Il punto sulla Brexit: chi, dove, quando e perché

Il punto sulla Brexit: chi, dove, quando e perché

di Guido Salerno Aletta

Non intende rinunciare al suo schema di Accordo, e chiede di farlo votare per una terza volta mercoledì 20 marzo, nonostante sia già stato bocciato a larga maggioranza: vuole mantenere la pressione su Westminster, evitando ad ogni costo che la…

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Dollari & petrolio: perché l’America azzanna Caracas

Dollari & petrolio: perché l’America azzanna Caracas

di Pino Arlacchi

Un interessante articolo di Pino Arlacchi sul Venezuela apparso su 'il fatto quotidiano'

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Grande Eurasia e le (nuove) vie dell'energia

Grande Eurasia e le (nuove) vie dell'energia

di Demostenes Floros

Negli ultimi anni, abbiamo assistito all'emergere di un centro geo economico in Eurasia, che si sta strutturando attorno alla Russia e alla Cina. Un nuovo polo di sviluppo che vuole e può diventare un'alternativa al centro euro-atlantico. E c'entra soprattutto…

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Altri Confini. Un interessante libro di Luca Cangemi sulla sinistra e l'Unione Europea.

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cangemi altriconfinidi Marco Pondrelli

Con il suo ultimo libro (Altri confini) Luca Cangemi, dirigente del Partito Comunista Italiano, interviene nel dibattito che sta tagliando trasversalmente la sinistra. Il dibattito intorno all'Europa è, in questo momento, molto vivace. Ovviamente tutta la sinistra, comunista e non, è unita nella critica all'attuale contesto, le posizioni divergono quando si tratta di delineare le possibili alternative.

Semplificando individuo due linee: la prima sostiene che da questa Europa si esce con una svolta che la trasformi in un Europa progressista, la seconda, per citare Gallino, non pensa che una camicia di forza possa essere democratizzata e quindi vede possibile solo la rottura.

Cangemi si inserisce in questo dibattito e, come l'angelo della storia di Walter Benjamin, pur essendo spinto avanti dalla storia guarda indietro. Il libro ha quindi una prospettiva storica e politologica ricostruendo il dibattito nel PCI ed a sinistra dal 1941 al 1957.

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Il punto sulla Brexit: chi, dove, quando e perché

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Brexit grungeUn interessante contributo di Guido Salerno Aletta sulla Brexit

di Guido Salerno Aletta | da startmag.it

LA STRATEGIA DELLA PREMIER THERESA MAY

Non intende rinunciare al suo schema di Accordo, e chiede di farlo votare per una terza volta mercoledì 20 marzo, nonostante sia già stato bocciato a larga maggioranza: vuole mantenere la pressione su Westminster, evitando ad ogni costo che la iniziativa politica le sfugga di mano. Se verrà finalmente approvato, la Brexit sarà differita di tre mesi, per completare l’approvazione delle normative necessarie a sostituire le fonti comunitarie. Se venisse ancora bocciato, si chiederà un lungo rinvio della Brexit per nuove trattative, dall’esito imprevedibile.

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Dollari & petrolio: perché l’America azzanna Caracas

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venezuela usa aquilaUn interessante articolo di Pino Arlacchi sul Venezuela apparso su 'il fatto quotidiano'

di Pino Arlacchi | da lfattoquotidiano.it

Lo scontro tra il governo degli Stati Uniti e il Venezuela ha quasi raggiunto la soglia dell’intervento armato, e se questo non avverrà sarà solo perché l’attuale barbaro assedio all’economia del Paese è in grado di ottenere lo stesso risultato.

Ma esistono varie zone d’ombra, a mio avviso, sulle motivazioni della furia americana. Non è scontato che essa sia soltanto il riflesso condizionato di una potenza aggressiva, che dal 1945 in poi è intervenuta 67 volte all’estero per rovesciare governi non graditi.

