World Socialism Studies

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di Andrea Catone

Una nuova rivista edita in Cina apre una grande finestra sul socialismo mondiale

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Studi sul socialismo mondiale n. 1, 2016

Studi sul socialismo mondiale n. 1, 2016

World Socialism Studies

Accelerare lo sviluppo delle teorie storiografiche marxiste con caratteristiche cinesi e la costruzione di un sistema di innovazione disciplinare di storiografia orientato dal materialismo storico

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Star Wars dalla fiction alla realtà

Star Wars dalla fiction alla realtà

di Manlio Dinucci

Gli Stati uniti puntano sempre più al controllo militare dello spazio, ma, come avviene per ogni altro sistema d’arma, altri paesi, soprattutto Russia e Cina, stanno sviluppando tecnologie militari competitive.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

World Socialism Studies

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Una nuova rivista edita in Cina apre una grande finestra sul socialismo mondiale

Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno

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Iniziamo qui la pubblicazione – in inglese e in italiano – degli abstract dei numeri di World Socialism Studies, la nuova rivista diretta da Li Shenming, edita dal World Socialism Research Center (Centro Studi del Socialismo Mondiale) presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS). Il World Socialism Research Center organizza da diversi anni – nel mese di ottobre – importanti convegni internazionali, con la partecipazione di centinaia di studiosi e ricercatori di tutto il mondo, su temi di grandissima rilevanza quali “la situazione attuale e le tendenze di sviluppo del socialismo mondiale e del pensiero della sinistra” (2013); “la globalizzazione del socialismo, esito inevitabile del percorso dell’umanità” (nel 2014, 20° anniversario della costituzione del World Socialism Research Center); “rivoluzioni colorate ed egemonia culturale” (2015); “il marxismo nel XXI secolo” (2016).

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Studi sul socialismo mondiale n. 1, 2016

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PRINCIPALI CONTENUTI E ABSTRACT

Lineamenti

Accelerare lo sviluppo delle teorie storiografiche marxiste con caratteristiche cinesi e la costruzione di un sistema di innovazione disciplinare di storiografia orientato dal materialismo storico
Wang Weiguang, p. 4

Negli ultimi anni, il materialismo storico è stato gravemente sfidato dal nichilismo storico. Sviluppare la ricerca storiografica cinese sotto la guida del materialismo storico e criticare e rifiutare il nichilismo storico sono i problemi più importanti che devono essere risolti nello sviluppo della storiografia in Cina. A tal fine, dobbiamo aderire alla posizione fondamentale, ai punti di vista e agli approcci del materialismo storico. Poiché la storiografia possiede una proprietà ideologica distintiva, dobbiamo capire che il materialismo storico è un’arma acuminata per la ricerca storiografica cinese e dobbiamo portare avanti l’eccellente tradizione del marxismo, aderendo alla guida del materialismo storico nella nostra ricerca. La costruzione di una storiografia con caratteristiche cinesi sotto la guida del marxismo richiede un forte senso di responsabilità sociale, l’uso flessibile della concezione del mondo e della metodologia marxista, nonché gli sforzi per impegnarsi nella ricerca storiografica per il popolo; richiede sforzi per soddisfare i requisiti dei tempi e per promuovere la costruzione delle nostre teorie storiografiche marxiste e l’innovazione del suo sistema di discorso; ha bisogno della valorizzazione della popolarizzazione delle teorie storiografiche marxiste e dei risultati della nostra ricerca storiografica per combattere il nichilismo storico.

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Star Wars dalla fiction alla realtà

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spazio stratcomdi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Gli Stati uniti puntano sempre più al controllo militare dello spazio, ma, come avviene per ogni altro sistema d’arma, altri paesi, soprattutto Russia e Cina, stanno sviluppando tecnologie militari competitive.

