La gioventù comunista siriana: “Non ci arrenderemo mai!”

La gioventù comunista siriana: “Non ci arrenderemo mai!”

da icp.sol.org.tr

Intervista speciale a Wessam Kahel, membro della Commissione Relazioni Internazionali dell'Unione della Gioventù Comunista di Siria – Bagdash

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Quali sono i limiti della destra in America Latina?

Quali sono i limiti della destra in America Latina?

di Emir Sader

C'è un clima di euforia nei media della destra latinoamericana, dopo un decennio e mezzo di continue frustrazioni. Credono di poter tornare ad essere protagonisti della storia latinoamericana contemporanea. Tra gli ambienti finanziari e quelli dell'informazione internazionale, c'è autentica euforia.

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Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

L'articolo è apparso nel sito di “Faire vivre e renforcer le PCF”, come contributo alla discussione in corso tra i comunisti francesi

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Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

di Jeremy Garlick

di Jeremy Garlick* | globalresearch.ca

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La gioventù comunista siriana: “Non ci arrenderemo mai!”

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comunisti siria assembleaIntervista speciale a Wessam Kahel, membro della Commissione Relazioni Internazionali dell'Unione della Gioventù Comunista di Siria – Bagdash

da icp.sol.org.tr

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Come consideri le dinamiche interne e le posizioni sui diversi temi nella Siria di oggi?

Vorrei dare alcune informazioni sugli ultimi eventi. L'Esercito Siriano è avanzato in diversi posti. Come sapete, siamo un paese piuttosto grande. Così l'Esercito Siriano non può sparpagliare tutte le forze su tutto il territorio. Questa avanzata è dovuta alla Russia, ma ci torneremo in seguito.

Aleppo, per esempio. Il sud di Aleppo è controllato principalmente dall'Esercito Siriano e i ribelli reazionari sono stati tutti spazzati via. Questo forte e veloce avanzamento dell'Esercito Siriano è stato sostenuto dalla Russia. Più di 75 luoghi nel sud di Aleppo sono ora controllati dall'Esercito Siriano. Non solo la città, ma l'aperta campagna. In alcune piccole città l'Esercito ha spazzato via i ribelli in poche ore. Siamo stati sorpresi da questa velocissima avanzata.

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Quali sono i limiti della destra in America Latina?

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pueblo movilizado avndi Emir Sader*
da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

C'è un clima di euforia nei media della destra latinoamericana, dopo un decennio e mezzo di continue frustrazioni. Credono di poter tornare ad essere protagonisti della storia latinoamericana contemporanea. Tra gli ambienti finanziari e quelli dell'informazione internazionale, c'è autentica euforia.

L'impeto con cui agiscono in Argentina e in Venezuela può dare l'impressione che sappiano fino a dove vogliono arrivare, che abbiano la chiave del futuro delle nostre società, che si siano rinnovati al punto di poter tornare ad essere forza egemone nella regione. Criticano i governi progressisti, come se si trattasse di un ciclo esaurito, a cui costoro si propongono di succedere, superandolo.

Ma è proprio cosi? Che si può dedurre dai primi movimenti del governo di Mauricio Macri in Argentina e dell'opposizione vittoriosa nelle elezioni parlamentari in Venezuela?

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Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

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pcf manifestoda lepcf.fr

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

L'articolo è apparso nel sito di “Faire vivre e renforcer le PCF”, come contributo alla discussione in corso tra i comunisti francesi

Non si contano più le dichiarazioni di dirigenti del PCF e gli articoli de l’Humanité sul tema centrale della loro risposta ai crimini di massa, alle sconfitte elettorali e alla deriva a destra del PS: “Bisogna salvare la sinistra”.

E’ una questione seria. Si sa che la deriva del partito comunista italiano divenuto partito democratico con l’assorbimento del vecchio partito socialista, ha portato ad elezioni legislative in cui le forze “di sinistra” sono state completamente escluse dal Parlamento! In Francia, in due regioni, il PS ha imposto la scomparsa di ogni eletto di sinistra (questo a causa della non partecipazione del Ps al secondo turno. Il Pcf non ha potuto quindi apparentarsi a nessuno perdendo così gli eletti NdT). La minaccia FN interroga dunque “la sinistra” sul rischio di riprodurre un 2002 in peggio, un FN al secondo turno con un vero rischio di vittoria!

