Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Imperialismo e guerre nel XXI secolo

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di Andrea Catone

Presentazione del  n. 1-2 2016 di MarxVentuno

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Uno spettro si aggira sulla Terra: “una terza guerra mondiale non è inevitabile, ma ampiamente possibile. Si rafforza in vasti settori della classe dirigente Usa l’idea che solo con una superiorità militare schiacciante sul resto del mondo e con il ricorso a guerre locali e operazioni speciali destabilizzanti è possibile conservare il primato mondiale” (F. Sorini).

Sono qui raccolti articoli, saggi e note critiche sul tema “imperialismo e guerre nel XXI secolo”. Abbiamo inserito come “prologo”, per un necessario “pro memoria”, l’articolo di Mauro Gemma, che, scritto nell’anniversario della criminale impresa dell’aggressione della Nato alla Jugoslavia nel 1999 – cui diede un apporto decisivo anche l’Italia, guidata allora da un governo di centro-sinistra presieduto da Massimo D’Alema e sostenuto pure dal Pdci – ammonisce i comunisti e tutti gli antimperialisti a non dimenticare “quella pagina oscura della storia patria”, perché non si ripetano mai più i gravissimi errori di subalternità alla “sinistra” imperialista.

Dopo il saggio di Spartaco Alfredo Puttini sul “secolo lungo delle guerre mondiali imperialiste”, che ci invita a dotarci di uno sguardo di lungo periodo per comprendere le attuali crisi che attraversano la vita internazionale, vengono proposte alcune chiavi di lettura della situazione politica mondiale nel 2016, che individuano nell’imperialismo Usa/Nato e nelle direttive strategiche della Casa Bianca e del Pentagono all’indomani della caduta dell’Urss, la fonte principale di guerre dal 1991 (“prima guerra del Golfo: Iraq) all’attuale “strategia del caos” volta a ridisegnare confini e società in Medio Oriente e Nord Africa. I comunisti e il movimento antimperialista devono essere pienamente consapevoli della pericolosità assolutamente prevalente dell’imperialismo Usa nella preparazione della guerra e agire di conseguenza, per la costruzione di un vasto fronte di popoli e paesi contro il nemico principale.

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John Pilger, "Non disturbate l'America mentre si prepara una nuova guerra"

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clinton guerrada www.lantidiplomatico.it

"Il messaggio nel paese è chiaro “turatevi il naso” e votate per la Clinton. Ma in questo modo, si alimenta il mostro e ci si prepara per un'altra guerra”

Dopo aver “coperto” quattro campagne, John Pilger, il grande giornalista australiano, nel suo ultimo articolo per Counterpunch racconta di esser voluto tornare negli Usa in un anno elettorale.

Parte da questa premessa Pilger ricordando un fatto a cui aveva assistito negli Stati Uniti. “Alcuni anni fa ad una nota rappresentazione "The Price of Freedom" al venerabile Smithsonian Institution a Washington, venivano dette queste incredibili bugie in rapida successione: la bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki ha salvato “milioni di persone”, gli iracheni “sono stati liberati con bombardamenti aerei dalla precisione senza precedenti”. I toni erano trionfalistici: solo gli americani sono pronti ad impegnarsi per il prezzo della libertà”.

L'elezione del 2016 non riguarda solo l'ascesa di Donald Trump e Bernie Sanders, ma riguarda, prosegue Pilger, la resilienza di un silenzio sui crimini di una divinità auto-celebrata. Un terzo dei membri delle Nazioni Unite si sono sentiti arrivare gli stivali di Washington, che ha rovesciato governi, sovvertito la democrazia, imposto blocchi e boicottaggi. La maggior parte dei presidenti responsabili sono stati liberali - Truman, Kennedy, Johnson, Carter, Clinton, Obama.

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I comunisti davanti alle nuove sfide dell'imperialismo in America Latina

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comunisti americalatinaDichiarazione dei Partiti Comunisti dell'America Latina | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

I Partiti Comunisti riuniti nella città di Buenos Aires il 22 maggio 2016, nell'ambito dell'Incontro Internazionale “I comunisti di fronte alle nuove sfide in America Latina”, dopo avere scambiato opinioni e analizzato la congiuntura politica che sta caratterizzando la regione, manifestano la loro profonda preoccupazione per l'avanzata delle politiche destabilizzatrici dell'imperialismo e dei suoi alleati delle destre locali contro i processi progressisti e di sinistra che si sono sviluppati negli ultimi anni.

