Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Cosa significa lo sciopero della fame?

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filospinato fiorerossoriceviamo e volentieri pubblichiamo

di Sabo’nun kizi

Lo sciopero della fame non è un digiuno, non è una dieta, non è un suicidio.

Lo sciopero della fame è una forte azione di lotta politica per il raggiungimento deidiritti fondamentali negati dallo stato o da chi governa il popolo.

Gli scioperi della fame sono forme di resistenza per la vita, sono molto materiali perché implicano una resistenza portata avanti usando il proprio corpo.

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La “donna” nella Libia distrutta dall’occidente

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LibDonnedi Enrico Vigna

La misura dello sviluppo di una nazione è la maturità politica delle sue donne ed i loro diritti.  
(Muammar Gheddafi)

Il 4 gennaio 2011, pochi mesi prima della aggressione e distruzione della Jamahiriya 
Araba LibicaPopolare Socialista, la 16° Sessione del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, aveva deciso di premiarla per l’alto livello di diritti umani nel paese. Dopo il Rapporto del Gruppo di lavoro sulla Libia ( Doc. A/HRC/WG.6/9/L. 13), elogiando il paese in particolare per la sua promozione dei diritti delle donne e civili .74 giorni dopo, 1l 19 marzo,la NATO e gli USAiniziano a distruggerla!

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Con la Resistenza, contro il revisionismo

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secchia pietroMarx21 augura buon 25 aprile ai suoi lettori riproponendo un contributo di Sergio Ricaldone del 2015, contributo che, anche alla luce della famigerata risoluzione del Parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo, rimane incredibilmente attuale. Questo testo è l'introduzione che Ricaldone fece ad un convegno organizzato a Torino da "Nuovi Partigiani della Pace", nel quale ricorda la figura di Pietro Secchia grande dirigente comunista e grande antifascista.

di Sergio Ricaldone

LA RESISTENZA ACCUSA - Pietro Secchia antifascista, partigiano, comunista, Torino, 16 aprile 2005

Nel 70° anniversario della vittoria del movimento di Liberazione in Italia, ci sembra doveroso ricordare una dei dirigenti comunisti che più hanno contribuito all'organizzazione della Resistenza partigiana. Lo facciamo proponendo il pregevole intervento che l'indimenticabile compagno Sergio Ricaldone pronunciò nel corso del convegno organizzato a Torino da "Nuovi Partigiani della Pace", il 16 aprile 2005.

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9 maggio 1945, il sacrificio di milioni di soldati sovietici ha salvato l'umanità

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sovietici berlinopubblichiamo l'ultimo appuntamento dell'AntiDiplomatico con il lavoro editoriale di Fabrizio Poggi: "Contro la Falsificazione della storia ieri e oggi"

da https://www.lantidiplomatico.it

Il 9 maggio 2020 è il 75° anniversario della vittoria dei popoli dell'Unione Sovietica nella guerra contro la Germania nazista. Alla vigilia, L'Antidiplomatico presenta l'ultimo appuntamento con il lavoro editoriale di Fabrizio Poggi "Contro la falsificazione della storia ieri e oggi". Questa settimana, insieme a un testo sul contributo di sangue dato dai soldati dell'Armata Rossa per la liberazione dei paesi europei dal nazismo; alle vicende belliche sovietico-giapponesi del 1939 in Estremo oriente; all'autentico significato del Patto di non aggressione sovietico-tedesco del 23 agosto 1939; viene presentato il saggio di Igor Šiškin “Il trionfo della diplomazia di Stalin”. L'autore non si sofferma su aspetti specifici delle relazioni mondiali prebelliche, ma analizza i presupposti della guerra nel quadro delle contraddizioni interimperialistiche generali, mostrando come gli anglosassoni avessero preparato la Germania alla sua marcia verso oriente, come la politica anglo-francese intendesse utilizzare la Germania nazista per risolvere la questione che, dal 1917, terrorizzava il mondo liberale: l'esistenza dello Stato sovietico. Con l'analisi qui presentata, Šiškin dimostra come il patto Molotov-Ribbentrop avesse costituito una vittoria strategica dell'Unione Sovietica.

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