Si intensifica la solidarietà degli antifascisti europei con il Partito Comunista di Ucraina

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Traduzione di Marx21.it

Prima che la Presidente della Camera della Repubblica Italiana, Laura Boldrini, ricevesse con tutti gli onori e manifestazioni di “comprensione” il presidente nazista e golpista del parlamento ucraino, rappresentanti (esponenti politici e giuristi) di altri paesi dell'Unione Europea avevano manifestato la loro fattiva solidarietà al Partito Comunista di Ucraina, con la loro presenza al processo che dovrebbe decidere sul ricorso contro la messa fuori legge di questa organizzazione politica.

L'Associazione Portoghese dei Giuristi Democratici (APJD) ha continuato ad assistere al processo, ancora una volta rinviato, volto a mettere fuori legge il Partito Comunista di Ucraina (PCU).

La presidente dell'APJD, Madalena Santos, e altri tre avvocati hanno presenziato, il 31 maggio, come osservatori, al Tribunale Amministrativo d'Appello di Kiev, alla sessione del processo, in fase di ricorso. L'udienza, però, è stata ancora una volta rinviata.


A questa decisione ha contribuito la presenza di osservatori internazionali che hanno manifestato solidarietà al PCU e denunciato l'illegalità del processo, e l'accettazione da parte del Tribunale Amministrativo di una petizione di 46 deputati dell'opposizione che chiede la revisione della “Leggi  sulla decomunistizzazione”.

Questi parlamentari sollevano la questione della conformità della Costituzione con la proibizione  dell'ideologia e dei simboli comunisti e dell'attività politica del PCU e di tutte le pratiche ad essa connesse, in particolare il diritto di associazione e manifestazione, con la messa fuori legge del PCU e di altre organizzazioni e la proibizione della partecipazione del PCU alle elezioni.

L'APJD ha espresso “profonda preoccupazione” per questo processo. Oltre a violare il quadro giuridico dell'Unione Europea (fatto molto strano, dal momento che l'adesione all'UE costituirebbe l'aspetto centrale degli orientamenti politici di Kiev), il tentativo di messa al bando di un partito politico rappresenta anche una violazione dell'ordine costituzionale di quello stesso paese.

L'associazione ha sottolineato “la convergenza di questo processo giuridicamente inaccettabile” con la crescente influenza dei gruppi di estrema destra e neonazisti nella politica ucraina (anche a livello governativo), con le manifestazioni di violenza da parte di gruppi paramilitari armati e bande che si distinguono “nell'aggressione e nella persecuzione delle organizzazioni politiche di sinistra e sindacali”.