Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Olio di palma, è arrivata l’ora della verità

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olio di palma manodi Mara Strinati
da ilmanifesto.info

Palma leaks. Il recente dossier dell'Agenzia europea Esfa conferma la pericolosità del grasso tropicale: cancerogeno e genotossico. E Big Food sapeva

Big Food sapeva da 12 anni che l’olio di palma usato negli alimenti porta con sé contaminanti tossici e cancerogeni. Dai documenti delle autorità e delle multinazionali del cibo emerge chiaramente che i rischi correlati al consumo dello scadente grasso vegetale erano noti. Che se ne è parlato a lungo in quegli ambienti, ma senza porre rimedio.

A diffondere le slide del Palma-Leaks è GIFT Great Italian Food Trade, un portale web in 8 lingue, che promuove nel mondo il cibo made in Italy di qualità, sostenibile e accessibile. 

“Non serve scomodare Julian Assange, basta una breve ricerca sul web per scoprire che Big Food sapeva dei rischi correlati al consumo di olio di palma. Tuttavia, all’insegna del maggior profitto, ne ha incrementato l’utilizzo, raddoppiandolo in pochi anni”, dice il fondatore del portale, Dario Dongo, avvocato esperto di sicurezza alimentare, autore della petizione per bandire ol’olio di palma dagli alimenti, lanciata assieme al Fatto alimentare e sostenuta da 176mila firme.

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8 Marzo. Se la nostra vita non vale producete voi. Noi ci fermiamo.

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niunamenos striscionedi Marica Guazzora per Marx21.it

Questo non sarà un 8 marzo qualunque. Perché quest’anno scenderanno in sciopero le donne di 40 paesi . Sarà sciopero globale.

Era partita già l’idea dalle donne dell’Argentina quando, l’anno scorso, si erano mobilitate in massa scioperando contro l’ennesimo stupro, l’ennesima violenza su di una ragazzina argentina torturata a morte, e lì avevano inalberato cartelli dal significato preciso: “Se la nostra vita non vale producete senza di noi”. Così i cortei avevano invaso le strade e le piazze in vari paesi  dell’America latina e dell’Europa al grido di Ni Una Menos.

Questo 8 marzo sarà davvero la giusta  Giornata internazionale della donna, una giornata di lotta e di astensione da ogni  lavoro. Non ci sarà limite alla mobilitazione, in ogni parte del mondo. Vivas Nos Queremos!

A Lisbona l’11 marzo il Movimento Democratico delle donne terrà la propria manifestazione, come già segnalato da questo sito nell’articolo della compagna Margarita Botelho, della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese (PCP)  La voce delle donne per l’uguaglianza. Sviluppo. Diritti. Pace”.

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Perché il protezionismo commerciale danneggia il popolo statunitense

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usa protezionismocommercialedi John Ross* | da china.org.cn

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle possibili conseguenze per l'economia statunitense (e globale) del programma della nuova amministrazione presidenziale USA.

Steve Bannon, chief strategist del presidente degli Stati Uniti Trump, ha giustamente identificato la fondamentale importanza di due discorsi pronunciati dai presidenti di Cina e Stati Uniti all'inizio di quest'anno. Considerando le due posizioni, Bannon sostiene le dichiarazioni protezionistiche del presidente Trump contro il sostegno del presidente Xi Jinping alla globalizzazione: "Credo che sarebbe bene se le persone confrontassero il discorso di Xi a Davos ed il discorso del Presidente Trump il giorno del suo insediamento...vedrebbero così due diverse visioni del mondo."

Purtroppo per Bannon, la maggior parte dei commentatori internazionali è arrivata alla valutazione opposta. Il supporto per l'approccio della politica di Xi è venuto anche da gruppi che vanno oltre a quelli che di solito sostengono la Cina. Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group, la società occidentale più influente nel "risk analysis", ad esempio ha osservato: "La reazione a Davos al discorso di Xi: successo su tutti i fronti".

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La Costa d’Avorio è un esempio evidente dell’ingerenza e del neocolonialismo

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intervista a Michel Collon
da investigaction.net

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Olivier A. Ndenkop / Michel Collon

In questa intervista esclusiva, il giornalista e scrittore belga torna sulla conferenza di Parigi che aveva per tema “Gbagbo contro la Françafrique”

Le journal de l’Afrique (JDA): dal 2011 la Françafrique (la presenza francese in Africa) ha imperversato in diversi paesi africani: Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Mali, Libia. Perché scegliere di organizzare una grande conferenza sul caso del Gbagbo?

Michel Collon (MN) : con le forze limitate della nostra squadra Investig’Action, è impossibile trattare tutti questi interventi come sarebbe necessario! Ho molto lavorato sull’aggressione contro la Libia, producendo un libro e un piccolo film, è stata veramente una guerra contro tutta l’Africa.

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La nuova via della seta come proposta strategica di un mondo multipolare

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belt road china africadi Fabio Massimo Parenti [1]

Intervento presentato al IV Forum «Cina e Ue. I nodi politici ed economici nell’orizzonte della “nuova via della seta” e di una “nuova mondializzazione”», Roma, 13 ottobre 2017.

Modelli a confronto per una scelta strategica

Nell’attuale contesto internazionale, i soggetti pubblici e privati di varie potenze statuali si trovano ancora una volta di fronte a scelte strategiche fondamentali, almeno nella misura in cui si assuma l’effettivo dispiegarsi di un processo di transizione da un mondo unipolare ad uno multipolare. Qui esaminiamo un caso emblematico: il significato e l’influenza della Belt and Road Initiative (BRI) nella ridefinizione dei rapporti tra Europa ed Asia e quindi l’urgenza europea di decidere se e come ricollocarsi nella geopolitica mondiale. L’Europa, il Mediterraneo e l’Italia possono decidere di preservare la propria posizione geopolitica, rimanendo sotto prevalente influenza US-Nato, oppure guardare ed agire a favore di un’integrazione eurasiatica. Con focus sulla Cina.

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