Roma, 20 dicembre 2014 - Ricostruire il Partito Comunista

Roma, 20 dicembre 2014 - Ricostruire il Partito Comunista

20-12-2014

Presentazione dell'appello per la ricostruzione del Partito Comunista

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“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

da prensapcv

Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, compagno Raul Castro, il giorno 17 dicembre, in merito alla liberazione dei tre antiterroristi ...

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Cuba vince!

Cuba vince!

di Francesco Maringiò

Quella giunta oggi è una notizia che farà piacere a tutti gli amici di Cuba e della giustizia. Dopo un lungo colloquio telefonico tra Obama e Raul Castro si è annunciata l’apertura di una pagina nuova e storica nelle relazioni…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

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dichiarazione del Partito Comunista del Venezuela
da prensapcv.wordpress.com | Traduzione di Marx21.it

cuba bandiere 580x385La liberazione di tutti gli antiterroristi cubani

Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, compagno Raul Castro, il giorno 17 dicembre, in merito alla liberazione dei tre antiterroristi cubani – del gruppo dei Cinque – che si trovavano ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti da 16 anni, e che sono ritornati in patria, L'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha espresso la sua soddisfazione per quella che ha definito come una nuova vittoria del popolo cubano, della sua Rivoluzione e della solidarietà internazionale di fronte all'imperialismo nordamericano.

L'Ufficio Politico del PCV, attraverso l'Ambasciata di Cuba in Venezuela, ha fatto pervenire il suo saluto e le congratulazioni al Governo, al Partito Comunista di Cuba, alle organizzazioni di massa, alla classe lavoratrice e a tutto il popolo cubano per la straordinaria dimostrazione di forza offerta dalla sua dignità e fermezza, consolidate nel corso di 56 anni di Rivoluzione e in presenza di undici presidenti statunitensi.

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La solidarietà dei comunisti di tutto il mondo con la lotta dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi

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Latin-America-Collage-by-Susana-Saporitida www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

La risoluzione è stata sottoscritta da 40 partiti comunisti e operai. Dall'Italia le adesioni di PdCI e PRC

Nella nuova ondata bellicista e reazionaria si inserisce la controffensiva neoliberale contro l'America Latina e i Caraibi, il cui obiettivo principale è attaccare i processi progressisti della regione che promuovono politiche sociali e di difesa dei loro interessi sovrani, come anche i processi di integrazione economica, politica e sociale a favore degli interessi del popolo.

Per nessuno è un segreto che l'imperialismo abbia dato priorità alle azioni sovversive, appoggiandosi sui suoi strumenti tradizionali di ingerenza, dalla CIA fino all'USAID. Come pure su settori delle borghesie nazionali strettamente legati al capitale nordamericano.

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Cuba vince!

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di Francesco Maringiò, vice responsabile Esteri PdCI

cheguevara cubada www.comunisti-italiani.it

Quella giunta oggi è una notizia che farà piacere a tutti gli amici di Cuba e della giustizia. Dopo un lungo colloquio telefonico tra Obama e Raul Castro si è annunciata l’apertura di una pagina nuova e storica nelle relazioni tra i due paesi: Cuba non viene più considerato un paese terrorista, i cittadini statunitensi potranno viaggiare liberamente nell’isola ribelle e, soprattutto, si sono poste le basi per togliere il blocco economico, commerciale e finanziario che strangola l’isola caraibica e, nell’ambito di uno scambio di prigionieri, 3 dei 5 eroi cubani ancora detenuti nelle carceri Usa, tornano in libertà.

Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che Cuba vince una delle sue battaglie più importanti e difficili e tutte le implicazioni operative di questa svolta segnano un punto a favore dell’isola ribelle.

La scelta di Obama di ristabilire relazioni diplomatiche con L’Avana (erano state interrotte nel 1961 a seguito della vittoria della rivoluzione) e di dare vita a “negoziati rapidi, per una riapertura dell’ambasciata Usa in tempi stretti”, segna una svolta epocale perché apre concrete possibilità di messa in discussione del bloqueo, vero e proprio atto di guerra nei confronti della popolazione e del governo rivoluzionario che, in questi decenni, ha dovuto fare fronte ad un assedio incessante rispetto al commercio, alla finanza ed al turismo, con gravi ripercussioni sulla sua economia.

