Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

Avante

Dodicimila soldati nordamericani arriveranno in Libia per consolidare la dominazione del paese da parte dell'imperialismo

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L'anno del Dragone

L'anno del Dragone

di Francesco Maringiò

L’economia cinese sembra subire una brusca battuta d’arresto. Ma è davvero così? Per capirlo dobbiamo sforzarci di ragione“alla maniera asiatica”: ci affacceremo ad un mondo nuovo da cui, se saremo capaci, potremo trarne vantaggi enormi. L’anno del drago è un…

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Non solo J. Edgar Hoover: la caccia ai rossi negli Stati Uniti

Non solo J. Edgar Hoover: la caccia ai rossi negli Stati Uniti

di Diego Angelo Bertozzi

Da inizio gennaio nelle sale cinematografiche italiane è in programmazione il film "J. Edgar" di Clint Eastwood, opera a metà strada tra biografia e autobiografia di J. Edgar Hoover ...

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I moderni tagliatori di teste

I moderni tagliatori di teste

di Manlio Dinucci

Come dono emblematico della rinnovata «amicizia italo-libica», ad opera dei nuovi governi dei due paesi, il premier Mario Monti ha riportato in Libia la testa di Domitilla, che qualcuno aveva rubato vent’anni fa decapitando un’antica statua ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

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da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Dodicimila soldati nordamericani arriveranno in Libia per consolidare la dominazione del paese da parte dell'imperialismo. L'occupazione avviene mentre il territorio è immerso in conflitti tra le fazioni del CNT e un gruppo armato che si presume leale al vecchio regime ha dato l'assalto alla città di Bani Walid.

 

petrolio soldato-w300

Secondo informazioni divulgate dal giornale pan-arabo Asharq Alawsat, il primo contingente delle forze armate di Washington (si presuppone che sia previsto almeno un secondo contingente) verrà sbarcato nella città di Brega, importante centro di esportazione del greggio.

 

Il controllo di giacimenti, porti, raffinerie e altri punti strategici per l'estrazione e il flusso del petrolio libico sarà il principale, e per ora l'unico, obiettivo delle truppe USA che arriveranno sul territorio.

 

L'occupazione viene annunciata pochi giorni prima che un gruppo armato, si presume fedele al precedente regime, ha preso d'assalto la città di Bani Walid. Secondo informazioni del cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), gli uomini ostentavano bandiere verdi e intonavano canti a favore di Gheddafi.

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L'anno del Dragone

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di Francesco Maringiò, Direzione nazionale PdCI - Responsabile Relazioni Internazionali

 

cina bandiera_dragone-w300L’economia cinese sembra subire una brusca battuta d’arresto. Ma è davvero così? Per capirlo dobbiamo sforzarci di ragionare “alla maniera asiatica”: ci affacceremo ad un mondo nuovo da cui, se saremo capaci, potremo trarne vantaggi enormi. L’anno del drago è un banco di prova anche per noi.

 

1. Coinvolge milioni di persone la festività più importante di tutto l'estremo oriente: è il capodanno cinese, che quest’anno prende il via il 23 gennaio e, per 15 giorni, vedrà il susseguirsi di festeggiamenti fino al giorno della festa delle lanterne. È tradizione in questo periodo spostarsi per raggiungere i propri villaggi d’origine ed i familiari. Il “protagonista” delle feste del 2012 sarà il drago, simbolo per eccellenza della cultura cinese e segno zodiacale a cui è associato il nuovo anno, coincidenza questa che aumenterà notevolmente gli spostamenti (e le nascite). Un calcolo per difetto, già parla di 3 miliardi di viaggi in programma in questi giorni.

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Non solo J. Edgar Hoover: la caccia ai rossi negli Stati Uniti

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

usa fumetto_anticomunistaDa inizio gennaio nelle sale cinematografiche italiane è in programmazione il film "J. Edgar" di Clint Eastwood, opera a metà strada tra biografia e autobiografia di J. Edgar Hoover, ininterrottamente a capo del Federal Bureau of Investigations (FBI) per circa mezzo secolo, dalla presidenza di Coolidge (1923-29) a quella di Nixon (1969-1974).

 

Questo articolo, anche a causa della scarsa dimestichezza del sottoscritto, non vuole essere una recensione cinematografica, ma più prosaicamente si limiterà a svolgere alcune considerazioni sulla storia degli Stati Uniti. Questo perché la scelta narrativa del regista rischia di confinare Hoover nella categoria impolitica e astorica del persecutore "paranoico" che tradisce i valori americani in nome della lotta alla minaccia comunista. Ci troviamo di fronte ad una visione unidimensionale che non fa il minimo accenno alla lunga storia della repressione dei movimenti operai e radicali avvenuta negli Usa, lasciando, quindi, lo spettatore alla mercé di una voluta ricostruzione di "parte". Affidando il racconto alle memorie del protagonista, il regista non si pone certo su di un crinale apologetico, ma evita ogni accenno alla continuità in Hoover di un disegno repressivo già in atto da tempo e che vede in stretta alleanza autorità politiche, baroni dell'industria e grande stampa. Insomma in una narrazione impolitica e astorica, Hoover appare il malvagio che inquina un corpo sociale e politico altrimenti sano e caratterizzato da una normale dialettica democratica.

