Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il culto dei criminali nazisti in Lituania

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lituana fascistidi Giedrius Grabauskas, Fronte Popolare Socialista della Lituania (con nota del traduttore)

da slfrontas.lt

Traduzione dal russo di Mauro Gemma*

Dal 1990 in Lituania si è iniziato a praticare il culto dei criminali nazisti, quelli che, nel 1941-1944, avevano partecipato al genocidio degli ebrei, all'annientamento di massa dei civili, dei comunisti, dei militanti del Komsomol, degli attivisti e dei prigionieri di guerra sovietici, ed anche ai massacri di ebrei, partigiani e prigionieri di guerra sovietici in Bielorussia.

In realtà, manifestazioni di nazismo, xenofobia e feroce repressione politica erano iniziate molto prima, dopo il colpo di Stato autoritario del 1926. Allora fu avviata una dura repressione contro i comunisti locali, con l'uccisione di 4 dirigenti del Partito Comunista della Lituania, e l'arresto di centinaia di suoi militanti.

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Buone notizie dalla Corea

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di Albano Nunes

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Ci sono motivi di speranza nella penisola coreana. Il dialogo che per iniziativa della RPDC si è aperto tra il Nord e il Sud, attualmente con un governo che non asseconda la deriva bellicista di Trump, è un fatto politico di grande rilevanza internazionale. Il semplice fatto che delegazioni dei due paesi si siano incontrate contro l'opinione degli Stati Uniti e abbiano deciso di proseguire i colloqui su questioni che vanno ben al di là delle Olimpiadi Invernali, rappresenta una sconfitta per l'imperialismo statunitense che, con criminale arroganza e disprezzo per la sorte del popolo coreano e per la sicurezza internazionale, fa di tutto per impedire la riunificazione della Corea, alimentando deliberatamente un pericolosissimo focolaio di tensione e di guerra.

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L'isteria sulla presenza cinese in Africa crescerà, gli USA hanno bisogno di un nemico

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cina bandiera cieloda it.sputniknews.com

Il comitato per l'intelligence della Camera dei rappresentanti USA rivede i tentativi della Cina di aumentare la forza militare e la presenza economica in Africa.

Come ha detto il presidente del comitato Devin Nunes, gli investimenti della Cina nell'economia dei paesi africani possono portare ad una maggiore influenza di Pechino nel commercio internazionale. Sputnik ha discusso di questo argomento con il professore di relazioni internazionali e di economia politica dei paesi africani dell'Università di St. Andrews e capo del dipartimento della Scuola di studi internazionali Zhelminsky, dell'università della Cina Ian Taylor.

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Mercato mondiale contro capitale finanziario. La sfida futura

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usachina bandieredi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Nella contesa Stati Uniti Cina e Stati Uniti Russia spesso gli analisti considerano i fattori solo dal lato occidentale. Errore. Il cambio di paradigma intercorso nell’ultimo decennio post crisi mette all’ordine del giorno altre questioni. Innanzitutto l’Occidente ha risposto alla crisi del 2007 continuando e perpetuando la pratica del capitale produttivo di interesse, carta su carta garantita dalle banche centrali che, secondo il FMI, ha portato ormai a dei livelli di indebitamento insostenibili. Carta che divora sempre più economia reale a cui si risponde con la guerra e con il seguito di indebitamento.

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Francia: guerra sociale e guerra imperialista

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macron eliseodi Remy Herrera (Università Parigi 1, la Sorbona) per Marx21.it

Traduzione di Lorenzo Battisti

La Francia è abituata a scioperi e manifestazioni. Ma in questo inizio di primavera, l'atmosfera è insolitamente pesante, tesa. I discorsi del Presidente e dei media che affermano che si sta ripristinando l'ordine sono troppo frequenti per non essere certi che si stia preparando qualcosa di grave. L'insoddisfazione è aumentata di una tacca nelle ultime settimane. Grazie soprattutto a Macron, che dice di ascoltare le proteste e finge di dialogare con coloro che lo prendono da parte, ma fa bastonare tutto ciò che muove. A metà aprile ha inviato 2.500 soldati per evacuare circa 100 attivisti radicali dalla "zona da difendere" (ZAD) di Notre-Dame-des-Landes, nella parte occidentale del paese.

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