Rilevano anche che questi processi di integrazione hanno rappresentato uno dei dati più significativi e apprezzabili della fase, che devono essere difesi e approfonditi, e che i governi che si sono impegnati in essi sono attaccati più per le loro virtù che per i loro difetti.

Speciale attenzione è stata prestata, tanto alla situazione che si sta vivendo in Brasile con la sospensione dal suo incarico della presidente Dilma Rousseff e l'avanzata del processo politico contro di lei, che è stato definito dai presenti come un “golpe legislativo, mediatico e giudiziario”, quanto allo sviluppo dei primi mesi del governo di Mauricio Macri in Argentina e alle politiche di aggiustamento che si stanno attuando con un alto costo economico e sociale per vasti settori della popolazione.

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Libertà, uguaglianza e contenuto universale della democrazia

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urna presidente americalatinadi Gianni Fresu

Riceviamo dal compagno Gianni Fresu la versione più ampliata dell'articolo già pubblicato in Marx21.it. Il testo è stato modificato tenendo in considerazione gli ultimi drammatici sviluppi della situazione in America Latina.  

Nel dibattito politico della sinistra di classe, essenzialmente nell’ambito dell’eurocomunismo, per molto tempo, si è discusso dell’esigenza di affermare il “valore universale della democrazia”, dunque di conciliare questo principio con i valori di uguaglianza e giustizia sostanziale propri del socialismo. E’ un discorso ineccepibile, che nasce dalle contraddizioni della nostra storia novecentesca ma che, purtroppo, a guardare la realtà concreta, rischia di apparire maledettamente astratto. Nella retorica democratica del mondo occidentale un punto su cui sempre si insiste è il primato della volontà popolare espressa nel voto, dunque il rispetto dei governi legittimamente eletti. Andando però a vedere bene cosa significa storicamente tutto ciò bisognerebbe aggiungere: “sempre che questa volontà e i governi da essa espressi stiano nel campo dei nostri valori” (primato delle leggi di mercato e tutela dell’ordine sociale nei termini classici di questo modo di produzione).

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Scioperi, blocchi e coerenza

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greve generaledi Jacques Sapir
da communcommune.com

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Il Primo Ministro, il governo e la stampa subalterna si scatenano contro la CGT e qualificano gli scioperi che coinvolgono le raffinerie di “terrorismo sociale”. Il discorso tenuto da Manuel Valls è in totale contraddizione con quello che egli tenne nel 2010. Verità nell’opposizione, errore nella maggioranza…

Ma ciò che preoccupa è che, con la sua pratica, come una gestione esclusivamente poliziesca del movimento o per l’uso eccessivo dell’articolo 49.3 per far passare la legge “El Khomri”, (Un Consiglio dei ministri del 10 maggio 2016, ha autorizzato il Primo ministro ad impegnare la responsabilità del governo di fronte all’Assemblea Nazionale per il voto in prima lettura del progetto di legge che mira ad istituire nuove libertà e tutele per le imprese e gli attivi societari - “legge Lavoro” o “legge El Khomri” - . L’art. 49.3 della Costituzione francese del 1958 dà la possibilità al capo dell’esecutivo di adottare immediatamente un progetto di legge senza essere sottoposto al voto del Parlamento. N.d.T.),o per il suo linguaggio, egli instaura un clima di guerra civile in Francia.

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I mercenari tornano nel Congo

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mercenari congodi Carlos Lopes Pereira
da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Si registrano nuovi episodi di ingerenza degli Stati Uniti e del Belgio negli affari interni della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il governo di questo paese respinge le interferenze e le pressioni, mettendo in guardia sulla presenza di mercenari stranieri nel suo territorio.

Il ministro congolese della Giustizia, Alexis Thambwe Mwamba, ha chiesto all'ambasciata nordamericana a Kinshasa di “non sostituirsi ai tribunali” e di non interferire nel processo di reclutamento di mercenari stranieri, in particolare americani, nella provincia del Katanga, nel Sud del paese.

