Comunisti oggi

Intervista al direttore Marco Pondrelli

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2013 karl marx axel kohlhaas 21Pubblichiamo un'intervista al Direttore del sito marx21 condotta dal Bollettino Culturale

da https://revolucionvoxpopuli.wordpress.com

Marco Pondrelli, direttore del sito Marx21, guida un’importante realtà sul web per noi comunisti. Non sempre condividiamo le analisi e la linea di Marx21 ma ne riconosciamo l’impegno soprattutto nel disfare quella patina di propaganda e confusione che offusca le analisi politiche e geopolitiche di una parte del movimento comunista.

Marx21 si è sempre impegnata nel dare una diversa lettura, ad esempio, del Medio Oriente e delle primavere arabe mentre Rifondazione manifestava a favore della detronizzazione di Gheddafi in Libia. Lodevole è anche la diversa lettura che da molti anni fa della Cina e delle riforme cinesi, contribuendo, attraverso un fitto dialogo con i marxisti cinesi, ad aprire un dibattito ed influenzare la linea delle organizzazioni comuniste del nostro paese su questo tema.

Anche sul terreno della politica interna cerca di dare una lettura marxista dell’ascesa delle formazioni populiste diversa sia da chi riduce tutto al ritorno del fascismo e chi crede che Salvini sia un prodotto della stupidità dell’uomo della strada, incapace di afferrare i frutti del progresso rappresentato dai vari PD, Italia Viva e liberali da battaglia. Con l’ambizione di saldare i legami tra le nostre realtà, pubblichiamo l’intervista al direttore Pondrelli.

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Lettera aperta ai compagni italiani

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cgt sciopero 2019riceviamo da Lorenzo Battisti

Cari compagni italiani,

siamo lavoratori italiani che vivono in Francia. Siamo militanti del sindacato di classe francese, CGT, la Confédération Générale du Travail.

Da oltre un mese, dal 5 Dicembre, ci sono mobilitazioni e scioperi contro la riforma delle pensioni del Governo Macron. Oltre un mese in cui i trasporti sono bloccati, in cui lavoratori dormono al fuoco dei copertoni nei depositi degli autobus, nelle centrali elettriche, nelle raffinerie, nei porti. Ma anche un mese in cui si sono mobilitati lavoratori che non lo avevano mai fatto prima: gli avvocati sono in sciopero, con il loro sindacato e sostenuti da tutto l’ordine; i lavoratori della cultura, che hanno bloccato i teatri e che si esibiscono gratuitamente in strada a sostegno del loro sciopero e di quello di tutti gli altri settori. Ma anche scuole, poste, ospedali, in mobilitazione da oltre un anno. O le lavoratrici a cottimo degli hotel, che scioperano da oltre sei mesi.

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Il Partito Comunista Britannico analizza il risultato delle elezioni generali del 2019

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brexit referendum uk 1468255193y2Pda http://www.solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Prima delle feste di fine anno, il Partito Comunista Britannico (Communist Party of Britain) ha riunito il suo Comitato Politico per analizzare il risultato delle elezioni generali in Gran Bretagna. Al termine dei lavori è stato diffuso il seguente comunicato, trasmesso anche all’attenzione del movimento comunista internazionale: 

Una lunga riunione del Comitato Politico del Partito Comunista Britannico (Communist Party Of Britain ) il 16 dicembre ha fatto appello a uno sforzo ulteriore per far valere i principi del socialismo e dell'internazionalismo della classe operaia e per rafforzare i livelli di mobilitazione dei lavoratori, di fronte alla vittoria conservatrice nelle elezioni generali.

Intervenendo alla riunione, il segretario generale Robert Griffiths ha identificato la causa principale della sconfitta del Partito Laburista nell’incapacità di mantenere il suo impegno originale di rispettare il risultato democratico del referendum del 2016 in base a cui la Gran Bretagna deve lasciare l'UE. Dei 54 seggi persi dal Partito Laburista 52 erano in collegi elettorali che avevano votato per il Leave nel 2016: più consistente è stato il voto per il Leave nel 2016, maggiore è stato il livello dell’astensione e del mancato consenso al Labour nel 2019.

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Nota informativa sulla Bielorussia e il suo partito comunista

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pcbielorussia corteoa cura del Partito Comunista della Bielorussia

da solidnet.org

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

Alla fine del XIX secolo si sviluppò in Bielorussia il movimento operaio, nacquero circoli e gruppi socialdemocratici; nel marzo 1898, a Minsk, si tenne il primo congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (RSDLP), che segnò l'inizio del partito socialdemocratico della Russia.