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Cina e Russia dopo i vertici dell'APEC e del G-20

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cinarussia cartadi Raul Zibechi*

da ALAI, America Latina en Movimiento

Traduzione di Marx21.it

“Asia per gli asiatici” è il titolo dell'articolo del prestigioso Foreign Affairs, nel quale Gilbert Rozman spiega che l'amicizia sino-russa è destinata a continuare. Non si tratta di un articolo qualsiasi, scritto da un giornalista mediocre in un media di secondo piano. Rozman è professore di sociologia nella Princeton University, autore di numerosi saggi e libri sull'Asia, compreso l'ultimo Il pensiero strategico cinese per l'Asia (1).

Le due potenze condividono alcune visioni che Rozman descrive nel dettaglio:“hanno sfidato l'ordine internazionale, sostenendosi reciprocamente sul piano diplomatico nel confronto su Ucraina e Hong Kong” e, ciò che appare ancora più rilevante, “sono d'accordo sul fatto che l'ordine geopolitico dell'Oriente debba opporsi a quello dell'Occidente, il che ha influenzato significativamente le relazioni bilaterali”.

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Cina e Santa Sede... e Hong Kong

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papapiazzadispagna-640x426di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

La decisione del Pontefice di non incontrare il Dalai Lama va accolta positivamente, come segnale di uno smarcamento parziale dalla onnipresente campagna anti-cinese e come conferma del progressivo mutamento degli equilibri internazionali e della centralità politica ed economica dell’Asia orientale. Tra Pechino e il Vaticano è in atto un processo di riavvicinamento dopo la rottura consumatasi con la vittoria comunista nella guerra civile e la fuga di molti missionari cattolici a Taiwan al seguito dei nazionalisti del Kuomintang, ma saranno molte le contraddizioni da affrontare per raggiungere una "normalità" nei rapporti, diverse le tensioni che possono riemergere improvvisamente, come hanno dimostrato le proteste di Occupy Central a Hong Kong.

Le gerarchie cattoliche non ufficiali (il cardinale J. Zen, nominato da Giovanni Paolo II) hanno appoggiato la cosiddetta "Umbrella revolution", vale a dire la messa in discussione della centralità del Partito comunista, gruppi di preghiera hanno partecipato direttamente alle occupazioni e alle manifestazioni e diverse chiese hanno agito da appoggio logistico oltre che “spirituale”. Joseph Chan, professore di scienze politiche all’Università cinese di Hong Kong e sostenitore delle proteste, ha persino parlato di assoluta inconciliabilità tra fedeli cattolici e governo comunista: "I cristiani, per definizione, non si fidano dei comunisti. I comunisti sopprimono cristiani ovunque si trovino”.

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I partner della Nato allargata

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amman nato conferencedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

È tempo di anniversari per la Nato. Ad Amman (Giordania), il 9-10 dicembre, sono stati celebrati i venti anni del «Dialogo mediterraneo». Presenti il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e i 28 rappresentanti del Consiglio nord-atlantico, insieme agli ambasciatori dei 7 paesi partner: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Marocco, Mauritania e Tunisia.

Tre anni fa, ha ricordato Stoltenberg, «durante l’operazione diretta dalla Nato per proteggere il popolo della Libia, sia la Giordania che il Marocco hanno dato importanti contributi militari: ciò è stato reso possibile da anni di cooperazione militare tra i nostri paesi». Il «Dialogo mediterraneo» prevede infatti la formazione di ufficiali dei paesi partner alle accademie militari Nato, tra cui il «Defense College» di Roma, e quella di forze speciali da parte di «Squadre mobili di addestramento» inviate in loco dalla Nato.

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Non c’è Sinistra senza un Partito Comunista

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Warholdi Alessandro Pascale
da prcardizzone.org

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sul futuro dei comunisti in Italia

Da diversi anni il dibattito politico tra i comunisti si arroventa attorno al problema di come unire le forze disperse della sinistra. La questione è quasi sempre mal posta. Non stupisce quindi che le soluzioni proposte (Arcobaleno, FdS, Ingroia, ora Altra Europa…) siano state parziali o inadatte, tanto da trascinare anche la sinistra (comunista e non) nella fiducia e consenso di cui soffre il ceto politico italiano. A seconda delle mode e della convenienza si esaltano modelli politici stranieri molto difformi tra loro come Front de Gauche, Linke, Izquierda Unida, Syriza ed in tempi recentissimi Podemos, salvo poi esultare e rivendicare i risultati delle forze comuniste del Giappone, della Repubblica Ceca, della Russia o del Portogallo, realtà sopra il 10% che attestano la validità del modello del partito comunista anche in condizioni di capitalismo avanzato.

