L’esperienza della Gioventù Comunista in Unione Sovietica offre una lezione

L’esperienza della Gioventù Comunista in Unione Sovietica offre una lezione

Le discussione su come approfondire le riforme nella Lega Comunista Giovanile in Cina non finisce mai. Al riguardo, l'esperienza della Unione Leninista Comunista Giovanile dell'Unione Sovietica può servire da riferimento.

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Leonardo Boff: “Gli USA vogliono ricolonizzare l’America Latina”

Leonardo Boff: “Gli USA vogliono ricolonizzare l’America Latina”

da Avante.pt

L’ex sacerdote e teologo brasiliano Leonardo Boff avverte che esiste “un progetto per ricolonizzare l’America Latina”, da parte degli Stati Uniti che “vogliono controllare ...

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In Spagna, la Fondazione Soros redige una vera e propria lista di proscrizione

In Spagna, la Fondazione Soros redige una vera e propria lista di proscrizione

Da tempo è noto un elenco (sicuramente incompleto) delle Ong “filantropiche” finanziate dal magnate George Soros. E’ noto anche ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L’esperienza della Gioventù Comunista in Unione Sovietica offre una lezione

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legagiovanilecomunista cinadi Zhang Shuhua (direttore dell'Istituto sugli Studi sull'Informazione all'Accademia Cinese di Scienze Sociali e Direttore di Social Sciences Abroad) | da globaltimes.cn

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Le discussione su come approfondire le riforme nella Lega Comunista Giovanile in Cina non finisce mai. Al riguardo, l'esperienza della Unione Leninista Comunista Giovanile dell'Unione Sovietica può servire da riferimento.

Si, da quando la Lega Giovanile dell'Unione Sovietica assunse questo nome nel 1926 giocò per un lungo periodo un ruolo attivo nel mobilitare i giovani per prendere parte agli affari pubblici, allo sviluppo economico e ai servizi sociali. I membri della Lega Giovanile diedero il proprio contributo in una serie di progetti negli anni 30 come la Stazione Idroelettrica Dneprodzerzhinsk, nella ferrovia Turkestan Siberia, alla fabbrica di costruzione di macchinari degli Urali e alla fabbrica di trattori di Stalingrado.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, 500'000 giovani e valenti membri della Lega Giovanile andarono nell'Est e nel Nord dell'Unione Sovietica per costruire le principali basi industriali. Circa 350'000 giovani fecero grandi sforzi nelle terre non coltivate dell'estremo oriente per fornire grandi quantità di cibo al paese.

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Milosevic: il Tribunale dell’Aja, dopo averlo ucciso in carcere, scagiona il Presidente jugoslavo e serbo da ogni accusa, circa crimini di guerra in Bosnia

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milosevic primopianoA cura di Enrico Vigna, portavoce Forum Belgrado Italia

Riceviamo dal compagno Enrico Vigna, portavoce Forum Belgrado Italia, e volentieri pubblichiamo.

Il Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) dell'Aia ha stabilito alla fine, che il Presidente jugoslavo e serbo Slobodan Milosevic, non era stato responsabile per i crimini di guerra commessi durante la guerra in Bosnia nel 1992-1995.

Con una sentenza conclusiva, la Camera di primo grado del TPI dell’Aja ha unanimemente sentenziato che Slobodan Milosevic non era parte di una "impresa criminale congiunta" per perseguitare musulmani e croati durante la guerra in Bosnia.

Il giudizio del 24 marzo 2016 afferma che "la Camera ha stabilito che non vi erano prove sufficienti presentate in questo caso, per stabilire che Slobodan Milosevic fosse parte di un progetto per scacciare i musulmani bosniaci e i croati bosniaci dal territorio serbo-bosniaco…”.

I giudici hanno sottolineato che Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic avessero all’inizio della guerra, operato per la conservazione della Jugoslavia e che Milosevic era sempre schierato su questa posizione. La Camera del TPI ha stabilito che “… Slobodan Milosevic ha sempre perseguito questo obiettivo ed era contro la secessione della Bosnia-Erzegovina… ".

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Leonardo Boff: “Gli USA vogliono ricolonizzare l’America Latina”

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venezuela bandiera follada Avante.pt | Traduzione di Marx21.it

L’ex sacerdote e teologo brasiliano Leonardo Boff avverte che esiste “un progetto per ricolonizzare l’America Latina”, da parte degli Stati Uniti che “vogliono controllare il continente”.