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Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

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America US China 1 e1416904428569di Jeremy Garlick* | globalresearch.ca

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Fin dall'inizio del 2016, cè stato un vero e proprio proliferare di prognosi catastrofiche sullo stato asseritamente disastroso dell'economia cinese nei media occidentali. Noti organi di stampa come The Economist ed il Wall Street Journal hanno opinato che la domanda non è se, ma quando l'economia cinese andrà incontro ad una profonda recessione.

Il Wall Street Journal ha dato alla Cina cinque anni di tempo prima che l'intero sistema collassi. L'Economist sostiene che Pechino ha malgestito l'economia cinese, in particolare cercando di controllare la propria valuta, lo yuan, per troppo tempo.

Si è aggiunta a queste pessimistiche previsioni anche la banca d'affari Goldman Sachs, che ha consigliato i propri clienti di abbandonare la nave cinese che affonda portando in salvo il proprio denaro.

Si è spinta sino ad affermare che "la Cina sta rischiando un insostenibile aumento del suo rapporto debito/PIL che potrebbe portare il paese ad oltrepassare il punto di non ritorno ed a precipitare nell'instabilità economica e, con ogni probabilità, politica.

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“Ucraina: le maschere della rivoluzione”

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di Paul Moreira

Tradotto in italiano da Fort Rus, “Ucraina: le maschere della rivoluzione” è il primo documentario di una televisione occidentale mainstream che affronta gli eventi del golpe ucraino con spirito di verità giornalistica.

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Grecia: preparazione di uno sciopero generale di 2 giorni

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pame asfalistiko 04 02 07Fronte di Tutti i Lavoratori (PAME)
da pamehellas.gr

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Manifestazione nazionale ad Atene, sabato 13 Febbraio 2016

Se il governo osa portare avanti il disegno di legge di macelleria sociale, risponderemo con uno sciopero generale nazionale di 48 ore.

Operai e contadini uniti: una voce, un pugno!
Possiamo fermarli!
Stop al disegno di legge che massacra il sistema di previdenza sociale!
Stop alla povertà, alla miseria, alla distruzione della nostra vita!
Uniti, forti, certi che la nostra lotta è giusta: possiamo vincere!
Rafforziamo la solidarietà in ogni luogo!

I contadini, che hanno formato blocchi militanti in tutta la Grecia, hanno deciso attraverso il loro comitato di coordinamento e tra le loro iniziative di lotta, di dimostrare ad Atene contro il disegno di legge del governo sulla sicurezza sociale! Non saranno soli!

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La battaglia per Aleppo e le menzogne dei giornalisti di regime

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Syrian army captures areas in Aleppo 678x381di Vincenzo Brandi 

Desta veramente scandalo ed indignazione il cumulo di menzogne spudorate con cui i giornalisti dei principali canali TV e dei maggiori quotidiani descrivono le operazioni militari in Siria che potrebbero segnare una svolta nel corso della guerra che insanguina il paese da quasi 5 anni. L’apice dello scandalo è raggiunto nella descrizione, del tutto capovolta rispetto alla realtà, della battaglia per Aleppo, che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti della guerra.

La grande città industriale, posta nel Nord della Siria, è stata sempre la capitale economica del paese. Nel 2012 la città fu attaccata da bande jihadiste di diversa tendenza, in buona parte costituite da jihadisti e mercenari stranieri, che riuscirono a circondarla quasi completamente, ad occupare alcuni quartieri periferici comprendenti varie industrie e le centrali elettrica ed idrica, e ad infiltrarsi anche in alcuni quartieri centrali.

Gli abitanti non collaborarono minimamente all’attacco, ma ne subirono tutte le conseguenze. Infatti le industrie furono tutte smantellate dai jihadisti, continuamente riforniti dalla vicina Turchia con armi e rinforzi. Le attrezzature industriali furono tutte rivendute nella stessa Turchia, ovviamente con la complicità delle autorità turche.

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Lanerossi viaggio nell'incredibile oblio

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di Renzo Pietribiasi

Viaggio nell'oblio è il titolo d'obbligo per questo video che mostra lo stato d'abbandono in cui riversa la Fabbrica Alta di Schio e in generale tutti gli stabilimenti della Lanerossi dopo l'acquisizione del gruppo da parte di Marzotto. Intere generazioni hanno lavorato in questi stabilimenti producendo i migliori tessuti e coperte d'Europa. Ora tutto tace e come in un cimitero in disuso la vegetazione inghiottirà quello che un tempo brulicava di vita.