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Forte avanzata del Partito Comunista Giapponese: un risultato che ha un valore generale

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Un commento di Fausto Sorini, responsabile esteri PCdI

pc giappone bandieraLe elezioni politiche del 14 dicembre in Giappone hanno visto la riconferma della larga maggioranza di centro-destra raccolta attorno al premier uscente Abe Shinzo, che ha ottenuto 318 seggi (su 475) nella Camera Bassa del Parlamento: uno in più della maggioranza di due terzi necessaria per le modifiche costituzionali cui puntava e per rimettere mano alle leggi respinte dalla Camera Alta. Ciò grazie anche ad una legge elettorale maggioritaria (con una quota proporzionale), imperniata su collegi uninominali a turno unico che premiano i grandi partiti o coalizioni; e con un astensionismo record del 48% (+7%), il più alto del dopoguerra. 

Buona parte dei seggi andati all'opposizione sono stati conquistati dal Partito Democratico (una specie di Ulivo giapponese), che ha conquistato 73 seggi (+11).

La legge elettorale giapponese (a turno unico) prevede che i 475 membri della Camera bassa siano eletti con un sistema misto che permette di effettuare due voti per ogni elezione: il primo per un candidato del proprio distretto e il secondo per uno dei vari partiti, ciascuno dei quali presenta una lista di candidati per ognuna delle 11 circoscrizioni “regionali”. Quindi, 295 parlamentari vengono eletti dai distretti, mentre 180 seggi vengono assegnati proporzionalmente a ciascun partito sulla base dei risultati ottenuti in ciascuna circoscrizione.

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Ciao Bianca, bella ciao

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Bianca---foto-di-Rossa-Rivoluzionedi Alex Höbel e Milena Fiore

Addio a Bianca Bracci Torsi

Dopo aver lottato per vari mesi con una terribile malattia, Bianca Bracci Torsi ci ha lasciato. Accanto a lei, fino alla fine, le compagne e i compagni. Così del resto è stata tutta la sua vita. Bianca era una comunista a tutto tondo, il suo comunismo era una condizione esistenziale prima ancora che politica.

Sono nata nel 1931 in una famiglia borghese – ricorderà –, anzi capitalista, mio padre era un industriale, antifascista, ma in un modo che ha rischiato di farmi diventare fascista. Le sue critiche al regime erano soprattutto rivolte al populismo e alle manifestazioni esteriori che giudicava ‘di cattivo gusto’. Imprecava contro il sabato fascista perché ‘bisogna andare a fare i burattini in camicia nera’, ma soprattutto lo irritava il fatto che capo manipolo fosse un calzolaio: ‘non posso certo sopportare i comandi di un ciabattino’. ‘Perché no?’, pensavo io, e a volte dicevo ‘magari il ciabattino è più bravo di te’. Mi salvò l’idraulico che veniva a fare i lavori a casa. Si chiamava Vessillo, perché, nato nel 1918 i suoi avevano deciso di mettergli nome Vassilij, ma l’impiegato all’anagrafe dovette italianizzarlo e scelse l’assonanza. Parlavo molto con lui e mi meravigliò sapere che era antifascista come mio padre, chiesi spiegazioni, e lui mi prestò, con molte raccomandazioni, un libro proibito: La madre di Gorki, stupendo, lo rileggo ancora. ‘Questa donna è stata brava’, gli dissi, ‘lo farei anche io’. Rispose: ‘Vuol dire che sei comunista come me. Ma non si deve dire’. Avevo dieci anni e finalmente sapevo [link].

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Un altro segnale del fascismo che avanza in Europa

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boots skinheadEpisodi come quello dell'arresto a Tallin di Giulietto Chiesa - a cui va la piena solidarietà del nostro sito - da parte di autorità che, senza alcun pudore, glorificano le Waffen SS estoni, ci mettono di fronte drammaticamente alla realtà di una Unione Europea che ha sdoganato il nazi-fascismo e che utilizza gli eredi delle belve hitleriane per i suoi interessi imperialisti, anche in preparazione di nuove guerre.

Occorre finalmente che, non solo la sinistra che in alcune sue componenti assiste silenziosa o indifferente a quanto accade da quelle parti, ma l'intero movimento antifascista del nostro paese ne prenda coscienza e adotti tutte le misure necessarie di mobilitazione per fermare questa deriva.

Prima che sia troppo tardi.

