Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Brancaccio: “Il capitalismo cambia, la sinistra è in ritardo”

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Emiliano Brnacaccio 510 intervistaintervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena

da MicroMega Online

Dopo il salvataggio delle banche venete, per l’economista siamo giunti ad un sistema che privatizza i profitti e socializza le perdite: “L’intervento dello Stato a favore dei capitali privati, tra l'altro, implica aumenti significativi del debito pubblico”. Così boccia la visione dello Stato come semplice “ancella” del capitale privato e non vede in Italia forze politiche capaci di proporre un'alternativa: “A sinistra del Pd noto ancora molta subalternità culturale ai vecchi slogan del liberismo, sebbene la realtà si rivolti da tempo contro di essi”. Difendere la Costituzione? “Non basta”. 

«Siamo giunti ad un sistema che alla luce del sole privatizza i profitti e socializza le perdite». Con una recente intervista in cui dichiarava che alle presidenziali francesi non avrebbe votato «né per la fascista Le Pen né per il liberista Macron» Emiliano Brancaccio aveva diviso il popolo della sinistra.

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Una festa all'insegna della lotta per la pace e del dialogo tra comunisti

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ne 11 14 082017di Stefano Barbieri, redazione Marx21.it

Dall’11 al 14 Agosto 2017 si è svolta a Ne, in provincia di Genova, la festa dell'Associazione Marx XXI, del sito Marx21.it e delle sezioni locali del PCI e di Rifondazione Comunista, quattro giorni che hanno coniugato la sagra tradizionale delle feste comuniste, imperniata su una ottima cucina, sulle serate danzanti e gli stand espositivi, con appuntamenti di dibattito pubblico sui grandi temi della politica e della cultura del nostro tempo.

L’apertura di Venerdì 11 Agosto, condizionata da più temporali durante la serata, ha visto all’interno dell’area ristorante, adibita per questo a luogo dell’incontro, la presenza di Mauro Gemma, direttore di Marx21.it e Giuseppe Padovano, coordinatore del Comitato No Guerra No Nato, a confrontarsi a tutto campo sul tema “Fermare la Nato e i preparativi della guerra globale”, evidenziando un livello di analisi e di conoscenza dello scenario internazionale nel ventunesimo secolo come in poche altre occasioni si può riscontrare, mettendo in fila la storia degli ultimi trent’anni di scontro tra le realtà imperialiste e capitaliste con quei Paesi che, dalle varie latitudini del mondo, si oppongono al progetto di egemonia a guida USA, il ruolo devastante della NATO ed il contrappeso che esercitava, contro di essa, il fu Patto di Varsavia, la costruzione di un nuovo fronte, seppur diversissimo al proprio interno, guidato dai paesi del cosiddetto BRICS, il ruolo di Cina e Russia, le responsabilità innegabili degli Stati Uniti d’America in tutte le aree di conflitto armato aperte nel mondo, dalla Siria all’IRAQ, dal sud America al Medio Oriente, il terrorismo globalizzato, l’arretratezza in questo quadro della sinistra italiana ed europea quasi in contrapposizione alla lucidità almeno di una parte della Chiesa cattolica, la quasi scomparsa del grande movimento per la pace presente in Italia e la funzione minoritaria dei comunisti.

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Rivoluzione d’Ottobre e democrazia

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Rivoluzione d ottobre quadrodi Domenico Losurdo

Il testo è la rielaborazione nella forma della Conferenza pronunciata a Napoli, presso la libreria Feltrinelli, il 6 luglio 2007, nell’ambito del ciclo «I venerdì della politica» promosso dalla Società di studi politici. 

Ho sviluppato i temi qui accennati in tre libri ai quali rinvio per gli approfondimenti e i riferimenti bibliografici: Controstoria del liberalismo (Laterza, 2005); Il linguaggio dell’Impero (Laterza, 2007), Stalin. Storia e critica di una leggenda nera (Carocci, 2008) (D.L)

L’ideologia e la storiografia oggi dominanti sembrano voler compendiare il bilancio di un secolo drammatico in una storiella edificante, che può essere così sintetizzata: agli inizi del Novecento, una ragazza fascinosa e virtuosa (la signorina Democrazia) viene aggredita prima da un bruto (il signor Comunismo) e poi da un altro (il signor Nazi-fascismo); approfittando anche dei contrasti tra i due e attraverso complesse vicende, la ragazza riesce alfine a liberarsi dalla terribile minaccia;

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A colloquio con i ricercatori marxisti della Chinese Academy of Social Sciences (CASS)

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intervistaaimarxisticinesi copertinadi Francesco Maringiò

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Attraverso tre interviste a dirigenti ed intellettuali della CASS emergono i nodi nevralgici del confronto con la dimensione intellettuale e politica cinese. Questi punti non solo ci permettono di decodificare meglio quel mondo e farcelo conoscere più a fondo, ma aiutano a far affiorare alla mente importanti domande e spunti di riflessioni imprescindibili, anche per i marxisti occidentali.

Presentiamo qui tre stimolanti interviste ad altrettanti autorevoli dirigenti ed intellettuali cinesi afferenti all’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS). Due di esse sono state realizzate durante un lungo soggiorno di studio a Pechino, mentre la terza è un estratto dei passaggi più significativi di una lunga intervista che il professor Deng Chundong ha rilasciato nel 2015 e che è stata pubblicata su International Critical Thought, rivista internazionale della CASS, edita da Routledge. Si tratta, comunque, di un saggio inedito per il pubblico italiano.

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Comunisti in Germania alla vigilia delle elezioni

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dkp germaniadi Patrik Köbele, presidente del Partito Comunista Tedesco (DKP)

da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione di Marx21.it

A poche settimane dalle elezioni per il Bundestag, Patrik Köbele, presidente del Partito Comunista Tedesco (DKP), illustra le dinamiche del dibattito in corso all'interno del suo partito in vista del prossimo congresso e le ragioni della presentazione di propri candidati alla consultazione del 24 settembre.

Certamente il Partito Comunista Tedesco non entrerà nel nuovo Bundestag. La legge elettorale, di per sé, con la soglia antidemocratica del 5%, lo impedisce. C'è persino una grande probabilità che il risultato del DKP si collochi nettamente al di sotto dell'1%. Eppure presentiamo nostri candidati. Perché?

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