Associazione Politico-Culturale Marx XXI

In memoria di Luis Sepúlveda

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Sepulvedariceviamo con richiesta di pubblicazione

di Elia Pupil

da https://revolucionvoxpopuli

La memoria è la pietra angolare che sostiene tutta la mia architettura di uomo e scrittore. La nostalgia non so cosa sia, però a volte la sento, e mi piace provarla, per ciò che è stato e per i propositi che hanno avuto la possibilità di diventare realtà.

Luis Sepúlveda

Il rumore del nastro magnetico è sempre tanto strano quanto caro. Riporta a vent’anni fa: tempi, persone e luoghi che mai più torneranno, per i quali solo il rumore discontinuo e meccanico del rewind testimonia i loro segni nelle memorie di ognuno.

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Veltroni colpisce ancora. Ovvero l’ignoranza della storia genera mostri

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famiglia cervidi Angelo d’Orsi

da http://temi.repubblica.it

Allora, il fatto è noto, almeno in cerchie dell’antifascismo. In un programma televisivo (“Le Parole”), il conduttore, Massimo Gramellini, giornalista, divenuto poi narratore di successo e anche intrattenitore del piccolo schermo, in occasione del 75esimo del XXV Aprile, non trova di meglio che intervistare Walter Veltroni. A cui dopo l’introduzione di rito (perché è così difficile per una parte del Paese accettare l’idea che la data della Liberazione costituisca una ricorrenza condivisa, un punto fermo nella identità nazionale della Repubblica) pone la domanda, ossia se non sembri all’illustre ospite (in collegamento…) che quella festa sia importante e che ogni cittadino di questa nazione dovrebbe sottoscriverla, senza polemiche fuori luogo. Ebbene l’intervistato annuisce gravemente, come se stesse facendo una importante concessione all’intervistatore. E ammette, che sì, il 25 aprile 1945 va ricordato e festeggiato, dal popolo italiano, non dimenticando però “la tragedia delle foibe”, su cui come per il 25 aprile non c’è il necessario unanime consenso. 

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“Planet of the Humans”, Gibbs/Moore e cosa significa ‘verde’?

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inquinamento industriedi Mark Epstein

L’ultima prova documentaria ‘di’ Michael Moore lo vede come “executive producer” e non come regista. Ma è la riconferma dei continui ed ininterrotti opportunismi di un regista che da un lato ha documentato realtà importanti e troppo poco note, dall’altro, sia nell’arena politica che in quella professionale ha dimostrato di essere un voltagabbana e un essere umano inaffidabile. Mentre affronta grandi verità, poi nella pratica della sua vita quotidiana e politica, dimostra di non avere il coraggio di vivere secondo le sue convinzioni. Un’altro caso, in scritte al neon, di uno che predica abbastanza bene e razzola davvero piuttosto male (i modo in cui si impegna senza riserve di sorta per l’oligarchia Dem, o nei quali ha difeso il ‘documentario’ di aggressione imperiale, 
Zero Dark Thirty, sono solo alcune delle sue azioni più che ambigue).

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Per il nuovo umanesimo… “digitale”

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backlit keyboard 100672329 largericeviamo e pubblichiamo

di 
Alba Vastano

da http://www.blog-lavoroesalute.org

Per uscire da questa inerzia culturale in cui siamo più o meno tutti piombati, finendo come pesci ubriachi nel mondo della rete, senza più riuscire ad emergere nel mondo reale, occorrerà liberare le intelligenze, di cui tutti noi pensanti siamo dotati, dal pensiero unico. Occorrerà non smettere di leggere libri, quelli veri fatti di carta da odorare, da stringere, da evidenziare, da farli nostri fino in fondo all’ultimo neurone. E leggere, leggere “fino a quando l’immagine di una nave piena di profughi e senza un porto che li accoglie sarà un’immagine che ci fa vomitare” (A. Baricco). Allora saremo davvero il nuovo Umanesimo. Allora Il ‘digitale’ sarà un optional che sapremo governare. Solo allora potremo entrare,con dignità, nel nuovo umanesimo digitale.

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La distruzione del pianeta e le migrazioni di massa

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immigrazionedi Alessandro Pascale

[INTRODUZIONE - Quello che segue è il capitolo 15.6 di A. Pascale, 
Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l'egemonia culturale, La Città del Sole, Napoli 2018, pp. 444-447. Con il presente scritto continuiamo (per recuperare gli scritti precedenti si veda qui), in anteprima per Marx21.it, la pubblicazione del capitolo finale dell'opera, in cui dopo aver posto le premesse analitiche e presentato per grandi linee la “questione cinese” e l'attualità del socialismo si cerca di trarne alcune conclusioni politiche. 

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