La redazione di Marx21.it

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Giulietto Chiesa e le vesti della libertà

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giuliettochiesa primopianodi Pino Cabras | da megachip.globalist.it

Giulietto di nuovo libero, ma il Cuore Nero dell'Occidente non vuole spiegare l'arresto in Estonia. Un'Europa da rovesciare usando di nuovo i diritti.

Giulietto Chiesa è stato dunque rilasciato, ma non ha ancora ricevuto dalle autorità dell'Estonia un'esauriente spiegazione dei motivi per i quali è stato arrestato. C'è un decreto di espulsione, dicono. L'ha emanato ad personam il governo di un paese membro dell'Unione europea: senza nessuna accusa formulata in nome di una qualche fattispecie di reato. Si è voluto colpire un cittadino di quella stessa Unione europea, una personalità pubblica nel pieno dei suoi diritti politici e di parola, da sempre proclamati come il miglior primato dell'Europa.

In teoria, tutti hanno quei diritti, ma vengono usati poco e sempre meno. Per i diritti funziona al contrario dei vestiti: meno li usi più si sgualciscono. Giulietto indossa invece tutte le sfumature del diritto di parola e perciò mostra la veste integra della libertà, che spicca in mezzo a un sistema dell'informazione ormai agli stracci. Questa veste - a qualcuno - è sembrata troppo intatta. 

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Arrestato Giulietto Chiesa: si muovano le Istituzioni italiane

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chiesa primopianoda www.comunisti-italiani.it

In un Paese come l’Estonia, il cui governo ha recentemente rivalutato il ruolo svolto dai battaglioni delle SS durante l’occupazione nazista, anche con monumenti e commemorazioni ufficiali, non sorprende che un giornalista come Giulietto Chiesa sia considerato “persona non grata”.

Chiediamo formalmente al governo italiano e al suo Ministero degli Esteri un intervento ufficiale presso le autorità estoni a tutela di un nostro connazionale.

Fausto Sorini, segreteria nazionale PCDI e responsabile affari esteri

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La formazione come base per una riforma economica orientata alla produzione ad alto valore aggiunto

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soldi-svizzera-corbis-130di Massimiliano Ay, Segretario del Partito Comunista della Svizzera Italiana

#politicanuova,
Quadrimestrale di approfondimento del Pc della Svizzera Italiana

Al di là delle cifre sulla quantità di lavoratori frontalieri presenti sul nostro territorio, il dato politico che ci deve interessare è il fatto che essi risultano attivi professionalmente in settori economici tendenzialmente a basso valore aggiunto. Ovviamente assistiamo anche a una “fuga di cervelli” dall'Italia che vanno a sopperire lacune in settori di punta nella Svizzera italiana, ma la grande maggioranza dei lavoratori frontalieri non si scosta da quanto sopra. Ciò ci deve spingere alla riflessione e come marxisti dobbiamo capire come delineare una via d’uscita da questa impasse dove l’effetto di sostituzione della manodopera locale con operai più facilmente ricattabili sta creando un serio malessere sociale a tutto vantaggio dell’estrema destra.

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Ma che fine ha fatto l'ISIS?

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ISIS-puppet-shopa cura della Redazione di Sibialiria

Ma che fine ha fatto l’ISIS (alias ISIL; alias Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria; alias  Stato Islamico dell'Iraq e al-Sham; alias Stato Islamico dell'Iraq e del Levante…)?

Fino a non molte settimane fa, questa famigerata organizzazione (“100.000 combattenti”) comandata dal famigerato Abu Bakr Al Baghdadi (incredibilmente scarcerato dagli USA, dopo appena cinque anni di detenzione nella prigione di Camp Bucca, in Iraq, nonostante avesse fatto sgozzare centinaia di persone), considerata, addirittura una minaccia per l’umanità, era nei titoli di testa di tutti i telegiornali. Non parliamo poi di Internet dove le bufale, per identificare in questa organizzazione qualcosa di diverso dai “ribelli” dichiaratamente al soldo dell’Occidente, si sprecavano; non parliamo poi della “compagneria” che in nome della lotta all’ISIS arrivava a invocare i bombardamenti occidentali, scivolando, in alcune manifestazioni, nel ridicolo); non parliamo poi delle “notizie” che davano l’ISIS in procinto di occupare Bagdad; non parliamo poi dell’invio da parte dei governi occidentali (incluso il nostro) di contingenti militari e armi per arrestare la trionfale avanzata di questo mostro chiamato ISIS.