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La guerra psicologica degli Stati Uniti contro la Russia

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kerry conferencedi Maria Bezciastnaya
da “Svobodnaja Pressa” (SP), 7 febbraio 2016

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Continuiamo la nostra rassegna di opinioni di analisti russi sulle principali questioni di politica internazionale. In questo caso alcuni di loro analizzano le caratteristiche della nuova ondata di guerra psicologica imperialista contro la Russia, scatenata soprattutto allo scopo di giustificare il blocco delle trattative ginevrine per una soluzione negoziata del conflitto.

L'Occidente vuole interrompere a ogni costo la riuscita offensiva delle forze russo-siriane 

Il Segretario di Stato USA John Kerry ha accusato le forze aeree russe, che stanno conducendo l'operazione militare in Siria, dell'uccisione di donne e bambini. Secondo Kerry, gli americani sono in possesso di “prove convincenti” che l'aviazione russa utilizza bombe sprovviste di sistemi di precisione di guida, che provocano vittime tra i civili.

“Le bombe sono cadute su ospedali, in quartieri civili. E ci sono stati casi, in cui mentre i soccorritori cercavano di raccogliere i feriti dopo i bombardamenti, i bombardieri sono ritornati e li hanno bersagliati. Questo deve finire! Non c'è ombra di dubbio”, così la CNN riprende la patetica dichiarazione di Kerry.

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Bandiera Usa sull’Europa

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stoltenberg europe mogherinidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 9 febbraio 2015

Partecipando (come ormai d’obbligo) all’incontro dei ministri della difesa Ue il 5 febbraio ad Amsterdam, il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha lodato «il piano degli Stati uniti di accrescere sostanzialmente la loro presenza militare in Europa, quadruplicando i finanziamenti a tale scopo».

Gli Usa possono così «mantenere più truppe nella parte orientale dell’Alleanza, preposizionarvi armamenti pesanti, effettuarvi più esercitazioni e costruirvi più infrastrutture». In tal modo, secondo Stoltenberg, «si rafforza la cooperazione Ue-Nato». Ben altro lo scopo. Subito dopo la fine della guerra fredda, nel 1992, Washington sottolineava la «fondamentale importanza di preservare la Nato quale canale della influenza e partecipazione statunitensi negli affari europei, impedendo la creazione di dispositivi unicamente europei che minerebbero la struttura di comando dell’Alleanza», ossia il comando Usa. Missione compiuta: 22 dei 28 paesi della Ue, con oltre il 90% della popolazione dell’Unione, fanno oggi parte della Nato sempre sotto comando Usa, riconosciuta dalla Ue quale «fondamento della difesa collettiva». Facendo leva sui governi dell’Est, legati più agli Usa che alla Ue, Washington ha riaperto il fronte orientale con una nuova guerra fredda, spezzando i crescenti legami economici Russia-Ue pericolosi per gli interessi statunitensi. In tutta l’Europa orientale sventola, sul pennone più alto, la bandiera a stelle e strisce assieme a quella della Nato. In Polonia, la nuova premier Beata Szydlo ha ammainato dalla sue conferenze stampa la bandiera della Ue, spesso bruciata nelle piazze da «patrioti» che sostengono il governo nel rifiuto di ospitare i rifugiati (frutto delle guerre Usa/Nato), definiti «invasori non-bianchi».

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Glossario su confine orientale, “foibe” ed “esodo”, Giorno del Ricordo e dintorni…

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fucilazione a Dane 31 luglio 1942da www.diecifebbraio.info

10 FEBBRAIO 1947 Giorno in cui fu sottoscritto il Trattato di Pace con cui l’Italia regolò i suoi conti e concluse le vertenze aperte con la Seconda Guerra Mondiale, specialmente riguardo alla Jugoslavia ed ai confini orientali. In quanto tale, ogni anno il 10 Febbraio dovrebbe essere un anniversario di festa; viceversa, lo Stato italiano lo ha reso per legge una data per tutte le recriminazioni (vedi: GIORNO DEL RICORDO).

