Fronte del Nord

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Cosa sta succedendo nei paesi baltici? Chi sta preparando lo scontro? Ma a quanto pare la russofobia non paga. Un documentario esclusivo dai risvolti sorprendenti prodotto da Pandora TV

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La bellicosa retorica della NATO incoraggia il fascismo in Ucraina

La bellicosa retorica della NATO incoraggia il fascismo in Ucraina

di Alex Gordon

Alex Gordon, del Comitato di Solidarietà britannico con la Resistenza Antifascista in Ucraina analizza le ragioni e le conseguenze della terrificante rinascita dell'estrema destra fascista in Ucraina (e in altri paesi ex sovietici)

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Il PCdI a sostegno della mobilitazione No MUOS

Il PCdI a sostegno della mobilitazione No MUOS

di Fausto Sorini

Rigettata la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocatura dello stato. Secondo il CGA (Consiglio giustizia amministrativa per la regione Sicilia) non ci sono i presupposti per sospendere gli effetti della sentenza del Tar che ha bloccato i lavori del Muos ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Fronte del Nord

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Cosa sta succedendo nei paesi baltici? Chi sta preparando lo scontro? Ma a quanto pare la russofobia non paga. Un documentario esclusivo dai risvolti sorprendenti prodotto da Pandora TV

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La bellicosa retorica della NATO incoraggia il fascismo in Ucraina

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ukraine soldatidi Alex Gordon
da www.morningstaronline.co.uk

Traduzione di Marx21.it 

Alex Gordon, del Comitato di Solidarietà britannico con la Resistenza Antifascista in Ucraina analizza le ragioni e le conseguenze della terrificante rinascita dell'estrema destra fascista in Ucraina (e in altri paesi ex sovietici).

La bellicosa retorica anti-russa dei leader della NATO e dell'UE – tra cui spiccano i ministri del governo britannico – sta conducendo alla rinascita del fascismo revanscista in Europa centrale e orientale.

I prestiti del FMI apparentemente destinati a uno stato ucraino in bancarotta in realtà pagano eserciti privati che abbracciano il nazionalismo di estrema destra sotto il controllo di oligarchi ucraini.

La rapida ascesa di neonazisti dichiarati attraverso i principali partiti politici dell'Ucraina e l'integrazione di noti fascisti nelle posizioni chiave dello stato  non è casuale.

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Il PCdI a sostegno della mobilitazione No MUOS

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no-muosdi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

Rigettata la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocatura dello stato. Secondo il CGA (Consiglio giustizia amministrativa per la regione Sicilia) non ci sono i presupposti per sospendere gli effetti della sentenza del Tar che ha bloccato i lavori del Muos. Una sentenza ottima, anche dal punto di vista delle motivazioni. Pertanto la situazione rimane immutata: il cantiere è sotto sequestro ed è abusivo e illegittimo. Continuiamo quindi la mobilitazione, fino al completo smantellamento della base della morte di Niscemi.

A questo proposito il PCdI invita tutti i suoi militanti, in particolare in Sicilia, a fare ogni sforzo per sostenere in tutti i modi – anche con prese di posizione nelle istituzioni locali in cui siamo presenti o con cui abbiamo relazioni positive – questa mobilitazione. Essa ha un valore strategico nazionale e internazionale nella lotta contro la guerra e il sistema di guerra.

Invitiamo tutte le forze presenti nel GUE-NGL al Parlamento europeo a fare ogni sforzo di sostegno a questa mobilitazione. Sarebbe un’ottima occasione per dimostrare coerenza tra parole e fatti.

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Cina-Taiwan: Presidenziali, movimenti colorati e spinta all'indipendenza

