Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Veltroni colpisce ancora. Ovvero l’ignoranza della storia genera mostri

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famiglia cervidi Angelo d’Orsi

da http://temi.repubblica.it

Allora, il fatto è noto, almeno in cerchie dell’antifascismo. In un programma televisivo (“Le Parole”), il conduttore, Massimo Gramellini, giornalista, divenuto poi narratore di successo e anche intrattenitore del piccolo schermo, in occasione del 75esimo del XXV Aprile, non trova di meglio che intervistare Walter Veltroni. A cui dopo l’introduzione di rito (perché è così difficile per una parte del Paese accettare l’idea che la data della Liberazione costituisca una ricorrenza condivisa, un punto fermo nella identità nazionale della Repubblica) pone la domanda, ossia se non sembri all’illustre ospite (in collegamento…) che quella festa sia importante e che ogni cittadino di questa nazione dovrebbe sottoscriverla, senza polemiche fuori luogo. Ebbene l’intervistato annuisce gravemente, come se stesse facendo una importante concessione all’intervistatore. E ammette, che sì, il 25 aprile 1945 va ricordato e festeggiato, dal popolo italiano, non dimenticando però “la tragedia delle foibe”, su cui come per il 25 aprile non c’è il necessario unanime consenso. 

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Trump e Biden provano a superarsi a vicenda su chi parla più duramente alla Cina

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urna vote usadi Deb Riechmann e Jonathan Lemire

da https://hosted.ap.org

traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

questo articolo mostra chiaramente come l'odio ed il fastidio verso la Cina uniscano entrambi i candidati alla presidenza

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La depressione mondiale può far comodo

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crisi economica grungedi Francesco Cappello

da https://www.francescocappello.com

Sono in grado di assicurarsi che la stampa mondiale veicoli i loro interessi e che leggi e tribunali siano sempre più dalla loro parte. I grandi fondi di investimento, che controllano multinazionali, grandi banche d’affari e agenzie di rating, sono solo uno degli strumenti di dominio e controllo, agenti su scala globale, in mano alle oligarchie che esurpano il potere di autodeterminazione dei popoli organizzati. Il tessuto connettivo di tale sistema di dominio su scala globale è il sistema della 
moneta a debito privata insieme all’imposizione post bellica del dollaro quale unica valuta internazionale, seppure in corso di ridimensionamento drastico a partire dai mercati asiatici.

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Dichiarazione del Presidium del CC CPRF

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zyuganov podioun'interessante risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa sulla Cina

da https://ilventodellest2019

L’amministrazione Trump sta intensificando la sua politica di contrasto allo sviluppo della Cina socialista. Ciò avviene sullo sfondo dell’approfondimento della crisi mondiale, della crescita della pandemia di coronavirus e delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Le misure volte a minare la stabilità economica e politica della RPC si stanno moltiplicando a un ritmo febbrile. Gli strumenti del “soft power” si sono rivelati decisamente inefficaci nella lotta contro Pechino. Tuttavia Washington non ha intrapreso la strada del dialogo e della cooperazione ad ampio raggio. Al contrario, sta diventando sempre più aggressiva nella sua politica cinese.

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Beirut Addio

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caccia bombardamentoQuesto articolo scritto dal direttore del sito Marco Pondrelli compare in contemporanea su ‘marx21’ e su Ragioni&Conflitti

di Marco Pondrelli

L'esplosione del 4 agosto al porto di Beirut ha provocato una vera e propria strage, ovviamente la politica e la stampa, italiane e non solo, sanno già chi sono i responsabili: i 'terroristi' di Hezbollah. Questa propaganda prolifera sulla scarsa conoscenza del Libano e di tutto il Medio Oriente (o Vicino Oriente). Quando si parla di politica internazionale queste posizioni sono la norma ma è solo grazie all'elargizione di luoghi comuni a piene mani che si possono fare affermazioni a dir poco azzardate come, ad esempio, definire l'Iran antisemita, dimenticando (o forse ignorando) quali sono le popolazioni semitiche e che, tolto Israele, la più grande comunità ebraica del Medio Oriente si trova in Iran, dove gli ebrei non solo godono di molti più diritti dei palestinesi ma sono anche presenti in Parlamento.

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