un deterioramento della situazione economica globale a cui ha contribuito in modo significativo anche la politica di ricatto permanente e di guerra economica guidata dagli Stati Uniti, in particolare contro la Cina, indicata quale principale sfida strategica e bersaglio dell'imperialismo USA - , ma anche nei confronti di tutti i paesi che non si sottomettono e che sono considerati un ostacolo ai loro interessi, il che, va sottolineato, implica anche l'obbligo di sottomissione totale dei suoi "alleati".

In altre parole, da molto tempo si stava sviluppando ed era latente una nuova crisi economica di proporzioni significative che l'epidemia di Covid-19 ha fatto precipitare e peggiorato, dandole una dimensione più ampia e più profonda ed esponendo le contraddizioni del capitalismo.

Contrasto tra sistemi

L'epidemia di Covid-19 ha brutalmente rivelato la natura sfruttatrice e parassitaria del capitalismo e il suo carattere profondamente disumano.

Il contrasto a livello internazionale è evidente tra l'atteggiamento delle potenze imperialiste, vale a dire gli Stati Uniti e le grandi potenze dell'UE, immerse nel "si salvi chi può", e l'azione della Cina, di Cuba e anche della Russia e di altri paesi, il cui atteggiamento si basa sulla pronta solidarietà e cooperazione, non solo tra loro, ma anche con dozzine di altri paesi colpiti dall'epidemia.

Un contrasto che risulta evidente anche nella superiore capacità che la Cina o Cuba stanno dimostrando nel prevenire e combattere l'epidemia nei loro paesi, di fronte all'incapacità mostrata da alcuni dei paesi capitalisti più sviluppati, con un enorme retaggio di privatizzazioni e lo smantellamento dei servizi pubblici - in particolare quelli sanitari - e l'alienazione di altri strumenti essenziali per garantire i bisogni di base della popolazione.

La frenetica e folle operazione di disinformazione e diffamazione lanciata dall'amministrazione americana - e ripetuta fino allo sfinimento dai suoi accoliti, anche in Portogallo (e in Italia, NdT)- contro la Cina, in relazione al Covid-19, e la sospensione ritorsiva del finanziamento americano all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne sono la prova.

Nel frattempo, la Cina ha adottato misure straordinarie per contenere l'epidemia - nonostante il grave impatto economico e sociale che queste misure hanno avuto per il paese - mettendo al primo posto non solo la salute e il benessere della sua popolazione, ma anche di tutti i popoli del mondo. Come sottolineato dall'OMS, se non fosse stato per gli sforzi compiuti dalla Cina, l'epidemia di Covid-19 si sarebbe diffusa molto più rapidamente, il che non avrebbe consentito la preparazione e l'adozione tempestiva di misure preventive e di contrasto da parte di altri paesi.

Come sottolineato dall'OMS, la Cina ha contenuto l'epidemia, isolato il virus e sequenziato il suo genoma, ha condiviso tutte queste informazioni con il mondo e adottato misure efficaci per prevenire e rispondere alla situazione della salute pubblica, il che ha impedito la rapida diffusione della malattia. introducendo un nuovo modello in grado di rispondere alle epidemie.

Il tentativo di strumentalizzare la situazione attuale per attaccare la Cina e minare gli sforzi compiuti da quel paese per superare l'epidemia - indipendentemente dalle lacune che le autorità cinesi hanno riconosciuto e rapidamente superato - mirano a nascondere non solo il ruolo svolto dallo Stato, dal Partito Comunista Cinese, dalle organizzazioni popolari di quel paese, nell'adozione e nell'applicazione di misure, ma anche la capacità superiore dimostrata da un sistema in cui prevalgono la pianificazione e la proprietà pubblica dei settori strategici dell'economia e che salvaguarda il benessere del suo popolo come obiettivo centrale. Il ruolo e la capacità superiore di questo sistema contrastano e rivelano l'incapacità delle grandi potenze capitaliste, subordinate agli interessi di grandi gruppi economici e finanziari, di prevenire e combattere adeguatamente l'epidemia e i suoi effetti.