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TAIWAN - 1110 - Campagnadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Nel panorama politico taiwanese, ormai proiettato alle legislative e presidenziali del 2016, non ci agiscono sono i nazionalisti del KMT e i democratici del DPP (Partito democratico progressista). Quest'ultimo, reduce dal successo delle elezioni amministrative, è dato come grande favorito. Sui tradizionali equilibri politici sembra farsi sentire sempre più l'influenza di quello passato alla storia come il "movimento dei Girasoli" (il colore giallo identificava il movimento) che giusto un anno fa aveva organizzato l'occupazione del parlamento della "provincia ribelle" per bloccare un nuovo accordo economico con la Cina continentale; accordo che agli occhi degli attivisti avrebbe potuto erodere l'identità politica indipendente dell'isola-Stato. Alcuni dei suoi principali esponenti, o illustri simpatizzanti, gravitano attorno al Partito democratico progressista (DPP) - il partito che in un passato recente aveva mostrato posizioni indipendentiste - fungendo da bacino sociale ideale per il suo rinnovamento anche dal punto di vista generazionale; altri, invece, come l'accademico Yan Fu, si presentano tra i fondatori di partiti come quello socialdemocratico (SDP) oppure, da militanti dei diritti umani, del New Power Party.

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"Sarà l'Europa a subire le più pesanti conseguenze di quanto sta accadendo in Ucraina”

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Oles-Buzina-in-Kiev 1429188059005211 v0 ldi Ghennady Zyuganov | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, commenta l'ondata di omicidi politici che sta travolgendo l'Ucraina 

Non passa giorno che nella rassegna delle notizie non ci sia segnalazione di atrocità commesse contro oppositori politici da parte dell'autoproclamato potere di Kiev. Ieri all'ingresso di casa sua è stato ucciso l'organizzatore dell'Antimajdan Oleg Kalashnikov. Oggi è stato assassinato a colpi di arma da fuoco anche l'attivista Oles Busina, noto per il suo atteggiamento critico nei confronti della leadership ucraina. In ragione del deterioramento della situazione socio-economica le autorità marrone-arancio continuano a ripulire il campo politico da coloro che possano offrire un'alternativa  al disastroso corso della giunta filo-americana.

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Pietro Secchia: un ruolo di primo piano nell’antifascismo, la Resistenza e la Costituzione

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secchia pietrodi Sergio Ricaldone

LA RESISTENZA ACCUSA - Pietro Secchia antifascista, partigiano, comunista, Torino, 16 aprile 2005

Nel 70° anniversario della vittoria del movimento di Liberazione in Italia, ci sembra doveroso ricordare una dei dirigenti comunisti che più hanno contribuito all'organizzazione della Resistenza partigiana. Lo facciamo proponendo il pregevole intervento che l'indimenticabile compagno Sergio Ricaldone pronunciò nel corso del convegno organizzato a Torino da "Nuovi Partigiani della Pace", il 16 aprile 2005.

Ci sono tre elementi della storia italiana contemporanea che sono inseparabili dalla storia del comunismo e dal partito che lo ha rappresentato: sono l’antifascismo, la Resistenza e la Costituzione repubblicana. Questi tre passaggi storici si sono materializzati nel modo e col peso che conosciamo grazie all’esistenza del PCI e dei gruppi dirigenti che questo partito ha saputo esprimere.

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"Cuba continuerà a difendere le idee per le quali il nostro popolo ha sopportato i maggiori rischi e sacrifici"

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raulcastro panamaDiscorso del Generale d'Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, nel VII Vertice delle Americhe, Panama, 11 aprile del 2015

Raúl Castro Ruz | granma.cu

Era ora che io parlassi qui a nome di Cuba.
Mi hanno informato al principio che potevo fare un discorso di otto minuti; anche se ho fatto un grande sforzo con il mio ministro degli Esteri per ridurlo a otto minuti e dato che mi devono sei Vertici dai quali ci avevano escluso, 6 per 8 fa 48 (risate e applausi). Ho chiesto il permesso al presidente Varela, poco prima di entrare in questo magnifico salone perchè mi concedessero qualche minuto di più, soprattutto dopo tanti discorsi interessanti che stiamo ascoltando e non mi riferisco solo al presidente Obama, ma anche al presidente ecuadoriano, Rafael Correa, alla Presidentessa Dilma Rousseff e ad altri.
Senza altri preamboli comincerò.

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A 70 anni dalla Liberazione

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nato blooddi Andrea Catone

Editoriale per il nuovo numero della rivista MarxVentuno (PDF)

Ricorre quest’anno il 70° anniversario della Liberazione e della vittoria dei popoli sul nazifascismo. È compito dei comunisti e di tutti gli antifascisti dare il massimo risalto a questa ricorrenza. Non certo per fare un’operazione nostalgica o retorica, ma per agire sul terreno fondamentale della lotta ideologica e culturale, che necessariamente accompagna l’azione politica.