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I moderni tagliatori di teste

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 24 gennaio 2012

 

monti domitilla-w300Come dono emblematico della rinnovata «amicizia italo-libica», ad opera dei nuovi governi dei due paesi, il premier Mario Monti ha riportato in Libia la testa di Domitilla, che qualcuno aveva rubato vent’anni fa decapitando un’antica statua. Di teste tagliate, Monti in effetti se ne intende. Prima di ricevere l’investitura dal presidente Napolitano, ha fatto parte per anni della banca statunitense Goldman Sachs, le cui speculazioni (tra cui la truffa dei mutui subprime) hanno provocato tagli di posti di lavoro e di vite umane (con l’aumento dei prezzi dei cereali). Come consulente, scrive Le Monde, egli aveva «l’incarico di apritore di porte, per sostenere gli interessi della Goldman Sachs nei corridoi del potere in Europa». Interessi non solo economici ma politici: i padroni della banca fanno parte della onnipotente élite finanziaria, organizzata quale governo ombra transnazionale, nelle cui stanze segrete si decidono non solo le grandi operazioni speculative, come l’attacco all’euro, ma anche quelle miranti a sostituire un governo con un altro più utile.

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Gli Stati Uniti: “dittatura democratica” sulla via dello Stato totalitario militare

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di Miguel Urbano Rodrigues*, da Avante | Traduzione a cura di Marx21.it

 

*Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano prestigiosi intellettuali progressisti di molti paesi, tra cui il presidente dell'Associazione Marx XXI, Domenico Losurdo), dirige oggi l’autorevole sito antimperialista Resistir.info.

 

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Il presidente Barack Obama ha offerto al popolo nordamericano il 31 dicembre un calice avvelenato per il 2012: la promulgazione della cosiddetta Legge di Autorizzazione della Difesa Nazionale.

 

Il discorso che ha pronunciato per giustificare il suo gesto è stato un modello di ipocrisia.

 

Il presidente ha dichiarato di non essere d'accordo con alcuni paragrafi della legge. Se così fosse, avrebbe potuto mettere il veto, o avrebbe restituito il testo con i suoi suggerimenti. Ma non lo ha fatto.

 

Il 24 gennaio, il Senato voterà un progetto, il SOPA, che autorizza la Segreteria alla Giustizia a criminalizzare qualsiasi Web il cui contenuto sia considerato illegale o pericoloso dal governo degli Stati Uniti. D'accordo con il testo in discussione, la semplice pubblicazione di un articolo in una rete sociale può motivare l'intervento della Giustizia di Washington.

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Contributo del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) al 13° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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La delegazione è composta da Fausto SORINI, membro della segreteria e della Direzione nazionale, responsabile del dipartimento esteri, e Maurizio MUSOLINO, membro della Direzione nazionale e coordinatore del dpt esteri

 

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La crisi economica del sistema capitalistico segna la fine di un lungo ciclo speculativo di accumulazione finanziaria. Una crisi che, però, non colpisce tutti i paesi allo stesso modo. Anzi, la crisi americana, europea e giapponese non impedisce tassi di crescita spettacolari in altre regioni del mondo.

 

Il dominio unipolare degli Stati Uniti è messo pesantemente in discussione. Un nuovo multipolarismo torna a manifestarsi nelle relazioni internazionali.

 

Il capitalismo non si è affermato come modello definitivo. L’ideologia del mercato neoliberista, dopo trent’anni di egemonia incontrastata, smette di essere senso comune.

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APPELLO Verità e giustizia per i morti della "Marlane"

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Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo.

 

Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell'area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena.

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Da Livorno 1921 a oggi. Una lezione sempre attuale

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di Alexander Höbel, Coordinatore Comitato Scientifico Marx XXI

 

pci targa_livornoNovantuno anni sono passati dalla fondazione del Partito comunista d’Italia, eppure l’esperienza storica di quello che diventerà poi il partito comunista più forte dell’intero Occidente conserva una sua notevole attualità. Non perché il contesto generale non sia completamente cambiato, non solo rispetto al 1921 ma anche al mondo e all’Italia degli anni ’60 e ’70; né perché i problemi e le sfide con cui oggi i comunisti devono misurarsi siano gli stessi di allora. Ma perché è l’ispirazione di fondo di quella esperienza che rimane valida e conserva una grande utilità per l’oggi; l’ambizione di trasformare radicalmente questo paese nel quadro di una lotta mondiale per l’emancipazione, ma anche alcune specifiche linee guida di tipo strategico.

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L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e da lì dobbiamo ripartire

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di Stefano Barbieri, Direzione nazionale PdCI

 

fiom protesta-w300Dall’atto del suo insediamento, avvenuto circa due mesi fa, ad oggi, il Governo Monti ha attuato una serie di politiche regressive, inique e antipopolari a partire dalla controriforma pesantissima del sistema pensionistico, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa e l’aumento dell’Iva sui consumi.


Sembra ormai del tutto evidente che anche la cosiddetta “fase 2” del Governo manterrà lo stesso impianto di prospettiva che peserà sulla schiena dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani senza lavoro e dei pensionati. Gli stessi passaggi di liberalizzazione e di riforma del mercato del lavoro che, ciclicamente, ripartono da una discussione che mira a destrutturare i diritti conquistati con lo Statuto del Lavoratori a partire dall’Art.18, vanno nella direzione che già da tempo avevamo previsto.


Il Governo Monti appare, tra le altre cose, ostinatamente miope rispetto alle vere emergenze sociali ed economiche di questo Paese, prima fra tutte proprio l’emergenza del Lavoro e della ormai insostenibile crisi industriale dell’intero sistema.

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