La situazione internazionale e la difesa degli interessi nazionali

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pcp assemblea bandiere 112Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Il 18 e 19 febbraio, il Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese, al termine dei suoi lavori, ha diffuso un comunicato, di cui proponiamo ai nostri lettori la parte dedicata all'analisi della situazione internazionale  

1 - La situazione internazionale continua ad essere segnata da grande instabilità e incertezza nel contesto dell'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, della violenta offensiva dell'imperialismo, del vasto e complesso processo di riaggregazione delle forze sul piano internazionale e della lotta di resistenza dei popoli. Gli sviluppi più recenti, che coinvolgono le principali potenze capitaliste e strutture di coordinamento imperialiste, comportano gravi rischi per i lavoratori e i popoli.

L'insediamento della nuova amministrazione degli Stati Uniti e le sue implicazioni per le relazioni internazionali ancora difficili da prevedere; il posizionamento del grande capitale e dell'Unione Europea di fronte al processo di svincolo del Regno Unito; gli sviluppi nell'Unione Europea e le caratteristiche dell'instabilità economica e finanziaria nelle sue principali potenze (come la Germania, la Francia e l'Italia); le derive reazionarie e la crescita di forze xenofobe, razziste e di natura fascista nei centri capitalisti;

l'offensiva imperialista in America Latina e l'interventismo dell'UE e della NATO in Africa; l'espansione e lo spiegamento di forze militari della NATO nell'Est dell'Europa; l'accentuazione delle diverse linee del confronto imperialista verso paesi come la Repubblica Popolare di Cina, la Federazione Russa e l'Iran; le operazioni di destabilizzazione e guerra in vari punti del mondo, in particolare nel Medio Oriente, di cui sono esempio le guerre di aggressione imperialista in Siria e nello Yemen e la criminale azione di Israele contro il popolo palestinese; il terrorismo, in particolare il terrorismo di Stato, derivante dalla politica imperialista di guerra e di istigazione dei conflitti, sono fattori che, allo stesso modo dell'acutizzazione delle rivalità inter-imperialiste, accrescono le ragioni di preoccupazione e inquietudine per l'evoluzione della situazione internazionale.

In questo quadro, il Comitato Centrale del PCP sottolinea l'importanza della lotta dei lavoratori in difesa dei loro diritti, interessi e aspirazioni, della libertà, democrazia e sovranità, contro l'offensiva imperialista e le forze reazionarie e fasciste. Esprime la sua solidarietà a tutti i popoli che resistono e lottano in difesa dei propri diritti e sovranità, in particolare ai popoli del Medio Oriente e dell'America Latina. Valorizza e chiede l'intensificazione delle azioni che in Portogallo sono state sviluppate da diverse strutture del movimento della pace e della solidarietà con i popoli in lotta.

2 - L'inizio delle funzioni del nuovo presidente degli Stati Uniti d'America e della sua amministrazione suscita giuste preoccupazioni. Le due prime decisioni e dichiarazioni indicano un'accentuazione dello sfruttamento dei lavoratori, delle disuguaglianze e discriminazioni che segnano la società statunitense, e il proseguimento della politica di dominio e interventismo esterni, di cui la componente bellicista è una delle più gravi manifestazioni.

Pur scorgendo elementi nuovi nelle priorità immediate, nel discorso e nella tattica della politica estera dell'amministrazione Trump, il Comitato Centrale del PCP sottolinea, tuttavia, che nell'essenziale essa si sviluppa in continuità con la linea strategica delle precedenti amministrazioni degli USA, perseguendo lo stesso obiettivo di contrastare il declino dell'egemonia mondiale degli Stati Uniti d'America e conservando i più pesanti, reazionari e pericolosi elementi della politica imperialista statunitense.

Se l'elezione di Donald Trump è il risultato, sul piano interno, della profonda crisi economica e sociale negli USA e delle crescenti contraddizioni tra settori del grande capitale, anche la sua politica estera configura una risposta all'accentuazione delle contraddizioni e rivalità inter-imperialiste derivanti dall'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo e dalla crescente disputa imperialista per le sfere di influenza e dominio.

3 - Il Comitato Centrale del PCP denuncia le campagne di diversione politica e ideologica lanciate da diversi centri imperialisti che, sfruttando giusti sentimenti di indignazione contro l'amministrazione Trump e strumentalizzando le conseguenze e i pericoli derivanti dalla stessa offensiva imperialista, si caratterizzano per la profonda ipocrisia e manipolazione. E' il caso della campagna sull' “isolazionismo” e il “protezionismo” degli USA e dell' “indignazione” di vari dirigenti dell'Unione Europea di fronte alla misure xenofobe e disumane dell'amministrazione Trump relative a rifugiati e migranti: sono gli stessi dirigenti che nell'Unione Europea attuano politiche analoghe a quelle ora adottate negli Stati Uniti.

