Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Processo al diritto di sciopero

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sciopero trasportidi Stefania Mangione* | da ilfattoquotidiano.it

Nell’estate appena trascorsa, come anche nel 2015 e 2016, si è tornati a discutere di diritto di sciopero, invocando l’urgenza di una regolamentazione idonea a limitarne l’esercizio, specie in settori strategici come i trasporti pubblici.

Lo sciopero, come noto, trova il suo fondamento nell’art. 40 della Costituzione che lo ha elevato al rango di diritto costituzionale, dopo la stagione corporativa che lo aveva visto reprimere come reato (artt. 330, 333 e 502 ss. codice penale Rocco del 1930).

Benché l’art. 40 disponga che “il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”, l’evoluzione della nozione di sciopero si deve essenzialmente alla dottrina e alla giurisprudenza, specialmente costituzionale, che ha portato a un progressivo superamento della pregressa disciplina penalistica. Ad oggi l’unico ambito in cui è intervenuta una regolamentazione legale è il settore dei servizi pubblici essenziali (l. n. 146/1990, come novellata dalla l. n. 83/2000), finalizzata a garantire il contemperamento di quel diritto con altri diritti fondamentali della persona di rango costituzionale (salute, istruzione, libertà di movimento, ecc.)

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Venti di guerra e lotta per la pace

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trump usadi Jorge Cadima

Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; le manovre e presenze militari di USA/NATO alle frontiere di Russia e Cina; la furia sanzionatoria generalizzata; la nuova escalation degli USA in Afghanistan (con il Pakistan nel mirino).

Mezzo secolo fa, Martin Luther King descriveva il suo paese come “il più grande agente di violenza nel mondo”. King sarebbe stato assassinato poco tempo dopo, e la violenza dell'imperialismo statunitense non ha cessato di crescere, in particolare dopo la scomparsa del contrappeso che l'Unione Sovietica e il campo socialista rappresentavano. Oggi, Trump minaccia il pianeta intero con interventi militari. Come già avveniva con Obama.

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Uso dei mercenari: il voto dei paesi dell'ONU smaschera l'ipocrisia dei governi degli Stati Uniti e dell'Unione Europea

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Traduzione a cura di Marx21.it | da www.rlp.com

 

BlackwaterLa condanna dell'uso di mercenari si è trovata di fronte, il 18 novembre scorso, la forte resistenza degli Stati Uniti e dell'Unione Europea (UE), come dimostra il risultato della votazione su questo tema alle Nazioni Unite.

 

Questa posizione si è manifestata in merito alla decisione da adottare su un progetto di risoluzione dal titolo “Utilizzo dei mercenari come mezzo per violare i diritti umani e ostacolare l'esercizio del diritto dei popoli alla libera determinazione”.

 

Il pronunciamento ha avuto luogo nella Terza Commissione dell'Assemblea Generale che doveva analizzare la proposta avanzata da Bolivia, Cuba, El Salvador, Nicaragua e Belarus e che è stata adottata con 118 voti a favore, 52 contro e cinque astensioni.

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Rallentamenti estivi

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Nei mesi di luglio e agosto gli aggiornamenti del sito potranno subire rallentamenti.

La normale attività riprenderà dal 1 settembre.

Aspettando l’8 marzo

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Triangle-FOTO-OPERAIE-1di Laura Baldelli

Il cinema racconta il lavoro delle donne.
Le donne raccontano le donne.

E’ uscito coraggiosamente in alcune sale italiane il documentario “Triangle”, della regista Costanza Quadriglio, presentato lo scorso novembre al Torino film festival, nella sezione dedicata al lavoro, curata da Paolo Virzì, aggiudicandosi il Premio Cipputi. La regista ha voluto accostare il dramma consumato nel 1911 nell’incendio della fabbrica tessile di New-York ( il più grave incidente della storia industriale della città, dove morirono 146 lavoratrici tessili) alla tragedia delle operaie tessili di Barletta del 2011, morte come schiave sfruttate per pochi euro, sepolte sotto le macerie dopo il crollo di un fabbricato fatiscente. 

L’idea era scaturita dopo la visione di materiale d’epoca sulla fabbrica americana Triangle e dalla lettura del testo di Leon Stein “The Triangle fire”, così la regista ha deciso di raccontare assieme le due tragedie del lavoro femminile così lontane nel tempo e nello spazio geografico. 

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