C’è un progetto degli Stati Uniti per ricolonizzare l’America Latina e renderla sempre di più una zona che esporti mercanzie e che non aggiunga valore ai suoi prodotti. L’America Latina deve fornire beni che in altri siti non esistono.

La denuncia è stata fatta il 15 agosto dal brasiliano Leonardo Boff, che è stato sacerdote francescano fino al 1992 e uno dei predicatori della Teologia della Liberazione, una corrente progressista in seno alla Chiesa Cattolica.

Per Boff, “l’idea chiave del Pentagono è un solo mondo, un solo impero. Il filosofo ha espresso la sua preoccupazione in merito ai negoziati in corso tra i presidenti Barack Obama e Mauricio Macri per l’installazione da parte degli Stati Uniti di due basi militari in Argentina, una in Patagonia e l’altra alla frontiera con il Brasile e il Paraguay, nei pressi del bacino Guaranì, “una dei maggiori bacini di acqua dolce del mondo”. Boff ha ricordato che la cooperazione militare tra Buenos Aires e Washington è ripresa con Macri, dopo che si era quasi arrestata durante il mandato dell’ex presidente Cristina Kirchner.

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In Spagna, la Fondazione Soros redige una vera e propria lista di proscrizione

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soros primopianoda mundo.sputniknews.com

Nota e traduzione a cura della redazione di Marx21.it

Da tempo è noto un elenco (sicuramente incompleto) delle Ong “filantropiche” finanziate dal magnate George Soros. E’ noto anche il ruolo “propulsivo” che tali organizzazioni hanno svolto e svolgono nella preparazione delle numerose “rivoluzioni colorate” riuscite o fallite in ogni angolo del pianeta, che ebbero inizio a partire dall’implosione del sistema socialista su scala mondiale, nel 1989. Sono organizzazioni che non hanno esitato a sostenere le azioni eversive e i crimini di gruppi nazi-fascisti e formazioni terroristiche, come nel caso del golpe in Ucraina del febbraio 2014 e del supporto logistico e propagandistico prestato in questi giorni, ad Aleppo, al cosiddetto “esercito della conquista” che raccoglie le bande di tagliagole islamisti non direttamente riconducibili allo “Stato Islamico” e che si battono contro il legittimo governo di Damasco, sostenute apertamente dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della NATO.

Quello che però è emerso in questi giorni con la stesura, ad opera della Fondazione Soros, di una vera e propria lista di proscrizione di esponenti politici e giornalisti spagnoli, accusati di essere “filo-russi” (link), indica un salto di qualità nell’iniziativa del “filantropo” statunitense e fa calare ombre inquietanti sul già precario stato di salute della “democrazia” e della libertà di opinione in quello che, ai tempi della guerra fredda contro il sistema socialista, veniva con enfasi definito “mondo libero”. E francamente stupisce che una simile notizia sia passata praticamente inosservata nel nostro paese, dove, ricordiamo, operano strutture che collaborano con la fondazione di Soros.

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Gli apologeti del terrore

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guerra fuoco militaridi Jorge Cadima | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

“E’ personalmente preparata a lanciare un attacco nucleare che uccida centomila uomini, donne e bambini innocenti?”. Alla domanda di un deputato, nel dibattito parlamentare sul programma di sottomarini nucleari britannici Trident, la prima ministra, recentemente insediatasi e difensora della permanenza della Gran Bretagna nell’UE, Theresa May, ha risposto con un categorico “Si” (Guardian, 18.7.2016). Non è la prima volta che il genocidio è difeso apertamente. Il 12 maggio 1996, nel programma “60 minuti” della CBS fu chiesto all’allora ministra degli Affari Esteri degli USA, Madeleine Albright, a proposito delle sanzioni che, per interposta ONU, gli Stati Uniti comminavano all’Iraq: “Abbiamo sentito dire che mezzo milione di bambini sono già morti. Ci sono più bambini morti che a Hiroshima. […] E’ un prezzo che vale la pena?”. La ministra del Presidente Clinton rispose: “E’ una scelta molto difficile, ma pensiamo che ne valga la pena”.

Madeleine Albright ha parlato alla Convenzione del Partito Democratico che ha consacrato Hillary Clinton come candidata alla Presidenza degli USA. E’ naturale. La “Regina del Caos” ha responsabilità dirette nella distruzione di paesi come la Libia e la Siria e per le centinaia di migliaia di morti che ne sono risultati. In Internet si può vedere il video in cui la Clinton, nel giorno del linciaggio di Gheddafi, esulta di fronte a chi la intervista e, parafrasando Giulio Cesare, proclama “siamo venuti, abbiamo visto ed è morto”, dopo di che si lancia in una sghignazzata. Come diceva John Lennon, nella sua canzone Working Class Hero: “continuano a dire che ci sono ancora posti in alto, ma prima devi imparare a sorridere mentre uccidi”.

