Il Partito comunista cinese e i suoi “numeri”

Il Partito comunista cinese e i suoi “numeri”

di Diego Angelo Bertozzi

Secondo quanto riferito dal South China Morning Post, sulla stampa ufficiale di Pechino è aperta la discussione sui “numeri” del Partito comunista cinese. Il professore Zhang Xien dell'Università dello Shandong, ha avanzato sulla colonne del Forum Biweekly Political...

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L'Italia in prima linea per l'attacco nucleare preventivo all'Iran

L'Italia in prima linea per l'attacco nucleare preventivo all'Iran

di Michel Chossudovsky

Bilanci multimiliardari di guerra. I sostenitori della guerra nucleare di "primo colpo" rubano i miliardi dei loro cittadini | il bilancio di ammodernamento del Pentagono...

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Confindustria chiede una banca pubblica

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di Pasquale Cicalese

Il 20 maggio scopri che in Italia ci sono i sovietici; di ritorno dalla sede della Regione Calabria dove rendiconti spese comunitarie, accendi il pc, Vlad Ilic, come al solito, ti ha mandato la rassegna stampa finanziaria, non c'è granché,…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il Partito comunista cinese e i suoi “numeri”

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

pc cina 90 anniversarioSecondo quanto riferito dal South China Morning Post, sulla stampa ufficiale di Pechino è aperta la discussione sui “numeri” del Partito comunista cinese. Il professore Zhang Xien dell'Università dello Shandong, ha avanzato sulla colonne del Forum Biweekly Political Commentary (legato al Quotidiano del Popolo) una proposta di sensibile ridimensionamento del partito che nel 2011 ha festeggiato i novant'anni di vita. Gli attuali 83 milioni di iscritti – la categoria più rappresentata è ancora quella contadina e tra i nuovi ingressi la maggioranza è composta da giovani sotto i 35 anni1 - sono troppi e si dovrebbe istituire un meccanismo di uscita per raggiungere una “quota più ragionevole” di 51 milioni. I tagli - sempre secondo Zhang – dovrebbero colpire la categoria dei “membri onorari” - costituiscono il 20% circa degli iscritti – che per ragioni di età, salute o inattività non riescono più ad attenersi alla linea del partito. Questa misura dovrebbe essere accompagnata da una significativa estensione del periodo di prova per i “membri non qualificati” che non hanno superato prove e valutazioni interne2.

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L'Italia in prima linea per l'attacco nucleare preventivo all'Iran

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di Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

IranNucLBilanci multimiliardari di guerra. I sostenitori della guerra nucleare di "primo colpo" rubano i miliardi dei loro cittadini
 
Mentre il bilancio di ammodernamento del Pentagono per l'opzione nucleare preventiva è di un modesto 10 miliardi di dollari (esclusa la spesa da parte dei paesi NATO), quello destinato al potenziamento dell'arsenale statunitense di "forze nucleari offensive strategiche" tocca quota 352 miliardi in dieci anni (vedi Russell Rumbaugh and Nathan Cohn,"Resolving Ambiguity: Costing Nuclear Weapons", Stimson Center Report, giugno 2012) [1]
 
Queste spese militari multimiliardarie destinate a sviluppare "bombe nucleari più grandi e migliori" sono finanziate dalle imponenti misure di austerità economica attualmente applicate negli Stati Uniti e nei paesi appartenenti alla NATO.
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Confindustria chiede una banca pubblica

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

confindustria sovietIl 20 maggio scopri che in Italia ci sono i sovietici; di ritorno dalla sede della Regione Calabria dove rendiconti spese comunitarie, accendi il pc, Vlad Ilic, come al solito, ti ha mandato la rassegna stampa finanziaria, non c'è granché, lasci perdere, vediamo cosa dice Confindustria. Molti documenti non li puoi leggere, sono riservati alle sedi territoriali, che ovviamente manco calcolano, non hai rapporti con la sede di Crotone, non ne vuoi avere, hai il ricordo dei miliardi truffati degli incentivi a fondo perduto donati a partire dal 1992, mille miliardi di lire in dieci anni solo a Crotone mangiati da commercialisti, professionisti e da quel che il proletariato crotonese ha definito "i prenditori". Chissà perché da queste parti sbattono in galera manovalanza della 'ndrangheta e gente che per campare vende e coltiva marjuana, mentre per gli altri vige l'impunità più assoluta. Ah, la maria! Se la legalizzassero...i terreni da queste parti li fittano a poche lire, sono abbandonati, i paesani sono emigrati in Germania, se fosse legalizzata in culo al lavoro salariato, alla disoccupazione, alla miseria e all'emigrazione.

