Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Klostermarienberg 1945: Inizio della liberazione dell'Austria

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bandiere naziste piazzarossaDichiarazione congiunta del Partito del Lavoro Austriaco (PdA) e della Gioventù Comunista Eisenstadt/Burgenland, 29 marzo 2020

da http://parteiderarbeit.at

Tradotto da Lorenzo Battisti

Esattamente 75 anni fa, il 29 marzo 1945, alle 11.05 del mattino, le prime unità dell'Armata Rossa dell'URSS entrarono in territorio austriaco. Questa data rappresenta quindi un passo importante nella liberazione dell'Austria dalla dittatura fascista e dal dominio straniero tedesco. 

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Ordinanze: il governo sta deregolamentando a tutta velocità!

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francia gallo simbolodi Confederation General du Travail

da https://www.cgt.fr

Traduzione e introduzione di Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci)

In questi giorni osserviamo come molti governi stanno approfittando della crisi sanitaria per mettere a segno colpi tanto alla democrazia che ai diritti sociali. E’ il caso della Francia di Macron, dove lo stesso Consiglio Costituzionale ha decretato la possibilità per il governo di derogare alla Costituzione e di prendere provvedimenti senza la necessaria approvazione del Parlamento né la possibilità di fare appello al consiglio di stato o alla stessa corte costituzionale. Il risultato sono decreti d’urgenza che limitano a tempo per lungo tempo e in settori ancora da determinare i diritti dei lavoratori, allungando la settimana lavorativa fino a livelli ottocenteschi, abolendo le 35 ore settimanali, dando la possibilità di imporre le ferie, allungando il lavoro notturno come riducendo il tempo tra un turno e quello successivo. La CGT, il sindacato di classe francese non è rimasto passivo né in quarantena, ma ha promosso scioperi in diverse officine e in altri posti di lavoro dove i lavoratori continuano a lavorare senza protezioni e in settori non necessari. Gli scioperi in Francia non vanno in quarantena.

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I giovani dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza (*)

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di Pietro Secchia

pci giovani bandiereDiscorso pronunciato in occasione dell'anniversario della fondazione del PCd'I (21/01/1921)

da Pietro Secchia, Lotta antifascista e nuove generazioni, La Pietra, Milano, 1973, pp. 153-175

Ringrazio voi e il Partito per avermi, immeritatamente, invitato a partecipare a questa tavola rotonda trattando il tema: «Contributo del movimento giovanile dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza».

Ho detto immeritatamente perché, specie per i primi anni di vita del Partito e della F.G.C.I., sarebbe spettato ad altri compagni che allora erano alla direzione della Federazione Giovanile, come Luigi Polano, Edoardo D'Onofrio e Giuseppe Berti, fare questa esposizione. Nel 1920-21 io militavo nella F.G.C.I., anzi provenivo dalla Gioventù socialista, ma ero un dirigente provinciale, non facevo ancora parte degli organismi dirigenti centrali della F.G.C.I., nei quali sarei entrato soltanto nel 1924.

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L'Assemblea Generale dell'ONU e la lotta antimperialista

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

onu assembleaE' iniziata il 16 settembre la 69° sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come priorità quella di stabilire l'agenda post-2015 dello sviluppo sostenibile, che presenterà nuovi obiettivi e sfide di progresso globale, in sostituzione degli obiettivi del millennio fissati 14 anni fa.

L'eliminazione della povertà estrema, la lotta alle disuguaglianze e asimmetrie Nord-Sud, e la difesa della natura emergono tra le questioni più sentite.

L'Assemblea Generale è per principio il più importante organismo del sistema multilaterale, poiché raggruppa a parità di condizioni i 193 paesi membri. In quanto tale, è suo dovere affrontare le questioni relative alla pace mondiale, all'economia, ai disequilibri ambientali, alla sicurezza alimentare, alla lotta alle epidemie, come quella di ebola, e alla sempre necessaria e ancora urgente riforma dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, e specialmente del suo Consiglio di Sicurezza.

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La grande scommessa

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grande scommessa 8 1000x600di Fabrizio Simoncini per Marx21.it

Se di “grande scommessa” si trattava, dal punto di vista cinematografico possiamo affermare che è stata ampiamente vinta. Il film di Adam McKay rappresenta una vera gemma nel panorama del cinema USA riguardo il saper raccontare in modo suggestivo, quasi appassionante, la devastante crisi finanziaria del 2008. L’enorme bolla cresciuta nel mercato immobiliare americano ha lasciato ferite profonde nel tessuto sociale e ora, come è accaduto per altri avvenimenti destrutturanti per la storia degli Stati Uniti (leggi guerra in Vietnam) alcuni registi di culto provano a raccontarli. Ci avevano già provato altri due film importanti, quali “Margin Call” del 2011 di J.C. Chandor e Oliver Stone con “Wall street - Il denaro non dorme mai” del 2010. Due lungometraggi ben fatti nei quali la crisi è raccontata più sul piano psicologico che nei suoi contenuti economici e tecnici. Infatti la trama si dipana scorrendo le emozioni che ciascun personaggio reca con sé e produce nel momento in cui la slavina del collasso finanziario lo travolge. E’ vero: gli squali della finanza vengono descritti in tutta la loro ferocia e spregiudicatezza, si percepisce che a rimetterci in tutto questo sono le persone cosiddette normali, ma al termine di racconti ben intrecciati fra vicende umane a volte improbabili, resta sempre il sapore acre da bocca asciutta che rimanda alla impertinente domanda: ma che è successo veramente nel 2008? Allora ecco prorompere in questo 2016 con tutta la sua portata teorica, e per certi versi risolutiva, “la grande scommessa”.

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