Al centro del caso c'è la detenzione, da parte dei servizi di sicurezza congolesi, di un cittadino statunitense, Darryl Lewis, catturato il 24 aprile, insieme a tre guardie del corpo, durante un comizio dei sostenitori di Moïse Katumbi, candidato dell'opposizione alle elezioni presidenziali previste per novembre di quest'anno. La manifestazione, a Lubumbashi, capitale del Katanga, è stata dispersa dalla polizia con il ricorso a granate di gas lacrimogeno.

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Rileggendo il saggio di Pietro Secchia, “L’arte dell’organizzazione” (1945) e il libro “Ricostruire il partito comunista” (2011), alla luce del dibattito presente

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falcemartello warhol 2di Fausto Sorini

Riceviamo dal compagno Fausto Sorini e volentieri pubblichiamo come utile contributo all'analisi della storia dei comunisti in Italia e alla discussione sulle loro prospettive.

Ci auguriamo che a questo articolo ne seguano altri, contenenti analisi che, sebbene non coincidenti fra loro ma nell'ambito di un confronto costruttivo e di rispetto reciproco, consentano di approfondire aspetti relativi alla fase complessa e di difficoltà che sta attraversando il movimento comunista nel nostro paese.

Credo sia utile - nel presente dibattito sulla esigenza di ricostruzione in Italia di un PC all’altezza dei tempi - una rilettura critica e attualizzata del famoso saggio di Pietro Secchia, “L’arte dell’organizzazione”, che Rinascita pubblicò nel dicembre del 1945. Esso rappresentò negli anni e nei decenni successivi, e ancora rappresenta, una pietra miliare nella formazione di intere generazioni di quadri comunisti, cioè leninisti. E ciò resta vero, nonostante le numerose e variamente motivabili rimozioni subite negli ultimi 62 anni dalla figura e dall’opera del fondatore dell’organizzazione della Resistenza italiana, della lotta politica e militare della Liberazione e della nascita del “partito nuovo” dopo gli anni della clandestinità. E ciò diversamente dal ruolo che una certa storiografia ha riservato a figure importanti, e tra loro diverse, come Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Amendola, Ingrao, Napolitano…

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Ritirare il progetto di legge El-Khomri. L'appello alla mobilitazione del Partito Comunista Francese

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placerepublique protesteda www.pcf.fr

Traduzione di Marx21.it

La mobilitazione contro la legge El-Khomri si allarga: blocco delle raffinerie, sciopero alla SNCF, alla Posta, alla RATP, nelle strade, con le azioni locali, nelle università, nelle imprese... Molte manifestazioni e azioni sono in preparazione per i prossimi giorni e settimane. Il Partito Comunista sostiene tutte le iniziative, tutti gli scioperi che si svolgeranno nei rami d'azienda, nei settori, a livello locale.

Il movimento cresce perché il cuore del progetto di legge El-Khomri, in particolare l'inversione della gerarchia delle norme, è confermato dal governo, dalla destra e dal padronato, malgrado l'opposizione al testo sia arci-maggioritaria nel paese.

Senza avere cercato il minimo confronto, il governo si è distinto in un'operazione di polizia brutale contro i lavoratori in lotta, davanti al deposito petrolifero di Fos-sur-Mer. Questo comportamento la dice lunga sugli abusi di questo potere che non sopporta di essere contraddetto dal popolo e si rifiuta di ascoltare ragioni. Il PCF condanna questa scelta politica che non ha niente da invidiare a quella adottata dalla maggioranza precedente davanti al movimento contro la legge sulle pensioni del 2010.

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I compiti della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica

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Wfdy logodi Duarte Alves, Gioventù Comunista Portoghese (JCP)
O Militante”, marzo/aprile 2016

Traduzione di Marx21.it

Il 10 novembre 2015 è stato celebrato il 70° anniversario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD). Contemporaneamente, si svolgeva all'Avana la 19° Assemblea della Federazione, che raggruppa decine di organizzazioni giovanili dei quattro angoli del mondo attorno alla lotta contro l'imperialismo e per un mondo di pace, solidarietà e trasformazione sociale. La Gioventù Comunista Portoghese (JCP) ha partecipato all'Assemblea, riaffermando il suo impegno nella FMGD.

