Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Rwanda: come è stato finanziato il genocidio del 1994

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rwanda genocidio crocida sergioscorzasite.wordpress.com

I genocidi Hutu pianificarono i loro crimini almeno due anni prima del 1994 approfittando della complicità delle banche francesi

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compì in Rwanda, piccolo stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei Tutsi e degli Hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu. Su una popolazione di 7.300.000 abitanti, di cui l’84 % Hutu, il 15 % Tutsi e l’1 % Twa, le cifre ufficiali diffuse dal governo ruandese parlarono di 1.174.000 persone uccise in soli 100 giorni (10.000 morti al giorno, 400 ogni ora, 7 al minuto). I sopravvissuti Tutsi al genocidio furono stimati in 300.000. Migliaia le vedove, molte stuprate e oggi sieropositive. 400.000 i bambini rimasti orfani, 85.000 dei quali sono diventati capifamiglia.

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Infliggere un colpo al neonazismo in Ucraina!

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zhukov marescialloDichiarazione di Ghennady Zyuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Con la traduzione e la pubblicazione della dichiarazione di Ghennady Zyuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, si intende dare rilievo a un fatto di enorme gravità che è stato clamorosamente ignorato, non solo dall'apparato mediatico dominante, ma anche da certi “antifascisti” delle nostre parti, le cui denunce del risveglio di pulsioni fasciste nel nostro continente si fermano in modo emblematico prima dei confini con l'Ucraina e le Repubbliche Baltiche, gli Stati europei, che in modo più clamoroso sembrano impegnati nella riabilitazione del loro più oscuro passato nazi-fascista e nella persecuzione di chi si oppone a tale infame riscrittura della storia.

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Una cura Trump per l'Italia?

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fiscal ueL'editoriale di Guido Salerno Aletta

di Guido Salerno Aletta

“Serve, all’Italia, una manovra fiscale trumpiana?”: il quesito non è solo provocatorio, ma urticante. Perché, prima di rispondere, viene da dire che mancano le condizioni di sovranità, non solo per il singolo Paese europeo, ma per l’intera Unione: con il Fiscal Compact, infatti, gli Stati sono privati della ancor minima facoltà di avere uh deficit di bilancio entro il 3% del pil che pure era prevista nel Trattato di Maastricht. Ora vengono sospinti con una sorta di pilota automatico verso il pareggio strutturale, senza che vi sia nessun altro obiettivo da perseguire, né alcun altro vincolo da rispettare, di carattere anticiclico ovvero volto al riequilibrio tra le diverse economie europee.

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I comunisti della Georgia: le relazioni diplomatiche con la Russia devono essere immediatamente ripristinate

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pipia temur pravdaruIntervista a Temur Pipia, presidente del Partito Comunista Unito della Georgia

da pravda.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

È possibile risolvere il conflitto tra Georgia, Abkhazia e Ossezia del Sud? Come raggiungere la pace nel Caucaso? Cosa sta succedendo adesso in Georgia? Ci sono stati dei cambiamenti dopo l'espulsione di Saakashvili? E come riconciliare Russia e Georgia? A queste domande di Pravda.ru risponde il presidente del Partito Comunista Unito della Georgia, Temur Pipia.

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"Democrazia, storia di un'ideologia"

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canfora storiadiunideologia[Estratto da A. Pascale (a cura di), Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l'egemonia culturale, La Città del Sole, Napoli 2019, cap. 9.1-9.2, pp. 147-151]

Il capolavoro di Luciano Canfora, Democrazia. Storia di un’ideologia [1], analizza il complesso rapporto della democrazia con il tema della libertà, oltre che il suo cammino attraverso la nascita delle istituzioni europee. Canfora parte da una premessa sulla favola della democrazia intesa come invenzione dell’Atene periclea, ma vola ben presto nel cuore della contemporaneità, ricollegandosi alla rivoluzione francese del 1789 e ai fatti conseguenti, mostrando per filo e per segno tutte le contraddizioni delle cosiddette “democrazie liberali” europee: la storia recente di Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia viene analizzata minuziosamente mostrando di fatto come ben rari siano stati i momenti di effettiva democrazia vigenti in tali Paesi e che solo in tempi recenti essi si siano appropriati del concetto stesso della “democrazia”, a lungo rigettato, o orchestrato in modalità tali da favorire di fatto ristrette oligarchie possidenti.

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