Nell’immaginario collettivo le armi spaziali sono quelle dei film di fantascienza della serie «Star Wars». Non ci si accorge, perché sui media quasi nessuno ne parla, che sono divenute reali. La corsa agli armamenti, compresi quelli nucleari, si è da tempo estesa dalla Terra allo spazio. In testa sono gli Stati uniti, che puntano sempre più al controllo militare dello spazio. La neosegretaria della U.S. Air Force, Heather Wilson, subito dopo aver assunto l’incarico, annuncia il 16 giugno la riorganizzazione del quartier generale per potenziare le operazioni spaziali integrandole ancor più in quelle dell’Aeronautica. Scopo dichiarato: «Organizzare e addestrare forze in grado di prevalere in qualsiasi futuro conflitto che possa estendersi allo spazio». Responsabile dei sistemi spaziali militari è il Comando strategico (StratCom), che allo stesso tempo è responsabile delle armi nucleari e delle cyber-armi. «Abbiamo superiori forze spaziali e cyber-spaziali che sono fondamentali per lo stile di guerra americano in ogni teatro in tutto il globo», scrive lo scorso febbraio il generale John Hyten, comandante dello StratCom, sottolineando che «le nostre forze nucleari sono sicure e pronte in qualsiasi momento» e che «se la deterrenza dovesse fallire, siamo pronti a usarle».

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Polonia: l'isteria anticomunista non risparmia la memoria della lotta contro il fascismo

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polonia lenin stradaDichiarazione del Partito Comunista di Polonia
solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Preservare la memoria delle vittime dei crimini fascisti e degli eroi della lotta contro il fascismo

Il cambio ai nomi delle strade portato avanti all'interno della "legge sulla decomunistizzazione" serve allo scopo di falsificare la storia nell'interesse della destra al potere. La politica storica applicata dalle istituzioni statali discrimina, sul terreno politico, chiunque possa essere in qualche modo associato al comunismo, senza riguardo al significato delle sue conquiste. La lista dei toponimi che saranno cambiati è ancora in crescita e riguarda non solamente coloro che furono direttamente coinvolti nella militanza comunista.

La grande maggioranza di questi toponimi sulla lista dell'Istituto Nazionale della Rimembranza, sono nomi di eroi della lotta contro il fascismo. Molti di loro furono uccisi dai nazisti. La lista include i nomi di otto persone assassinate il 16 ottobre 1942 nella prima esecuzione pubblica in Varsavia.

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'Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere': intervista a padre Daniel Maes

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padre danielmaesda oraprosiria.blogspot.it

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l'ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. "I veri capi terroristi si trovano nell'Occidente e nell’ Arabia Saudita".

Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell'Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.

Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (' ho pensato: è la fine ') e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la "vera storia" della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.

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Si intensifica la solidarietà degli antifascisti europei con il Partito Comunista di Ucraina

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pc ucraina bandiera personeda avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Prima che la Presidente della Camera della Repubblica Italiana, Laura Boldrini, ricevesse con tutti gli onori e manifestazioni di “comprensione” il presidente nazista e golpista del parlamento ucraino, rappresentanti (esponenti politici e giuristi) di altri paesi dell'Unione Europea avevano manifestato la loro fattiva solidarietà al Partito Comunista di Ucraina, con la loro presenza al processo che dovrebbe decidere sul ricorso contro la messa fuori legge di questa organizzazione politica.

L'Associazione Portoghese dei Giuristi Democratici (APJD) ha continuato ad assistere al processo, ancora una volta rinviato, volto a mettere fuori legge il Partito Comunista di Ucraina (PCU).

La presidente dell'APJD, Madalena Santos, e altri tre avvocati hanno presenziato, il 31 maggio, come osservatori, al Tribunale Amministrativo d'Appello di Kiev, alla sessione del processo, in fase di ricorso. L'udienza, però, è stata ancora una volta rinviata.

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“Ingiustificata l'installazione di armamento statunitense nel sud della Siria”

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Dichiarazione di Serghey Lavrov, ministro degli Esteri della Federazione Russa

da abrilabril.pt

Traduzione di Marx21.it

Il ministro russo degli Affari Esteri, Serghey Lavrov, considera ingiustificata l'installazione, da parte degli Stati Uniti, di armi aggiuntive e più potenti nel sud della Siria, vicino alla frontiera con la Giordania e l'Iraq: “non ci sono quasi unità di Daesh nella zona”, ha detto.