ANVGD La Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia -ANVGD- si è caratterizzata nei decenni come una delle realtà associative degli “esuli” istriano-dalmati più apertamente irredentiste. Sorta dal raggruppamento di numerosi comitati locali operanti già prima del 1947, sin dalla sua nascita ha dichiarato superata la discriminante antifascista. Coerentemente a ciò ha annoverato tra i suoi presidenti personaggi come Libero Sauro (dal 1954 al 1963), comandante dopo l’8 settembre ’43 del Reggimento Istria della Milizia difesa Territoriale (l’equivalente della Guardia Nazionale Repubblicana della RSI), formazione di volontari al servizio dei nazisti nella Zona d’operazioni Litorale Adriatico, e Maurizio Mandel (nel 1955-56), medico, presunto criminale di guerra in Jugoslavia; e tra i suoi dirigenti Bruno Coceani, prefetto di Trieste di nomina nazista,Arturo De Maineri, segretario del Partito fascista repubblicano a Fiume durante l’occupazione nazista, e altri simili personaggi. 

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Gli USA, il pivot anticinese e i pericoli di guerra

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struttura lago cinadi Domenico Losurdo
da www.ilcaffegeopolitico.org

Riceviamo da Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Marx XXI, e lo ringraziamo per l'attenzione rivolta al nostro sito. Il testo, pubblicato in "Il Caffè Geopolitico", è una lucida analisi dei pericolosi sviluppi del cosiddetto "pivot to China", un altro tassello della scalata aggressiva dell'imperialismo verso una guerra globale dalle conseguenze imprevedibili per l'intera umanità.

La Cina rappresenta davvero una minaccia a livello geopolitico per gli Stati Uniti e i Paesi ad essa confinanti nella regione del Pacifico? Vi presentiamo un estratto del Prof. Domenico Losurdo che analizza alcune questioni relative alla cosiddetta “minaccia cinese”

IL PIVOT ASIATICO – Il “pivot” viene spesso presentato in Occidente come una risposta alla “minaccia“proveniente da Pechino. Non c’è dubbio che con l’ascesa o, più esattamente, col ritorno della Cina, dopo la fine del “secolo delle umiliazioni“, e con l’avanzare del processo di maturazione della Repubblica popolare, il quadro internazionale sta cambiando in modo radicale. Nel marzo 1949 il generale statunitense MacArthur poteva constatare compiaciuto: «Ora il Pacifico è diventato un lago Anglo-Sassone» (in Kissinger 2011, p. 125). Dati i rapporti di forza esistenti, gli USA potevano sperare di bloccare con il loro intervento l’ascesa al potere del partito comunista e di Mao Zedong; la speranza andava rapidamente delusa e a Washington, tra polemiche furibonde, si scatenava la caccia al responsabile della “perdita” del grande Paese asiatico.

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Giulietto Chiesa: “Perché demonizzano Putin”

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da PandoraTV

“E’ in corso una campagna forsennata contro il presidente russo Vladimir Putin, molti se ne accorgono, tanto è evidente, ma non tutti ne capiscono le ragioni, non tutti si rendono conto di chi la fa, chi la organizza e perché proprio in questo momento.”

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Una stagione politica decisiva per il nostro paese

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referendumnomodifichecostituzione logodi Bruno Sterida www.lacittafutura.it

La battaglia per il NO nel prossimo referendum costituzionale per difendere gli spazi di rappresentanza democratica deve unirsi alla denuncia del massacro sociale già in atto e che sarebbe ancor più favorito dall’ulteriore riduzione delle possibili voci di opposizione. Soltanto unendo questi due momenti in una stessa prospettiva si può aprire da qui al prossimo autunno una nuova stagione politica.

Le due importanti assemblee tenutesi gli scorsi 11 e 30 gennaio su chiamata del Comitato per il No nel referendum costituzionale hanno visto salutarmente riunite pressoché tutte le frange ad oggi disperse della sinistra di alternativa e di classe italiana: esponenti di partiti e gruppi politici, del mondo associativo e sindacale, intellettuali e militanti, compagne e compagni “senza tessera”, generazioni diverse. Aggregazione larga e importante perché convocata non sulla base dell’assillo di un “contenitore” che (co)stringa sul terreno politico-organizzativo o anche solo elettorale esperienze e posizioni differenti (come di questi tempi accade), bensì al fine di concentrarsi su un obiettivo concreto e di vitale importanza per tutti: sbarrare la strada per via referendaria a un disegno di sostanziale ridimensionamento politico e istituzionale degli spazi democratici nel nostro Paese. Per così dire una sinistra plurale “al lavoro”, per l’occasione guidata da un gruppo di giuristi e costituzionalisti: presenze autorevoli, di garanzia.