Crisi capitalistica, guerra sociale e guerra guerreggiata

Il nostro Paese e i popoli d’Europa vivono tempi particolarmente bui. 

All’interno, è in atto una spietata guerra di classe condotta dalle oligarchie finanziarie dell’Unione europea contro il proletariato (preferiamo ancora ricorrere a questo termine classico, perché comprende l’insieme degli sfruttati sottoposti al giogo del capitale). 

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L'America Latina afferma la sua sovranità di fronte agli Stati Uniti

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Panama cumbre 2015Editoriale diVermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

La lotta per l'emancipazione dei popoli e delle nazioni delle Americhe ha vissuto negli ultimi giorni un episodio di trascendenza storica. Si è svolto, il 10-11 aprile, nella Città di Panama, il 7° Vertice delle Americhe, che si è trasformato nello scenario di una nuova battaglia per l'affermazione della sovranità e dell'indipendenza nazionale dei paesi della regione.

L'ideale del Liberatore Simon Bolivar della creazione di una “grande Patria Americana” che ha ispirato innumerevoli lotte e battaglie per l'indipendenza nel corso di due secoli, è stato presente nella riunione di Panama, sia nell'incontro dei movimenti sociali, che ha mobilitato centinaia di attivisti e dirigenti, che nel Vertice dei capi di Stato e di governo.

L'incontro di Panama è stato segnato da due avvenimenti inediti. E' stata la prima volta che i 35 paesi delle Americhe si sono seduti attorno allo stesso tavolo, con un invito formulato a Cuba dal governo del paese ospitante, dopo molti anni durante i quali i governi progressisti avevano chiesto la presenza dell'isola socialista che era esclusa da questo tipo di conferenza inaugurata nel 1994 dagli Stati Uniti. E' stato anche il momento in cui i presidenti di Cuba e degli Stati Uniti si sono incontrati per la prima volta dopo più di cinque decenni, dando corso a intese per l'allacciamento di relazioni diplomatiche e per la fine dell'odioso blocco imposto dall'imperialismo alla maggiore delle Antille.

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“Sempre più fascisti”

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pcucraina occhioComunicato stampa Comitato regionale PCdI Lombardia
www.comunistilombardia.it

Stiamo parlando della Lega, in particolare dei consiglieri comunali di Milano che hanno presentato una mozione che riprendendo la legge approvata dal parlamento golpista di Kiev, propone al parlamento italiano di mettere fuorilegge i comunisti ed i marxisti.

Fingendo di condannare anche il nazismo, il parlamento di Kiev , ed il governo di quel paese, in cui siedono esponenti che si richiamano apertamente ai nazisti ucraini che collaborarono con Hitler e Mussolini e si resero responsabili di stragi e deportazione di ebrei, antifascisti ucraini e della popolazione russa mettono fuorilegge un partito comunista che finchè le elezioni sono state regolari ha preso anche il 20% dei voti degli ucraini ( vedere in proposito anche la presa di posizione del centro Wiesenthal riportata su “La Stampa”).

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Evviva l'Arabia (non saudita). Perchè tutti dovrebbero agire contro i Saud

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nowar-arabiasaudita7-648x430da www.sibialiria.org

Un ricco reame che si proclama ultra-musulmano sta uccidendo musulmani nel paese più povero del mondo arabo-musulmano. Dal 26 marzo 2015, il popolo dello Yemen si trova sotto i bombardamenti della nazione di proprietà della dinastia Saud, che guida una coalizione di paesi belligeranti, soprattutto monarchie del Golfo (Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain, e poi Giordania, Marocco, Sudan, Pakistan ed Egitto).

Qui di seguito alcune delle buone ragioni, attuali e storiche, che dovrebbero suggerire ai politici di agire e ai cittadini di manifestare contro Riad – come fanno a Roma il 14 aprile dalle 10 alle 13 la Comunità yemenita e Rete No War (davanti all’ambasciata saudita, via Raimondi, vicino al bioparco e all’hotel Parco dei principi).

