Prigione e tortura per centinaia di dissidenti politici in Ucraina

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina

Centinaia di attivisti del Partito Comunista e della Gioventù Comunista, di sostenitori delle idee di giustizia sociale, insieme alle loro famiglie, sono in balia del terrore, della persecuzione, delle intimidazioni, dei maltrattamenti morali e fisici, delle torture nei centri di detenzione, anche per mano di teppisti nazionalisti che agiscono senza controllo.

I delegati del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina denunciano con preoccupazione che nei centri di detenzione e nelle prigioni del paese è rinchiusa una grande quantità di persone accusate di “propaganda del separatismo” e “coinvolgimento nel terrorismo” solo per il fatto di avere partecipato a manifestazioni delle forze che si oppongono al nuovo regime, di avere letto giornali “sconvenienti”, di avere indossato nastri “sconvenienti”, di avere visitato siti web “sconvenienti”.


Centinaia di attivisti del Partito Comunista e della Gioventù Comunista, di sostenitori delle idee di giustizia sociale, insieme alle loro famiglie, sono in balia del terrore, della persecuzione, delle intimidazioni, dei maltrattamenti morali e fisici, delle torture nei centri di detenzione, anche per mano di teppisti nazionalisti che agiscono senza controllo.

In particolare, in base a prove inventate nel tribunale distrettuale di Dneprodzerzhinsk si è aperto un processo a carico di giovani comunisti: Serghey Tkachenko, primo segretario del comitato cittadino del PCU e consigliere comunale, e Denis Timofeyev, secondo segretario del comitato distrettuale del PCU di Dneprodzerzhinsk, consigliere distrettuale.

Alla persecuzione politica in base ad accuse infondate, a perquisizioni, arresti, torture e abusi sono stati sottoposti deputati di consigli locali, primi segretari di comitati di partito, come quelli dei comitati di partito della regione di Lugansk, Viktor Sinyaev, Vitaly Pryn, Vladimir Arkhipov, la veterana del lavoro Sofia Vasilyevna Fiodorova, il primo segretario del comitato distrettuale di Kamensko-Dnieprovsky della regione di Zaporozhe Nikolay Onischenko e alcuni altri compagni. Non si conosce il destino di Konstantin Bezkorovaini, segretario dell'organizzazione di base del partito, deputato cittadini di Kostantinovsky nella regione di Donetsk, illegalmente arrestato dagli organi di sicurezza. Violenza fisica e terrore morale hanno subito i primi segretari dei comitati regionali di Kahrkov e Volyn Alla Aleksandrovskaya e Petr Buschik.

Gli organi di sicurezza, con la loro persecuzione di chi dissente, violano pesantemente la Costituzione e le altre leggi dell'Ucraina, la Convenzione Europea per la difesa dei diritti dell'uomo e le libertà fondamentali.

Nell'esprimere la più ferma protesta contro il terrore scatenato dal regime filo-nazista contro i dissidenti, il Congresso esprime la sua solidarietà con le vittime della repressione politica.

Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e alle organizzazioni sociali, che condividono i principi comuni di libertà e democrazia consacrati nella Convenzione Europea per la difesa dei diritti dell'uomo, a tutti i cittadini dell'Ucraina ad opporsi con decisione alla persecuzione di persone per motivi politici.

Ci rivolgiamo ai nostri compagni, a torto gettati in carcere, con parole di caloroso sostegno. Lotteremo senza tregua per la vostra liberazione.

La nostra volontà e il vostro coraggio certamente vinceranno!

Chiediamo a tutte le organizzazioni di partito regionale e locali del PCU di intervenire attivamente in difesa dei comunisti, colpiti dall'illegale persecuzione attuata da un potere antipopolare.

Approvato dal 49° Congresso del PCU

27 dicembre 2014