Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Filippine, il "Piano Goldberg" tra sinistra imperiale e manovalanza ISIS

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duterte filippine bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

La presidenza di Duterte nelle Filippine, soprattutto da quando ha intrapreso un percorso di riavvicinamento a Pechino (e in parte a Mosca) qualche preoccupazione a Washington la alimenta senza dubbio: un'eccessiva indipendenza di un Paese strategico in acque "surriscaldate" come quelle del Mar cinese meridionale, rischia di minare l'intera strategia che supporta il "Pivot to Asia". Per dirla come George Friedman, le Filippine rappresentano il “Paese più critico per gli equilibri di potere nel Pacifico” perché offrirebbe a Pechino – in apprensione per una possibile strategia di “blocco economico” - un alleato indispensabile per uscire dalle strozzature del Mar cinese meridionale e ottenere l’accesso agli oceani globali. [1]

Per questo sulle rive del Potomac non poteva essere trascurata la possibilità di "facilitare" un cambio della guardia a Manila, non scartando l’ipotesi di ricorso ad un’operazione di “regime change”, sfruttando le solide basi e i punti di forza che Washington si è costruito nell’arcipelago: si pensi alla rivista Foreign Policy che ha minacciosamente ricordato a Duterte come l'esercito filippino abbia alle spalle “decenni di cooperazione con gli Stati Uniti sia stato costruito su immagine e somiglianza di quello statunitense”, e come la stessa "società civile" filippina sia storicamente influenzata dal modello statunitense e “gran parte filo-statunitense” [2].

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Lo sbarramento della democrazia

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parlamentodi Ruggero Giacomini per Marx21.it

E’ noto che l’attuale maggioranza del parlamento italiano deve in gran parte la propria investitura ad una legge elettorale porcata, tale riconosciuta dagli stessi promotori e in quanto tale dichiarata anticostituzionale e abrogata con sentenza della Corte costituzionale.

Nonostante ciò, o forse proprio per ciò, la stessa maggioranza ha  concepito un vero e proprio accanimento contro la Costituzione nata dalla Resistenza.

E’ stato appena respinto con il referendum un grave attacco distruttivo pilotato dal segretario del PD Renzi, e si poteva legittimamente sperare che si fosse aperta finalmente la via per l’attuazione dei principi costituzionali a partire dai diritti e dalla dignità del lavoro. E invece ecco che un nuovo attacco si profila su uno dei punti più sensibili della democrazia, quello della legge elettorale.

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FOTO E VIDEO. Venezuela, grande affluenza popolare per la prova generale della Costituente

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venezuela costituenteaffluenzada lantidiplomatico.it

Secondo il vice-presidente Tareck el Aissami l'alta partecipazione di oggi ha inviato un messaggio democratico a coloro che insistono con il terrorismo e l'intervento straniero

Alta partecipazione di elettorI per quella che è stata ribattezza la "prova generale", il simulacro, della votazione per l'Assemblea Nazionale costituente prevista per il 30 luglio prossimo in Venezuela. Questa prima informazione sull'affluenza è stata data dalla presidentessa del Consiglio Nazionale elettorale, Tania D’Amelio, attraverso le reti sociali.

A Caracas ci sono 22 centri di votazione abilitati, nei quali si riporta un'alta affluneza fin dalle otto di mattina. Anche nel centro dello stato di Miranda, dove l'opposizione si è resa protagonista di violente manifestazioni nei giorni passati, si regista la partecipazione degli elettori.

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La linea rossa di Hong Kong

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hongkong cina bandieredi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

“L'Inghilterra non ha mai accordato diritti politici ai suoi abitanti. La colonia era retta da un governatore nominato dalla Regina e da due camere i cui membri non venivano eletti, ma erano designati dalla stesso governatore. […] Solo dopo il 1984, quando fu stabilito che Hong Kong sarebbe tornata alla Cina, gli inglesi, con grande disappunto delle autorità cinesi, fecero dei frettolosi tentativi di democratizzazione, senza risultato[…]. Quando la Cina riebbe la sovranità su Hong Kong, nel 1997, la città era politicamente docile e una miniera d'oro dal punto di vista economico: il Partito comunista cinese poteva ben garantire che ne avrebbe rispettato l'autonomia per altri 50 anni”. (Vogelsang K, Cina, Einaudi, Torino, 2014)

Dal 1990 l'Occidente a guida Usa è ricorso senza soluzione di continuità a guerre ed aggressioni per perseguire il proprio progetto di dominio, distruggendo e disgregando interi Paesi. I movimenti indipendentisti il più delle volte sono stati funzionali allo scopo (Kosovo, Libia, Siria).

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