Quattro anni dopo l'Assemblea della FMGD tenutasi a Lisbona nel 2011, e con il significato particolare che ha assunto la 19° Assemblea a Cuba 70 anni dopo la sua fondazione, la Federazione è chiamata a rispondere alle enormi sfide che la gioventù affronta nel mondo di oggi, in cui l'imperialismo è all'offensiva, attaccando i diritti della gioventù, attaccando i diritti dei popoli alla sovranità e all'indipendenza nazionali, e aggravando l'espansione della guerra, dell'occupazione e dell'aggressione militare. Un panorama mondiale che arreca enormi pericoli di liquidazione di diritti  conquistati e di regressione sociale, di guerra generalizzata e permanente, in cui la gioventù è tra i settori della società quello che più ha da perdere, come la Storia ha dimostrato.

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La storia si ripete?

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us romania groundbreaking abm.sidi Luis Carapinha

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La settimana della celebrazione del 71° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo è stata scelta dalla NATO per l'attivazione, il 12 maggio, del sistema antimissile installato in Romania, nella base di Deveselu. Il giorno seguente è stata posta la prima pietra del sistema analogo in Polonia, a 200 chilometri dall'enclave russa di Kaliningrad. Le due unità integrano il progetto globale di scudo antimissile sviluppato dagli Stati Uniti, che mira ad annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina, e che permetterebbe all'imperialismo di poter sferrare impunemente un attacco demolitore. Il progetto specifico esiste, definito Attacco Globale Immediato. In quanto allo scudo, gli USA proseguono a ritmo accelerato il loro allargamento terrestre e marittimo. Washington ha annunciato piani per la Corea del Sud con il pretesto della presunta minaccia nucleare della Corea del Nord, nello stesso modo in cui nel caso europeo continua irragionevolmente ad invocare il pericolo nucleare dell'Iran. Si realizzano test e il Pentagono pianifica la sua espansione nel cosmo: gli USA respingono la proposta sino-russa di un trattato contro la militarizzazione dello spazio.

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Pechino e le Ong: colpita la libertà di sovversione?

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piazza rossa Stemmadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Nel suo discorso del maggio del 2014 all'accademia militare di West Point, il presidente Obama presentando le innovazioni riguardanti la dottrina militare Usa, aveva sottolineato in quale campo la “potenza di fuoco” di Washington sarebbe rimasta inarrivabile per gli avversari strategici: “I nostri valori ispirano i leader nei parlamenti e dei movimenti scesi nelle piazze di tutto il mondo. […] La nostra capacità di plasmare l'opinione pubblica mondiale ha contribuito a isolare la Russia. Grazie alla leadership americana il mondo ha immediatamente condannato le azioni russe, l'Europa e il G7 si sono uniti a noi nell'imporre sanzioni, la Nato ha rafforzato il nostro impegno per gli alleati dell'Europa orientale […]”. Insomma, veniva annunciato chiaramente come la superpotenza potesse mobilitare, ancor prima dei propri bombardieri, un vero e proprio esercito di riserva costituito da partiti amici, fondazioni, giornali e organizzazioni non governative (la “società civile”) al fine di indebolire un governo ritenuto ostile.  Scatenare, cioè, quel “bombardamento dell'indignazione” - l'espressione è dello studioso Domenico Losurdo – che alimenta il consenso pubblico internazionale – il fronte interno – in vista di un intervento militare.

In quello che abbiamo definito “esercito di riserva”, un ruolo di primo ricoprono certo le tante organizzazioni non governative – ma spesso finanziate e sostenute indirettamente da governi – che si occupano della tutela dei diritti umani e che oggettivamente in questi anni hanno contribuito alla copertura ideologica delle tante esportazioni di democrazia manu militari condotte dagli Usa e dalla Nato.

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Strategia del golpe globale

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blackwaters mercenaries 2di Manlio Dinucci
il manifesto, 24 maggio 2016

Quale collegamento c’è tra società geograficamente, storicamente e culturalmente distanti, dal Kosovo alla Libia e alla Siria, dall’Iraq all’Afghanistan, dall’Ucraina al Brasile e al Venezuela? Quello di essere coinvolte nella strategia globale degli Stati uniti, esemplificata dalla «geografia» del Pentagono.