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Grande Eurasia e le (nuove) vie dell'energia

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gasdotto invernodi Demostenes Florosaboutenergy.com

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Negli ultimi anni, abbiamo assistito all'emergere di un centro geo economico in Eurasia, che si sta strutturando attorno alla Russia e alla Cina. Un nuovo polo di sviluppo che vuole e può diventare un'alternativa al centro euro-atlantico. E c'entra soprattutto il gas

Nel 2018, la percentuale di gas fornita ai paesi dell’Ue e la Turchia ha raggiunto il 36,7%, il massimo da sempre” (34,2% nel 2017). Lo ha affermato il Direttore Generale di Gazprom Export, Elena Burmistrova, nel corso del Gazprom’s Investory Day che ha avuto luogo in Singapore il 28 febbraio. 

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L'Occidente vuole trasformare l'Ucraina in una "Russia alternativa" e la Federazione Russa in una “Moscovia”

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obukhov sergheyIntervista a Serghey P. Obukhov*

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Pubblichiamo come contributo alla conoscenza del dibattito in corso nella Federazione Russa in merito alla sua politica internazionale.

Cinque anni fa, a conclusione del colpo di stato in Ucraina, i leader del Maidan promettevano la prospettiva dell'adesione all'UE e della qualità della vita europea ai residenti del paese. Ma oggi possono solo vantare un crollo del PIL e un aumento vertiginoso dei prezzi.

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Intervista di Enrico Vigna a Zivadin Jovanovic. A vent’anni dai bombardamenti della Repubblica Federale Jugoslava

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jovanovic zivadinRiceviamo dal compagno Enrico Vigna e volentieri pubblichiamo

Zivadin Jovanovic, laureato in giurisprudenza a Belgrado. E’ stato ambasciatore e diplomatico dal 1964 in vari paesi. Membro del Parlamento della Serbia, vice presidente del Partito Socialista Serbo dal 1996 al 2002. Dal 1998 al 2000 è stato Ministro degli Affari esteri della RFJ.

Dopo il colpo di stato del 5 ottobre 2000 ha lasciato la sua posizione e ha fondato il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, di cui è tuttora Presidente.

E’ anche membro del WPC ( Consiglio Mondiale della Pace).

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Quale patria per il ribelle? Parte VI

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Pubblichiamo la sesta parte del lavoro di Giambattista Cadoppi

Patriottismo, sovranità nazionale, adattamento nazionale del marxismo e alleanze

Parte I | Parte II | Parte III | Parte IV | Parte V

Lenin, Stalin e la questione nazionale

Lenin riconosce in misura molto maggiore dei suoi predecessori il potenziale rivoluzionario della questione nazionale. Diversamente da Engels, Lenin ritiene che la distinzione di principio sia tra nazioni che opprimono, come Russia e Gran Bretagna, e nazioni oppresse, come Polonia e Irlanda.

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Global Times: L'aiuto cinese favorisce lo sviluppo indipendente dell'Africa

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cina africa bandieredi Song Wei - Global Times

da lantidiplomatico.it

Il modello cinese di gestione e supervisione dei progetti di aiuto impedisce alle élite dei paesi beneficiari l’appropriazione indebita di fondi di aiuti esteri, eliminando la possibilità di corruzione

Il Comitato per l'assistenza allo sviluppo (DAC) dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha sempre sottolineato il ruolo fondamentale dei paesi beneficiari nei progetti di aiuto. Ma lo status passivo dei paesi beneficiari è persistito.

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L’Italia nella via della seta? Si scatena l’irritazione della “casetta bianca”!

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conte trump 500x333di Fabio Massimo Parenti | da beppegrillo.it

Non solo la Casa Bianca, ma anche Bruxelles sta mostrando preoccupazione per la volontà dell’Italia di firmare un MoU sulla BRI. Un memorandum d’intesa è un accordo di base per una migliore cooperazione futura, che non prevede obblighi, ma principi condivisi per l’organizzazione di forme specifiche di cooperazione economica. Xi Jinping arriverà in Italia in poche settimane e, come previsto durante le visite italiane in Cina nell’ultimo anno, l’Italia dovrebbe essere pronta a formalizzare l’adesione alla BRI. Sin dal precedente governo, c’è stato un grande interesse nazionale verso l’enorme progetto di interconnessione cinese lanciato nel 2013. Polonia, Ungheria, Grecia, Portogallo hanno già firmato la loro partecipazione formale alla BRI. Dov’è lo scandalo? L’intera Europa è parte dell’AIIB (la banca asiatica per gli investimenti e le infrastrutture), fondata anche per sostenere la proposta della BRI. Queste istituzioni e progetti sono aperti anche agli Stati Uniti. Nessuno è escluso in base a discriminanti ideologico-politiche.