I lavoratori bielorussi parteciparono attivamente agli eventi rivoluzionari del 1905-07, delle rivoluzioni di febbraio e a quella socialista del grande ottobre del 1917.

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Il Kosovo è Serbia. NATO go home!

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kosovoisserbia muralesda solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

26 Partiti Comunisti e Operai di tutto il mondo sottoscrivono la risoluzione presentata dal Nuovo Partito Comunista della Jugoslavia

Il Nuovo Partito Comunista della Jugoslavia sottolinea con questa risoluzione che 20 anni dopo la fine dell'aggressione criminale dell’imperialismo contro la Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1999, il Kosovo Metohija rimane territorio occupato dal suo braccio militare - la NATO. Sia i serbi che gli albanesi subirono l’occupazione, così come tutti gli altri residenti nella provincia serba meridionale, dove oggi si trova la più grande base militare americana al di fuori degli Stati Uniti - BONDSTIL. Questa occupazione è il principale risultato di un'aggressione che ha causato oltre 4.000 vittime innocenti e causato danni materiali alla Jugoslavia per oltre $ 100 miliardi.

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“Friday for future” fa sorgere dibattiti interni ai comunisti tedeschi

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dkp ptda sinistra.ch

Il movimento degli scioperi del clima promosso da Greta Thunberg, per il totale supporto mediatico di cui gode e per l’accettazione amplissima che gli viene garantita da parte dei governi borghesi che quasi incitano a marinare le lezioni agli studenti pur di farli manifestare, inizia a far sorgere dei sospetti fra i comunisti e gli ecologisti di scuola marxista.

Senza scadere in complottismi vari, il nostro portale già agli inizi del movimento aveva pubblicato un articolo che mostrava alcune problematiche relative alla situazione in Svizzera (leggi) ma questi dubbi stanno ora sorgendo anche altrove. In particolare fra i comunisti europei, che pure continuano a manifestare contro il surriscaldamento climatico, non mancano le perplessità.

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In Lituania si intensifica la repressione contro i militanti del Fronte Popolare Socialista. In Italia continua il silenzio sui crimini del regime fascistizzante di Vilnius

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lituania statua leninda skpkpss.ru

In Lituania imperversa la repressione più brutale degli oppositori politici, comunisti (il Partito Comunista da tempo è stato bandito per decreto), antimperialisti e progressisti. In particolare, i compagni del Fronte Popolare Socialista sono sotto attacco da parte di un governo fascistizzante (nel cui “album di famiglia” si trovano le waffen SS lituane, a cui vengono dedicati monumenti e targhe) che non è costituito da “sovranisti” e “populisti di destra”, ma da ferventi “europeisti” agli ordini degli Stati Uniti, della NATO e delle potenze egemoni dell’Unione Europea che (esattamente come quanto è avvenuto con l’Ucraina, dopo il golpe fascista del 2014) ricambiano la fedeltà ai “precetti” imperialisti in economia e nelle politiche aggressive verso la Russia con la tolleranza più spudorata nei confronti delle più eclatanti violazioni dei diritti umani e delle libertà democratiche.

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30 anni dopo la "caduta del muro di Berlino" - La verità è rivoluzionaria

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da “O Militante”, Rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, N° 363, NOV/DIC 2019

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

I comunisti non hanno mai paura della verità perché solo la verità permette loro di conoscere la realtà, condizione indispensabile per la sua trasformazione rivoluzionaria. La posizione dei loro avversari è esattamente l'opposto. La classe dirigente capitalista può rimanere al potere solo ricorrendo sistematicamente alle menzogne. Una bugia che potrebbe non essere del tutto negazionista ("i fatti sono testardi") ma che è sempre manipolatrice.

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L'imperialismo di sinistra celebra l'anniversario della caduta del muro di Berlino

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murida aginform.org

Come ampiamente pubblicizzato dai mezzi di comunicazione di massa dell'occidente capitalistico il 9 novembre si celebra il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. L'avvenimento serve soprattutto a rinfocolare la campagna anticomunista e legittimare sempre più posizioni come quella della recente risoluzione del Parlamento europeo sull'equivalenza di comunismo e fascismo.

Il nemico di classe celebra una sua vittoria e questo è naturale. Meno naturale è che in coincidenza con questa celebrazione venga indetta a Roma una manifestazione di 'alternativi' contro tutti i muri. Quelli che dovrebbero rappresentare l'opposizione all'imperialismo scendono in piazza per unirsi al coro anticomunista.

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