1. In pochi notano che l’Arabia saudita è l’unico Stato al mondo a chiamarsi con il nome della dinastia padrona del paese. Non osano tanto nemmeno i vari altri regnanti della regione: sceicchi (del Kuwait), emiri (del Qatar), re (di Bahrein, Giordania e Marocco) sultani (dell’Oman)…

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Cina e Russia assieme per promuovere la pace nel mondo

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russia-global-china-analyst.n-edit bigTraduzione e nota
di Francesco Maringiò per Marx21.it

Reduci dall’incontro di Losanna (CH), i ministri degli esteri di Russia e Cina si sono incontrati nuovamente il 7 aprile scorso con l’obiettivo di lavorare congiuntamente per approfondire il partenariato strategico tra i due paesi e costruire un nuovo ordine di relazioni internazionali capace di mutare profondamente l’assetto globale. Del resto l’economia cinese ha oramai raggiunto per grandezza quella statunitense ed i così detti paesi emergenti sono diventati gli artefici di metà della produzione mondiale. Cosa questa che, da sola, segnala la necessità di un nuovo assetto internazionale che rifletta i mutamenti intervenuti negli ultimi anni. Ma non è solo la capacità produttiva dei singoli paesi ad essere cambiata. Russia e Cina sono oramai universalmente riconosciuti come protagonisti di primo piano della politica internazionale. Dal Medio Oriente all’Asia Centrale, dall’Africa all’America Latina, per non parlare dell’Europa, la diplomazia di Mosca e Pechino è stata attivissima nella promozione di accordi e politiche negoziali, come mai era avvenuto dalla fine della guerra fredda. Ed è innegabile il loro contributo alla costruzione ed allo sviluppo di organismi internazionali multilaterali, come il gruppo dei paesi 5+1 che ha negoziato il nucleare iraniano, oppure di strutture stabili come il club dei paesi BRICS e l’Organizzazione di Shangai.

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Il Ministero degli Esteri russo condanna le leggi anticomuniste e “revisioniste” varate in Ucraina

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UkraineCommunistPartyflagsda www.mid.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Dipartimento Informazione e Stampa del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha diffuso un comunicato di energica condanna delle leggi anticomuniste e “revisioniste” approvate nei giorni scorsi dalla Rada Suprema dell'Ucraina:

A Mosca si continua ad osservare con ansia e preoccupazione l'accanimento crescente nei confronti del passato eroico del popolo ucraino da parte delle forze che hanno sequestrato la direzione dello stato ucraino.

Giorni fa, la Rada Suprema ha approvato un altro pacchetto di leggi, volte a riscrivere la storia del proprio stato e a reprimere il dissenso politico nel paese. Stiamo parlando delle leggi “Sullo stato giuridico e l'onore della memoria dei partecipanti alla lotta per l'indipendenza dell'Ucraina nel XX secolo”, “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) in Ucraina e il divieto della propaganda dei loro simboli”, “Sull'accesso agli archivi degli organi repressivi del regime totalitario comunista 1917-1991”, “Sulla commemorazione della vittoria sul nazismo nella Seconda Guerra Mondiale 1939-1945”.

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Trattati europei e democrazia costituzionale

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italia europa estesadi Vladimiro Giacché

1. L’idea di società della Costituzione italiana e la priorità del lavoro

Il migliore punto di partenza per affrontare il tema del rapporto tra trattati europei e democrazia costituzionale è partire dall’idea di società che informa la Costituzione italiana.

In termini generali, la Costituzione italiana esprime una delle varianti di quel modello di capitalismo regolato che si afferma nell’immediato dopoguerra in molti paesi e che Hyman Minsky descrisse come il punto di approdo di un processo storico. Il processo per cui – così Minsky - “un sistema che possiamo caratterizzare come un capitalismo nel quale lo Stato ha un ruolo marginale, vincolato dal sistema aureo e non governato [small government gold standard constrained laissez-faire capitalism] fu sostituito da un capitalismo nel quale lo Stato ha un ruolo rilevante, flessibile grazie al contributo della banca centrale e governato attivamente [big government flexible central bank interventionist capitalism]”.

La necessità di regolare l’attività economica era condivisa dalle tre principali componenti politico-culturali che concorsero alla stesura della nostra Costituzione. Così, per la Democrazia Cristiana, Amintore Fanfani nei lavori preparatori della Costituzione evidenziò “il problema… di controllare, dal punto di vista sociale, lo sviluppo dell’attività economica, senza accedere totalmente a un’economia collettiva o collettivizzata, e senza d’altra parte lasciare totalmente libere le forze individualistiche, ma cercando di sfruttarle, disciplinandole e regolandole al fine di raggiungere determinati obiettivi sociali”.

