Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Le dimissioni di Fioramonti e l'istruzione in regime capitalistico

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banchi scuola pavimentodi Francesco Fustaneo

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Per rispetto istituzionale, avevo deciso di attendere qualche altro giorno prima di rendere pubblica la decisione, ma visto che ormai la notizia è stata filtrata ai media, mi sembra giusto parlare in prima persona.

Con queste parole inizia il lungo post pubblicato nelle ultime ore sull'account facebook ufficiale del Ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, per palesare agli italiani le proprie dimissIoni.

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Torino: la parola alla classe operaia

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fabbrica catena operaiRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Bruno Steri

Di questi tempi è davvero difficile tenere acceso il televisore sull’attualità politica, resistendo se va bene alla noia ma spesso anche alla rabbia: dibattiti interminabili quanto inconsistenti, che passano senza soluzione di continuità dalla tracotanza fascio-leghista al vuoto pneumatico del “politicamente corretto”, impreziositi dall’educata presenza della sardina di turno, oramai ospite fisso dei salotti televisivi, o da quella immancabile dell’ “amico americano” - al secolo Alan Friedman - che non perde occasione per pubblicizzare il suo libro, dispensando consigli circa la necessità di non far fuggire dall’Italia le multinazionali straniere. E via di questo passo.

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Spontaneismo dei movimenti e direzione consapevole

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notav1Riceviamo e pubblichiamo

di Alba Vastano | da blog-lavoroesalute.org

“Il movimento non può essere tutto, perché senza la rivoluzione il movimento non è che un meccanismo. Il partito può essere organizzazione realmente rivoluzionaria solo se si ridefinisce, si modifica, si ristruttura nella lotta di classe in un rapporto dialettico e fecondo con le masse, che però ha il compito di guidare” (Rosa Luxemburg)

Riflettori puntati sui nuovi movimenti e i loro leader. Generalmente sono giovani, a volte giovanissimi, talvolta adolescenti. Alcuni poco sorridenti, altri con il sorriso permanente. Tutti conquistano folle immense.

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Il Cinema e la Televisione ai tempi di Hollywood

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censurariceviamo e pubblichiamo


da https://mysterionweb.wordpress.com

Intervista a Federico Greco:

di Enrico Sanna

Si racconta che, intorno al 300 a.C., Tolomeo I re d’Egitto (generale di Alessandro Magno, capostipite di una dinastia di regnanti greci in terra d’Egitto che terminò con Cleopatra nel 30 a.C.), volendo imparare la geometria senza fare sforzo di pensiero, chiese al grande matematico greco Euclide: “Esiste in geometria una strada più breve degli Elementi? “. Euclide gli rispose pressapoco così :”Non esiste via regia che conduce alla geometria”. Ecco, a mio avviso il concetto espresso da Euclide (non importa che quanto narrato sia vero o no) può applicarsi a qualunque cosa e quindi, in generale, alla realtà in cui viviamo. Potremmo formulare la frase Euclidea in questo modo: non esiste una via regia che conduce alla comprensione della realtà! Certamente nessuno può formare nella propria testa un quadro e una visione d’insieme della realtà, qualunque cosa essa sia, esaustivi e completi. Tuttavia, per appropriarsi di quel poco che possiamo capire, è necessario uno sforzo di pensiero e qualunque punto di vista che sia punto di partenza del percorso alla ricerca della verità va bene. Mi viene in mente ciò che una mia cara amica mi disse un giorno: “Gli uomini guardano il mondo ciascuno dal proprio punto di vista: chi lo guarda con lenti da muratore, chi con quelle da musico o da scrittore, chi con occhi da matematico o da politico, ecc.” Partire però da un punto di vista senza esplorarne altri lo ritengo profondamente sbagliato. Questa volta per me andare oltre ha significato aprire uno spiraglio per osservare idealmente, per un istante, i luoghi per eccellenza della creazione delle notizie, dell’informazione, dell’interpretazione e del racconto, al tempo della grande finzione hollywoodiana universale: il cinema e la tv. E colui che mi ha guidato dentro la fabbrica dell’immaginario collettivo occidentale moderno è Federico Greco, famoso regista che conosce bene il mondo televisivo e le grandi strutture che lo sorreggono. E lo ringrazio per avermi concesso questa intervista e per avermi mostrato, volontariamente o no, anche se per un attimo e con gli occhi della mente, che cosa vuol dire guardare il mondo attraverso il tentativo di composizione di una sceneggiatura. Buona lettura. 

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Grazie, non accetto fiori dal nemico

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ingranaggidi Alba Vastano

da http://www.blog-lavoroesalute.org

Uno dei canali di maggior diffusione della musica popolare è una kermesse fra le più note che ha accreditato la canzone italiana nel mondo, sin dai tempi di ‘Volare’. Dopo 70 anni il festival di Sanremo è ancora un marchio molto gettonato ed ha uno share elevatissimo di ascolti. Non è solo musica questa kermesse, è soprattutto costume e dal costume arrivare al mercato, quindi all’economia nazionale e non solo, è un passo

Così come la poesia che sgorga liberamente da un animo sensibile, anche la musica (ndr, dal greco 
musikos, riferito alle Muse) e le altre arti protette dalle corrispondenti Muse suscitano quel pathos che addolcisce i tormenti e libera le emozioni . Tutte le arti hanno in comune l’accezione relativa al raggiungimento della perfezione. Ѐ questo il senso a cui chi fa musica dovrebbe aspirare, il saper trasmettere a chi ascolta delle emozioni così intense da sentirsene appagato, riproducendo quelle emozioni, libero da convenzioni e condizionamenti di schemi precostituiti. Senza più voler coinvolgere la musa Euterpe e le sue divine sorelle nel discorso ed evitando di sconfinare nella spiritualità dell’arte della musica, sarà più opportuno interessarsi alla dimensione più profana dell’arte musicale che si sostanzia quando questa assume la connotazione di musica popolare che ha sempre un forte e importante richiamo, ma spesso viene strumentalizzata dal mercato del settore.

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