TG Duce

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fake newsriceviamo e pubblichiamo

di Norberto Natali

A causa di un piccolo refuso, è caduta la “C” dal titolo della testata giornalistica del secondo canale RAI. È ormai noto l’incessante impegno contro i Partigiani, le frottole sulla storia del PCI, i lunghi comizi contro la Rivoluzione d’Ottobre e l’URSS, l’immancabile impegno “militante” contro tutte le forze e i paesi che non piacciono a USA e Israele. Invito, per esempio, a trovare sulla rete le stupide e volgari parole della giornalista (si fa per dire) Anna Mazzone sulla brigata cubana giunta in solidarietà a Crema.


Ora, la redazione del TG DUCE, si è trovata di fronte ad una situazione difficile e molto spiacevole. In primo luogo, tutti i fatti (veri o falsi) che avevano usato a gennaio per denigrare la Cina, ora avvengono -a volte anche in modo peggiore- nel nostro paese o nell’occidente. Dalla sottovalutazione del coronavirus alla mancanza di trasparenza, dalle restrizioni all’uso dei droni, tutti indici della lugubre vita sotto una dittatura comunista, cose che non succederebbero mai in democrazie come la nostra (anche questo è stato detto letteralmente, ma in un altro canale).

Solo per fare degli esempi, ricordo che verso il 25 gennaio, il suddetto TG mostrò una imprecisata signora cinese la quale ci assicurava che la Cina falsificava i dati, che l’epidemia era molto più estesa e che già nei giorni precedenti si era superato i numero di 90.000 malati. Ora tutti noi -pur senza essere epidemiologi- possiamo comprendere che se fosse stata vera quella notizia i malati cinesi oggi sarebbero almeno 10 milioni e ciò potrebbe essere minimizzato ma non nascosto.

La medesima testata mostrò ripetutamente un’anziana signora che veniva tirata per un braccio da un poliziotto, perché si rifiutava di attenersi alle restrizioni. Sarebbe troppo facile, ora, domandare ai tele-ducetti cosa succederebbe qui: l’anziana signora potrebbe andare in galera ma in compenso -a differenza di Wuhan- milioni di lavoratori hanno la “libertà” di andare in fabbrica, esponendosi a rischi gravi.

Il secondo problema del nostro telegiornale è che chiacchiere e confusione non riescono a coprire una semplice verità: a differenza dell’Italia (e ancor più degli USA e del resto d’Europa) che è nel marasma, la Cina ha dimostrato di saper sconfiggere l’epidemia proteggendo tutti e salvaguardando al massimo la salute di ciascuno. 

Infine, siamo al punto che gli aiuti più generosi ed efficaci ci vengono proprio dalla Cina, da Cuba e dalla Russia (almeno per il momento). 

I nostri ducetti hanno pensato che bisogna uscire da questo incubo politico-mediatico e quindi avviare una campagna odiosa per sabotare la solidarietà e diffondere inimicizia e tensione, nonché distogliere l’attenzione dai veri problemi e scandali (naturalmente hanno già avuto degli emuli oggi sulla stampa).

Quindi ieri hanno rilanciato una bufala fatta già circolare sui “social”. In breve: la rubrica Leonardo del TG3, il 16 novembre 2015, avrebbe reso noto che in un laboratorio cinese si era estratto il coronavirus da un pipistrello. L’uso di questa notizia, considerata presentazione e confezionamento, è che la gente deve convincersi che le gravi sofferenze che ci sono capitate (e le altre future) sono colpa dei cinesi. 

A prenderli sul serio, ci sarebbe da sviluppare alcuni argomenti, a cominciare dal fatto che il documentario di Leonardo si conclude informando che anche gli USA facevano lo stesso tipo di studi ed esperimenti. Si potrebbe anche aggiungere che i fasciogiornalisti non hanno mai dato la minima informazione, magari per smentirla, su altre notizie che circolano -da parte di fonti identificate e di persone che si assumono la responsabilità di quel che dicono indicando fatti e riscontri precisi- su responsabilità degli USA in questa pandemia. Per non dire di come i nostri allievi di Goebbels abbiano censurato le affermazioni scientifiche (di questi giorni, non di cinque anni fa) del presidente dell’ordine nazionale dei biologi (italiani) come si sono ben guardati dal porsi qualche domanda sull’eventuale rapporto tra la tragedia che ha colpito i lombardi e il tanto decantato sistema sanitario inventato da Formigoni, il più “aperto” al privato.

Per il momento, non vale la pena perdere troppo tempo con ragionamenti di questo tipo perché sono seri. Si può concludere con un po’ di umorismo nero, come il colore politico della testata giornalistica in questione:

- i potenti apparati di sicurezza, servizi segreti, complessi militar-industriali occidentali, sapevano da cinque anni di questa micidiale “arma” cinese e si sono fatti trovare così vulnerabili ed impreparati?

- se i cinesi hanno “usato” i virus volontariamente, per colpire noi e i nostri alleati, perché se lo sono fatto scoppiare in casa?

- sempre supponendo che sia una sorta di “attacco militare” da parte cinese: ma che razza di “arma” è -dopo tanti presumibili studi- quella che (come dicono spesso le nostre autorità) ammazza in definitiva solo una piccola parte di vecchietti e malati gravi mentre,in buona sostanza, è molto meno dannosa per i giovani e gli adulti che stanno in salute? 

- se invece è solo un “incidente”, il virus sfuggito a misteriosi laboratori di quel paese, come mai non siamo corsi ai ripari? I cinesi stessi hanno già superato le conseguenze di quel preteso “errore” e noi stiamo qui ancora oggi (vedi Trump e Johnson o le elezioni svolte in Francia appena l’altra domenica) a perdere tempo, mentre avremmo dovuto decidere tutte le misure e le restrizioni almeno due mesi fa, con il massimo rigore. Dunque, in tal caso, la “colpa” dei gravi prezzi che stiamo pagando all’epidemia sarebbe veramente dei cinesi o piuttosto dei nostri gruppi dirigenti?

È quasi superfluo aggiungere che la stessa rivista scientifica “Nature” ha smentito che i contenuti di quella trasmissione di TG3 Leonardo possano avere a che fare con l’attuale pandemia. A causa del mio cattivo carattere, devo dire anzi che comincio a trovare un po’ sospette le insistenti affermazioni proprio di questi ultimi giorni da parte di scienziati e altre fonti molto vicine agli USA, circa la falsità (“scemenze” ha detto il prof. Burioni) di ipotesi su un’origine artificiale del Covid 19.

In conclusione, quando il TG DUCE ha rilanciato questa “notizia” era già stato chiarito che si trattava di una bufala, tant’è che alla fine del servizio anche loro lo hanno sbrigativamente precisato. Comunque tutto fa brodo, non si sa mai: può darsi che alcuni non abbiano sentito tutto (la smentita) e comunque in molti può rimanere la “pulce nell’orecchio” dei cinesi “colpevoli” dei dolori e dei lutti che tanti di noi stanno soffrendo. 

Tutto fa brodo, soprattutto, per nascondere il sacrosanto sciopero che i lavoratori hanno fatto proprio ieri.