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I lavoratori greci chiedono: ritirate la legge ghigliottina

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pame manifestazione 2016Nota del Partito Comunista di Grecia (KKE)
da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Il 4 Febbraio si è tenuta la più grande mobilitazione per uno sciopero degli ultimi anni. Migliaia di persone, di lavoratori, di agricoltori, di partite Iva, studenti universitari e delle superiori, hanno riempito le strade di tutte le principali città del paese con la richiesta principale quella di ritirare la proposta di legge del governo Syriza-Anel sul sistema di protezione sociale.

Questa legge è stata nominata “legge ghigliottina”, poiché riduce pensioni, aumenta la contribuzione alla sicurezza sociale dei lavoratori, riduce la spesa pubblica sulla sanità e sullo stato sociale e aumenta l'età di pensionamento.

Le manifestazioni per lo sciopero del Pame, insieme con le forze dell'alleanza sociale popolare, sono state quelle maggiormente di massa di tutto il paese. Le altre componenti di questa alleanza sono: il Pasy (Alleanza militante di tutti gli agricoltori), il Paseve (Il Fronte nazionale anti monopolistico), le forze del Mas (Fronte di lotta studentesca), l'Oge (La Federazione delle donne greche). Gli agricoltori hanno preso parte alle manifestazioni dei lavoratori con i loro trattori, per simboleggiare la lotta comune della classe lavoratrice insieme ai poveri e ai piccoli agricoltori.

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Liberate Leonard Peltier!

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peltier leonarddi Giorgio Langella

Se restate indifferenti di fronte a quaranta anni di ingiusta prigionia, cercate di pensare cosa prova quest'uomo, come ha vissuto rinchiuso in una cella, perché non si è mai piegato.

Lotterò ancora un po' ... per sempre (Leonard Peltier)

Il 6 febbraio del 1976 Leonard Peltier, nativo americano ed attivista per i diritti del suo popolo, entrò in una prigione statunitense con l'accusa di aver partecipato all'uccisione di due agenti FBI. Fu condannato, dopo un processo nel quale le irregolarità e le discriminazioni furono all'ordine del giorno, da una giuria formata da soli bianchi di Fargo, città nota per i sentimenti anti-indiani, e da un giudice noto per il suo razzismo. Furono utilizzate testimonianze discordanti e palesemente pilotate. A Leonard Peltier fu sempre negata la revisione del processo, nonostante nuove testimonianze e prove lo scagionassero. Oggi, dopo quaranta anni di carcere duro e lunghi periodi di isolamento, Leonard Peltier continua a subire l'ingiustizia di vedersi negata la libertà a causa del suo essere nativo americano, di aver vissuto in una riserva indiana, di aver lottato per i diritti del popolo al quale appartiene. Un popolo fiero che è stato massacrato, brutalizzato, umiliato e ridotto, dal “progresso” del quale erano portatori i “bianchi” e la loro società capitalista, a sopravvivere in assenza di diritti e senza un futuro degno di questo nome.

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Il XX congresso del Partito Comunista di Spagna deve essere storico

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parra pcedi Javier Parra, Segretario generale del Partito Comunista del Paese Valenciano (PCPV)

da contraofensiva.com

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Nel 2015 sono passati 100 anni dalla Conferenza di Zimmerwald, probabilmente la riunione più importante della storia del Socialismo. La conferenza dibatté la posizione dei socialisti di fronte alla guerra mondiale e lo fece in un contesto nel quale la Seconda Internazionale si stava dividendo: la maggioranza dei socialisti si erano alleati con la borghesia per sostenere gli sforzi di guerra dei loro paesi contro la solidarietà di classe internazionale. Nella conferenza, quella che fu chiamata la “sinistra di Zimmerwald” con Lenin in testa. espresse la sua posizione sulla guerra, indicando che questa era un modo per promuovere l'imperialismo e sostenendo la rivoluzione contro la guerra. Quella conferenza è stata il germe della Rivoluzione d'Ottobre, dei partiti comunisti e della Terza Internazionale .