Il mondo intero viene diviso in «aree di responsabilità», ciascuna affidata a uno dei sei «comandi combattenti unificati» degli Stati uniti: il Comando Nord copre il Nordamerica, il Comando Sud il Sudamerica, il Comando Europeo la regione comprendente Europa e Russia, il Comando Africa il continente africano, il Comando Centrale Medioriente e Asia Centrale, il Comando Pacifico la regione Asia/Pacifico.

Ai 6 comandi geografici se ne aggiungono 3 operativi su scala globale: il Comando strategico (responsabile delle forze nucleari), il Comando per le operazioni speciali, il Comando per il trasporto. A capo del Comando Europeo c’è un generale o ammiraglio nominato dal presidente degli Stati uniti, che assume automaticamente la carica di Comandante supremo alleato in Europa.

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La Vice Presidente nazionale dell'ANPI risponde alle speculazioni di questi giorni

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ANPI facebookdi Carla Nespolo

L'articolo di Gian Antonio Stella sulla prima pagina del Corriere della Sera di martedi' 17 u.s., è quanto di piu' imbarazzante un giornalista serio possa scrivere.

Partiamo dall'inizio.

I bellissimi quattro giorni del XVI Congresso Nazionale dell'Anpi, sono stati importanti, seri ed anche emozionanti. E' stata la conclusione di un lungo cammino che ha impegnato decine di migliaia di donne e uomini che hanno partecipato a 102 congressi provinciali e a piu' di mille congressi di sezione e la cui stragrande maggioranza ha approvato la linea complessiva dell'Anpi, che è di contrarieta' alle recenti riforme costituzionali volute dal Governo.

In quei giorni ne' giornalisti, né televisioni hanno affollato la grande sala del pala congressi di Rimini. Non c'era lo scoop, perchè disturbarsi a conoscere e a capire ? Salvo poi dire che quella dell'Anpi è una posizione, come scrive Stella, dell'ultima ora.

Non è così. Da due anni, cioè non appena è uscito il testo delle proposte referendarie, l'Anpi ha espresso la propria contrarietà. Lo ha fatto con un grande convegno all'Eliseo di Roma, con dichiarazioni delPresidente Nazionale Carlo Smuraglia, con tanti incontri in molte città italiane, tra cui Alessandria, dove, per due anni consecutivi, abbiamo dedicato un dibattito della festa provinciale, al tema delle riforme costituzionali. E non se n'era accorto nessuno! Nemmeno quando, ad Alessandria, l'Anpi rifiutato la Ministra Boschi come oratrice ufficiale del 25 aprile!

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Decolonizzare Porto Rico, liberare chi lotta per l'indipendenza!

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oscarlopezrivera muralesdi Socorro Gomes, presidente del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz)*

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Marx21.it, promuovendone la conoscenza anche nel nostro paese, aderisce alla campagna internazionale per la liberazione di Óscar López, detenuto da 34 anni nelle prigioni statunitensi, per la sua partecipazione alla lotta per l'indipendenza e l'autodeterminazione di Porto Rico.

Óscar López Rivera è un portoricano detenuto da 34 anni negli Stati Uniti per la sua lotta per la decolonizzazione del suo paese. Alla guida delle Forze Armate di Liberazione Nazionale (FALN) ha combattuto per l'indipendenza di Porto Rico, occupato dagli Stati Uniti fin dal 1898.

Nel 1981 Rivera è stato condannato a 55 anni di prigione negli Stati Uniti, accusato di “cospirazione per la sedizione” e altre azioni relative alla sua lotta per l'indipendenza di Porto Rico. Nel 1988, altri 5 anni sono stati aggiunti alla sua pena per “avere cospirato allo scopo di evadere dalla prigione”. Movimenti sociali internazionali, anche negli Stati Uniti, denunciano vigorosamente la persecuzione e l'oppressione imposta dalle autorità imperialiste a coloro che difendono la libertà del proprio popolo.

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Grecia: la tragedia che continua

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grecia bandiere eurodi João Ferreira*
da “Avante!”, 19 maggio 2016

Traduzione di Marx21.it

La settimana scorsa, l'Eurogruppo (ministri delle finanze della Zona Euro) si è riunito per procedere a una prima valutazione del terzo programma della troika in Grecia.

