Associazione Politico-Culturale Marx XXI

DL 50/2017: un taglio dei salari poco visibile..

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salario imprenditori lentedi Luca Scacchi, Cd CGIL
da sindacatounaltracosa.org

Pochi se ne sono accorti, quasi nessuno ne ha parlato. Con la manovra correttiva dello scorso aprile, il governo Gentiloni ha aperto la possibilità di tagliare i salari di più di 160 euro netti annui (quello che molti contratti hanno conquistato per l’anno in corso, in alcuni settori come i metalmeccanici persino di più). Un taglio che non colpisce indistintamente tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma paradossalmente proprio quelli che potremmo definire “classe centrale”: quelli che lavorano nelle aziende più grandi, più sindacalizzate, dove c’è una contrattazione di secondo livello ed un’organizzazione del lavoro più sofisticata. In pratica, ci si propone di tagliare i salari dove il capitale investe di più e dove c’è una classe lavoratrice più organizzata. Lo si fa, però, con un meccanismo particolare che rende questo taglio poco percepibile, in primo luogo agli stessi lavoratori che lo subiscono. Vediamo come.

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Brancaccio: “Il capitalismo cambia, la sinistra è in ritardo”

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Emiliano Brnacaccio 510 intervistaintervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena

da MicroMega Online

Dopo il salvataggio delle banche venete, per l’economista siamo giunti ad un sistema che privatizza i profitti e socializza le perdite: “L’intervento dello Stato a favore dei capitali privati, tra l'altro, implica aumenti significativi del debito pubblico”. Così boccia la visione dello Stato come semplice “ancella” del capitale privato e non vede in Italia forze politiche capaci di proporre un'alternativa: “A sinistra del Pd noto ancora molta subalternità culturale ai vecchi slogan del liberismo, sebbene la realtà si rivolti da tempo contro di essi”. Difendere la Costituzione? “Non basta”. 

«Siamo giunti ad un sistema che alla luce del sole privatizza i profitti e socializza le perdite». Con una recente intervista in cui dichiarava che alle presidenziali francesi non avrebbe votato «né per la fascista Le Pen né per il liberista Macron» Emiliano Brancaccio aveva diviso il popolo della sinistra.

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Internazionalismo e lotta ideologica per l'affermazione di una via rivoluzionaria

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lenin e rivoluzionedi José Reinaldo Carvalho*

da resistencia.cc

Traduzione di Mauro Gemma

A Daniel Ilirian Carvalho, che ha vissuto nell'attesa di commemorare il centenario della Rivoluzione d'Ottobre

La Rivoluzione, il cui centenario è motivo di celebrazione da parte delle forze vive del movimento operaio, rivoluzionario e comunista per tutto l'anno 2017, la Grande Rivoluzione Sovietica, diretta dal Partito Bolscevico guidato da Lenin, è stata il più grande evento politico-sociale della storia dell'umanità. Per la prima volta, il proletariato, unito con gli altri ceti popolari, soprattutto i contadini, ha conquistato il potere politico e ha iniziato la costruzione del potere dei lavoratori e della società socialista.

Il trionfo, 100 anni fa, della Rivoluzione d'Ottobre in Russia segna l'inizio di una grande epoca nella storia dell'umanità, l'epoca del passaggio dal capitalismo al socialismo.

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Gli eroi nazisti della NATO

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nazi ucraina manifdi Fabrizio Poggi
da contropiano.org

La NATO ha messo in circolazione un videoclip di otto minuti su “I fratelli dei boschi in lotta per il Baltico”, attivi al termine della Seconda guerra mondiale, eroicizzandone le gesta contro “l’occupazione sovietica” che, a detta di quei “fratelli” e, dunque, anche della NATO, non avrebbe fatto altro che subentrare al giogo nazista.

Ora, chi erano quei “fratelli dei boschi” – in russo “lesnye bratja” – che seminarono il terrore nei Paesi baltici, tra il 1944 e il 1953, prima di essere definitivamente debellati dalle forze del Ministero degli interni dell’URSS? In larga parte, si trattava di ex appartenenti alle legioni baltiche delle SS o ai reparti della polizia ausiliaria agli ordini dei nazisti: la variante baltica, in sostanza, della divisione SS “Galizia” formata dai filonazisti ucraini di OUN-UPA, che seminò stragi, per lo più nel 1942-’43, tra soldati sovietici e popolazione civile di origine ebraica, ucraina, bielorussa e si distinse soprattutto nei massacri di civili polacchi nella Volinija. Tra le “gesta eroiche” delle ex SS baltiche nel dopoguerra, che, secondo la NATO, avrebbero combattuto per la “statualità baltica”, ci sono altrettante stragi di civili, loro conterranei, rei di appoggiare l’ordinamento sovietico.

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Ucraina, dove fioccano gli omicidi politici. E su Rocchelli il nostro governo tace

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andy rocchellidi Dario Rivolta*
da notiziegeopolitiche.net

Vitaly Markiv, ucraino e italiano, è stato arrestato in Italia con l’accusa di aver comandato la banda di guerriglieri nazionalisti ucraini che nel maggio 2014 uccisero il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. Andrea era un giovane freelance italiano che si trovava in quel momento nella zona di confine tra i territori occupati dall’esercito di Kiev e quelli controllati dai ribelli del Donbass. Il suo scopo era di documentare la situazione sul terreno con particolare attenzione alla sorte dei civili, vittime della guerra in corso. Mentre svolgeva il suo lavoro, fu fatto oggetto di ripetuti colpi di mortaio e di kalashnikov e rimase ucciso con il suo interprete Andrei Mironov. Un giornalista francese che stava con loro fu ferito ma riuscì a fuggire e oggi sta rendendo la sua testimonianza ai magistrati italiani. Con loro c’erano altri due uomini ucraini che però non subirono danni: l’autista e un personaggio rimasto non identificato. La decisione dell’arresto di Markiv si basa sul racconto del francese che ha vissuto personalmente i fatti e che dimostrerebbero la responsabilità del Markiv in quanto a capo del commando.

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