Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Attacchi informatici e guerra planetaria

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wannacrydi Francesco Galofaro* per Marx21.it

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*Politecnico di Milano

Sembra la trama di un film di fantascienza: il 12 marzo il mondo intero, al risveglio, scopre di essere sotto attacco di un virus. I danni sono incalcolabili: fabbriche bloccate, università ferme, i centralini del pronto soccorso non sono più in grado di inviare un'ambulanza. A partire dall'Inghilterra e nel giro di poche ore, seguendo la rotazione terrestre, il virus si diffonde a oriente: duemila sistemi informatici si fermano in Iran, trentamila in Cina. In Italia si teme l'effetto-lunedì, il giorno in cui gli impiegati tornano al lavoro dopo il fine settimana.

“Voglio piangere” (wannacry), è un ransomware: un sistema escogitato per chiedere un riscatto. Entra nel tuo computer attraverso un “buco” delle vecchie versioni del sistema operativo Windows, cripta i dati del tuo disco e non li decodifica finché non paghi una somma in bitcoin, la moneta privata virtuale internazionale più amata dalle organizzazioni criminali.

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La Rivoluzione d’Ottobre e i diritti delle donne

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donnesovietiche manifestodi Margarida Botelho

da “O Militante”, rivista teorica del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

Fu l’Unione Sovietica il primo paese del mondo a mettere in pratica e a sviluppare come nessun altro i diritti  sociali fondamentali come l'uguaglianza dei diritti delle donne e degli uomini nella  famiglia nella vita e nel lavoro, i diritti e la protezione della maternità.  La Rivoluzione d’Ottobre dette un impulso straordinario al conseguimento dei diritti delle donne raggiungendo nel giro di pochi giorni i diritti che nel nostro paese abbiamo messo decenni a raggiungere, ed è servita di esempio e di incoraggiamento per la lotta delle donne in tutto il mondo. Il processo di costruzione del socialismo in URSS ha sempre mantenuto al centro delle sue preoccupazioni l'emancipazione femminile. La scomparsa dell'URSS ha portato a battute d'arresto brutali nelle condizioni di vita delle donne, non solo negli ex territori sovietici, ma a livello internazionale.

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La Costa d’Avorio è un esempio evidente dell’ingerenza e del neocolonialismo

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intervista a Michel Collon
da investigaction.net

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Olivier A. Ndenkop / Michel Collon

In questa intervista esclusiva, il giornalista e scrittore belga torna sulla conferenza di Parigi che aveva per tema “Gbagbo contro la Françafrique”

Le journal de l’Afrique (JDA): dal 2011 la Françafrique (la presenza francese in Africa) ha imperversato in diversi paesi africani: Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Mali, Libia. Perché scegliere di organizzare una grande conferenza sul caso del Gbagbo?

Michel Collon (MN) : con le forze limitate della nostra squadra Investig’Action, è impossibile trattare tutti questi interventi come sarebbe necessario! Ho molto lavorato sull’aggressione contro la Libia, producendo un libro e un piccolo film, è stata veramente una guerra contro tutta l’Africa.

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Anti-imperialismo e lotta per la pace: il ruolo dei partiti comunisti

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pcp simbolo 500pxdi Pedro Guerreiro

Intervento del compagno Pedro Guerreiro, della Segreteria Nazionale del Partito Comunista Portoghese, per il Convegno di Catania del 17 giugno 2017 (“Mediterraneo: cause delle guerre, antimperialismo, libertà dei popoli”) organizzato dal PCI.

a cura del Dipartimento Esteri PCI

Cari compagni,

Il Partito Comunista Portoghese ringrazia il Partito Comunista Italiano per l’invito a partecipare a questa importante Conferenza su un tema così cruciale per i popoli del mondo, come è quello delle guerre imperialistiche e l’imprescindibile lotta per la pace.

Vogliamo approfittare dell’occasione per rendere omaggio alla memoria del compagno Maurizio Musolino, la cui dedizione alla lotta per la pace e contro l’imperialismo abbiamo avuto occasione di conoscere e di apprezzare.

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Dopo la rivoluzione: i primi atti del potere sovietico

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di Vladimiro Giacché

Proponiamo, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, alcune pagine dell’introduzione di Vladimiro Giacché al volume Lenin, Economia della rivoluzione, Milano, Il Saggiatore, 2017, da oggi in libreria; sono state riprodotte le pagine 14-19, eliminando poche righe di testo, nonché alcune note e riferimenti testuali.

Dopo la rivoluzione: i primi atti del potere sovietico

Per creare il socialismo, voi dite, occorre la civiltà. Benissimo. Perché dunque da noi non avremmo potuto creare innanzi tutto quelle premesse della civiltà che sono la cacciata dei grandi proprietari fondiari e la cacciata dei capitalisti russi per poi cominciare la marcia verso il socialismo?
LENIN, Sulla nostra rivoluzione, 17 gennaio 1923

Quando Lenin, il 30 novembre 1917, licenziò per la stampa Stato e rivoluzione, accluse un poscritto in cui informava il lettore di non essere riuscito a scrivere l’ultima parte dell’opuscolo originariamente prevista. E aggiunse: «la seconda parte di questo opuscolo (L’esperienza delle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917) dovrà certamente essere rinviata a molto più tardi; è più piacevole e più utile fare “l’esperienza di una rivoluzione” che non scrivere su di essa». 

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