La riunione è terminata senza che si sia arrivati a una conclusione. La conclusione dipende dall'adozione da parte del governo greco di una serie di misure imposte dalla troika. Tra esse ci sono:

- Misure in materia di bilancio (si legga: tagli) che abbiano un impatto fino al tre per cento del PIL  fino al 2018, compresa la riforma del sistema delle pensioni, una riforma dell'imposta sul reddito e dell'IVA, oltre a misure riguardanti i salari del settore pubblico. Si legga, semplificando: tagli alle pensioni, tagli ai salari dei funzionari pubblici e aumenti dell'IVA e dell'imposta sul reddito;

- La creazione di un “meccanismo di contingenza aggiuntiva” che assicuri l'implementazione automatica di una serie di misure di “austerità” non discrezionali (vale a dire, le misure che la troika impone, punto e basta) nel caso che non siano raggiunti gli obiettivi annuali fissati dalla troika per il deficit – un saldo primario positivo del 3,5 per cento a medio termine (valore che, si dica per inciso,  il governo portoghese si propone di superare in tre anni...). Quando questo meccanismo è attivato, eventuali misure temporanee che il governo greco abbia deciso di implementare per adempiere agli obiettivi del disavanzo – ad esempio, i tagli dei salari e delle pensioni e/o l'aumento delle imposte – diventano automaticamente definitive;

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Alle origini della Bolognina e della "mutazione genetica" del Pci. Un contributo per tenere aperta la riflessione storica

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pci perlavvenireditaliaCome contributo al dibattito sulla storia e sul futuro dei comunisti in Italia, riproponiamo il seguente saggio che è parte integrante del volume pubblicato per iniziativa dell’Associazione Marx XXI: Novant’anni dopo Livorno. Il Pci nella storia d’Italia, a cura di Alexander Höbel e Marco Albeltaro, per la Biblioteca storica degli Editori Riuniti University Press. Una presentazione del volume e l'indice completo si trova a questo link.

di Fausto Sorini e Salvatore Tiné

Nell’analisi delle cause piú profonde del processo di «mutazione genetica» del Pci, destinato a sfociare nella svolta della Bolognina e quindi nella sua tragica auto-dissoluzione, è necessario riprendere la riflessione sulla storia dei comunisti italiani dal 1945 al 1989. Si è trattato infatti di un processo storico profondo, ma tutt’altro che lineare e fino alla fine sempre aperto a sviluppi e a esiti diversi e perfino contrapposti tra loro: la «mutazione genetica » che gradualmente e nelle forme di una trasformazione tanto profonda quanto «molecolare» ha investito una parte importante dei gruppi dirigenti a tutti i livelli del partito, la loro prassi concreta come la loro ideologia e cultura politiche, nel corso dei drammatici e travagliatissimi anni Settanta e Ottanta, ha incontrato ostacoli e resistenze tenaci, generando sempre contraddizioni e conflitti anche aspri, non solo tra i quadri del partito, ma anche nel suo corpo, ovvero nella massa degli iscritti e dei militanti.

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Che succede in America Latina?

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temer conferenzadi Federico La Mattina per Marx21.it

La vittoria di Macri in Argentina, la sconfitta del chavismo alle elezioni del 6 dicembre in Venezuela e il golpe parlamentare ai danni di Dilma Rousseff in Brasile sono eventi che stanno ridisegnando la politica latinoamericana e avranno certamente influenze nella geopolitica della regione. L’America Latina negli ultimi sedici anni ha vissuto importanti ed epocali cambiamenti politici: governi progressisti e integrazionisti sono andati al potere dal Venezuela all’Argentina, passando per Uruguay, Paraguay, Bolivia, Ecuador e ovviamente il Brasile. Si tratta di esperimenti politici che non sono riusciti a modificare a fondo la realtà latinoamericana con riforme di struttura (anche le esperienze più radicali, come quella venezuelana) ma che hanno indubbiamente dato un grande contribuito alla lotta alla povertà, al riconoscimento dei popoli indigeni, ai processi di integrazione latinoamericana svincolata dalle ingerenze statunitensi. Sono dovuti scendere a compromessi, hanno dovuto governare con le oligarchie economiche e mediatiche di traverso al proprio interno, hanno commesso certamente errori ma non era poi così facile fare diversamente, considerati i rapporti di forza e la complessa realtà latinoamericana. L’Argentina di Nestor Kirchner e il Venezuela di Chávez  hanno dato un contributo fondamentale all’affossamento dell’Alca, area di libero scambio americana (con l’esclusione di Cuba) voluta da Bush. Sono state fondate l’Alba, l’Unasur, la Celac; il Mercosur è stato rafforzato diventando la quinta area economica del pianeta. Il Brasile, componente de Brics, ha rivestito un’importanza fondamentale a livello regionale, legando sempre più a sé il futuro politico della regione.