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Fidel Castro: il compleanno

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fidel castro ruz 2Ringraziamo Roger López García, Consigliere Politico e per la Stampa dell'Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, per averci inviato la traduzione dell'articolo scritto da Fidel Castro alla vigilia del suo 90° compleanno. 

Domani compirò 90 anni. Sono nato in un territorio chiamato Birán, nella regione orientale di Cuba. È conosciuto con quel nome, anche se non è mai apparso in una mappa. Dato il suo buon modo di agire era conosciuto da amici vicini e, naturalmente, da una pletora di rappresentanti politici e ispettori che si vedevano intorno a qualunque attività commerciale o produttiva proprie dei paesi neocolonizzati del mondo.

In una certa occasione ho accompagnato mio padre a Pinares de Mayarí. Avevo allora otto o nove anni. Come gli piaceva conversare quando usciva dalla casa di Birán! Lì era il padrone delle terre dove si piantavano canna da zucchero, foraggi e altre coltivazioni dell'agricoltura. Ma a Pinares de Mayarí non era padrone, bensì affittuario, come molti spagnoli che furono padroni di un continente in virtù dei diritti concessi da una Bolla Papale, della cui esistenza nessuno dei popoli e degli esseri umani di questo continente era a conoscenza. Le conoscenze trasmesse erano già in gran parte tesori dell'umanità.

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I comunisti russi si preparano alle elezioni per il rinnovo del parlamento

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zyuganov podiodi Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)
da kprf.ru

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il resoconto (e il video) dell’intervista concessa dal leader dei comunisti russi all’importante stazione radio “Eco di Mosca”, in vista delle prossime elezioni politiche per il rinnovo della Duma di Stato della Federazione Russa.

Zyuganov ha affermato che per la comprensione del futuro è necessario esaminare con attenzione i processi in corso. “Siamo tutti caduti in una trappola”, ha detto. “La cisi sistemica che ha avuto inizio in America otto anni fa, ha travolto duecento paesi. E noi siamo precipitati nella fossa più di tutti”. Il leader dei comunisti ha ricordato che due precedenti crisi sistemiche si sono concluse con la guerra. E ha anche sottolineato l’impatto devastante sull’economia del paese della politica economica e finanziaria liberale, promossa dal governo.

Per uscire dalla crisi, Zyuganov ha invitato ad attuare politiche indirizzate allo sviluppo delle forze produttive e al superamento delle divisioni sociali. A questo proposito, egli ha osservato che il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) si presenta alle elezioni con un programma elaborato fin nei dettagli, che ha ricevuto un largo sostegno pubblico, e che è pronto in caso di vittoria a formare un governo di fiducia nazionale. Il Presidente del CC del PCFR ha anche invitato a ricordare l’esperienza della modernizzazione leninista-stalinista e a prestare attenzione alle aziende popolari, che stanno dimostrando un’alta efficienza, pur nelle condizioni della crisi.

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Donne Unite per la pace e contro l’imperialismo

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widf fdim fdif bogota2016Verso il XVI Congresso della Federazione Internazionale Democratica delle Donne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

La WIDF - FDIM - FDIF Women's International Democratic Federation verso il suo XVI congresso, il 15/18 settembre 2016 a Bogotà, Colombia

Il tema generale del XVI congresso della FDIM sarà: “Donne Unite per la pace e contro l’imperialismo”.

Vi parteciperanno delegate delle associazioni affiliate alla FDIM/ WIDF dai cinque continenti (in numero di tre per ciascuna organizzazione). Altre parteciperanno ai lavori congressuali in qualità di invitate dal Comitato organizzatore, che è composto dalle organizzazioni colombiane ospitanti ( Fdim Col) e dalla segreteria internazionale della FDIM .

Si stanno elaborando dal CD uscente della FDIM/WIDF sei tesi da sottoporre al congresso:

1. Guerre imperialiste, aggressioni e sfide alla pace. Una sezione speciale di questa tesi sarà dedicata alla regione araba. Coordinano l'elaborazione di questa tesi le affiliate di Grecia e Libano.