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Via della Seta, il testo dell’intesa tra l’Italia e la Cina

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cina italia bandierepngIl corriere della sera ha pubblicato il testo dell'accordo Italia – Cina

Documento d’intesa tra il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese sulla collaborazione all’interno del progetto economico “Via della seta” e dell’iniziativa per le vie marittime del XXI secolo

Il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese (d’ora in poi denominati “controparti”), nella prospettiva di promuovere una collaborazione pratica bilaterale; nell’accogliere favorevolmente le conclusioni del Forum sulla cooperazione internazionale della Via della Seta, tenutosi a Pechino nel maggio 2017;

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Ilhan Omar: islamofobia, antisemitismo ed antisionismo

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IlhanOmardi Mark Epstein

La neoeletta Ilhan Omar, che ha trovato asilo e cittadinanza in USA dopo essere fuggita dalle violenze e persecuzioni della sua nativa Somalia, si trova ora al centro di campagne persecutorie in USA, da parte sia dei Repubblicani che dei Democratici, semplicemente per il grande coraggio ed onestà che ha avuto, ha e dimostra tuttora.

Prima ha rifiutato di accodarsi all’aggressione dell’Impero contro il Venezuela, e, avendo l’occasione, ha posto delle domande molto dirette al criminale di guerra, Neocon e totalitario di ferro, Elliott Abrams riguardo le sue attività a sostegno di genocidi, dittature, torture, massacri, colpi di stato e terrorismo Contra in America latina.

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Accordo Italia-Cina: un'occasione storica per la difesa degli interessi del nostro popolo

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via seta italiacinadi Mauro Gemma

Con la firma dell'accordo con la Cina in merito al progetto sulla Via della Seta, l'Italia per la prima volta nella storia del dopoguerra avrebbe la possibilità di affermare in modo sostanzioso la propria autonomia dalle scelte imposte dall'imperialismo statunitense ed europeo. Sarebbe il primo paese del G7 a farlo e la sovranità del nostro popolo ne uscirebbe rafforzata, con l'adesione a un programma che avrebbe immense ricadute economiche e occupazionali benefiche, senza che la Cina, come ha affermato lo stesso Conte, ci chieda alcuna forma di sudditanza politico-militare.

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Sale alle stelle il prezzo della «protezione» Usa

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us army toppadi Manlio Dinucci

A pretendere il pizzo in cambio di «protezione» non è solo la mafia. «I paesi ricchi che stiamo proteggendo – ha avvertito minacciosamente Trump in un discorso al Pentagono  – sono tutti avvisati: dovranno pagare la nostra protezione». Il presidente Trump  – rivela Bloomberg – sta per presentare il piano «Cost Plus 50» che stabilisce il seguente criterio: i paesi alleati che ospitano forze Usa sul proprio territorio ne dovranno coprire interamente il costo e pagare agli Usa un ulteriore 50% in cambio del  «privilegio» di ospitarle ed essere così da loro «protetti».

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Denunciamo l'intervento imperialista in Venezuela. Solidarietà con il popolo del Venezuela!

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Venezuela follaDichiarazione dei Partiti Comunisti e Operai di tutto il mondo

da solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

I partiti comunisti e operai di tutto il mondo condannano decisamente i piani imperialisti, la politica della destabilizzazione e delle minacce praticata dagli Stati Uniti, dall'UE e dai governi loro alleati in America Latina, per rovesciare il presidente del Venezuela legalmente eletto, Nicolás Maduro; i piani per assoggettare il popolo di questo paese agli interessi imperialisti e per rubare le risorse destinate al suo benessere.

