di Giulietto Chiesa | da www.megachip.info
Raramente scrivo recensioni. In genere, quando non sono costretto a farlo da ragioni di convenienza, o per soddisfare le pretese di autori molto insistenti, scrivo di libri che mi piacciono, o che intendo proporre ad altri lettori perchè li ritengo utili, o perchè offrono angoli visuali originali.
In questo caso il libro in questione non mi è piaciuto per niente. Anzi l’ho trovato irritante. Il suo autore è sostanzialmente un poveraccio (intellettualmente parlando s’intende), che esce come un pulcino inzuppato di ideologia – intesa come falsa coscienza – dalla lavatrice del pensiero unico. Un esegeta, dunque, della Matrix in cui ha vissuto, del tutto incapace di vedere i suoi confini. Una specie di protagonista da “Truman show”, ma privato di ogni possibilità di redenzione.




"Se Celentano ha potuto permettersi di dire che due giornali come 'Famiglia Cristiana' e 'Avvenire' dovrebbero chiudere, ricevendo molti applausi é il segnale del degrado che ha assunto la dimensione pubblica e il discorso sulla politica in Italia". E' quanto afferma Paola Pellegrini, responsabile Cultura del PdCI-Federazione della sinistra.

Per venti anni è stata presente in edicola per sei giorni a settimana ma adesso Liberazione rischia di essere la prima vittima dei tagli all’editoria decisi dal governo Berlusconi e confermati dall’attuale esecutivo guidato da Monti. La situazione dei conti è infatti tale che è stata decisa la sospensione delle pubblicazioni a partire dal prossimo 31 dicembre, come annunciato nei giorni scorsi dalla Mrc, la società che edita il giornale di Rifondazione comunista e di cui il partito guidato da Paolo Ferrero è azionista unico.
Da “La voce delle voci” (“La voce della Campania”), Anno XXVIII, n. 10, ottobre 2011, pp. 41-43. L’articolo è ripubblicato qui per gentile concessione dei direttori, Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola. Per informazioni, l’archivio, abbonamenti e altro
Una versione aggiornata del berlusconismo, meno rozza e volgare, ma altrettanto populista. Identiche le intenzioni, cambia solo il linguaggio. Ma nessuno parla dei suoi operai licenziati




