Unione Europea - ritratto della crisi

Strumentalizzando l'epidemia di Covid-19 e agitando cinicamente e convenientemente i cosiddetti "eccessi del capitalismo" e le "esagerazioni della globalizzazione", per sfuggire alle sue profonde responsabilità per i gravi problemi e flagelli che colpiscono l'umanità il grande capitale affronta l'attuale situazione come un'altra opportunità per intensificare la sua offensiva contro i diritti e le aspirazioni dei lavoratori e dei popoli, cercando di imporre uno sfruttamento ancora più violento e maggiori attacchi a diritti, libertà, democrazia e sovranità nazionale.

L'Unione Europea, immersa nella crisi e costretta a mettere momentaneamente nel cassetto i criteri del Patto di Stabilità, svolge un ruolo "esemplare" in funzione di questo inaccettabile obiettivo. Alla luce delle diverse conseguenze della diffusione dell'epidemia di Covid-19 in ciascuno dei paesi, le misure già adottate dall'UE e altre, nel frattempo, annunciate, mostrano una scioccante mancanza di solidarietà e di soluzioni adeguate alla portata dei problemi, facendo prevalere, come al solito , l'imposizione delle determinazioni delle principali potenze e degli interessi dei gruppi economici e finanziari.

Come sottolineato dal PCP, le misure già adottate non solo non mirano a garantire i diritti dei lavoratori e dei popoli e la risposta alla situazione che devono affrontare paesi come il Portogallo, ma continueranno ad aggravare le disparità sociali e ad approfondire le asimmetrie e le relazioni di dipendenza tra paesi - una realtà che, in ultima analisi, caratterizza ed è il fondamento dell'UE.

Mentre non risponde alle esigenze di finanziamento per garantire il miglioramento della situazione sociale e il rilancio dell'attività economica, l'UE spinge i paesi, la cui economia è stata profondamente danneggiata - da decenni di euro, di Mercato Interno e di politiche comuni -, dalla spirale del debito, associata all'imposizione di politiche e misure che attaccano i diritti, deteriorano le condizioni di vita dei lavoratori e dei popoli e mancano di rispetto nei confronti della sovranità nazionale.

Partendo dall'idea che tutti i paesi membri dell'UE sono stati colpiti dall'epidemia e dalle sue conseguenze, ma nascondendo le condizioni ineguali di ciascun paese per rispondervi, la proposta di creare un fondo per promuovere la ripresa economica a livello dell'UE - già previsto da anni - corrisponde, essenzialmente, alla risposta delle priorità determinate dalle grandi potenze dell'UE, secondo gli interessi dei loro gruppi economici e finanziari, e rappresenta la subordinazione delle politiche, degli strumenti e dei mezzi che sarebbero necessari per garantire una reale convergenza nel progresso economico e sociale.

L'offensiva contro i diritti e la sovranità

Gli impatti economici e sociali della pandemia di Covid-19 - nel contesto di una situazione economica internazionale già in deterioramento, con profonde disparità nello sviluppo tra paesi ed enormi disuguaglianze sociali - saranno più o meno durevoli, più o meno negativi, se le politiche che saranno adottate verranno determinate dagli interessi del grande capitale e delle grandi potenze imperialiste o, al contrario, verranno determinate dalla difesa e dalla realizzazione dei diritti e delle aspirazioni dei lavoratori e dei popoli.

Sebbene abbia già impatti e ripercussioni di vasta portata, sia nei singoli paesi che a livello mondiale, la situazione creata dall'epidemia non cambierà di per sé le principali tendenze che hanno caratterizzato l'evoluzione della situazione internazionale, ma tenderà a esacerbare, intensificare la lotta di classe e l’esplosione delle principali mobilitazioni sociali.

La reazione delle forze del grande capitale dimostra già che non mancherà l'occasione di provare a imporre il peggioramento dello sfruttamento, la precarietà delle relazioni industriali, l'impoverimento dei lavoratori; di cercare di imporre l’attacco ai diritti democratici, alle libertà, alla democrazia stessa; di cercare di porre lo Stato al servizio degli interessi dei gruppi monopolistici.

Si pensi all'immenso attacco ai diritti dei lavoratori, all'occupazione, al reddito da lavoro.

Si pensi al tentativo di banalizzare l'attacco alle libertà e ai diritti politici, all'imposizione di misure di sicurezza, del controllo e del monitoraggio della vita sociale, alla promozione sempre più aperta di valori reazionari e antidemocratici, che aprono la strada a forze di estrema destra e di matrice fascista.