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Record americani: crescita, deficit commerciale e posizione finanziaria netta

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dollaro disperatoL'editoriale di Guido Salerno Aletta apparso su Milano-Finanza

di Guido Salerno Aletta

Altri due record, per gli Usa, nel 2018: mentre il disavanzo commerciale è arrivato al 3% del pil, peggiorando rispetto al 2,8% dell’anno precedente e mettendo così a segno il peggior risultato da dieci anni a questa parte, il tasso di crescita è stato comunque il più elevato fra tutti i Paesi del G7. Con un consistente +2,9%, ha oscurato nettamente il +1,9% della Germania. Quest’ultima, invece, ha accumulato ancora un enorme attivo della bilancia dei pagamenti, arrivato all’8,1% del pil. La Cina, che invece è cresciuta del 6,6%, ha avuto un avanzo sull’estero pari appena allo 0,7%: è stato dunque il Paese con la crescita più equilibrata sull’estero: un paradosso, visto il modello di sviluppo che aveva adottato nel passato.

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L'opportunità offerta dalla Cina

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container cinadi Marco Pondrelli

Leggendo i giornali italiani si direbbe che un fantasma si aggiri per l'Europa e che vi sia entrato passando dall'Italia. Poco più di un anno fa gli stessi opinionisti ci spiegarono che Xi Jinping aveva abbandonato il comunismo e si era posto contro Donald Trump quale fiero difensore del neoliberismo. Oggi la Cina torna ad essere il pericolo, non deve sorprendere la capacità che hanno certi personaggi di cambiare idea. Erano gli stessi che negli anni '70 scendevano in piazza col libretto rosso inneggiando alla rivoluzione culturale e che oggi attaccano la Cina convinti che sia rimasta quella di Mao. Non avevano capito nulla della Cina negli anni '70 continuano a non capire nulla oggi!

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La guerra con altri mezzi

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usavsvenezuelaEditoriale * | monthlyreview.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/03/2019

Mentre scriviamo queste note nella prima settimana di febbraio 2019, gli Stati Uniti stanno dirigendo apertamente un golpe politico-economico in Venezuela. Allo stesso tempo, hanno annunciato il ritiro unilaterale dal Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF). L'insieme di questi eventi, che hanno avuto luogo tra fine gennaio e inizio febbraio, segnano una nuova escalation dell'imperialismo statunitense, che minaccia il mondo intero.

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Genocidio yemenita per il controllo del petrolio

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Yemen petrolioUn interessante articolo di William Engdahl, pubblicato sulla rivista online 'New Eastern Outlook' e ripreso da Global Research, fa luce su una guerra, quella dello Yemen, censurata dagli organi d'informazione. Guerra che, va ricordato, l'Arabia Saudita sta combattendo anche con le armi italiane.

di F. William Engdahl

Il genocidio in corso nella Repubblica dello Yemen, in una guerra la cui fase più intensa è iniziata nel 2015, è stato fino a poco tempo fa ignorato dai media occidentali. Quello che è stato ignorato è anche il casus belli fondamentale della guerra saudita sostenuta dagli Stati Uniti, apparentemente contro lo Shi'ite Houthi da parte dei sunniti wahhabiti sauditi. Come per quasi ogni guerra ed ogni destabilizzazione da quando gli inglesi hanno scoperto per la prima volta il petrolio nel Golfo Persico oltre un secolo fa, la guerra dello Yemen riguarda il petrolio, più precisamente il controllo del petrolio, un sacco di petrolio.

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Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela

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lopezobrador messicodi José Luis Granados Ceja

da civg.it

Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela e diventa un baluardo contro l'imperialismo statunitense rivendicando la sua sovranità nazionale

«AMLO sta cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo per la politica estera che segnali agli Stati Uniti l'intenzione del Messico di non seguire assiduamente Washington, ma che cercherà di avanzare affermazioni su quale sia la legittimità democratica in America Latina». ChristyThornton, Johns Hopkins University, 31 gennaio 2019

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La Terza Internazionale nella storia

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terza internazionaleUn saggio di Giacomini di grande interesse

di Ruggero Giacomini

da ilpartitocomunistaitaliano.it

Cade quest’anno il centenario della fondazione della Terza Internazionale,  soggetto politico trai principali protagonisti della storia mondiale tra le due grandi guerre del Novecento. Il congresso costitutivo si svolse a Mosca dal 2 al 6 marzo 1919, con la partecipazione con voto deliberativo di  35 delegati, in rappresentanza di 19 partiti e organizzazioni, riusciti ad arrivare nella capitale sovietica nonostante il blocco delle potenze dell’Intesa.

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