No alla NATO! No alla “difesa europea”! Insieme difendiamo la pace!

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prcf logoDichiarazione della “Coordination Communiste” (CC Nord-Pas de Calais) e del Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF)

da ouvementcommuniste.over-blog.com

Traduzione di Marx21.it

La campagna elettorale non può far dimenticare che i preparativi di guerra, anche di una guerra continentale, e persino globale, hanno subito un'accelerazione, in particolare con il costante rafforzamento della NATO e del dispositivo di guerra euro-americano e anti-russo in Polonia, in Ucraina, in Romania, in Bulgaria e nei paesi del Baltico: con il loro corollario, la criminalizzazione dei partiti comunisti degli ex paesi socialisti e la riabilitazione dei neo-nazisti e degli altri nostalgici del Reich.

Inoltre, la guerra contro le Repubbliche popolari del Donbass è recentemente ripresa con i criminali bombardamenti del governo filo-nazista di Kiev, sostenuto dall'Unione Europea e dalla NATO, sulla città mineraria di Donetsk. Questa offensiva, che viola gli accordi sul cessate il fuoco, è infatti sostenuta dall'UE e dalla NATO. E prepara il terreno per una futura aggressione euro-atlantica contro la Russia, che sfocerebbe in un bagno di sangue in tutta l'Europa. Il Polo della Rinascita Comunista in Francia e la “Coordination Communiste” denunciano questa scalata bellicista nascosta dai media e che può degenerare rapidamente in modo imprevedibile con conseguenze devastanti per i popoli d'Europa e del mondo.


Di fronte alla nuova situazione creata dall'elezione di Donald Trump, non ci può essere alcun dubbio per i lavoratori e i progressisti sul fatto che non ci si debba schierare nel campo Clinton-Obama, i cui schiamazzi pseudo-democratici nascondono male i legami con il complesso militare-industriale, ma neppure va mostrata la minima indulgenza verso D. Trump, i cui nazionalismo e xenofobia, travestiti da “protezionismo” e “isolazionismo” (sic) portano alla guerra, sebbene con mezzi diversi da quelli dell'irriducibile del “libero scambio” Obama.

L'imperialismo USA infatti, con la linea Trump, non rilancia verbalmente la pressione su Mosca unicamente allo scopo di accentuarla su un secondo incomodo per la propria supremazia: la Cina. E se pure esistono esitazioni sulla linea del confronto tra bellicisti “democratici” e “repubblicani”, sappiamo che la ricerca del massimo profitto attraverso la guerra contro i popoli resta il loro obiettivo fondamentale.

Nessun sostegno va dato alla “difesa europea” e all'obiettivo bellicista del “2% del PIL riservato alla NATO” che esigono gli Stati Uniti (attraverso la voce di entrambi, Trump e Clinton) per cui si entusiasmano Fillon, Macron e il social-imperialista Benoît Hamon (“socialista a parole, imperialista nei fatti”, avrebbe detto Lenin). Non c'è alcun dubbio che una tale “difesa” imperialista europea assumerebbe il rilievo delle aggressioni e della provocazione permanente ad Est, anche se si dovesse concretizzare l'indebolimento dell'associazione militare storica USA-UE rappresentata dalla NATO: noi vogliamo uscire dalla NATO per indebolirla e annientarla, non per rimpiazzarla con una sotto-alleanza imperialista europea animata dai medesimi obiettivi mortali prefigurati dagli interventi militari francesi in Africa!

Ritiro della Francia dalla NATO e dall'UE, che ne è il “partner strategico”.

Non un centesimo per la “difesa” europea, nessuna consegna indiretta dell'arma nucleare francese all'imperialismo tedesco che sta accelerando il suo riarmo con la collaborazione zelante dell'imperialismo francese. Perché la presunta “difesa” europea non avrebbe niente a che vedere con la difesa nazionale centrata sul popolo lavoratore, come descritto da Jaurés nel “Nuovo esercito”, un libro su cui dovrebbe rilettere lo pseudo-jauresiano Benoît Hamon.

Opponiamoci ora al campo della guerra diretto da Washington, Berlino, UE con la totale complicità dei governanti francesi repubblicani, “socialisti” (Hollande, Ayrault, Hamon) ed ex “socialisti” (Macron).

Colleghiamo la lotta per la pace al rifiuto dell'euro-austerità: il denaro pubblico non deve andare ai mercanti di missili, ma ai servizi pubblici, alla protezione sociale, alle pensioni, alla ricostruzione dell'occupazione produttiva in Francia attorno a un vasto settore pubblico industriale e bancario democraticamente gestito.

Nel centesimo anniversario della Rivoluzione proletaria dell'Ottobre 1917, quando i comunisti russi difesero la parola d'ordine “pace al mondo, terra ai contadini, controllo operaio delle fabbriche”, difendiamo la pace mondiale e il diritto di tutti i popoli all'autodeterminazione, facendo vivere nel presente la parola d'ordine dell'Internazionale Comunista: “proletari di tutti i paesi, popoli oppressi del mondo intero, unitevi!”.