Indignazione a senso unico

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da www.linterferenza.info

Oggi, dal Corriere della Sera a Radio Onda Rossa (storica emittente dell’Autonomia Operaia romana), è una sola voce a parlare, quella dello sgomento nei confronti dell’uccisione di Reyaneh Jabbari, la giovane donna iraniana condannata a morte per aver ucciso l’uomo che avrebbe tentato di stuprarla – secondo la sua versione dei fatti – rea invece di averlo ucciso premeditatamente, secondo l’accusa.

Il fatto è comunque gravissimo a prescindere. La pena di morte è inaccettabile, sempre, comunque e dovunque, in qualsiasi contesto e in qualsiasi latitudine.

Alcune considerazioni saltano però immediatamente agli occhi dei più birichini (e noi, senza dubbio, lo siamo):

1) l’indignazione mondiale accompagnata da relativa grancassa mediatica esplode, in tutta la sua trasversalità (e senza nessuna eccezione), solo quando ad essere condannata a morte è una donna;


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