Le lezioni dell’esperienza greca

Le lezioni dell’esperienza greca

di João Ferreira

Questa è forse la lezione principale che occorre trarre dall’esperienza greca: l’attuazione di una politica autenticamente caratterizzata dai valori di giustizia e progresso sociale, con la democrazia, con un progetto sovrano di sviluppo, esige, in primo luogo...

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Il Brasile nell’occhio del ciclone

Il Brasile nell’occhio del ciclone

di Marcos Aurélio da Silva

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è…

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Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

di Norberto Natali

Nell’anniversario della scomparsa del compagno Sergio Ricaldone, riceviamo con richiesta di pubblicazione il ricordo di Norberto Natali di Proletari Comunisti Italiani.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Le lezioni dell’esperienza greca

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oxi grecia grungedi João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

“Questa è forse la lezione principale che occorre trarre dall’esperienza greca: l’attuazione di una politica autenticamente caratterizzata dai valori di giustizia e progresso sociale, con la democrazia, con un progetto sovrano di sviluppo, esige, in primo luogo, una resistenza e fermezza a tutta prova, incrollabile di fronte a tutte le pressioni e i ricatti e, subito dopo, la disponibilità e la preparazione per rompere i vincoli e i condizionamenti imposti dall’euro e dall’Unione Economica e Monetaria (…) Chi ancora coltivi illusioni, o chi intenda diffondere illusioni, sul fatto che sia possibile restare ancorati all’euro e allo stesso tempo sviluppare una politica anti-austerità (tanto più una politica di sinistra) merita lo stesso credito che ha meritato, da parte dei poteri di Bruxelles, Berlino e Atene, il risultato del referendum in Grecia…”

A poche settimane dal Vertice dell’Euro (12 luglio), proseguono i negoziati tra il governo greco e la troika per la firma di un terzo memorandum. Uno scenario difficilmente immaginabile da coloro che sei mesi fa, nelle elezioni, e nuovamente un mese fa, al referendum, avevano deciso di rifiutare la troika e la sua politica.

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Il Brasile nell’occhio del ciclone

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dilma em nova iorque81165di Marcos Aurélio da Silva*da Vermelho

Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è chiaramente minacciato.

Era chiaro sin dal principio che il programma socialista del PT, ben rappresentato dall’affermazione della “proprietà sociale dei mezzi di produzione” non avrebbe prevalso, fatto che si spiega con la composizione politica e sociale del fronte che ha condotto all’elezione del governo Lula 2002 – 2006. Agli operai delle vecchie regioni industriali, alla funzione pubblica, ai “sem terra” e ad un vasto gruppo di sottoproletariato localizzato nelle regioni più povere (che ha aderito al fronte politico guidato dal PT solo dopo il 2006), si sommano una parte della piccola borghesia urbana, i liberi professionisti di orientamento liberista, e anche una parte dell’imprenditoria nazionale, ceti massacrati dalle politiche neo-liberiste degli anni 90.

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Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

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ricaldone sergiodi Norberto Natali

Nell’anniversario della scomparsa del compagno Sergio Ricaldone, riceviamo con richiesta di pubblicazione il ricordo di Norberto Natali.

Due anni fa, il 17 luglio 2013, moriva il compagno Sergio Ricaldone.

Era nato il 21 settembre 1925 a Milano, da una famiglia proletaria che viveva in una casa “di ringhiera”. Il padre era un antifascista, più volte condannato dal Tribunale Speciale del regime e incarcerato. Per questo motivo l’infanzia di Sergio fu particolarmente difficoltosa.  Dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ancora molto giovane, si iscrisse nel 1942 al PCI e fu tra gli organizzatori del Fronte della Gioventù di Milano.

A diciotto anni, nel 1943,  iniziò a combattere come partigiano delle Brigate Garibaldi sui monti lombardi, mentre il padre –liberato dopo la caduta del fascismo- faceva parte dei GAP milanesi.