Nella conferenza stampa di venerdì scorso, a Mosca, Lavrov ha dichiarato che i militari russi stanno analizzando la situazione sul terreno, ma ha definito “ingiustificata” l'installazione di altri armamenti da parte degli statunitensi, compreso il sistema di lancio multiplo di missili.

“Secondo i nostri dati non ci sono praticamente truppe di Daesh nell'area. Installare armamento di questa potenza, che non è adeguato a combattere Daesh, è considerato dagli specialisti russi e di altri paesi come il tentativo di mettere in campo una forza militare aggiuntiva per impedire la creazione di canali stabili tra le forze governative e filo-governative in Siria e i loro alleati in Iraq” -, ha dichiarato Lavrov.

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Usa-Cuba: Dichiarazione del Governo Rivoluzionario in risposta alle affermazioni di Donald Trump

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usa cubada lantidiplomatico.it

Gli Stati Uniti non sono in grado di darci lezioni. Abbiamo serie preoccupazioni circa il rispetto e la garanzia dei diritti umani negli Usa

da Granma

Il 16 giugno 2017, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un discorso carico di retorica ostile, pronunciato in un teatro di Miami, che ha riportato ai tempi del confronto aperto con il nostro Paese, ha annunciato la politica del suo governo nei confronti di Cuba che inverte i progressi compiuti negli ultimi due anni, dopo il 17 dicembre 2014 quando i presidenti Raúl Castro Ruz e Barack Obama resero nota la decisione di ripristinare le relazioni diplomatiche per avviare un processo volto alla normalizzazione dei rapporti bilaterali. 

Ciò costituisce una battuta arresto nelle relazioni tra i due paesi, Trump ha tenuto un discorso e firmato una direttiva politica denominata ‘Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sul Rafforzamento della Politica degli Stati Uniti verso Cuba’ disponendo l’eliminazione degli scambi educativi ‘pueblo a pueblo’ e un maggiore controllo dei viaggiatori statunitensi che si recano a Cuba, così come il divieto di transazioni economiche, commerciali e finanziarie tra compagnie statunitensi e società cubane legate alle Forze Armate Rivoluzionarie e i servizi di intelligence e sicurezza, con il preteso obiettivo di privarci di risorse.

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Giù le mani dal diritto di sciopero!

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sciopero Atacdi Unione Sindacale di Base
da contropiano.org

Si scatenano i corvi della governabilità autoritaria

Quando i lavoratori scioperano, rimettendoci una giornata di lavoro in busta paga, tutti dovrebbero chiedersi il perché si sciopera, ma in Italia la consuetudine è diversa. L’obiettivo fondamentale diventa non solo quello di attaccare i lavoratori e i sindacati che indicono lo sciopero, ma il senso e il valore dello sciopero come strumento di conflitto e di risoluzione delle controversie sui posti di lavoro, così come previsto anche dalla Costituzione italiana.

E così il Commissario Gubitosi dice che è da irresponsabili scioperare in Alitalia proprio mentre continua a sostenere che la cassa integrazione sia inevitabile e che occorre aggredire tutti i costi, nonostante ormai sia acclarato che non è il costo del lavoro il problema fondamentale della compagnia aerea ma la gestione complessiva di una proprietà privata che ha affossato i bilanci con accordi senza senso, leasing di aerei a condizioni disastrose, carburante superpagato e chissà cosa altro dovremo scoprire nei prossimi giorni.

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Democrazia e Socialismo

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pcp striscione lavorodi Albano Nunes

daAvante!, Settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione dal portoghese di Mauro Gemma

La questione del rapporto tra la lotta per la democrazia e la lotta per il socialismo percorre tutta la storia del movimento operaio e comunista internazionale. Attualmente acquisisce particolare importanza, è diventato argomento inevitabile del dibattito tra forze di “sinistra” o che di “sinistra” si definiscono, e anche motivo di serie divergenze nel movimento comunista e rivoluzionario internazionale.