Tale campagne non sono promosse per la difesa dei popoli o per valori umanistici. Hanno come sfondo le contraddizioni tra potenze imperialiste, in particolare tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea; esprimono preoccupazioni delle classi dominanti attorno ai propri interessi e alla “stabilità” dei meccanismi di articolazione e coordinamento imperialista sul piano mondiale e regionale; hanno lo scopo di imbiancare il ruolo dell'amministrazione Obama e salvaguardare la continuità dei capisaldi della sua politica; cercano di aprire la strada a una maggiore e più rapida affermazione dell'Unione Europea come polo imperialista, accentuando la sua politica interventista e militarista; e mirano a rafforzare la NATO e accrescere la militarizzazione dell'Unione Europea.

In questo contesto, il Comitato Centrale del PCP sottolinea in particolare l'approccio ideologico in merito alla critica del presunto “isolazionismo” e “protezionismo” statunitense. Tali concetti, applicati alla maggiore potenza economica mondiale e al principale centro finanziario globale del capitalismo, sono manovre politiche ed ideologiche connesse alla riorganizzazione e alla difesa della globalizzazione capitalista e agli interessi che le corrispondono nelle nuove e non stabilizzate condizioni di riaggregazione delle forze sul piano mondiale. Allo stesso tempo, esse mirano ad attaccare tutti coloro che assumono la difesa della sovranità e del diritto allo sviluppo economico e sociale come uno dei pilastri centrali della resistenza alla stessa globalizzazione capitalista e della lotta contro il dominio delle principali potenze imperialiste, compresi gli Stati Uniti.

4 - Nel contesto del mantenimento di diversi vettori di instabilità nel continente europeo e di insanabili contraddizioni inerenti il processo di integrazione capitalistica in Europa, il Comitato Centrale del PCP richiama l'attenzione sulla sequenza di vertici e riunioni a livello di Unione Europea che, associati alla campagna ideologica sui 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma e alla strumentalizzazione di vari “pericoli esterni”, cercano di utilizzare le linee sopra descritte per conservare e rafforzare i pilastri e le politiche dell'Unione Europea. Come il PCP aveva avvertito, i cosiddetti “vertici dei paesi del Sud Europa” non hanno rivelato una visione alternativa della cooperazione tra paesi con situazioni e interessi convergenti, ma uno strumento di camuffamento politico per nuovi balzi in avanti della natura federalista, di conservazione e approfondimento degli strumenti dell'Unione Europea, in particolare dell'euro e del Mercato Unico – e di accentuazione della componente militarista, securitaria e interventista dell'Unione Europea, con particolare attenzione al bacino del Mediterraneo, al continente africano e all'Europa Orientale.

E' una pericolosa illusione pensare che gli interessi nazionali si difendano nel quadro del rafforzamento dell'Unione Europea. L'Unione Europea e l'euro significano vincoli brutali contro gli interessi nazionali. Il rafforzamento dell'Unione Europea e dell'euro non porterà la solidarietà che non è mai esistita, ma al contrario rafforzerà la prevalenza degli interessi delle principali potenze dell'Unione Europea nel quadro della controversia e della negoziazione internazionale, a detrimento, e persino con il sacrificio, degli interessi del Portogallo e del suo popolo.

5 - Il Comitato Centrale del PCP riafferma l'opposizione ai trattati di libero commercio, che attentano all'interesse e alle risorse nazionali e ai diritti del lavoro, sociali, ambientali e della salute pubblica. Di fronte all'approvazione da parte della maggioranza del Parlamento Europeo del CETA (Accordo Economico e di Commercio Globale, tra l'Unione Europea e il Canada), il PCP fa appello all'intensificazione della lotta contro questo accordo e a opporsi, nell'Assemblea della Repubblica, alla sua ratifica da parte dello Stato portoghese.

6 - Il Comitato Centrale del PCP sottolinea che l'aggravarsi dell'instabilità e delle contraddizioni del sistema capitalistico, gli sviluppi nell'Unione Europea e gli enormi pericoli derivanti dall'offensiva imperialista reclamano un cambiamento profondo delle principali linee della politica estera portoghese e una profonda riflessione sugli elementi centrali della difesa dell'interesse, della sicurezza, dell'indipendenza e della sovranità nazionali.

Contrariamente a una politica estera segnata dalla dipendenza e dalla sottomissione all'Unione Europea e alla NATO e di incanalamento di relazioni subordinate sull'asse transatlantico, ciò che l'evoluzione della situazione internazionale e nell'Unione Europea evidenzia è la necessità dell'adozione di una politica patriottica che munisca il Paese di strumenti sovrani, compresi quelli di politica estera nella componente diplomatica, di relazioni economiche e di difesa, che garantiscano la difesa della sovranità economica, alimentare, energetica e altro; che aprano nuove e diversificate linee di cooperazione e relazioni economiche, di finanziamento e commercio estero; che garantiscano una politica di pace e cooperazione, indipendente e orientata al rafforzamento della capacità di difesa del Paese.

Di fronte a sviluppi e dinamiche esterne contrari all'interesse nazionale, l'affermazione di una politica estera patriottica e di sinistra è lo strumento centrale per difendere i diritti dei lavoratori e del popolo, la sovranità e l'indipendenza del Portogallo.