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Eurodittatura e nuova resistenza

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notoeudi Giorgio Cremaschi
da MicroMega Blog

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dell'Europa

Un sondaggio commissionato dalla CGIL delinea il porto delle nebbie ove si è incagliata la democrazia italiana. Una maggioranza schiacciante della popolazione esprime un giudizio senza appello sulla Unione Europea e sull'Euro. Essi ci hanno danneggiato economicamente e ci impongono regole che distruggono le nostre libertà. L'80% degli intervistati la pensa in questo modo e la vicenda greca ne ha rafforzato le convinzioni.

Nello stesso tempo però si è anche rafforzata la maggioranza di chi non vuole cambiare nulla e teme il salto nel buio di ogni rottura con le istituzioni europee e con la moneta unica. Stiamo perdendo e continueremo a perdere sia sul piano delle condizioni di vita che della stessa democrazia, ma non abbiamo alternative alla resa. La rassegnazione alla inevitabilità del peggioramento delle proprie condizioni di vita e di libertà, assieme al timore a reagire, sono il brodo di coltura di ogni operazione autoritaria. Operazione a cui il sistema economico politico che chiamiamo Europa è perfettamente funzionale.

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La tragedia greca nello scacchiere internazionale. La fine dell'europeismo

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di Lorenzo Battisti

Riceviamo dal compagno Lorenzo Battisti, del Comitato Centrale del PCdI, e pubblichiamo come contributo alla discussione

Appare sempre più evidente che la vicenda greca si sia giocata più nelle stanze delle cancellerie europee che in quelle del governo di Atene. I continui colpi di scena che ci riserva la tragedia greca hanno oscurato lo scontro internazionale che si è svolto dietro le quinte. L'epilogo della vicenda mostra le responsabilità e i limiti di ideologici di Syriza e della Sinistra Europea, tanto nell'analisi dell'Unione Europea che in quella del mondo attuale.

La questione del debito greco: problema economico o conflitto politico?

Come osservava Stiglitz prima del referendum greco

“I leader europei stanno finalmente cominciando a rivelare la vera natura dello scontro in atto sul debito e la risposta non è piacevole: si tratta del potere e della democrazia, più che di moneta ed economia” [1]

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Landini: "Renzi non tocchi il diritto di sciopero"

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landini renzi berlusconidi Antonio Sciotto | da Il Manifesto

Autunno caldo. Il segretario Fiom avverte il governo: no alla proposta Ichino, "è contro la Costituzione". Dopo l'estate una grande consultazione dei lavoratori per scrivere la piattaforma del contratto: diritti anche ad autonomi e partite Iva

L’autunno caldo della Fiom di Lan­dini ha tre parole d’ordine: diritto di scio­pero, rin­novo del con­tratto, rap­pre­sen­tanza. Il segre­ta­rio dei metal­mec­ca­nici Cgil ha spie­gato di essere pronto a difen­dere il diritto dei lavo­ra­tori a scio­pe­rare, attac­cato «in modo aber­rante» dal governo e da alcune pro­po­ste in voga, come quella di Pie­tro Ichino. «Pos­siamo chie­derci per­ché non ha fun­zio­nato l’attuale nor­ma­tiva per i ser­vizi pub­blici, pos­siamo discu­tere nuove forme di accordo pre­ven­tivo tra impresa e lavo­ra­tori, ma non si può e non si deve in nes­sun modo vio­lare il diritto di scio­pero garan­tito dalla Costi­tu­zione, per­ché è un diritto indi­vi­duale del cittadino».