Tra le ragioni di fondo per cui questo problema riveste rinnovata attualità c'è la contraddizione, da un lato, tra l'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo e l'esigenza di profonde trasformazioni rivoluzionarie orientate al socialismo, e, dall'altro, le insufficienze a livello delle forze rivoluzionarie e il ritardo nell'organizzazione e consapevolezza e disponibilità politica delle masse. Ciò in un contesto in cui il capitalismo risponde alla crisi del sistema con l'intensificazione della sua politica di sfruttamento, oppressione e guerra e minaccia il mondo con una catastrofe dalle incalcolabili proporzioni.

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Sul marxismo occidentale e sulla crisi del comunismo in Italia

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marx fabbrichedi Fosco Giannini*

Dal compagno Fosco Giannini riceviamo la sua recensione dell’ultimo libro di Domenico Losurdo, “ Il marxismo occidentale, come nacque, come morì, come può rinascere”

Inizio questa mia recensione all’ultimo - importantissimo, al fine di un rilancio d’un pensiero e di una prassi comunista, antimperialista, rivoluzionaria in Italia e in Occidente - libro di Domenico Losurdo ( “ Il marxismo occidentale - Come nacque, come morì, come può rinascere”, edizioni Laterza, prima edizione aprile 2017 e già alla seconda edizione) mettendo in campo alcuni ricordi personali.

1. Ricordi di un recensore non accademico

Il metodo non è, accademicamente, dei più ortodossi, ma l’eterodossia mi sarà forse perdonata se riuscirò a renderla funzionale a un obiettivo: dimostrare come la degenerazione del “marxismo occidentale”, che ha segnato e segna, purtroppo, di sè una parte considerevole anche del marxismo italiano, sino a divenire egemonica, abbia trovato nel “marxismo orientale” un proprio, primario, nemico;

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Vladimir Putin: Il Russiagate, un'accusa basata sul nulla

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Intervistato dalla giornalista statunitense Megyn Kelly su quello che è stato definito "Russiagate", Vladimir Putin smonta il castello di sabbia delle accuse mosse dalla CIA e amplificate dalla stampa occidentale.

Intervista registrata durante il Forum Economico di San Pietroburgo svoltosi lo scorso maggio.

Video tradotto da Fort Rus

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16 giugno, la logistica si ferma

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16062017 scioperotrasportidi Marta FanaSimone Fana
da sbilanciamoci.info

Il 16 giugno i lavoratori della logistica e dei trasporti incroceranno le braccia a seguito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base per il rinnovo del contratto. Ecco quale è la posta in gioco

Venerdì 16 giugno i lavoratori del settore logistica e trasporti incroceranno le braccia, a seguito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base, in vista del rinnovo del contratto collettivo di riferimento. Una decisione che conferma l’alto tasso di conflittualità che attraversa l’intero comparto, investito negli ultimi anni da numerose vertenze che hanno riguardato grandi gruppi industriali come Coca Cola, TNT, GLS, Alitalia.

La logistica è diventato il motore di una nuova ondata di mobilitazioni che stanno ridisegnando il perimetro della lotta operaia, trasformando il quadro sindacale e l’intero assetto delle relazioni industriali. In questo contesto, si situano le rivendicazioni dei sindacati di base (Adl Cobas, Si Cobas, Cub, Sgb, Slai Cobas, Usi) che oggi confluiscono in una piattaforma per il rinnovo del CCNL. Tra le richieste avanzate al tavolo delle trattative vi è il riconoscimento del pluralismo della rappresentanza e del diritto a incidere sul sistema di nomina delle RSA e RSU a livello aziendale, nonché un ruolo di primo piano nella contrattazione nazionale.

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I nazisti al potere in Ucraina si preparano a dichiarare guerra alla Russia?

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Simonenko RNLDichiarazione di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina | da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La dichiarazione di Turchinov (tra i promotori del colpo di Stato del 2014, ha ricoperto la carica ad interim di Presidente dell'Ucraina a seguito della destituzione di Viktor Janukovyč, NdT) sulla necessità di “completare l'ATO” (la cosiddetta operazione anti-terrorismo che serve come mascheratura della guerra genocida scatenata dall'Ucraina nel Donbass, NdT) e del passaggio a nuove forme di difesa nella cosiddetta “guerra ibrida” è un appello diretto alla proclamazione da parte del Presidente dello stato di guerra nel paese, ma anche alla dichiarazione di guerra alla Russia. Lo ha dichiarato il leader dei comunisti Ucraini Petro Simonenko.

