La Festa de l’Humanité: contro la crisi e l’austerità

E-mail Stampa PDF

di Lorenzo Battisti per Marx21.it

fetehumaniteCome ogni anno, il parco della Corneuve a Nord di Parigi è stato invaso da una enorme folla accorsa per partecipare alla Festa de l’Humanité, il giornale del Partito Comunista Francese.

L’evento è da sempre rilevante per la politica francese, perché rappresenta l’effettiva ripresa del dibattito dopo la pausa estiva.

La festa di quest’anno è stata la prima dopo l’elezione del socialista Hollande come Presidente della Repubblica e per questo ha avuto un significato particolare rispetto a quelle degli anni passati. Le speranze che la campagna elettorale e l’elezione successiva avevano suscitato sono state tante. E altrettante sono ora le delusioni che vive il popolo francese. In molti si chiedono dove sono gli aumenti del salario minimo promessi in campagna elettorale; e cosa aspetta Hollande per ricontrattare il Trattato europeo di bilancio con la Merkel, come aveva solennemente promesso in campagna elettorale; e ancora, a quando la fine degli sconti fiscali concessi da Sarkozy ai suoi amici e l’aumento dell’aliquota massima al 75% sui più facoltosi come aveva detto solo qualche mese fa?


Il Front de Gauche, la coalizione di cui fa parte il Pcf, aveva salutato positivamente la fine del quinquennato di Sarkozy e l’arrivo del secondo presidente socialista dopo Mitterand. D’altra parte, conoscendo i socialisti, non ci si faceva illusioni sulla reale volontà di questi non scendere a compromessi con la finanza e la confindustria francese (il Medef) già dal giorno successivo l’elezione. Per questo, e per dare un seguito alle lotte degli ultimi anni, il Front de Gauche ha deciso di non fare parte dell’esecutivo di Hollande e di esercitare tutta la propria forza politica e sociale perché le speranze di tanti lavoratori non andassero deluse.

La Festa de l’Humanité, con la sua capacità di mobilitazione tanto dei militanti quanto del pubblico, è stato un’ottimo strumento per “non mollare” (on lache rien), come recitava lo slogan urlato negli ultimi anni nelle manifestazioni e diventato lo slogan del Fdg. E così la festa è stata l’occasione per lanciare una petizione per l’aumento ben oltre l’inflazione del salario minimo francese (lo smic), come richiesto dal Fdg e dai sindacati ormai da tempo. O ancora per chiedere la fine delle misure di austerità imposte dal fiscal compact e che obbligheranno il governo Hollande a varare una manovra restrittiva di 30 miliardi di euro per rispettare gli impegni presi da Sarkozy (e da lui confermati).

Proprio su questo tema il Pcf ha impegnato tutti i suoi militanti della festa per pubblicizzare e far riuscite al meglio la manifestazione di domenica 30 settembre a Parigi. In questa manifestazione, a cui hanno aderito i sindacati (a partire dalla Cgt) e associazioni (tra cui Attac) si chiederà di sottoporre il Fiscal Compact a un referendum, come avvenne per la costituzione europea nel 2005. E proprio quel referendum permise di bloccare quel progetto. Come si era detto in campagna elettorale, è necessario continuare la mobilitazione dei lavoratori per rispondere agli attacchi della finanza che non colpiscono solo i paesi mediterranei, ma cominciano ad arrivare anche in Francia.

Proprio questa visione ha portato all’organizzazione, per la prima volta a una Festa de l’Humà, di un corteo sindacale all’interno della festa. I viali della festa pieni di gente si sono aperti per lasciar passare i lavoratori di tutte le principali crisi aziendali dell’ultimo anno. Erano presenti i lavoratori della Fralib (minacciata di chiusura dalla Unilever e più volte occupata dai sindacati) quelli della Doux (dove i lavoratori lottano per il proprio lavoro e per conservare la filiera avicola) fino agli operai della fabbrica Peugeot di Aulnay (minacciati dalla delocalizzazione, mentre l’azienda fa grossi profitti). 

Anche questo evento si inserisce nelle iniziative che il Pcf e il Fdg hanno in programma per l’autunno. Il 9 ottobre infatti ci sarà la prima mobilitazione sindacale dopo la fine di Sarkozy, che ha ricevuto il pieno appoggio del Fdg , a sostegno dell’industri e del lavoro. Inoltre è stata lanciata alla festa la proposta di legge contro i “licenziamenti borsistici”: in sostanza si chiede il divieto di licenziare per quelle imprese che non siano in rosso. 

La mobilitazione appare quindi necessaria, sia per ricordare ai socialisti quello che loro stessi hanno promesso, sia per dare continuità alle tante lotte di questi anni. La Festa non è quindi solo il momento in cui si ascoltano grandi artisti internazionali o si mangia dell’ottima cucina francese. E’ soprattutto il mezzo che i comunisti francesi utilizzano per dare evidenza alle proprie battaglie.

Il problema della comunicazione infatti è presente anche in Francia, sebbene la presenza istituzionale e sociale dei comunisti obblighi l’informazione a non oscurarli. Anche per questo resta ancora importante la presenza di un giornale come l’Humanité, che riceve dalla festa un aiuto indispensabile per continuare a informare e a dare voce alle posizioni dei lavoratori. 

La Festa è stata quindi un momento utilissimo per il Pcf, che ha potuto incontrare un grandissimo numero di cittadini e di lavoratori (650’000 in tre giorni) e mostrare che non tutto si è concluso con le elezioni (pur importanti), ma che se si vogliono difendere le tante conquiste di anni di lotte è necessario continuare il lavoro di organizzazione e mobilitazione sociale.