Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La fiamma del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti resta viva

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papademetrioudi Nikolas Papademetriou, Presidente della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) | wfdy

Traduzione da senzatregua.it

Il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (WFYS) per 70 anni si è affermato nella coscienza di milioni di persone. Nel 1947, in un periodo in cui le persone stavano ancora provando a stare in piedi tra le macerie del fascismo e del nazismo lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale, migliaia di giovani progressisti di tutto il mondo, sentendo la necessità di un'unità internazionale hanno dato vita al Festival.

Il primo Festival è stato ospitato nella Cecoslovacchia socialista, nella bellissima città di Praga nel 1947. Molti si precipitarono a condannare il Festival ed il suo scopo, cercando di ridurlo completamente alla politica estera dell'Unione Sovietica. Ma la realtà era un'altra, dal momento che il Festival stesso, che poi si trasformò in un movimento, lotto contro questi personaggi inviando al contempo un forte messaggio di pace, amicizia e solidarietà.

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Il Pd toglie ai lavoratori per dare alle banche

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salvataggio banche venete 510di Alessandro Somma

da MicroMega Online

E così, alla fine, il governo è riuscito a salvare Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca, e con loro i correntisti con somme depositate oltre i centomila Euro e i possessori di obbligazioni senior: non subiranno le conseguenze previste dalla recente disciplina europea, quella sul mitico bail in, non dovranno cioè contribuire in prima persona al salvataggio. La parte sana delle due banche verrà regalata a Banca Intesa, che erediterà così una rete di sportelli in una tra le aree più ricche del Paese. E riceverà inoltre cinque miliardi di Euro per fronteggiare i costi dell’operazione, inclusa la gestione dei quasi quattromila lavoratori che perderanno il posto. La parte malata delle due banche verrà invece assorbita dallo Stato, che metterà a disposizione altri dodici miliardi di Euro come garanzia per i crediti deteriorati: quelli che hanno condotto i due istituti veneti alla rovina.

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Il capitalismo provoca il cancro. Gli interessi della Monsanto e la Commissione europea

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glifosato monsantodi Francesco Galofaro* per Marx21.it

*Politecnico di Milano

Lo scorso 24 ottobre il Parlamento europeo si è espresso, con un parere non vincolante, per vietare del tutto entro il 2022 l’uso del glifosato, un potente erbicida prodotto dalla Monsanto e che si impiega, tra l’altro, in associazione agli OGM [1]. Ma il giorno seguente, 25 ottobre, la Commissione europea, riunita per discutere il rinnovo della licenza, ha dibattuto, discettato e discusso, e infine ha rinviato tutto. La posizione degli Stati membri è diversificata. Italia, Belgio, Svezia, Austria e Grecia sono per la messa al bando; Francia e Spagna sono per il rinnovo [2]. A scanso di equivoci, non parliamo qui di OGM, ma di un diserbante attualmente impiegato anche nel nostro Paese.

Monsanto, la multinazionale recentemente acquisita dalla Bayer – e nel mirino dell’Antitrust europeo - è già nota per aver prodotto il Napalm: l'arma chimica che gli americani usavano in Vietnam, presentandola come un defoliante. Il meccanismo del glifosato è noto: l'erbicida è generalmente letale per ogni forma di vita, ma le piante brevettate dalla Monsanto sono geneticamente modificate per resistergli. Tuttavia, sul glifosato grava da tempo il fondato sospetto di causare il cancro.

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Il 19° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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19eipcoNota e traduzione a cura di Marx21.it

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un primo resoconto (curato dai compagni del Partito Comunista del Brasile) del 19° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, svoltosi il 2-3 novembre scorso a San Pietroburgo (ex Leningrado), in occasione del centenario della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. Si è trattato di un evento di portata storica che ha visto riuniti ben 103 partiti comunisti e operai di tutto il mondo (tra cui i tre principali partiti comunisti italiani, rappresentati al massimo livello).

Abbiamo purtroppo dovuto constatare come un avvenimento di tale portata, dedicato alla Rivoluzione che ha cambiato radicalmente il volto del pianeta, sia stato trattato, dall'apparato mediatico del nostro paese, alla stregua di una kermesse nostalgica da relegare negli spazi dedicati alle note di colore.

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Catalogna: quello che la crisi ci insegna sull’indipendentismo, lo Stato spagnolo e la costruzione europea

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carlespuigdemontimarianorajoydi Marc Botenga (PTB – Belgio)

da solidaire.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Come contributo alla riflessione sulla “questione catalana”, proponiamo l'articolo di Marc Botenga, pubblicato in “Solidaire”, il giornale dei compagni del Partito del Lavoro del Belgio (PTB)

La crisi tra i dirigenti spagnoli e catalani non si arresta. Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, rifiuta qualsiasi dialogo e minaccia di prendere il controllo diretto sulla regione. I dirigenti europei sostengono tacitamente la repressione. Il dirigente catalano Puigdemont, per parte sua, ha organizzato un referendum molto discutibile. In un gioco tattico, ha fatto una dichiarazione di indipendenza, che ha poi sospeso. Si deve scegliere tra l’autoritarismo dello Stato spagnolo e dell’Europa e l’indipendentismo?

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