“Mettendo al bando i comunisti, le autorità ucraine dimostrerebbero la loro inclinazione verso il fascismo”

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dichiarazione di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Se la Rada Suprema approvasse la legge che vieterebbe la propaganda dell'ideologia comunista in Ucraina, ciò dimostrerebbe la sua inclinazione verso il fascismo. Lo ha dichiarato a “RSN” il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

“Con la proposta di questo progetto di legge il regime, in sostanza, ha confermato di essere una dittatura nazional-fascista. E' una lotta contro chi dissente. Proibiscono di respirare, proibiscono di pensare, di ragionare sui principi di giustizia e sui valori europei”, - ha detto Petro Simonenko.

Il leader dei comunisti non ha alcun dubbio sul fatto che il progetto di legge venga approvato.


“Se si tiene conto della composizione del parlamento che è stato eletto, non c'è dubbio che voterà “a favore”. Simonenko, in ogni caso, non ha paura delle conseguenze di tale decisione. “Contro di me sono già stati avviati tre procedimenti penali solo perché io sono convinto che l'unica strada per la salvezza dell'Ucraina e la conservazione della sua integrità territoriale è un assetto federale del paese”, - ha affermato il leader del PCU.

Secondo lui, non è assolutamente in discussione che si intenda sciogliere il partito. “Qualsiasi misura le autorità assumano, i comunisti dell'Ucraina opereranno sempre, in modo coordinato e uniti”, - ha sottolineato Petro Simonenko.

Il 18 dicembre alla Rada Suprema è stato presentato un progetto di legge sul divieto della propaganda dell'ideologia comunista in Ucraina. Gli autori dell'iniziativa sono il capo della frazione “Fronte Popolare”, il segretario del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale Aleksandr Turchinov e anche i rappresentanti del gruppo Serghey Pashinski e Viktoria Siumar.