Con i burattini Putin è riuscito a rubare l'elezione di Hillary Clinton?

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di Roque Botello
da misionverdad.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

A proposito di fake news

Nel 2016, i democratici assieme ai media corporativi hanno cominciato ad usare in modo massiccio il termine post-verità e fake news per incolpare la Russia della sconfitta di Hillary Clinton. Secondo l'accusa Putin ha utilizzato una campagna di menzogne supportata da hacker sui social network per ottenere la vittoria di Donald Trump. In questo contesto i due termini sono stati diffusi in tutto il mondo e il Congresso USA li ha usati persino per criminalizzare i media alternativi che si opponevano alla candidatura democratica.


Ciò ha anche portato all'apertura di un dossier nella Commissione intelligence, guidata tra l'altro dal deputato democratico Adam Schiff, ampiamente finanziato dall'industria bellica, felice di vendere più armi con la scusa della "minaccia russa". Così il tema è diventato un argomento centrale della politica interna americana, a tal punto che la pressione ha costretto il Dipartimento di giustizia a presentare un'accusa formale contro tredici cittadini russi. La storia, tuttavia, sembra provenire da una favola paragonabile a quel mito metropolitano secondo cui l'intelligence cubana spia il mondo attraverso le lampadine.

La storia dell'accusa

Si scopre che il Dipartimento di Giustizia accusa la compagnia russa Internet Research Agency, insieme a tredici cittadini di questo paese, di "cospirazione per frodare gli Stati Uniti". Questi argomenti si basano sulla creazione di profili nei social network, insieme a siti Web sponsorizzati su Facebook, volti a generare un'opinione contraria a Hillary Clinton nel pubblico americano. Tra le pubblicità citate c'è una pericolosa pagina Facebook di "cuccioli carini", che rivela il grado di serietà con cui viene gestita questa accusa.

Ma non è tutto perché sempre in questo modo Putin avrebbe utilizzato questa società di marketing digitale per posizionare "fake news" attraverso account Twitter con l'immagine di calzini a forma di pupazzi. Se ancora non ci credete osservate da soli l'elaborazione dell'interferenza russa, guardando i volti di questi pupazzi, specialmente i loro occhi dipinti con rabbia moscovita in grado di abbattere la più onnipotente candidatura illuminata dall'establishment americano. Tra le righe, il messaggio di fondo dell'indagine è chiaro: un calzino è più credibile del bombardamento della Libia.

Inserire la foto del pupazzo calzino

Il ridicolo, senza limiti, dell'accusa non si ferma qui, perché riconosce che l'azienda ha usato tutto questo dispositivo di profili e annunci, destinato a catturare il pubblico di tutte le tendenze politiche e culturali, per vendere pubblicità pagata da compagnie americane. Nonostante ciò il Dipartimento di Giustizia concentra su questa compagnia la principale prova dell'interferenza russa nelle elezioni presidenziali, nell'ambito della campagna democratica sulla collusione tra Trump e il Cremlino. Con l'unico scopo di sostenere una bugia che consenta all'industria delle armi di vendere di più.

È poco plausibile, anche a detta di chi ha letto tutte le accuse, sostenere che la società di marketing digitale fosse interessata a dare opinioni a favore o contro la Clinton per attrarre un pubblico più ampio allo scopo di promuovere la sua pubblicità commerciale. Il tutto sarebbe nato per caso in Russia, quando il proprietario Yevgeni Prigozhin ingaggiò dei commentatori su Internet per modificare una serie di opinioni contro una delle sue compagnie alimentari accusata di dare cibo scaduto ai minorenni a Mosca. In quel momento Prigozhin vide un business e inventò l'orribile compagnia che "ha sconfitto" Hillary Clinton. Dopo questa accusa si può dire che "gli statunitensi sono persone veramente impressionabili, vedono ciò che vogliono vedere ... se vogliono vedere il diavolo, lo vedono".

Il suo uso al di fuori dei confini e una dimostrazione di debolezza

Tuttavia, questa accusa del Dipartimento di Giustizia continua ad essere la base principale per sostenere che la Russia, insieme al Venezuela, prevede di intervenire nelle elezioni in Messico e Colombia. Non è noto se questa volta cercheremo di espandere la gamma di personaggi interventisti dai Muppets fino a Peppa Pig o alla rana René, come richiesto dal menu cospirativo e paranoico del sistema giudiziario statunitense. La verità è che quelli che hanno interferito, minimo, in 81 elezioni di paesi ora delirano cose difficili da sostenere davanti ad una popolazione moderatamente informata.

Nonostante questo il dossier dell'ingerenza russa continua ad essere agitato senza che i media scavino per trovare questi dettagli. Secondo il giurista Robert Barts tutto ciò porta ad un pericoloso precedente per il quale un cittadino straniero, che non è registrato come agente di un altro paese, può essere perseguito per la sua opinione in merito alla politica interna degli Stati Uniti. Una situazione che renderebbe la persecuzione anticomunista, condotta negli anni' 60 dal senatore repubblicano Joseph McCarthy, un gioco da bambini.

Ciò dimostra l'enorme debolezza di questo establishment nell'imporre una leadership sui principali temi politici che si muovono a livello globale. Inoltre chiarisce come i termini post-verità e fake news, divulgati dai think tank e dati in pasto all'opinione pubblica, nascano proprio da una grande menzogna che getta nel ridicolo chi si suppone debba essere considerata la classe più potente e intelligente del mondo.