Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Sulle Foibe: Lettera di Stojan Spetic al Presidente della Repubblica Mattarella

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da cambiailmondo.org

Egregio Signor Presidente
della Repubblica italiana

on. Sergio Mattarella
Quirinale
Roma

Passata la “giornata dell’odio” di orwelliana memoria verrebbe la voglia di chiudersi in casa e lasciar decantare i rancori e la rabbia per le strumentalizzazioni e le falsità dichiarate in quest’occasione. Il 6 agosto del lontano 1989 accompagnai il giovane Gianni Cuperlo, segretario della FGCI, in un suo pellegrinaggio pacifista e contro la violenza delle guerre partito dall’isola quarnerina di Arbe, dove in un campo di concentramento italiano morirono a migliaia, anche neonati, per poi continuare al Pozzo della miniera di Basovizza, cenotafio in ricordo delle foibe, e finire nella Risiera di san Saba, unico campo di sterminio con forno crematorio in territorio italiano, ancorché ceduto dai fascisti al III Reich di Hitler. In quell’occasione venne ribadito il no alla violenza cieca che a volte colpì anche qualche innocente.

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Le tensioni fra Usa e Iran

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b61 12 f16riceviamo e pubblichiamo

di Francesco Fustaneo

Lo scorso tre gennaio un raid aereo statunitense ha eliminato una pedina assai rilevante nello scacchiere militare mediorientale: dei razzi sono stati infatti lanciati nel terminal merci dell'aeroporto internazionale Muhamad Alaa di Baghdad colpendo due veicoli delle unità di mobilitazione
popolare irachena e causando tra gli altri la morte del generale iraniano Qasem Soleimani.

Soleimani in Iran era una figura assai popolare, considerato alla stregua di un eroe nazionale e consultando la sua biografia militare non è difficile intuire il perché: durante il conflitto bellico tra Iraq e Iran, durato ben otto anni fu al comando di alcune unità iraniane e nel 1983 divenne comandante della 41° divisione Saralá, ritagliandosi un ruolo determinante.  

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Una replica al presidente della Repubblica Mattarella

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Comunicato dei partecipanti e organizzatori del convegno “Giorno del ricordo. Un bilancio”

Riceviamo dal Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e volentieri pubblichiamo

I partecipanti e gli organizzatori del convegno “Giorno del ricordo. Un bilancio”, tenutosi a Torino, in data odierna, hanno preso atto del comunicato del Presidente della Repubblica, sulla ricorrenza del 10 febbraio, inserita, con legge del Parlamento del marzo 2004, nel calendario delle feste civili della Repubblica. Le parole del massimo rappresentante dello Stato lasciano sgomenti, in quanto non sono altro che una riproposizione degli elementi portanti della propaganda revanscista e persino neofascista. Accanto al vago riconoscimento “della durissima occupazione nazi-fascista di queste terre”, il presidente Mattarella addita ancora una volta alla pubblica ignominia il “comunismo titino”, mostrando una inaccettabile ignoranza dei fatti storici(ci limitiamo per esempio a far notare che a fianco delle formazioni partigiane jugoslave erano combattenti di ogni nazionalità e i loro nemici, prima ancora che gli italiani o i nazisti tedeschi, furono soprattutto croati “ustascia”, sloveni “domobrani”, serbi “cetnizi”, albanesi “balisti”) e accodandosi a uno sciagurato uso politico della storia: una storia manipolata, riscritta, e “adattata” ad usum.  

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Lunga Marcia: una brillante vittoria (con video)

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kisani marciaPeoples Democracy, Settimanale del Partito Comunista dell'India | peoplesdemocracy.in

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

La lunga marcia dei kisani (contadini) da Nashik a Mumbai è stata un successo storico. La marcia di 25.000 kisani è iniziata a Nashik il 6 marzo e ha percorso quasi 200 km prima di arrivare a Mumbai il 12 marzo. I numeri continuavano a gonfiarsi e quando si è svolto il raduno di Mumbai, c'erano 50.000 persone in marcia.

La marcia kisan è stata unica nel modo in cui è stata condotta con disciplina, determinazione e esibizione collettiva del potere contadino. La vista di un mare di bandiere rosse che si muovono in una grande processione ha catturato l'attenzione dei popoli di tutto il mondo e i media nazionali e regionali hanno portato questo messaggio visivo in tutti gli angoli del paese. Nessuna protesta di massa negli ultimi tempi ha avuto un impatto a livello nazionale come la marcia kisan.

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16 giugno: la nostra piazza. Casa, reddito, lavoro, stato sociale, cura del territorio per combattere le disuguaglianze sociali

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Bisogna rompere i vincoli UE

L'appuntamento è a Roma alle ore 14.00 Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale 16 giugno a Roma ore 14.00 Piazza della Repubblica.

Scorre il sangue nelle campagne di Rosarno. Non è legittima difesa ma omicidio deliberato di un lavoratore, di uno di noi, Soumaila Sacko, che voleva mettere assieme lamiera e cartone per costruirsi un rifugio. Non una casa, come spetterebbe ad ogni lavoratore agricolo ed alla quale dovrebbero provvedere i padroni delle terre, ma una semplice baracca dove riposare dopo le tante ore passate al lavoro.

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