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Salvate il soldato Letta

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di Tommaso Di Francesco, il Manifesto

enrico letta spinetoVolete ridere? Nella telefonata di lunedì a Enrico Letta il presidente Obama tra le altre cose ha chiesto espressamente aiuto all’Italia per «salvare la Libia dal caos», cioè dalla crescente instabilità per l’avanzata delle milizie islamiche integraliste. Parole tragiche. Come se non fosse stato l’intervento «umanitario» di Nato, Usa e Francia (con bombardieri e migliaia di consiglieri militari) in soccorso degli insorti libici, per buona parte jihadisti, a far cadere Gheddafi nell’autunno 2011.

Sembrano così incredibilmente materializzarsi i fantasmi evocati proprio dal raìs poco prima di soccombere: «State aiutando i nemici dell’Occidente…ve ne pentirete».
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Club Bilderberg e classe capitalistica transnazionale. Un libro di Domenico Moro

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di Alexander Höbel

club bilderberd copertinaSul Gruppo Bilderberg e organismi affini è fiorita in questi anni una letteratura di taglio “complottistico” che, per quanto attraente per molti lettori, di fatto non favorisce una reale comprensione del fenomeno. In una direzione diversa va invece il libro di Domenico Moro (Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo, Aliberti 2013), che colloca la questione in un quadro più ampio, quello dell’attuale fase della storia del capitalismo e delle dinamiche della lotta di classe; Moro insomma affronta il problema da un punto di vista marxista.

Se il titolo e il cuore del libro riguardano il Club Bilderberg (cui si aggiunge la più giovane Trilateral), sullo sfondo ci sono questioni più complessive, il ruolo delle élite (e del “ritorno delle élite” parla anche l’ultimo libro di Rita di Leo), i caratteri dell’attuale oligarchia capitalistica trans-nazionale, le forze di classe in campo e gli scontri in atto sul piano globale, la questione della democrazia e della sua crisi.

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Ungheria: la caccia alle streghe anticomunista si scatena nel cuore dell'Unione Europea

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da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

pc ungheria munkaspartI comunisti, costretti a cambiare nome al loro partito, lanciano un appello perché si faccia conoscere al mondo l'offensiva liberticida del governo ungherese, che si propone di cancellare persino la memoria della Resistenza antifascista.

Ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo

Compagni,

Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese ha svolto il suo 25° Congresso Straordinario l'11 maggio 2013.

Abbiamo cambiato il nome del partito. Il nostro partito in futuro si chiamerà Partito dei Lavoratori Ungherese.

Il cambio del nome del partito non significa alcun cambiamento politico né ideologico. Vogliamo continuare apertamente la nostra lotta contro il capitalismo, e non essere costretti all'illegalità. Per questo il congresso ha modificato il nome del partito per permettere la sua registrazione come Partito dei Lavoratori Ungherese. Sebbene cambi il nostro nome, i nostri principi non mutano. Continuiamo ad essere un partito marxista-leninista e comunista in lotta contro il capitalismo.

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Muos, Niscemi resiste all’impero

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di Manlio Dinucci, il manifesto, 21 maggio 2013

no-muos scartoLa Lockheed Martin – compagnia aerospaziale e di «sicurezza globale» con 120mila dipendenti e vendite nette per 50 miliardi di dollari annui – ha appena consegnato il secondo satellite Muos a Cape Canaveral, da dove sarà lanciato a luglio. Il primo satellite è già operativo dal 2012. L’intera costellazione di quattro satelliti di questo nuovo sistema di comunicazioni della U.S. Navy sarà in orbita entro il 2015. 

