Associazione Politico-Culturale Marx XXI

71° della Repubblica: poco da festeggiare, molto da lottare

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di Angelo d’Orsi
da temi.repubblica.it

C’è poco da festeggiare, verrebbe, banalmente, da dire, secondo una formula a cui troppo spesso facciamo ricorso, nel pubblico e nel privato, davanti alle ricorrenze temporali, ai compleanni, specialmente. E questo 71° della Repubblica ci coglie smarriti, scoraggiati, tentati dalla voglia di “salire sugli alberi”, come il protagonista del Barone rampante di Italo Calvino, anche se la tentazione del disimpegno viene allontanata, ma con gran pena, perché sempre più spesso si ha l’impressione che questo Paese non abbia vera speranza di uscire dalla via melmosa in cui si dibatte. 

Certo, abbiamo avuto uno straordinario momento di mobilitazione popolare, di partecipazione civile, di lavoro collettivo per un grande obiettivo politico, che si può sintetizzare nella salvezza stessa della Repubblica, con il referendum del 4 dicembre in difesa degli assetti istituzionali, a cominciare da quel baluardo che è la Carta Costituzionale. Eppure, v’è da essere amaramente disillusi quando si guarda all’esito di quell’azione corale, fondata sul lavoro di decine di migliaia di persone, che generosamente si sono buttate nella mischia, sacrificando tempo energie denaro, in nome della tutela di un interesse generale, di un vero “bene comune”. 

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Contro la distruzione della memoria storica

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polonia strade comunistiComunicato del Partito Comunista della Polonia

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Condanniamo i cambiamenti dei nomi delle strade in Polonia voluti dal governo e il numero crescente di devastazioni e abbattimenti di monumenti che celebrano gli eroi della lotta contro il fascismo. Un recente esempio è rappresentato dallo smantellamento del Mausoleo dell'Armata Rossa a Trzcianka. I cambiamenti dei nomi delle strade e gli attacchi ai monumenti dei soldati sovietici e polacchi, dei partigiani comunisti e dei militanti del movimento operaio sono il risultato della politica riguardante la storia imposta dalle autorità statali, avviata dall'Istituto della Memoria Nazionale (IPN) che ha messo in discussione persino che la Polonia sia stata liberata nel 1944-1945.

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Gentiloni «l’Africano» alla conquista di neocolonie

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gentiloni africadi Manlio Dinucci
il manifesto, 3 dicembre 2017

«Che il futuro dell’Europa si giochi anche in Africa credo sia molto chiaro soprattutto a noi italiani, per ragioni storiche e geografiche»: lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel suo tour africano, dal 24 al 29 novembre, attraverso Tunisia, Angola, Ghana e Costa d’Avorio. In tal modo, non volendo, ha detto la verità: l’Italia e l’Europa considerano oggi l’Africa molto importante per le stesse «ragioni storiche e geografiche» del passato, ossia di quando essa era sotto il loro dominio coloniale. 

L’Africa è ricchissima di materie prime: oro, diamanti, uranio, coltan, rame, petrolio, gas naturale, manganese, fosfati, legname pregiato, cacao, caffè, cotone e molte altre. Queste preziose risorse, sfruttate dal vecchio colonialismo europeo con metodi di tipo schiavistico, vengono oggi sfruttate dal neocolonialismo europeo facendo leva su gruppi di potere e governanti africani corrotti, manodopera locale a basso costo e controllo dei mercati interni e internazionali.

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Sostieni una voce libera contro le vere fake news: l'appello di Marx 21

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Un grande e sincero ringraziamento ai cari compagni e amici del prestigioso l'Antidiplomatico, e in particolare ad Alessandro Bianchi, per l'accorato appello a sostenere con una donazione l'esistenza di Marx21.it, non permettendo in tal modo che questo sito libero e comunista venga cancellato dal panorama delle voci controcorrente del nostro paese.

SOSTENETECI E PERMETTETECI DI VIVERE. ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO CONTRIBUTO. IN QUESTI GIORNI DI PREPARAZIONE DELLE FESTE DI FINE ANNO, NON DIMENTICATEVI DI NOI. (Marx21.it)

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Il trend petrolifero e valutario

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stockmarket01di Demostenes Floros | da abo.net

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Prezzi del petrolio in ascesa, sino a raggiungere i massimi da metà 2015. Gli andamenti alla luce dell'estensione per l'intero 2018 dell'accordo OPEC/non OPEC stipulato a novembre 2016 e in scadenza il 31 marzo 2018

A novembre, i prezzi del petrolio sono aumentati sino a raggiungere i massimi da metà 2015. In particolare, la qualità del greggio Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 60,44 $/b e le ha chiuse a 62,71 $/b, mentre la miscela del West Texas Intermediate ha aperto a quota 54,27 $/b per chiudere a 57,45 $/b sulla scia dell’estensione per l’intero 2018 dell’accordo OPEC/non OPEC stipulato a novembre 2016 e in scadenza il 31 marzo 2018. Nel momento in cui scriviamo, il Brent sta prezzando a 62.81 $/b e il WTI a 57.10 $/b.

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