Mau­ri­zio Lan­dini fa rife­ri­mento alla pro­po­sta Ichino, che è già un ddl depo­si­tato al Senato in sostan­ziale accordo con il governo, secondo cui per poter scio­pe­rare sarà neces­sa­ria la pro­cla­ma­zione da parte dei sin­da­cati che rap­pre­sen­tano il 50% più 1 dei dipen­denti, o — nel caso di orga­niz­za­zioni mino­ri­ta­rie — il pas­sag­gio attra­verso un refe­ren­dum tra tutti i lavo­ra­tori, con il 50% dei sì fra i votanti e un quo­rum del 50% dei dipen­denti. «È una pro­po­sta che va con­tro la Costi­tu­zione — taglia corto il segre­ta­rio della Fiom — per­ché, lo ripeto, lo scio­pero è un diritto indi­vi­duale. Ma poi qual­cuno mi deve spie­gare qual è il ser­vi­zio pub­blico che viene meno se si fa uno scio­pero in un’azienda privata».

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Sciopero: Tomaselli (USB), restringere il diritto non fermerà il conflitto

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scioperoRenzi, Delrio, Sacconi e Ichino tutti insieme contro i lavoratori

“Qualcuno dice che siamo ormai alla stretta finale su una regolamentazione del diritto di sciopero in favore dell'utenza – afferma Fabrizio Tomaselli, dell'Esecutivo nazionale USB – ma la verità è che il sistema di tutela degli interessi delle aziende, oltre alla libertà di licenziare, oltre alla forte riduzione delle tasse per le imprese, oltre al jobs act, che cancella 40 anni di diritto del lavoro e di diritti conquistati dai lavoratori, oggi vorrebbe impedire qualsiasi forma di conflitto sindacale”.

“Ma il conflitto non è una teoria, non è un gioco, non è il capriccio ideologico di qualcuno – continua il sindacalista – è la naturale e logica strada attraverso la quale si concretizza lo scontro/incontro tra capitale e lavoro, tra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria forza-lavoro. Un fenomeno sociale che, se compresso ulteriormente, esploderà e troverà altre vie per rendersi esplicito; come un fiume, il cui corso viene deviato e intubato in modo innaturale, che prima o poi riemerge con più forza e in modo incontrollabile”.

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L’Ucraina, ridotta a colonia, consegna il controllo delle sue frontiere ai privati stranieri

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simonenko21Dichiarazione di Petro Simonenko, Segretario del Partito Comunista di Ucraina

da www.kpu.ua
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“La decisione del regime al potere di trasferire le dogane delle frontiere occidentali alla gestione di una compagnia privata britannica, stando a quanto ha affermato Yatsenyuk , rappresenta il riconoscimento della propria incompetenza e incapacità di contrastare il contrabbando e la corruzione. Ciò, a dispetto delle dichiarazioni forti fatte sul Majdan, conferma la mancanza di una squadra di comando formata da quadri professionalmente qualificati. Si tratta, in definitiva, di una manifestazione dell’incapacità di gestire lo stato e di uno sputo in faccia al popolo dell’Ucraina, a cui è negato il diritto di essere padrone sulla propria terra e a cui spetta solo il destino della schiavitù coloniale”.

“Non sono riusciti forse a trovare tra gli ucraini alcune decine di persone oneste e incorruttibili, in grado di ristabilire la legalità?”.

“Queste persone sicuramente esistono, ma non vengono richieste, dal momento che il compito che si pone il regime non è la lotta al contrabbando, ma l’esercizio del controllo su di esso nell’interesse di pochi clan oligarchici al potere e dei loro protettori”.

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No ai tagli alla sanità, serve una mobilitazione di massa

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medico infermieridi Mauro Alboresi, segreteria nazionale PCdI e responsabile welfare

Nella giornata di ieri il Governo ha posto ed ottenuto la fiducia del Senato della Repubblica al maxi emendamento, l’ennesimo provvedimento omnibus, sostitutivo dello stesso decreto legge sugli enti locali, che recepisce l’accordo raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni nei mesi scorsi.

Il voto di fiducia alla Camera dei Deputati è previsto il 7 Agosto.

