Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Al via la nuova missione Libia

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 19 novembre 2013

libya wire 0315 08Dopo aver demolito lo stato libico con 10mila attacchi aerei e forze speciali infiltrate, Stati uniti, Italia, Francia e Gran Bretagna dichiarano la propria «preoccupazione per l’instabilità in Libia».

La Farnesina informa che a Tripoli sono in corso violenti scontri tra milizie anche con armi pesanti e che sono stati danneggiati numerosi edifici, per cui la sicurezza non è garantita nemmeno nei grandi hotel della capitale. Non solo per gli stranieri, ma anche per i membri del governo: dopo il rapimento un mese fa del primo ministro Ali Zeidan dalla sua residenza in un hotel di lusso, domenica è stato rapito all’aeroporto il vicecapo dei servizi segreti Mustafa Noah. E mentre nella capitale miliziani di Misurata sparano su cittadini disarmati esasperati dalle violenze, a Bengasi prosegue senza soluzione di continuità la serie di omicidi di matrice politica.

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Ghennady Zyuganov: “Giù le mani dalla Siria”

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da www.larepublica.es | Traduzione dallo spagnolo di Sandro Scardigli per Marx21.it

zyuganovIntervista della “Pravda” al leader del Partito Comunista della Federazione Russa

Gennady Andreyevich, si sono recentemente riuniti a Londra i ministri degli Esteri del cosiddetto gruppo degli “Amici della Siria”, per discutere sulle questioni relative allo svolgimento della conferenza di pace “Ginevra 2” e alla partecipazione in questa dell’opposizione siriana. Quali sono le sue impressioni sull’incontro? Pensa che abbia raggiunto il suo obiettivo?

Si sapeva fin dall’inizio che dall’incontro non sarebbe in ogni caso uscita alcuna soluzione di rilievo. Il leader della Coalizione Nazionale Siriana, Ahmad Yarba, ha posto fin dall’inizio la condizione delle dimissioni di Bashar al Assad per partecipare alla conferenza. I gruppi dell’opposizione si erano già rifiutati in molteplici occasioni di partecipare a qualsiasi colloquio con i rappresentanti del governo siriano, mettendo come pre-condizione le dimissioni del presidente Assad, cosa che, come sappiamo già, Damasco non accetterà.

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L’Europa (de)nuclearizzata

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 12 novembre 2013

tuta antiradiazioniMentre sono impegnati a Ginevra a denuclearizzare l’Iran, gli Stati uniti nuclearizzano con nuove atomiche l’Europa e l’Italia 

I riflettori dei media sono puntati su Ginevra, dove sono in corso i colloqui per denuclearizzare l’Iran, che non possiede armi nucleari e aderisce al Trattato di non-proliferazione. Resta invece nell’ombra Israele, che possiede centinaia di armi nucleari, puntate sull’Iran e altri paesi, e non aderisce al Trattato di non-proliferazione. 

Ancora più nell’ombra resta il fatto che gli Stati uniti, mentre sono impegnati a Ginevra a denuclearizzare l’Iran, nuclearizzano l’Europa potenziando le armi mantenute in Germania, Italia, Belgio, Olanda e Turchia. Sono circa 200 bombe B-61, che si aggiungono alle oltre 500 testate nucleari francesi e britanniche pronte al lancio. 

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"L'Irisbus è nostra e non si tocca!"

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PdCI Valle Ufita | l'articolo è tratto in anteprima dal numero in uscita di MarxVentuno

 

MARXVENTUNO ORGANIZZA UNA TAVOLA ROTONDA CON LE AVANGUARDIE DI LOTTA DELL’IRISBUS-IVECO, L’UNICA FABBRICA DI AUTOBUS IN ITALIA, DA OLTRE CENTO GIORNI IN LOTTA CONTRO LA CHIUSURA IMPOSTA DALLA FIAT

 

irisbus-w350

MarxVentuno avvia un’inchiesta sulla condizione della classe operaia dell’industria, sulle forme organizzative, sul ruolo del sindacato sulle resistenze e le lotte in corso contro chiusure e licenziamenti, sui loro sbocchi possibili e le prospettive strategiche. Lo fa dando la parola ai lavoratori e alle avanguardie delle lotte, ai protagonisti degli scioperi, dei presidi davanti ai cancelli delle fabbriche, delle assemblee permanenti, delle occupazioni degli stabilimenti. Il quadro che emerge dalla tavola rotonda organizzata con i lavoratori dell’Irisbus è di un’indomita combattività e volontà di resistenza dei lavoratori, ma pure di contraddizioni con le organizzazioni sindacali, anche con quelle, come la Fiom, che si è contrapposta a Marchionne e costituisce un presidio importantissimo, fondamentale, per la resistenza anticapitalistica, ma che non è stata esente in passato da errori di valutazione, cedimenti, pratiche consociative con le direzioni aziendali in un Mezzogiorno in cui la disoccupazione di massa è un fattore potente di corruzione e clientelismi. Solo riconoscendo i propri errori e apprendendo dall’esperienza, il movimento operaio e le organizzazioni sindacali di classe possono ricostruirsi su basi più avanzate, tanto più necessarie oggi, in un presente attraversato e sconvolto dalla grande crisi capitalistica.

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In Israele l’Italia si prepara alla guerra aerea

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di Manlio Dinucci | da il manifesto

tornado gr1I cacciabombardieri italiani Tornado, Eurofighter 2000, F-16 Falcon e altri, che nel 2011 bombardarono la Libia partecipando a 1182 missioni nell’operazione Nato «Unified Protector», sono di nuovo pronti al decollo. Non per una nuova guerra alla Libia, ormai disintegrata e nel caos (anche il terminale del gasdotto per l’Italia è sotto attacco), ma per preparare altre guerre. Parteciperanno in novembre alla più grande esercitazione di guerra aerea mai svoltasi in Israele.

L’esercitazione, denominata «Blue Flag» sul modello di quella della U.S. Air Force, si svolgerà tra due settimane nel Deserto del Negev. Poche e selezionate le forze aeree invitate: quelle di Stati uniti, Italia e Grecia. Complessivamente parteciperanno alla «Blue Flag» oltre 100 aerei e 1000 militari. Sarà una esercitazione a fuoco, con impiego di bombe e missili a guida di precisione. Lo scenario simulerà un attacco in profondità in un territorio nemico dotato di forti difese aeree (come è ad esempio l’Iran): dopo averle neutralizzate, i cacciabombardieri colpiranno gli obiettivi terrestri rappresentati da bersagli disseminati nel deserto. Nei duelli aerei, l’aviazione nemica sarà impersonificata dall’«Aggressor squadron» delle forze aeree israeliane, i cui piloti vengono addestrati a simulare varie tattiche di combattimento, «in particolare quelle delle forze aeree arabe».

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