Così – ha sottolineato il leader del PCU – il “pastore sanguinario” Turchinov che, stando alle sue stesse parole, è orgoglioso di questo soprannome, afferma esplicitamente che le operazioni militari nell'Est dell'Ucraina che si protraggono da tre anni, per la loro durata e dimensioni hanno assunto le caratteristiche dell'operazione antiterroristica e che, di conseguenza, va attribuito al Presidente il diritto di utilizzare automaticamente le Forze Armate (VSU) nella cosiddetta “guerra ibrida” con la Russia. E dal momento che la legislazione dell'Ucraina, persino in caso di legge marziale, non concede al Presidente tale diritto, l'unica opzione possibile rimane la dichiarazione di guerra alla Russia.

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La corsa dei mercati al ribilanciamento

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wall street schermidi Demostenes Floros | da abo.net

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Diminuisce l'offerta globale di petrolio in conseguenza della riduzione delle estrazioni non-OPEC, mentre, l'andamento della domanda è stimato in crescita e arriva a un totale di 97.900.000 b/g. Sul fronte del gas invece la Germania richiama l'attenzione sull'indipendenza europea

A maggio, nonostante il Brent avesse aperto le contrattazioni a 51,42$/b per poi chiuderle a 51,05$/b, mentre il WTI le ha aperte a 48,71$/b e chiuse a 48,85$/b, il prezzi del petrolio hanno evidenziato una certa volatilità. Nel momento in cui scriviamo, il Brent sta prezzando a quota 49.16$/b, mentre il WTI a 47.12$/b. Il 4 maggio, sia il benchmark europeo e asiatico, sia il riferimento americano hanno toccato il minimo mensile, rispettivamente prezzando 48,26$/b e 45,76$/b sostanzialmente, a causa di due ragioni:

-In primo luogo, l’Energy Information Administration ha reso noto che le scorte di greggio USA sono diminuite di soli 930.000 barili nel corso dell’ultima settimana di aprile. In aggiunta, le scorte di benzine sono aumentate di 191.000 barili, oltrepassando del 10% il livello medio annuale segnato nel corso dell’ultimo decennio.

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La Costa d’Avorio è un esempio evidente dell’ingerenza e del neocolonialismo

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intervista a Michel Collon
da investigaction.net

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Olivier A. Ndenkop / Michel Collon

In questa intervista esclusiva, il giornalista e scrittore belga torna sulla conferenza di Parigi che aveva per tema “Gbagbo contro la Françafrique”

Le journal de l’Afrique (JDA): dal 2011 la Françafrique (la presenza francese in Africa) ha imperversato in diversi paesi africani: Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Mali, Libia. Perché scegliere di organizzare una grande conferenza sul caso del Gbagbo?

Michel Collon (MN) : con le forze limitate della nostra squadra Investig’Action, è impossibile trattare tutti questi interventi come sarebbe necessario! Ho molto lavorato sull’aggressione contro la Libia, producendo un libro e un piccolo film, è stata veramente una guerra contro tutta l’Africa.

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Cinquant'anni di guerra

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guerra sei giorni001 soldatidi Bassam Saleh, giornalista palestinese

Le guerre d’Israele, la lotta del popolo palestinese, le strategie belliche imperialiste

Ricorre in questo mese di giugno 2017, il 50° anniversario della “Guerra dei Sei Giorni”, finita con la disfatta dei Paesi arabi davanti all’esercito israeliano. Con quella guerra, Israele completa l’occupazione della Palestina storica, occupa il Sinai egiziano e le alture del Golan siriano. In pochi giorni, il mondo arabo ufficiale entra in una sorta di depressione nazionale e morale, che ha un solo precedente: la Nakba del 1948.

