Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il curioso caso di "Non una di meno" e "Se non ora quando"

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donne fascismo cccpdi Roberto Vallepiano

Come il femminismo imperialista propizia e fiancheggia i colpi di stato per conto degli USA

Nelle foto riprodotte sotto potete vedere come i due movimenti femministi più noti nel nostro paese e cioè NON UNA DI MENO e Se Non Ora Quando - News, fiancheggino attivamente le più ignobili campagne golpiste al servizio dell'imperialismo USA e della borghesia compradora latinoamericana.

Nel primo delirante post "Non una di meno" attacca frontalmente il Socialismo della Pacha Mama e l'ormai deposto Presidente indigeno Evo Morales bollandolo con l'incredibile insulto di "misogino e sessista".

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Vertice NATO: rivalità e concertazione

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nato macron londradi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Annunciato come una "celebrazione", il vertice della NATO, conclusosi il 4 dicembre, è stato caratterizzato da beffe, messaggi, dichiarazioni di intenti e decisioni serie da non trascurare.

Gli episodi più significativi che caratterizzano questo vertice sono stati quelli che si sono verificati attorno alle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che in precedenza aveva "diagnosticato" che la NATO si trova in uno stato di "morte cerebrale".

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La Peggio Gioventù

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costituzione oldUn'interessante commento di Thomas Fazi

Le sardine, oggi, rappresentano la parte più reazionaria del paese.

Quella che ha completamente introiettato il neoliberismo nella sua variante più estrema, ovverosia quella europea: da qui il sostegno acritico (anzi entusiastico) all’“Europa” nonostante le drammatiche ricadute economiche, sociali, politiche e democratiche che abbia comportato l’integrazione economica europea, e la palese incompatibilità dell’assetto europeo con i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione; l’accettazione della necessità di spoliticizzare la politica economica, di cui si devono occupare i “tecnici” e i “competenti” (vedasi le dichiarazioni del fondatore sul MES);

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L'Assemblea Generale dell'ONU e la lotta antimperialista

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

onu assembleaE' iniziata il 16 settembre la 69° sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come priorità quella di stabilire l'agenda post-2015 dello sviluppo sostenibile, che presenterà nuovi obiettivi e sfide di progresso globale, in sostituzione degli obiettivi del millennio fissati 14 anni fa.

L'eliminazione della povertà estrema, la lotta alle disuguaglianze e asimmetrie Nord-Sud, e la difesa della natura emergono tra le questioni più sentite.

L'Assemblea Generale è per principio il più importante organismo del sistema multilaterale, poiché raggruppa a parità di condizioni i 193 paesi membri. In quanto tale, è suo dovere affrontare le questioni relative alla pace mondiale, all'economia, ai disequilibri ambientali, alla sicurezza alimentare, alla lotta alle epidemie, come quella di ebola, e alla sempre necessaria e ancora urgente riforma dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, e specialmente del suo Consiglio di Sicurezza.

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Rwanda: come è stato finanziato il genocidio del 1994

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rwanda genocidio crocida sergioscorzasite.wordpress.com

I genocidi Hutu pianificarono i loro crimini almeno due anni prima del 1994 approfittando della complicità delle banche francesi

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compì in Rwanda, piccolo stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei Tutsi e degli Hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu. Su una popolazione di 7.300.000 abitanti, di cui l’84 % Hutu, il 15 % Tutsi e l’1 % Twa, le cifre ufficiali diffuse dal governo ruandese parlarono di 1.174.000 persone uccise in soli 100 giorni (10.000 morti al giorno, 400 ogni ora, 7 al minuto). I sopravvissuti Tutsi al genocidio furono stimati in 300.000. Migliaia le vedove, molte stuprate e oggi sieropositive. 400.000 i bambini rimasti orfani, 85.000 dei quali sono diventati capifamiglia.

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