Il ricorso a 43 voti di fiducia dal suo insediamento dice molto dell’idea che il governo Renzi ha del ruolo del Parlamento e, quindi, della stessa democrazia, il merito del provvedimento conferma, ancora una volta, la natura liberista della sua politica.

Infatti, accanto a diverse misure, discusse e discutibili, con tale provvedimento, a decorrere dal 2015, quindi ad esercizio finanziario in corso, la spesa sanitaria subirà un taglio di 2,35 miliardi di euro e, come noto, già si annuncia, nell’ambito della legge di stabilità che sarà definita a breve, un ulteriore taglio di 10 miliardi in cinque anni quale parte della cosiddetta revisione di spesa.

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Il patto militare Grecia-Israele

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kammenos yaalondi Manlio Dinucci
da il manifesto, 28 luglio 2015

Quando in Gre­cia Tsi­pras è andato al governo, in Israele è suo­nato l’allarme: Syriza, soste­ni­trice della causa pale­sti­nese, chie­deva di porre fine alla coo­pe­ra­zione mili­tare della Gre­cia con Israele. Di fronte alla bru­tale repres­sione israe­liana con­tro i pale­sti­nesi, avver­tiva Tsi­pras, «non pos­siamo rima­nere pas­sivi, poi­ché quanto accade oggi sull’altra sponda del Medi­ter­ra­neo, può acca­dere sulla nostra sponda domani». Sette mesi dopo, ces­sato allarme: Panos Kam­me­nos, mini­stro della difesa del governo Tsi­pras, è andato in visita uffi­ciale a Tel Aviv, dove il 19 luglio ha fir­mato col mini­stro israe­liano della difesa, Moshe Ya’alon, un impor­tante accordo mili­tare. Per tale mossa, Kam­me­nos, fon­da­tore del nuovo par­tito di destra Anel, ha scelto il momento in cui la Gre­cia era atta­na­gliata dalla que­stione del debito. L’«Accordo sullo sta­tus delle forze», comu­nica il Mini­stero greco della difesa, sta­bi­li­sce il qua­dro giu­ri­dico che per­mette al «per­so­nale mili­tare di cia­scuno dei due paesi di recarsi e risie­dere nell’altro per par­te­ci­pare a eser­ci­ta­zioni e atti­vità di cooperazione».

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Al Parlamento Europeo un confronto sul debito dei paesi periferici

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pcp convegno europada www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un'iniziativa promossa dagli eurodeputati del Partito Comunista Portoghese del gruppo GUE/NGL, con la partecipazione di autorevoli economisti europei e di altri continenti

L'iniziativa, promossa dai deputati del PCP, è stata organizzata, il 2 luglio, dal gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica e si è articolata in due sessioni.

Nella prima sessione sono state discusse le conseguenze dell'integrazione europea e dell'Unione Politica e Monetaria nei debiti dei paesi periferici. Sono intervenuti come invitati Eric Toussaint, portavoce del Comitato per l'Abolizione del Debito del Terzo Mondo (Belgio), Michael Hudson, professore universitario nell'Università del Missouri (USA), Steve Keen, economista (Australia) e Pedro Leão, professore di Economia all'ISEG (Portogallo).

Nella seconda sessione, su “Esperienze del debito dei paesi fuori dall'Unione Europea, cause, conseguenze e soluzioni. Lezioni da trarre”, gli oratori invitati sono stati Maria Elena Saludas, ATTAC (Argentina), Kimitoshi Morihara (Partito Comunista del Giappone) e Mouna Mathari, Fronte Popolare Tunisino.

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I comunisti russi denunciano la scalata della repressione anticomunista in Ucraina

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pc ucraina bandiera personeda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa

Il gruppo filo-americano al governo a Kiev, che si era impadronito del potere in Ucraina nel febbraio del 2014, ha fatto ancora un passo sulla strada dell’annientamento della democrazia nel paese. Il ministro della Giustizia ha firmato un documento che proibisce al Partito Comunista di Ucraina di partecipare alle elezioni di qualsiasi livello. In tal modo, è dato di capire che ciò rappresenta solo un passo intermedio verso la completa proibizione del partito comunista.