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8 maggio a Lugansk: I comunisti da tutto il mondo per sostenere il Donbass

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chalenko 1A Lugansk, l’8 maggio, i comunisti terranno il Forum Mondiale di Solidarietà Internazionale. Lo comunica il primo segretario del comitato cittadino del Partito Comunista, Maksim Chalenko.

L'obiettivo principale del forum, annuncia Chalenko, avviato dall’assemblea dei rappresentanti delle organizzazioni sociali, delle forze e dei movimenti di sinistra di Lugansk, è esprimere sostegno internazionale agli abitanti del Donbass.

“Il compito dei comunisti oggi è di fare tutto il possibile per la veloce rinascita della nostra terra. L’aiuto umanitario è una misura temporanea, abbiamo bisogno di un piano su larga scala di ricostruzione per l’economia devastata dalla guerra; la popolazione ha bisogno di posti di lavoro, stipendi e pensioni. I partiti di sinistra di tutto il mondo si sono sempre contraddistinti per la loro coesione e per la loro solidarietà e ora speriamo che la loro partecipazione aiuterà la gente di Lugansk in questi tempi difficili - commenta Maksim Chalenko.

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Diritto e ... rovescio internazionale nel caso jugoslavo

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kosovo refugeesdi Andrea Martocchia (nell'ultimo numero di MarxVentuno rivista)

Flashback

"Il rovescio internazionale" fu l'ottimo titolo di un prezioso instant book edito da Odradek nel giugno 1999. Altrettanto azzeccato il sottotitolo: "Vademecum per la prossima guerra". Era un volumetto di scarso ingombro fisico ma di enorme peso specifico intellettuale, costruito sull'accostamento comparativo di contributi diversi, i quali tutti – partendo da competenze e interessi tematici variegati, pur non necessariamente condivisibili in toto quando presi singolarmente – concorrevano a rappresentare un quadro tanto chiaro quanto fosco (1) della fase. "Questa [iniziata il 24 marzo di quell'anno contro la Rep. Fed. di Jugoslavia] è una GUERRA e va chiamata con questo nome. Non esiste nessun altro nome che possa sostituire la sospensione della politica e del diritto...". Quelle pagine della Introduzione di Claudio Del Bello cortocircuitavano le dichiarazioni di note personalità... ad esempio: "Sappiamo tutti che l'ONU (...) non ha espressamente autorizzato un intervento armato in Kosovo. È anche a tutti nota la ragione per cui ciò non avviene: la ferma opposizione dei paesi con diritto di veto nel Consiglio di sicurezza. Come è noto, l'Italia si batte da anni per una riforma del Consiglio di sicurezza che lo renda più democratico e rappresentativo, ponendo le premesse per un superamento del diritto di veto...". (2) 

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La rimozione nascosta della memoria

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Auschwitz memorialeitalianodi Angelo d’Orsi | da il manifesto, 9 aprile 2015

Ad Ausch­witz, uno dei monu­menti più note­voli tra quelli dedi­cati alle varie comu­nità degli inter­nati è il cosid­detto «Memo­riale Ita­liano». Un paio di anni or sono le auto­rità polac­che deci­sero di chiu­derlo al pub­blico, nel silen­zio del governo ita­liano, e dell’Aned, in teo­ria pro­prie­ta­ria dell’opera. Pochi mesi fa la sovrin­ten­denza del campo, ormai museo, ha deciso di pro­ce­dere alla rimo­zione del Memo­riale. La sua colpa? Quella di ricor­dare che nei lager non furono sol­tanto depor­tati e ster­mi­nati gli ebrei, ma gli slavi, i sinti, i rom, i comu­ni­sti insieme a social­de­mo­cra­tici e cat­to­lici, gli omo­ses­suali, i disa­bili. Quel Memo­riale opera egre­gia, alla cui idea­zione, su pro­getto dello stu­dio BBPR (Banfi Bel­gio­joso Perus­sutti Rogers, il pre­sti­gioso col­let­tivo mila­nese di cui faceva parte Ludo­vico Bel­gio­joso, già inter­nato a Buche­n­wald) col­la­bo­ra­rono Primo Levi, Nelo Risi, Pupino Samonà, Luigi Nono…, ha dei «torti» aggiun­tivi, come l’accogliere fra le sue tante deco­ra­zioni e sim­bo­lo­gie anche una falce e mar­tello, e una imma­gine di Anto­nio Gram­sci, icona di tutte le vit­time del fasci­smo.

