La mobilitazione dei comunisti greci contro le misure antipopolari del governo Tsipras

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da inter.kke.gr

Traduzione di Marx21.it

Il KKE chiama a raccolta i lavoratori contro l'accordo tra il governo SYRIZA/ANEL e l'Eurogruppo

“Un altro accordo, un altro saccheggio. Basta! A lottare con il KKE per la nostra giusta causa, per i nostri bisogni”. Con questa parola d'ordine (come ormai d'abitudine, nell'indifferenza dell'intero nostrano apparato mediatico di ogni colore, NdT) migliaia di persone hanno risposto il 20 marzo all'appello delle organizzazioni del Partito Comunista di Grecia (KKE) di tutto il paese e hanno manifestato contro le vecchie e nuove misure anti-operaie, mentre era in corso la riunione dell'Eurogruppo per concludere l'accordo antipopolare tra il governo e le unioni imperialiste dell'UE e del FMI.

Le centinaia di iniziative del KKE (incontri, marce con striscioni e distribuzione di volantini, visite ai luoghi di lavoro, ecc.) sono state il culmine dell'attività politica a livello nazionale e hanno evidenziato la necessità di intensificare le lotte e unire le forze attorno al KKE, contro l'attacco antipopolare e il clima di tolleranza e passività incoraggiato dal governo, dall'UE e dal FMI.


Alla manifestazione di Atene l'oratore principale è stata Louiza Razou, membro dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del KKE e Segretaria dell'Organizzazione della Regione dell'Attica.

Louiza Razou ha sottolineato che il popolo e la classe operaia con la loro partecipazione militante e le loro lotte hanno la possibilità di far fallire le riunioni dell'Eurogruppo che negli ultimi tempi avvengono frequentemente con l'obiettivo di trattare le condizioni dell'attacco ai diritti delle persone. Ha affermato che il “giusto sviluppo” e la “ricostruzione produttiva” sono il modo con cui Syriza dice le stesse cose che sta dicendo la Federazione Ellenica delle Imprese, e ha spiegato che le  sbandierate “contromisure” annunciate dal governo in realtà sono misure e riforme a favore dei gruppi imprenditoriali. Inoltre, Razou ha fatto riferimento alla crescente intensificazione degli antagonismi tra gli imperialismi, affermando che “la politica che esige lo smantellamento dei diritti operai e la riduzione della forza lavoro è la politica che trasforma i nostri figli in carne da cannone nelle condizioni della guerra imperialista”.

Dopo il comizio si è snodato un corteo fino al parlamento.