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"Mio padre, uomo generoso e tenero: ha sfidato la paura per la libertà"

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giovannipesce tizianadi Stefania Consenti | da www.ilgiorno.it

Tiziana, figlia di Giovanni Pesce: "Giusto che Milano gli intitoli una via"

Ringraziamo la compagna Tiziana Pesce per averci autorizzato a riprendere la sua intervista

Tiziana Pesce, la notizia non è stata ufficializzata ma è intenzione del Comune intitolare a suo padre una via, una piazza o i giardini di piazzale Loreto, un luogo simbolo. Che ne pensa?

"Finalmente, era tempo che si prendesse una decisione di questo tipo. Mio padre ha fatto tanto per questa città e Milano sembra averlo dimenticato. L’anno prossimo ricorre il decennale della sua scomparsa".

Tiziana, 65 anni, è figlia unica di Giovanni Pesce, comandante dei Gap - i gruppi patriottici che attaccavano in città in varie situazioni -, medaglia d’oro della Resistenza, onorificenza consegnatagli in piazza Duomo il 25 aprile 1947 e firmata da De Gasperi, e di Onorina Brambilla, pure lei partigiana, staffetta della 3 Gap comandata da Pesce. Così si conobbero. Un amore grande. Una coppia inossidabile, cementata dai valori della Resistenza, rimasti insieme per 62 anni. Entrambi sepolti al Famedio.

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La fabbrica del falso

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Intervista di TeleAmbiente a Vladimiro Giacché

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Sulla Siria menzogne a gogò

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siria esercito silhouettedi Mauro Gemma

Le televisioni di regime, ormai da giorni, continuano a insistere sullo stesso tasto. E in questo periodo ferragostano le menzogne diffuse, sugli sviluppi della situazione in Siria, non solo non hanno registrato una pausa, ma hanno raggiunto un livello parossistico.

In particolare per le reti legate al governo e al PD, da quelle parti, a battersi contro l'ISIS sarebbero solo i curdi, le bande turcomanne (le stesse che massacrarono il pilota dell'aereo russo abbattuto da un F16 turco, mentre era impegnato proprio in un'azione contro l'ISIS) e i ribelli anti-Assad sedicenti "moderati" (anch'essi caratterizzati dalla presenza di componenti integraliste sunnite, come la Fratellanza Musulmana e gruppi fanatici sostenuti dall'Arabia Saudita che sono responsabili di tante atrocità, denunciate spesso anche dalla Chiesa siriana). Una coalizione che gode di benedizione e sostegno logistico dell'amministrazione USA e dei suoi alleati europei e del Golfo, che su questi alleati contano, non tanto per sconfiggere lo "Stato Islamico", quanto soprattutto per creare rapporti di forza tali da determinare le condizioni del rovesciamento del governo a guida Baath.

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Lo Sviluppo della Cina è ispirazione per il mondo intero

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zivadin jovanovic L1da www.beoforum.rs

Intervista a Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, ex ministro degli esteri della Repubblica Federale Jugoslava

D: Lei è grande amico della Cina, paese che visita spesso. Cosa la impressiona più di tutto il resto?

R: Per decenni sono stato coinvolto nello sviluppo della cooperazione e delle relazioni tra Jugoslavia e Cina. Oggi le nostre relazioni hanno carattere strategico. La recente visita del Presidente cinese Xi Djinping alla Serbia è di importanza storica, e crea le basi per la cooperazione del XXI secolo. Sono personalmente impressionato di come la Cina si sia trasformata da Paese sottosviluppato e chiuso a Paese aperto e prosperoso con risultati straordinari in campo economico, scientifico e tecnologico. Lo sviluppo cinese diventa fonte di ottimismo in un mondo che deve affrontare nuove sfide e nuovi problemi.

D: Prima della nascita della Repubblica Popolare Cinese, era un paese sottosviluppato. Ma ora la Cina occupa un posto centrale sulla scena mondiale. Secondo lei, qual è la ragione principale per tale risultato? Qual è il ruolo del partito comunista in questo processo?

R: Il Partito Comunista ha giocato un ruolo cruciale in tutte le fasi dello sviluppo cinese. Il Partito è sempre stato fermamente unito con la propria gente difendendo la libertà dai padroni stranieri e dagli occupanti fascisti, salvaguardando la sovranità e l’integrità territoriale della Patria, tracciando la strategia per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Grazie al Partito, i bisogni degli uomini e delle donne, sono sempre al centro delle decisioni politiche. Credo che quest’unità tra popolo, partito e Stato sia la base dei grandi risultati raggiunti in Cina in tutti i campi.

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Dove stanno andando gli Stati Uniti?

