Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dove siamo diretti?

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di Bruno Steri | da www.esserecomunisti.it

prospettivepericomunisti bannerPubblichiamo come contributo alla discussione

Sintesi dell’intervento di Bruno Steri al Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista del 10 marzo 2013

Prenderò in considerazione tre questioni.

La prima. Com’è evidente a tutti, i risultati di queste elezioni politiche non sono risultati qualsiasi, se è vero che il M5S risulta oggi primo il partito alla Camera, dopo aver risucchiato milioni di voti a Pd e Pdl e, per quel che ci riguarda più da vicino, contribuendo in modo determinante a soffocare sul nascere la neonata lista Rivoluzione Civile. Parimenti la nostra sconfitta, situata dentro un tale terremoto, non è una sconfitta qualsiasi. Bisognerà riflettere bene su quello che è successo. Ma intanto, per onestà intellettuale, dico con nettezza che io non avevo previsto l’evento in queste sue abnormi dimensioni.

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Per non liquidare il nostro patrimonio storico, ideale e politico

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di Mao Calliano, PdCI Torino

prospettivepericomunisti bannerNon si può dire che non siamo di fronte a una delle fasi più incerte della storia politica del nostro paese. In questo contesto Rivoluzione Civile non supera i 765000 voti, rimaniamo sotto il dato della sinistra arcobaleno, meno, in termini assoluti, dei voti raccolti dal solo PdCI nel 2006.

Un fallimento il nostro, senza precedenti. Potremmo tentare di approfondire gli errori probabilmente commessi, la predominanza dei temi legati alla giustizia rispetto al lavoro e alla crisi, forse dell’inadeguatezza di Antonio Ingroia come leader politico, della comunicazione noiosa dei “rivoluzionari”,della cosiddetta società civile che in termini politici non ha portato nulla, e di 4 partiti che chi più chi meno sono spariti nella campagna elettorale.

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La storia si ripete?

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us romania groundbreaking abm.sidi Luis Carapinha

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La settimana della celebrazione del 71° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo è stata scelta dalla NATO per l'attivazione, il 12 maggio, del sistema antimissile installato in Romania, nella base di Deveselu. Il giorno seguente è stata posta la prima pietra del sistema analogo in Polonia, a 200 chilometri dall'enclave russa di Kaliningrad. Le due unità integrano il progetto globale di scudo antimissile sviluppato dagli Stati Uniti, che mira ad annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina, e che permetterebbe all'imperialismo di poter sferrare impunemente un attacco demolitore. Il progetto specifico esiste, definito Attacco Globale Immediato. In quanto allo scudo, gli USA proseguono a ritmo accelerato il loro allargamento terrestre e marittimo. Washington ha annunciato piani per la Corea del Sud con il pretesto della presunta minaccia nucleare della Corea del Nord, nello stesso modo in cui nel caso europeo continua irragionevolmente ad invocare il pericolo nucleare dell'Iran. Si realizzano test e il Pentagono pianifica la sua espansione nel cosmo: gli USA respingono la proposta sino-russa di un trattato contro la militarizzazione dello spazio.

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Il diritto internazionale e l’appoggio occidentale e petromonarchico alla coalizione armata in Siria

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da www.sibialiria.org

stopmassacrosiriaIl diritto internazionale permette di appoggiare apertamente l’opposizione armata siriana?

“Il diritto internazionale non permette agli stati di riconoscere ribelli che lottano contro un governo riconosciuto”. Curtis Doebbler, noto giurista, docente alla Webster University e a Ginevra, avvocato esperto in diritto internazionale, durante la guerra della Nato alla Libia in appoggio ai ribelli del Cnt ha sottolineato più volte la totale illegittimità dell’uso della forza contro il paese nordafricano (link). E la Siria? La “Coalizione nazionale siriana per le forze rivoluzionarie e di opposizione”, nata giorni fa a Doha per i buoni auspici dei monarchi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Kuwait, Oman e Bahrein) e delle potenze occidentali, ha chiesto all’Unione Europea e agli Usa il riconoscimento ufficiale, e forniture dirette di armi e denaro, così da rovesciare con la guerra il regime di Damasco. La Coalizione infatti rifiuta ogni dialogo. Le monarchie del Golfo e la Francia l’hanno già riconosciuta come “unico legittimo rappresentante del popolo siriano” (e la Lega Araba l’ha riconosciuta come interlocutore, con l’astensione di Algeria e Iraq).

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Alcune riflessioni sull’unità d’azione con il PRC

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di Giorgio Raccichini, PdCI di Porto San Giorgio

prospettivepericomunisti bannerI mesi precedenti alle ultime elezioni politiche hanno reso evidente un contrasto interno alla Federazione della Sinistra tra le due componenti del PRC e del PdCI. I motivi di dissenso hanno prodotto accuse reciproche, sebbene più accentuate dalla sponda di Rifondazione, di “opportunismo” e “tradimento”, categorie piuttosto abusate nella storia del movimento operaio.

Le differenze tra le due formazioni che si richiamano al Comunismo sono molte e vertono in particolar modo sulla questione organizzativa del partito e sulle strategie elettorali; queste ultime, poi, evidenziano più in generale diverse visioni sull’obiettivo principale da perseguire e sulle alleanze possibili nell’ambito dell’attuale fase della lotta politica in Italia.

L’impostazione data alla questione delle alleanze dal Partito dei Comunisti Italiani a partire da VI Congresso è sicuramente la più razionale e concreta. Si trattava di distinguere bene il nemico principale, il berlusconismo e la sua base sociale, e di costituire un polo democratico volto a sconfiggere definitivamente la cosiddetta “anomalia” italiana degli ultimi vent’anni.

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