Scie chimiche, in un video nuove conferme

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“Una giornata di ordinaria follia” è il titolo del video che da settimane circola su Internet e che si può vedere sul sito della televisione indipendente telematica, www. arcoiris. tv. E’ un’altra prova, tra le tante che si trovano in Rete, sull’esistenza delle famigerate scie chimiche. L’autore del filmato è Franco Caddeo, ambientalista di Oristano: «La mattina del 12 febbraio scorso ho deciso di registrare il fenomeno con la mia telecamera». La zona delle riprese è la provincia di Oristano, dal Monte Arci alla località balneare di Putzu Idu, lungo la direttrice sud-est, nord-ovest. Il risultato è perlomeno curioso: in un cielo terso e azzurrissimo spiccano dei reticoli bianchi, persistenti, che poi si espandono e che apparentemente non sembra siano stati tracciati da voli di linea. Salvo che lo spazio aereo sopra la Sardegna sia diventato improvvisamente un affollato crocevia. C’è da dire che durante le esercitazioni militari la quantità di aerei in giro per i cieli isolani aumenta a dismisura, ma in quel periodo, a febbraio, la principale attività addestrativa dell’Aeronautica, la Spring Flag, non era ancora cominciata. Dalle immagini di Arcoiris si può intravedere anche un velivolo completamente bianco, senza alcuna insegna, simbolo o sigla impressi su coda e fusoliera, come normalmente accade. «Il primo maggio ho contato almeno 173 aerei sopra la mia testa», giura Caddeo. Un numero incredibile, «tenuto conto che la zona dove abito è interessata solo dalla rotta Elmas-Linate». Molte delle informazioni di cui parla Caddeo si ritrovano nel sito Internet Luogocomune. net: «Nel compilare i nostri dossier chiediamo consulenze scientifiche e tecniche a meteorologi e a assistenti di volo».
Gli avvistamenti di scie chimiche in Sardegna risalgono a circa un anno e mezzo fa, ma, come spiega Caddeo, «non si tratta assolutamente di un fenomeno solo sardo. In proposito abbiano raccolto testimonianze da tutto il mondo. Dalla Germania, dagli Stati Uniti, dal Canada». E’ proprio nel Paese dell’America settentrionale, a Espanola, che nel 1998 sarebbero state avvistate le misteriose scie e che, in seguito, analisi chimiche avrebbero appurato la presenza nella zona di notevoli quantità di bario, ossido di alluminio, cristalli di quarzo.

«Il bario», aggiunge Caddeo, «è un ottimo conduttore che potrebbe essere diffuso nell’atmosfera sino a creare una sorta di percorso aereo elettromagnetico». Altra ipotesi, di cui si trova traccia in Rete, è quella che le scie possano servire da patine per attenuare i raggi del sole e per ovviare al riscaldamento del pianeta. Ipotesi che, al momento, non sembra abbiano trovato autorevoli riscontri scientifici.

Il dibattito sul fenomeno, invece, attraversa le aule parlamentari. Il 30 maggio i consiglieri regionali di Rc Ciriaco Davoli, Luciano Uras, Paolo Pisu, hanno presentato un’interrogazione. Lo stesso Davoli si dichiara testimone diretto dell’evento: «Circa tre settimane fa vicino a casa mia, abito a Nuoro, la mattina verso le 8 e il pomeriggio verso le 18 ho notato queste scie che si intrecciavano e si ingrossavano nel cielo molto terso. Erano parecchie e persistevano anche per ore, diversamente da come capita alle normali scie di condensazione degli aerei di linea, sino a formare un reticolo. Ho sentito parlare di questo fenomeno e quindi mi sono incuriosito». Il senatore Ds Gianni Nieddu, scrive ai ministri dell’Ambiente, della Difesa, della Salute e dei Trasporti: «Ambienti scientifici internazionali avvalorerebbero la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini, alcuni studiosi sostengono, peraltro, che tutto ciò sarebbe l’effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o provocare mutamenti climatici altri ancora pensano a possibili utilizzi militari, per la presenza consistente, nelle zone sottoposte a monitoraggio, di silicio e materiali di altra natura». E chiede «se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio per la parte di competenza di ciascun dicastero; se i dicasteri interessati siano già in possesso di dati o ipotesi e se si ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere sulla salute dei cittadini».