Il Ministero della Giustizia fa riferimento alla legge, che introduce il divieto delle ideologie comunista e fascista. E’ impossibile, però, non accorgersi che è proprio il nazismo ad avere un fioritura lussureggiante in Ucraina. Le azioni oltraggiose del “Settore Destro” somigliano come gocce d’acqua ai comportamenti delle truppe d’assalto hitleriane. I caporioni di questo movimento politico-militare ucraino, mostrano chiaramente chi  sta imperversando nel paese.

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L'Europa, la Grecia e noi

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Grecia Italiadi Bruno Steri

Com’era prevedibile, attorno all’esito della vicenda greca ha preso quota anche in Italia un’importante discussione, che sta dividendo le forze della cosiddetta sinistra di alternativa e che allude a non lievi discriminanti di linea politica, concernenti in particolare l’atteggiamento da tenere d’ora in avanti nei confronti di questa Europa a trazione tedesca.

D’ora in avanti: perché non v’è dubbio che quell’esito non lascia le cose com’erano, costituendo – se non proprio l’experimentum crucis prodotto in laboratorio dai fisici – certamente uno di quei salti che in ambito politico mutano la quantità in qualità. Chi si era addormentato è dunque l’ora che si svegli. All’indomani di questo fatidico 12 luglio, per quanto animati da oneste intenzioni, non e’ piu’ lecito indugiare su giri di parole che alludono a “un’altra Europa”, astenendosi dal dare una concreta prospettiva politica all’idea di far evolvere questa Europa in “un’Europa dei popoli”; o, ancor peggio, insistere nel prospettare, come se nulla fosse, una linea di continuita’ in direzione di “piu’ Europa”. Non lo consente la prosaica quanto brutale realta’ dei fatti.

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Andrey Klimov: “Come funziona la Banca dei Brics?”

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Andrey Klimov (vice presidente della Commissione Esteri in Russia) illustra il meccanismo politico e finanziario su cui poggia la Banca Brics, da poco costituita da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (dal Convegno "Il nuovo mondo con i BRICS", organizzato dal Movimento 5 Stelle)

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Ucraina: è stato bandito il Partito Comunista

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pc ucraina bandieraMOSCA – E’ stato bandito il partito comunista in Ucraina, dove il governo filo-occidentale ha dato il via a una riforma per liberare il Paese dal retaggio sovietico con una controversa legge che equipara comunismo e nazismo. “Questo e’ veramente un momento storico”, ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza, Oleksandr Turcinov. L’esclusione dei comunisti dalla vita politica del paese e’ stata annunciata dal ministro della Giustizia, Pavlo Petrenko, che ha siglato tre decreti per bandire i tre partiti di matrice comunista: il partito comunista d’Ucraina (la principale forza politica di estrema sinistra), il partito comunista rinnovato e il partito comunista dei lavoratori e dei contadini. “In seguito all’approvazione delle leggi di decomunistizzazione – ha spiegato il ministro – è stata formata una commissione che ha passato un mese a controllare i tre partiti comunisti in Ucraina. In base alle conclusioni della commissione – ha proseguito Petrenko – ho firmato i tre decreti confermando che le attività, la denominazione, i simboli, gli statuti e i programmi dei partiti comunisti non rispondevano ai requisiti della parte 2 dell’articolo 3 della legge ‘Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazionalsocialista in Ucraina e il divieto di propaganda dei loro simboli'”.

