Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Su libertà, responsabilità, felicità nella collettività

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balancericeviamo e pubblichiamo

di Davide Viganò

da https://www.ilbecco.it

Essere liberi o responsabili? Meglio ancora, poniamoci questa ulteriore domanda: la responsabilità che deve determinare e guidare i miei spazi di libertà, da chi deve essere decisa? Possiamo noi uomini occidentali, clienti a tempo pieno in questa debole società, aver la pretesa di essere adulti e in grado di gestire il delicato rapporto col prossimo, lo Stato, le regole necessarie per una convivenza civile, oppure è lo Stato che deve imporci limiti e libertà?

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Il silenzio degli “atlantisti” e degli “europeisti” copre la nostalgia del fascismo e le più sfacciate violazioni dei diritti umani nelle repubbliche baltiche

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lettonia nazistidi Mauro Gemma per Marx21.it

Mentre (giustamente) gran parte dell’apparato mediatico e politico italiano esprime la sua indignazione per le misure di stampo autoritario e liberticida varate dal governo ungherese di Orban, il silenzio più assordante continua a circondare quanto sta avvenendo nelle repubbliche baltiche (Lituania, Lettonia ed Estonia), in ragione della loro assoluta fedeltà alle direttive di carattere economico e sociale imposte dall’Unione Europea e dello zelo che manifestano nel rispettare le imposizioni degli USA e della NATO, nella loro azione di progressivo accerchiamento della Russia: ospitando basi militari straniere; aumentando le spese per la difesa e obbedendo rigorosamente alle richieste statunitensi di incremento dei contributi all’Alleanza Atlantica a detrimento delle condizioni di vita dei loro popoli; e ospitando imponenti e provocatorie esercitazioni militari, a cui partecipano anche le forze armate del nostro paese.

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In memoria di Luis Sepúlveda

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Sepulvedariceviamo con richiesta di pubblicazione

di Elia Pupil

da https://revolucionvoxpopuli

La memoria è la pietra angolare che sostiene tutta la mia architettura di uomo e scrittore. La nostalgia non so cosa sia, però a volte la sento, e mi piace provarla, per ciò che è stato e per i propositi che hanno avuto la possibilità di diventare realtà.

Luis Sepúlveda

Il rumore del nastro magnetico è sempre tanto strano quanto caro. Riporta a vent’anni fa: tempi, persone e luoghi che mai più torneranno, per i quali solo il rumore discontinuo e meccanico del rewind testimonia i loro segni nelle memorie di ognuno.

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Veltroni colpisce ancora. Ovvero l’ignoranza della storia genera mostri

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famiglia cervidi Angelo d’Orsi

da http://temi.repubblica.it

Allora, il fatto è noto, almeno in cerchie dell’antifascismo. In un programma televisivo (“Le Parole”), il conduttore, Massimo Gramellini, giornalista, divenuto poi narratore di successo e anche intrattenitore del piccolo schermo, in occasione del 75esimo del XXV Aprile, non trova di meglio che intervistare Walter Veltroni. A cui dopo l’introduzione di rito (perché è così difficile per una parte del Paese accettare l’idea che la data della Liberazione costituisca una ricorrenza condivisa, un punto fermo nella identità nazionale della Repubblica) pone la domanda, ossia se non sembri all’illustre ospite (in collegamento…) che quella festa sia importante e che ogni cittadino di questa nazione dovrebbe sottoscriverla, senza polemiche fuori luogo. Ebbene l’intervistato annuisce gravemente, come se stesse facendo una importante concessione all’intervistatore. E ammette, che sì, il 25 aprile 1945 va ricordato e festeggiato, dal popolo italiano, non dimenticando però “la tragedia delle foibe”, su cui come per il 25 aprile non c’è il necessario unanime consenso. 

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Il mercato dell’energia dopo il COVID19. Intervista a Demostenes Floros

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demostenes petroliointervista di Andrea Turi

da http://www.cese-m.eu

La seguente intervista è stata realizzata nel contesto di un lavoro più ampio riguardante l’Asia nel mondo post-pandemia
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Dottor Floros*, per prima cosa la ringrazio per la sua disponibilità. Entriamo subito nel merito della questione. Per quanto riguarda il settore energetico (petrolio e gas), l’emergenza Covid-19 si inserisce in uno scenario di tensione più o meno latente che ha visto un recente crollo dei prezzi; ma questo fatto non è che l’ultimo sviluppo – incidentale, probabilmente – di una situazione di frizione tra i maggiori produttori mondiali (Usa, Arabia Saudita e Russia) che si protrae da tempo. Prima di entrare nel merito di come il Coronavirus impatterà lo scenario energetico futuro, puoi farci una breve cronistoria di come siamo giunti a questo punto?

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