Allo stesso modo e a livello internazionale, le grandi potenze imperialiste, e in particolare l'imperialismo statunitense, hanno già dimostrato che non perderanno l'occasione di provare a imporre il loro dominio egemonico, cercando di contrastare, in ogni modo, la tendenza al loro declino relativo, che si manifesta nel processo di riorganizzazione delle forze che continua a svilupparsi in tutto il mondo.

Si veda come gli Stati Uniti non solo continuano, ma persino intensificano - con il supporto passivo o attivo dell'UE - la loro inaccettabile e illegale politica di ingerenza e aggressione contro paesi come la Siria, l'Iran, il Venezuela e Cuba, che in questo momento stanno compiendo enormi sforzi per prevenire e combattere l'epidemia.

Si veda come gli Stati Uniti, con il supporto dei loro complici, non solo mantengono, ma addirittura rafforzano le sanzioni penali e i blocchi economici che hanno imposto a diversi paesi; impedendo nel contempo alle istituzioni del sistema delle Nazioni Unite dominate da loro, come il FMI, di concedere i prestiti di emergenza richiesti da paesi come il Venezuela o l'Iran.

Si veda come gli Stati Uniti stanno concentrando truppe ed eseguono intimidatorie manovre militari lungo il confine della Repubblica Bolivariana del Venezuela, minacciando il popolo venezuelano di un'aggressione militare diretta.

Si veda come il Segretario Generale della NATO arriva a riaffermare, nel mezzo di un'epidemia, la richiesta di raggiungere gli obiettivi di aumento della spesa militare e manifesti la propria riluttanza ad annullare le provocatorie manovre militari della NATO lungo i confini della Federazione Russa.

Si osservi l'ipocrita ostilità degli Stati Uniti nei confronti della Cina, utilizzata come una "cortina di fumo" per coprire la disastrosa assenza di una preparazione coerente e adeguata per prevenire e combattere l'epidemia negli Stati Uniti e per lanciare contro la Cina la minaccia della richiesta di "indennità" miliardarie.

Ci sono innumerevoli esempi che dimostrano che l'imperialismo, sebbene scosso dalla situazione attuale, non mancherà di provare a intensificare ulteriormente la sua offensiva sfruttatrice e oppressiva. Offensiva che, se non contrastata, porterebbe ad un’accumulazione e a un accentramento ancora maggiori del capitale, al peggioramento delle disuguaglianze sociali, all'aumento dell'indebitamento, all'approfondimento della dipendenza e del dominio economico e politico, alla sovversione dei principi inscritti nella Carta Nazioni Unite e del diritto internazionale, all’approfondimento delle contraddizioni.

I lavoratori e i popoli non sono condannati

Ma i lavoratori e i popoli non sono condannati allo sfruttamento e all'oppressione.

La situazione attuale conferma che, a fronteggiare le gravi minacce che i lavoratori e i popoli del mondo affrontano, ci sono forze che possono fermare e respingere i tentativi dell'imperialismo.

In questo senso, la convergenza nella lotta antimperialista e la solidarietà internazionalista sono fondamentali, soprattutto con coloro che sono in prima linea nella resistenza all'offensiva dell'imperialismo, nonché nella difesa della pace, per contribuire allo sviluppo di un ampio fronte antimperialista che fermi l'offensiva dell'imperialismo e apra la strada alla costruzione di un nuovo ordine internazionale, di pace, sovranità e progresso sociale.

La resistenza e la lotta dei lavoratori e dei popoli continua, sviluppandosi nelle più svariate condizioni, adottando forme diverse e indicando diversi obiettivi immediati, contenendo le potenzialità per il raggiungimento di avanzate democratiche, progressiste e rivoluzionarie.

L'evoluzione della situazione internazionale mostra che è la sostituzione del capitalismo con il socialismo che rimane inscritta come una possibilità reale e come la prospettiva più solida per l'evoluzione dell'umanità. Obiettivo che verrà raggiunto attraverso percorsi e tappe diversi, in un periodo storico più o meno prolungato, attraverso la lotta per l’emancipazione sociale e nazionale dei lavoratori e dei popoli.