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Costituente comunista. Meglio tardi che mai

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lavoro cccp manifestodi Marcos del Roio*

L'adesione di uno dei più importanti studiosi marxisti di Gramsci e di storia del movimento operaio in Brasile

Cari compagni

Sono un italo-brasiliano e scrivo dal Brasile, pertanto con una visione distante e con meno informazioni del quadro presente. È dalla crisi generata alla fine del governo Prodi che difendo l’idea di una Costituente comunista. Dal mio punto di vista, questa deve avere alcune condizioni capaci di garantire la libertà di discussione e l’unità di azione.

1. L’obiettivo storico del Partito deve essere l’emancipazione del lavoro, la realizzazione della rivoluzione e della transizione socialista.

2. I lavoratori devono essere la forza protagonista essenziale di questo processo.

3. Il fondamento teorico, quello pratico-politico e culturale devono trovare fondamenta nella tradizione iniziada da Marx e continuata principalmente da Lenin, Rosa Luxemburg, Lukács e Gramsci, oltre a tutta la tradizione di lotta dei lavoratori.

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Garanzia Giovani: cronaca di un flop annunciato

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giovani bracciaincrociateda www.comunisti-italiani.it

Garanzia Giovani dopo un anno dal suo debutto ha generato ritardi nei pagamenti e il mancato abbattimento della disoccupazione giovanile. Dei 2 milioni di Neet coinvolti nel progetto, solo il 22% è iscritto, inoltre a guadagnarci sembrano essere soltanto le aziende che assumono grazie ai rimborsi europei, abbattendo i costi per la forza lavoro.

Il Dipartimento Lavoro del PCdI propone come contributo d’approfondimento l’articolo qui di seguito riportato.

Doveva essere una garanzia, ma è lo stata solo di insuccessi. Garanzia Giovani il progetto europeo per i Neet, salutato con strilli di trombe e proclami, doveva essere il sistema per incentivare il lavoro, sbloccare l’inerzia dei giovani italiani e risollevare la penosa percentuale della disoccupazione giovanile nostrana. Ma dopo un anno: più della metà degli iscritti non hanno ancora fatto il primo colloquio, migliaia di giovani con uno stage semestrale alle spalle attendono ancora di percepire l’indennità dalle regioni e il tasso di disoccupazione giovanile è ancora al 40%. A distanza di un anno il risultato è pessimo e Garanzia Giovani può considerarsi a tutti gli effetti un flop di successo.

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Aiutiamo i prigionieri politici ucraini

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Tkachenko Timofeyev"Con l'Ucraina antifascista"

Sergey Tkachenko e Denis Timofeyev sono compagni ucraini membri del Partito Comunista d’Ucraina. In seguito a delle accuse fabbricate a tavolino possono rischiare10 anni di carcere. Si trovano in un carcere di Dnepropetrovsk dal 1 Settembre 2014. In tutto questo tempo l'inchiesta non ha mostrato prove della loro colpa ma gli arrestati rimangono in prigione per via della situazione politica. In questo periodo loro e le loro famiglie hanno bisogno di un supporto finanziario.

Durante le perquisizioni nelle case di ciascuno di loro da parte della SBU (servizi di sicurezza ucraini) sono stati trovati numeri della rivista “Novorossia”, vietata, una granata e un pacco di tritolo. Ci sono seri motivi per credere che le “prove materiali” sono state piazzate dalle guardie stesse, cioè tutti gli oggetti sono stati “scoperti” alla fine della perquisizione nei posti già controllati prima.

La scusa per le perquisizioni era l'apparizione di una rivista locale del PCU, “Prometeo”, anche se la perizia ha dimostrato che la rivista non contiene nessun appello al separatismo. I difensori dei comunisti sottolineano che il processo si sta portando avanti con delle violazioni, per esempio le domande dei difensori ai testimoni sono state respinte dalla procura. La corte si rifiuta di cambiare le condizioni della detenzione degli arrestati. Secondo gli avvocati ciò contraddice le leggi europee che sono state implementate anche in Ucraina. Le famiglie dei detenuti stanno passando tempi duri. Tkachenko ha tre figli minorenni, Timofeev né ha due.

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