Bruxelles e Marzabotto: la doppia faccia di Sassoli

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sassoli marzabottodi Maria Morigi

Alle celebrazioni per il 75° anniversario della strage di Marzabotto, il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli dice: “Equiparazioni improprie minano la nostra identità”…“Revisionismi superficiali o interessati a giustificare quello che non può essere giustificato, provocano la perdita della nostra identità, e non rendono giustizia, ad esempio, a quanti nelle formazioni partigiane comuniste e nel Partito comunista italiano hanno lottato insieme ad altri democratici per la nostra libertà, e hanno contribuito alla nascita della Repubblica. Invito i miei colleghi se vogliono vedere dove è nata l’Europa, a venire a Marzabotto”. Queste ardenti parole, che ci fa piacere ascoltare, sono indirizzate contro la recente Risoluzione europea che equipara nazismo e comunismo.


Però il sospetto è d’obbligo e chi ha il naso sente puzza di propaganda elettorale per le prossime elezioni umbre ed emiliane. Perché il nostro oratore – che solo nominalmente rappresenta il Parlamento europeo - fa parte del gruppo di europarlamentari che ha proposto e votato proprio quella infame Risoluzione. Più semplicemente perché Sassoli (345 voti su 667, 46,2% dei 747 europarlamentari) e la von der Leyen (383 voti, 51.3% dei 732 europarlamentari) sono il frutto del compromesso tra Merkel, Macron, i postnazisti di Hrvatska demokratska zajednica, HDZ, i postfascisti polacchi di Ryszard Legutko del partito Diritto e Giustizia (PiS), di Fidesz Unione Civica Ungherese, altre forze di destra come PPE Partito Popolare Europeo e ÖVP Partito Popolare Austriaco (Österreichische Volkspartei).

Sorge dunque spontanea la convinzione che il recente voto del Parlamento europeo sulla storia del Novecento è solo una delle contropartite chieste per far approvare in Parlamento la candidatura della von der Leyen a presidente della Commissione.

Mani legate da questi giochi della diplomazia, vorremmo vedere il nostro Sassoli ad esprimere le sue opinioni in altra sede che non sia Marzabotto, a Bruxelles per esempio, derogando dalla linea ufficiale scelta dai timonieri d’Europa e dai ricattatori seriali… il poveretto verrebbe rapidamente silurato…

Non lo salverebbe nessuno dalla convergenza dei proiettili delle estreme destre (Le Pen, Salvini, Jobbik) con la ragion di Stato degli altri (popolari, socialdemocratici, liberali). Un caso Sassoli - Marzabotto non la vorrebbe nessuno, tanto meno il PD e En marche.

Contando su questo, il bravo Sassoli ha fatto piccolo cabotaggio elettorale pro PD in Umbria ed Emilia Romagna, quali che siano le sue reali e commosse convinzioni a proposito di nazismo e comunismo…