Intanto la General Dymanics – altro gigante dell’industria bellica, con 90mila dipendenti e vendite annue per oltre 30 miliardi di dollari – costruisce le quattro stazioni terrestri del Muos: due in territorio Usa, in Virginia e nelle Hawaii, una in Australia e una in Sicilia. Dotata ciascuna di tre grandi parabole di 18 metri di diametro. 

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18 maggio: lezioni di lotta e di prospettiva

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di Fosco Giannini

sangiovanni pdci bandiereSono gli anni ’80, e in Italia, assieme alle spinte volte alla cancellazione del PCI e alla “normalizzazione” – gialla e moderata - della CGIL, si fa strada un’altra concezione, una “nuova” parola d’ordine : “Siamo alla fine storica della classe operaia”. Non tutti, allora, riuscirono a mettere insieme le questioni e capire che vi era un nesso – sociale e ideologico – profondo tra il progetto di liquidazione del PCI, il depotenziamento della natura di classe della CGIL e il tentativo di ratificare “ la fine della classe operaia”. L’insieme delle tre questioni, in verità, tendeva a cancellare il punto di vista di classe in Italia, consegnando al solo capitale la conduzione della lotta di classe. Progetto, peraltro, riuscito.

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I venti di guerra esigono la mobilitazione per la pace e contro la strategia criminale dell'imperialismo.

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di Ângelo Alves, della Commissione politica del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

soldato silhouette tramontoTraduzione di Marx21.it

Gli ultimi attacchi dell'aviazione israeliana contro la Siria sono un atto di guerra e un altro elemento esplosivo nella situazione del Medio Oriente. Meritano la più viva condanna da parte di chi difende il diritto internazionale, la sovranità e l'integrità territoriale delle nazioni e lotta per la pace. Perpetrati nei pressi di Damasco contro diversi obiettivi militari, e con rapporti che indicano la possibilità che siano state usate armi all'uranio impoverito, questi attacchi non rappresentano le uniche azioni provocatorie, illegali e criminali del regime sionista. Oltre a un simile attacco realizzato nel gennaio di quest'anno, nelle ultime settimane si sono ripetuti attacchi contro la Palestina, violazioni dello spazio aereo libanese e siriano, incursioni e provocazioni militari nel Sud del Libano e minacce contro l'Iran. Possiamo allora dire che tali attacchi sono anche un elemento della campagna permanente di provocazione di Israele contro i suoi vicini. Lo sono. Ma sono anche qualcosa di più. Il quadro in cui si realizzano e lo scenario militare e politico ci pongono di fronte a un altro livello della strategia imperialista di aggressione e possibile “balcanizzazione” della Siria.

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A Bologna una battaglia referendaria in difesa della Costituzione, dei diritti sociali e della democrazia

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di Fabio Besia insegnante, Federazione PdCI Bologna

«La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Articolo 33 della Costituzione Italiana

«Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?

A) utilizzarle per le scuole comunali e statali

B) utilizzarle per le scuole paritarie private»

Quesito del referendum consultivo comunale bolognese del 26 maggio 2013

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Espansione mondiale della NATO nell'era del dopo Guerra fredda

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di Rick Rozoff, Stop NATO | globalresearch.ca

soldato carro silhouetteTraduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Uno degli sviluppi più significativi del periodo post-guerra fredda, e certamente il più inquietante, è la trasformazione della North Atlantic Treaty Organization (NATO), blocco militare creato dagli Stati Uniti durante la genesi della Guerra fredda nel 1949, in un'organizzazione che è cresciuta fino a includere la totalità dell'Europa, che ha ampliato le partnership militari in tutto il mondo e condotto la guerra in tre continenti. Nel 2006 Kurt Volker, a suo tempo nel Dipartimento di Stato e due anni dopo ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, rivendicava che l'anno precedente la NATO era stata "impegnata in otto operazioni contemporanee in quattro continenti".

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