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Il revisionismo storico da Nolte e Furet a Ferguson

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losurdo revisionismostoricodi Leonardo Pegoraro

Recensione a Il revisionismo storico. Problemi e miti di Domenico Losurdo

Si potrebbe constatare – banalmente e al limite della tautologia - come la ricerca storiografica, nella sua reinterpretazione del passato e nella sua continua riesamina dei risultati della ricerca precedente, costituisca per definizione un’incessante operazione revisionistica. Da questo punto di vista, a meno che non vogliano limitarsi ad emulare pedissequamente i loro predecessori, tutti gli storici appaiono in qualche modo come dei revisionisti.

Tuttavia, i revisionismi non sono tutti uguali. Un conto è il revisionismo allaMarc Bloch e Lucien Febvre, gli storici della Scuola delle Annales che introducono nello studio della storia altre discipline come l’economia, la sociologia e la geografia. Un altro conto è il revisionismo alla Ernst Nolte e Francois Furet, che demonizzano la tradizione rivoluzionaria e relativizzano il fenomeno del fascio-nazismo. Conviene allora parlare, nel primo caso, di legittime - e talvolta, come nell’esempio citato, straordinarie - riletture e reinterpretazioni della storia; nel secondo caso, in un’accezione negativa, di revisioni storiografiche.

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Il parlamento golpista ucraino approva il divieto della propaganda e dei simboli comunisti

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eda skp-kpssda kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La Rada Suprema dell'Ucraina ha approvato la Legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”

Il parlamento golpista ucraino ha ufficialmente vietato oggi, con 254 voti a favore su 307 deputati, la Legge"“Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”: un voto che ha l'unico scopo di colpire il Partito Comunista d'Ucraina, mentre i gruppi paramilitari filo nazisti sono presenti in parlamento, sono stati inclusi nell'esercito e combattono ufficialmente, con tanto di simbologia del III Reich, nel Donbass.

In merito alla gravissima decisione, che ci auguriamo susciti un'ondata di indignazione, non solo dei comunisti, ma anche di tutti i governi e le forze democratiche del nostro continente e del mondo e contro la quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione dei rappresentanti italiani presenti nei parlamenti nazionali ed europei, l'Unione dei Partiti Comunisti-PCUS (UPC-PCUS), l'organizzazione transnazionale che riunisce i principali partiti comunisti dell'ex Unione Sovietica, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

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Via della seta e collaborazione russo-cinese

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chinarussiaflagsnota e traduzione a cura di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Un accordo momentaneo che presto lascerà spazio ad una insopprimibile e quasi naturale rivalità: sono molti gli studiosi che ritraggono in questo modo la crescente intesa tra Mosca e Pechino. La volontà politica sottostante è chiara: da un lato ridurre la portata delle conseguenza della politica estera dell'amministrazione Obama, tra le quali, appunto, la convergenza politica di due potenze mondiali ritenute proprie rivali, dall'altro impedire che proprio tale convergenza si trasformi in una alleanza di fatto, in una collaborazione strategica in grado di fungere da nucleo centrale (si pensi alla Shanghai Cooperation Organisation o al forum Brics) di collaborazioni internazionali sempre più ampie e alternative a quelle forgiate dal cosiddetto Washington Consensus. Il timore coltivato sulle rive del Potomac è comprensibile: sarebbe l'avverarsi dell'incubo “Vestfaliano”, cioè di un ordine internazionale libero dall'ipoteca dell'unilateralismo (politico e bellico) statunitense e imperniato sul rispetto della sovranità e integrità nazionale nonché sulla libera scelta della via di sviluppo economico e sociale da intraprendere. Una prossima “Vestfalia con caratteristiche cinesi”, annunciava nell'estate 2014 un preoccupato National Interest, porrebbe fine ai sogni interventisti delle potenze occidentali!

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