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L'offerta di aiuto al Sudamerica da parte della Russia

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dilma putinda megachip.globalist.it

La Russia tende la mano all'America Latina di fronte alle ingerenze degli Stati Uniti nelle politiche della regione. Parla il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

Apparso originalmente in teleSUR

"La Russia vuole aiutare l'America Latina ad alzare la testa di fronte alle ingerenze degli Stati Uniti nelle proprie politiche" ha detto il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

"Assistiamo ad un intensificarsi della politica estera statunitense in questa regione, addirittura a tentativi diretti di interferire con la politica interna di alcuni stati della regione" ha dichiarato in un'intervista per RIA Novosti. "Decidere quali politiche estere adottare è un diritto sovrano e persino un dovere di uno stato."

Ryabkov ha detto che ci dev'essere una soluzione politica e locale, che non debba però escludere la cooperazione diplomatica con alleati come la Russia, la quale "stabilirebbe un'interazione costruttiva con rappresentanti autorizzati provenienti da tutti i segmenti delle forze politiche locali."

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Il governo golpista attacca i paesi amici del Brasile

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dilma coraggiodi José Reinaldo Carvalho | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

In merito all'attacco del governo ad interim del Brasile a paesi amici, a Unasur e Alba    

Come suo primo atto il Ministro degli Affari Esteri ad interim, José Serra, ha scritto e pubblicato due note in cui si attacca Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Alba e Unasur, in seguito alla loro condanna del colpo di Stato che ha portato all'allontanamento della presidente Dilma Rousseff e alla formazione del governo ad interim guidato da Michel Temer.

I documenti ufficiali del Ministero degli Affari Esteri, diffusi il 13 maggio, infliggono un colpo a ciò che il Brasile ha fatto di meglio nell'esercizio della propria sovranità: la politica estera attiva, di alto profilo, sovrana, multilaterale e universale, inaugurata e diretta dall'ex presidente Lula e continuata dalla presidente Rousseff, che ha portato il paese a coltivare eccellenti relazioni di amicizia, cooperazione e solidarietà con i paesi fratelli dell'America Latina e dei Caraibi.

Con il governo dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva e della presidente Rousseff, il Brasile ha dato priorità all'integrazione dell'America Latina, che si è materializzata nella creazione di strumenti di cooperazione multilaterale, quali Unasur, Celac e Alba, contribuendo a trasformare l'America Latina e i Caraibi in un importante polo geopolitico nella lotta per la democratizzazione delle relazioni internazionali, la prevalenza della legge e la pace mondiale.

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Basta sanzioni alla Siria

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siria bambino aleppoda bastasanzioniallasiria.wordpress.com

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'appello di alcuni esponenti della comunità cattolica siriana, e invitiamo ad aderire alla campagna internazionale per la cessazione delle sanzioni contro la Siria. Marx21.it


Nel 2011 l’Unione Europea, varò le sanzioni contro la Siria, presentandole come “sanzioni a personaggi del regime”, che imponevano al Paese l’embargo del petrolio, il blocco di ogni transazione finanziaria e il divieto di commerciare moltissimi beni e prodotti. Una misura che dura ancora oggi, anche se, con decisione alquanto inspiegabile, nel 2012 veniva rimosso l’embargo del petrolio dalle aree controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle cosiddette “forze rivoluzionarie e dell’opposizione”.

In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie combattenti integraliste e terroriste che oggi colpiscono anche in Europa. E si aggiungono a una guerra, che ha già comportato 250.000 morti e sei milioni di profughi.

A giugno, il Consiglio dell’Unione europea dovrà pronunciarsi all’unanimità per poter rinnovare le sanzioni alla Siria. Riconoscendoci pienamente nell’appello lanciato da esponenti cattolici della comunità siriana (qui sotto riportato) chiediamo a tutti i parlamentari e ai sindaci di impegnarsi affinché il Governo italiano voti contro il rinnovo delle sanzioni alla Siria.

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