Il Congresso dei comunisti svedesi lancia la “Svexit”

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Si è svolto a inizio mese in un quartiere popolare a Göteborg, il 18° Congresso del “Kommunistiska Partiet”, uno dei partiti comunisti più innovativi della Svezia. Composto di tremila militanti e alcuni funzionari, il partito pubblica un quindicinale di attualità intitolato “Proletären” che conta duemila abbonati. Sul piano istituzionale sono attivi unicamente a livello comunale.

Presieduto da Robert Mathiasson dal 2014, il Partito è stato fondato nel 1970 a seguito di una scissione di orientamento maoista della ex-Lega Comunista Marxista-Leninista. Oggi la linea ideologica resta fedele agli insegnamenti di Lenin, ma in modalità rinnovate da risultare molto interessante per i giovani.

La composizione operaia al suo interno è buona, ma il partito vorrebbe disporre di maggiore radicamento sui posti di lavoro, non a caso nel corso delle discussioni è stata ascoltata anche la dichiarazione del segretario generale del sindacato dei docker di Göteborg attualmente in sciopero.


Il Congresso ha discusso di numerose tematiche, quali la giornata di sei ore lavorative e la settimana di quattro giorni; la lotta contro l’adesione alla NATO e il lancio di una campagna per la “Svexit” insistendo sulla necessità di uscire dall’Unione Europea.

Il Congresso “Kommunistiska Partiet” ha visto la partecipazione anche di varie delegazioni estere come quelle del Partito Comunista Danese, del Polo della Rinascita Comunista in Francia, del Partito Comunista Unificato Siriano, del Partito Comunista Filippino, ecc. Di alto livello anche le rappresentanze diplomatiche: oltre alle ambasciatrici di Cuba e del Venezuela, erano presenti pure gli ambasciatori di altri due paesi socialisti: quello della Corea del Nord e del Laos. Ospite d’onore era però il sindacalista britannico Doug Nicholls, uno dei leader della sinistra pro-Brexit. Numerose altre organizzazioni estere hanno scritto dei saluti: dalla Svizzera in particolare è arrivato il messaggio di augurio del segretario del Partito Comunista Massimiliano Ay.