52 anni fa (1° gennaio 1965), nasceva il primo movimento di liberazione nazionale palestinese: Fatah, quasi in contemporanea con la fondazione dell’OLP (28/05/1964) voluta dal primo vertice dei capi di Stato arabi, con il ruolo determinante del carismatico leader panarabista, Jamal Abdel Nasser. Un’ organizzazione per la liberazione della Palestina, riconosciuta e finanziata dalla Lega Araba, come legittimo rappresentante del popolo palestinese. Questo avveniva quando i combattenti di Fatah lanciavano le loro prime azioni di guerriglia contro lo Stato israeliano. Invitando e incitando i palestinesi e gli arabi alla mobilitazione contro lo stato israeliano.

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La storia di una foto. Un mito da affrontare

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PIAZZA TIENANMEN facebookdi Diego Angelo Bertozzi

In relazione ai fatti di piazza Tienanmen del giugno del 1989 pubblichiamo un estratto del libro “Cina. Da sabbia informe a potenza globale” (Imprimatur, 2016) di Diego Angelo Bertozzi. Uno snodo storico fondamentale che, nella sua tragicità, ha influenzato la politica di riforma e la strategia egemonica del Partito comunista cinese.

Pur all'interno di un processo che garantisce la graduale uscita dalla povertà e lo sviluppo economico, sono diverse le contraddizioni prodotte dall'accelerazione del processo di riforma durante gli anni '90 e che portano insieme, anche se distinte, ai fatti drammatici del 1989. Da una parte c'è una classe operaia che deve fare i conti con l'impennata dell'inflazione e la riforma delle aziende statali, che ha ridotto pesantemente le garanzie sociali fino ad allora godute, e che chiede di essere tutelata sul luogo di lavoro; dall'altra c'è una agguerrita e giovane classe imprenditoriale che spinge per maggiori liberalizzazioni, privatizzazioni e riduzione del ruolo statale in economia e che, al contempo, appoggia e finanzia in prima persona nuovi e indipendenti organismi di rappresentanza di intellettuali e studenti che chiedono una profonda riforma del sistema politico in nome della democrazia e della fine del regime.

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È Nato il neonazismo in Europa

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ucraina nazi scudidi Manlio Dinucci
il manifesto, 13 giugno 2017

L’Ucraina, di fatto già nella Nato, vuole ora entrarvi ufficialmente. Il parlamento di Kiev, l’8 giugno, ha votato a maggioranza (276 contro 25) un emendamento legislativo che rende prioritario tale obiettivo. 

La sua ammissione nella Nato non sarebbe solo un atto formale. La Russia viene accusata dalla Nato di aver annesso illegalmente la Crimea e di condurre azioni militari contro l’Ucraina. Di conseguenza, se l’Ucraina entrasse ufficialmente nella Nato, gli altri 29 membri della Alleanza, in base all’Art. 5, dovrebbero «assistere la parte attaccata intraprendendo l’azione giudicata necessaria, compreso l’uso della forza armata». In altre parole, dovrebbero andare in guerra contro la Russia. 

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Il buco nell'acqua di Theresa May

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theresamay profiloEditoriale di Morning Star, quotidiano online vicino ai comunisti britannici (Communist Party of Britain) | da morningstaronline.co.uk

Traduzione di Marx21.it

Theresa May aveva avvisato gli elettori durante la campagna elettorale che, se le cose fossero andate male, la Gran Bretagna avrebbe dovuto affrontare la “coalizione del caos”.

L'idea che “una leadership forte e stabile nell'interesse nazionale”, stando a una sua affermazione, possa provenire da un'alleanza con il Partito Democratico Unionista (DUP) e resistere per cinque anni invita a riflettere sul senso della realtà di May.

Quale sarà il prezzo da pagare per imbarcare il DUP?

Le priorità del DUP sembrano essere quelle di far sventolare la bandiera britannica sugli edifici pubblici più spesso nell'Irlanda del Nord che in Inghilterra, di rifiutare i matrimoni tra persone dello stesso sesso e di stanziare notevoli somme per le organizzazioni della comunità gestite da “ex” paramilitari unionisti.

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