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Usa bandiera 640750di Albano Nunes, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quo vadis?

Dove stanno andando gli Stati Uniti? Fino a quando il popolo statunitense continuerà ad essere vittima della dittatura del capitale finanziario e del potente complesso militare industriale che tanta sofferenza ha già arrecato al mondo? E non si individueranno motivi di speranza nella capacità dei lavoratori e del popolo di questo grande paese di liberarsi dal dominio dell'oligarchia finanziaria e di imporre una politica rispettosa della sovranità dei popoli e indirizzata al disarmo e alla pace? E nel breve periodo che cosa è lecito attendersi?

A tre mesi dalle elezioni presidenziali statunitensi si può dare per scontato che l'immensa copertura mediatica planetaria delle “primarie” continuerà persino ad intensificarsi, non perché ci si aspetti un dibattito chiarificatore attorno alle principali questioni che riguardano le grandi responsabilità degli USA sul piano internazionale, ma per distrarci da esse e trasmettere un'errata percezione degli USA come bastione della democrazia e potenza “protettrice” indispensabile. E' necessario combattere la pericolosa pretesa di imporre una cultura vassalla dell'imperialismo nordamericano. Ma è soprattutto necessario individuare, dietro al deprimente show propagandistico che da mesi occupa le prime pagine dei media in tutto il mondo, i segnali di crescente resistenza popolare alla classe dominante.

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Putin e le prossime elezioni negli USA

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Intervistato dal giornalista Fareeed Zakaria durante il Forum Economico Internazionale 2016 di San Pietroburgo, a cui era presente anche Matteo Renzi, il presidente russo si esprime su Donald Trump e sulle ormai prossime elezioni negli Stati Uniti. 

Traduzione e sottotitoli realizzati da Fort Rus.

Link al video sottotitolato sul canale Fort Rus:https://youtu.be/sB6pPXt4e58
Link al video originale su RT: https://www.youtube.com/watch?v=mPc3FN5pbHc

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Perchè votiamo NO

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da Anpi.it

Le ragioni dell'ANPI sintetizzate in un pieghevole disponibile in versione web e stampa

anpi perchevotiamono

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Il silenzio su Slobodan Milosevic

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milosevic astrattodi Giulietto Chiesa
da megachip.globalist.it

La Corte Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità per i crimini di guerra della guerra bosniaca 1992-95. 

Si tratta di una notizia di prima grandezza; enormi le implicazioni politiche che essa comporta. Ma stranamente nessuno ne ha parlato tra i grandi media di informazione di massa del mondo intero. Ed è comprensibile che tutti tacciano: coloro che in un coro unanime lo definirono il "macellaio dei Balcani"; coloro che lo paragonarono a Hitler, iniziando la serie che sarebbe poi continuata con Saddam Hussein, con Muhamar Gheddafi, e che vorrebbero continuare con Bashar el Assad. E' comprensibile che tacciano le cancellerie occidentali, in specie quella americana, che vollero la fine della Jugoslavia e la fine di Milosevic.

Possono farlo, perché la "riabilitazione" di Slobodan Milosevic non c'è ancora stata. La sentenza che la contiene è quella che ha portato lo stesso tribunale a condannare a 40 anni di reclusione Radpvan Karadzic. Dunque bisogna leggere quella lunghissima sentenza per scoprire che Milosevic non fu colpevole delle accuse per cui passò in prigione gli ultimi cinque anni della sua vita, da tutti esecrato. Il trucco è tutto qui. La sentenza contro Karadzic risale al 24 marzo di quest'anno. 

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Libia 2011. B. Obama e H. Clinton si rivelano in due video

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clinton obama riflessionedi Marinella Correggia
da www.sibialiria.org

Sirte: gli aerei da guerra degli Stati uniti tornano per così dire sul cielo del delitto. Sono passati quasi cinque anni da quando i bombardieri Usa/Nato facevano da copertura aerea al feroce assedio guidato dai «ribelli di Misurata» e altre forze islamiste. Il pretesto per la guerra aerea della Nato contro la Jamahiriya, iniziata il 19 marzo 2011, era stato la «protezione dei civili libici». Di fatto, Nato, Usa, Francia, Regno unito e Italia fecero da forza aerea di gruppi criminali e jihadisti, responsabili di crimini contro l’umanità: ad esempio omicidi e deportazioni della popolazione nera della città di Tawergha e di diversi cittadini sub-sahariani. 