Oggi, all’inizio del 2016, e a un anno dalla commemorazione del centenario della Rivoluzione del 1917, il mondo è nuovamente immerso nella guerra, e in mezzo ad un’offensiva internazionale dell’imperialismo che sta costando la vite di milioni di persone e costringendo decine e decine di milioni di persone a fuggire dai loro paesi, con un aumento pericoloso del fascismo e della xenofobia, e una sinistra ancora divisa tra chi si allinea con l'imperialismo e i suoi governi e chi si allinea con la classe operaia mondiale e governi popolari.

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La Siria e la Dottrina Wolfowitz

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wolfowitzdi Luis Manuel Arce*
da www.prensa-latina.cu

Traduzione di Marx21.it

Il presidente Barack Obama continua a muoversi in base alla Dottrina Wolfowitz, avviata nel 1992 e conservata negli anni dai suoi iniziatori George Bush padre e figlio, il cui obiettivo è sostenere con la forza un mondo unipolare guidato dagli Stati Uniti e impedire l'ascesa di potenze rivali.

Molto di quanto si è fatto dai tempi dell'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq, inclusi i colpi di Stato in luoghi così differenti come l'Ucraina e l'Honduras, o su questioni tanto apparentemente lontane dall'assunto militare come l'estrazione di petrolio, con lo scisto bituminoso utilizzato per farne collassare il mercato, è costituito da azioni premeditate suggerite da questa dottrina.

Questo pensiero neo-conservatore elaborato da un gruppo di ideologi del sistema e apparso qualche mese dopo la scomparsa dell'Unione Sovietica e del campo socialista europeo, mira al consolidamento di un potere unilaterale concentrato a Washington.

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Una proposta di legge del PCF per fare uscire la Francia dalla Nato

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pc franceseda www.assemblee-nationale.fr

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

N° 2939

ASSEMBLÉE NATIONALE
COSTITUZIONE DEL 4 OTTOBRE 1958
QUATTORDICESIMA LEGISLATURA

Proposta di legge riguardante l'uscita della Francia dal Trattato dell'Atlantico del Nord.

Presentata da Jean-Jacques CANDELIER (Pcf), Patrice CARVALHO (Pcf) e Gaby CHARROUX (Pcf),

Motivazioni

Signore e Signori,

un appello plurale è stato lanciato per denunciare la partecipazione della Francia al Trattato dell'Atlantico del Nord (Nato) e per il ritiro delle sue armate dal comando integrato.

Il 21 Maggio 2015, all'Assemblea Nazionale, durante un dibattito intitolato “Può la Francia ritrovare una diplomazia indipendente?”, un vecchio ambasciatore francese e segretario generale del Quai d'Orsay (il Ministero degli Esteri francese) ha dichiarato che la Nato non avrebbe dovuto sopravvivere alla sparizione dell'Urss e alla dissoluzione del Patto di Varsavia.

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L’occidente rinchiuso nella sua fortezza (NATO) a digerire il bottino

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nato meeting auladi Sergio Cararo*
da www.lantidiplomatico.it

La discussione sul ruolo dell'Italia nella Nato e il futuro dell'organizzazione atlantica arriva all'interno del Parlamento italiano

Vedere un convegno che rimette in discussione l’adesione dell’Italia alla Nato in un aula parlamentare, è decisamente uno scenario al quale non eravamo abituati. Merito del Movimento 5 Stelle che venerdi 29 gennaio ha organizzato un incontro nell’aula magna dei gruppi parlamentari di Montecitorio dal titolo significativo: “Se non fosse Nato”.

Introdotto da un breve video che ha ricostruito tutte le nefaste conseguenze della Nato in Italia e delle guerre che attraverso questo apparato hanno coinvolto il nostro paese, il convegno ha visto la partecipazione dell’attivista cattolica irlandese Maired Corrigan Maguire (Premio Nobel per la Pace per il contributo dato al negoziato che ha portato alla fine del conflitto nell’Irlanda del Nord); del reporter e saggista Andre Vltchek (coautore con Noam Chomski di un importante libro), dell’avvocato Claudio Giangiacomo (membro di Ialena e estensore di una legge di iniziativa popolare contro le basi militari). Gli interventi sono stati presentati da Manlio Di Stefano del M5S in Commissione Esteri e sintetizzati da Alessandro Di Battista portavoce del M5S alla Camera. Dopo le relazioni ci sono state delle comunicazioni delle reti e dei comitati impegnati suo territori contro le basi e le servitù militari – da Camp Darby al Muos, dalla Sardegna al dal Molin – e interventi di vari attivisti dei movimenti contro la guerra.

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