Il Partito del Lavoro del Belgio: “Opporsi al militarismo e alla NATO”

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mertens ptbda sinistra.ch

Il Belgio ospita la sede politica e militare della NATO. Per il governo di Bruxelles, la NATO è “centrale negli sforzi di pace del Belgio”, il quale è attivo in Siria, Iraq e Afghanistan e serve gli interessi dell’imperialismo atlantico, partecipando attivamente anche alla “Politica di sicurezza e di difesa comune” dell’Unione Europea, compresa  la creazione di gruppi di combattimento comunitari.

Il controllo delle forniture di energia, delle linee di trasporto e dei mercati in cui investire per mantenere alti i profitti, sono l’obiettivo principale della spesa militare. A tutto ciò si oppone con fermezza però il sempre più influente Partito del Lavoro del Belgio (PTB), formazione politica della sinistra di origine maoista.

Nelle scorse settimane il governo belga ha deciso di investire 9,4 miliardi di euro nei prossimi 14 anni in nuove attrezzature militari. Questa decisione – ha spiegato il portavoce del PTB – è in linea con la richiesta della NATO di destinare il 2% del prodotto nazionale lordo alle spese militari. La quota maggiore di tale importo sarà destinata al rinnovo degli F16 da combattimento, impegnando il Belgio nella macchina da guerra nucleare della NATO anche in futuro, oltre a compromettere il bilancio dello Stato che viene fatto pesare sui lavoratori e gli studenti con le misure di austerità.


Il PTB considera che questa situazione offra grandi sfide al movimento per la pace, considerato anche il fatto che l’idea degli interventi umanitari gode purtroppo di un’importante influenza ideologica tra le forze ritenute storicamente di sinistra. Allo stesso tempo, però, la combinazione di misure di austerità e l’investimento in strumenti militari è l’occasione per ricucire una nuova alleanza tra il movimento per la pace e i comunisti.

Nel corso dell’anno corrente una particolare attenzione sarà rivolta al vertice NATO che si terrà appunto in Belgio. Il movimento per la pace sta già lavorando duramente per unificare tutte le forze contro la NATO, in Belgio e all’estero, al fine di smascherare l’agenda di guerra dell’alleanza atlantica e degli Stati membri.