Pochi mesi fa, il presidente uscente e pluriNobel per la guerra Barack Obama ha dichiarato in un’intervista a Fox News che il più grande errore della sua carriera alla Casa bianca fu probabilmente «non aver pianificato il day after dell’intervento in Libia».

Nel 2014 Obama aveva ammesso che la missione in Libia «non aveva funzionato» (eufemismo) perché i vincitori non si erano impegnati nella fase successiva «per ricostruire una società che non aveva alcuna tradizione civile».

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“Fuori le bombe” per gli Usa in Libia

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usa lybiadi Vijay Prashad* 
da www.alternet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Quasi assicurata la diffusione di più miseria in Nord Africa 

Gli Stati Uniti sono tornati a bombardare la Libia. L'obiettivo sono le posizioni dello Stato Islamico nella città di Sirte. Lo SI controlla Sirte e dintorni dallo scorso anno. Sirte è la città di nascita di Gheddafi, la città dove fu anche ucciso. Dopo la caduta di Gheddafi, questa città della Libia centrale ha languito. È diventato il campo da gioco dell'”Alba Libica” - la milizia della città di Misurata, guidata da Salah Badi – e poi della Forza di Protezione Libica di Bengasi. Quest'ultima ha stretti legami con al Quaida ed è parte del consiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi. Quando lo scorso anno lo Stato Islamico ha attaccato Sirte, le varie milizie non avevano molti incentivi a restare. Lasciarono la città allo SI e si ritirarono nelle loro città di provenienza. Gli altri tentativi di erodere le posizioni dello SI da parte di altre milizie o eserciti sono falliti.

I militari degli Stati Uniti affermano che continueranno i raid sulle posizioni dello SI finché sarà necessario. Sebbene ci siano truppe speciali degli Stati Uniti sul terreno libico, questo non saranno coinvolte in alcuna azione. Il Governo di accordo Nazionale (GAN) – guidato da Fayez al-Sarraj – ha invitato gli Stati Uniti a bombardare lo Stato Islamico. I tentativi del GAN di sconfiggere lo SI sul terreno si sono fermati dopo alcuni rapidi movimenti nelle città. I bombardamenti aerei americani, spera il GAN, riporteranno le truppe governative sul proprio obiettivo – la sottrazione di Sirte allo SI.

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Consiglio Mondiale della Pace: dichiarazione delle organizzazioni del continente americano

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reuniao regional america 2016da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Preoccupate per l’attuale situazione internazionale e regionale, con l’avanzata dell’imperialismo statunitense e dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e con la diffusa militarizzazione, organizzazioni del continente americano del Consiglio Mondiale della Pace hanno rilasciato una dichiarazione dopo la riunione della regione America, a Toronto, Canada, nel mese di luglio. I membri del CMP si sono impegnati per un’intensa mobilitazione nei propri paesi, per l’Assemblea Mondiale della Pace e per il rafforzamento della solidarietà tra i popoli nella lotta internazionalista per la pace.

Dichiarazione finale

Con la partecipazione di rappresentanti di 10 organizzazioni della Pace del continente americano, si è svolta a Toronto , Canada, nei giorni 18 e 19 luglio 2016, la Riunione Regionale del Consiglio Mondiale della Pace di questa zona geografica, presieduta dalla presidenta del CMP, Socorro Gomes, e dal coordinatore regionale, Silvio Platero.

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“Ciò che non è sotto il loro controllo, gli USA lo considerano una minaccia”

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theotonio dos santos inteynacional maytino 140716 5 copyIntervista a Theotonio dos Santos a cura di Alberto López Girondo

da www.tiempoar.com.ar

Traduzione di Marx21.it

Theotonio dos Santos, a 79 anni si può dire che ha vissuto i grandi processi politici sulla propria pelle, dal suo esilio in Cile dopo il golpe del 1964 e il suo nuovo destino in Messico dal 1973 al ritorno in patria con il passaggio alla democrazia nel 1985. E’ stato uno dei pilastri della Teoria della Dipendenza e in seguito del concetto di Sistema Mondiale. Ora, di passaggio a Buenos Aires su invito del Consiglio Americano di Scienze Sociali, di cui è stato tra i fondatori, cerca di spiegare perché il governo di Dilma si è trovato in agonia e la regione subisce il ritorno al neoliberismo che pareva essersi allontanato da essa.

Vedo la situazione in America Latina come parte di un’offensiva più generale a livello mondiale, il cui elemento determinante è la perdita del controllo economico e politico da parte del centro egemonico del sistema mondiale, rappresentato dagli Stati Uniti”.

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