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I comunisti australiani: “Abbiamo il dovere di sostenere alternative all'imperialismo, quali BRICS e ALBA”

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vinnie-molinada www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Intervento di Vinnie Molina, Presidente del Partito Comunista di Australia al 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Prima di esprimere valutazioni sul tema in discussione, mi sia permesso di ringraziare il Partito Comunista dell'Ecuador per avere ospitato questo 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. Sono orgoglioso di far parte della classe operaia australiana, di avere un'origine latinoamericana e di avere assunto un ruolo nella dirigenza del Partito Comunista di Australia. Cambiamenti radicali hanno avuto luogo in America Latina nell'ultimo quindicennio. Come caratterizzare questi cambiamenti è oggetto di un certo dibattito e anche di polemica nel nostro movimento, ma è innegabile che i cambiamenti profondi, progressisti che si sono realizzati richiedono la nostra attenzione e rispetto. A questi cambiamenti guardano milioni di persone in tutto il mondo. E' utile per noi che viviamo fuori di quell'area approfondire la conoscenza di questi processi.

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L'Italia polo europeo degli F-35

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f35v uomodi Manlio Dinucci
da il manifesto, 13 dicembre 2014

La scelta del Pentagono annunciata dalla Pinotti

Mentre l’Italia sprofonda nella crisi e i lavoratori scendono in piazza contro il governo, la ministra della Difesa Roberta Pinotti annuncia trionfante «l’Italia ce l’ha fatta»: è stata scelta dal Pentagono quale «polo di manutenzione dei velivoli F-35 schierati in Europa, sia di quelli acquistati dai paesi europei sia di quelli Usa operanti in Europa». L’annuncio è stato dato dalla Pinotti al termine di un incontro con l’ambasciatore statunitense a Roma, John Phillips, che le ha trasmesso la decisione del Pentagono. Decisione in realtà scontata in quanto, come ricorda la stessa Pinotti, l’impianto Faco di Cameri (Novara) è stato concepito fin dall’inizio per ospitare sia le attività di assemblaggio e collaudo che quelle di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento del caccia F-35.

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Nuovo soggetto della sinistra e dei democratici. Una proposta che non condivido

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prc bandiere 1di Bruno Steri | da www.lacittafutura.it

Pubblichiamo per una migliore conoscenza del dibattito in corso nel Prc

Cerco qui di spiegare sinteticamente perché non condivido la proposta di un “nuovo soggetto politico della sinistra e dei democratici” (per usare la formulazione di Marco Revelli). Tengo presente la bozza di appello dello stesso Revelli, il contributo di Ramon Mantovani recentemente diffuso in rete e l’intervento conclusivo di Paolo Ferrero alla riunione dei segretari di circolo del centro Italia. 

C’è un punto dell’intervento di Ramon che ritengo di fondamentale importanza e che condivido, ancorchè io dissenta sulla conclusione, che trovo sbagliata e, per certi versi, persino in contraddizione con la prima parte del ragionamento. Anche a me è capitato più volte di evidenziare la trappola elettorale e istituzionale in cui l’avversario di classe ci ha costretto a competere.

Puntualmente, ad ogni scadenza elettorale, ci siamo divisi tra “opportunisti” e “massimalisti”, a seconda che si sia inteso marcare la nostra alternatività al quadro politico esistente, la “diversità” dei comunisti, o viceversa la necessità di non isolarci, di evitare la mera testimonianza e l’impossibilità di arrivare a risultati che da soli non eravamo in grado di conseguire.

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America del Sud: integrazione e convergenza

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unasur bandiereda www.alainet.org | Traduzione di Marx21.it

ALAI, America Latina en Movimiento

Il vertice dei capi di Stato e di Governo di UNASUR

“Quito si è trasformata di fatto nella capitale dell'integrazione”, ha dichiarato Inacio Lula da Silva al seminario internazionale Integrazione e Convergenza nell'America del Sud, prima del Vertice dei Capi di Stato e di Governo di UNASUR, che hanno inaugurato la nuova sede dell'entità nella capitale ecuadoriana, il 5 dicembre.

Il seminario (svoltosi a Guayaquil il 3 e 4 dicembre, e organizzato dal ministero degli esteri ecuadoriano, UNASUR e l'Istituto Lula) è iniziato con l'intervento del nuovo segretario generale dell'Unione delle Nazioni Sudamericane, Ernesto Samper, che ha sottolineato la necessità di esplorare nuove formule di convergenza e integrazione tra i paesi dell'America Latina e dei Caraibi in aree come la solidarietà, la complementarietà e la politica, in base al principio che “tutti siamo uguali, ma quelli che hanno di più devono dividerlo con quelli che hanno meno”.

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