Cronaca della guerra contro la Siria

Cronaca della guerra contro la Siria

da oraprosiria.blogspot.it

Per rendere sopportabile la miseria di questa ingiusta guerra contro il popolo siriano, vari eventi sono costantemente organizzati. Così, sabato, abbiamo sperimentato “la prima maratona Qalamoun” a Deir Atieh, ad una ventina di km di Qara in direzione di Damasco...

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La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

PandoraTV

Intervista a Antonio Mazzeo

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La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

di Pasquale Cicalese

"Qui si aggiunge una seconda avvertenza, per l’Italia: la sua ritrovata centralità geografica equivale, in questo momento, a delicatezza geopolitica; e si somma alla nostra..."

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I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

di Manlio Dinucci

I caccia F-35 non sono gli unici ad essere stealth (furtivi), ossia capaci di sfuggire all’avvistamento. Tale capacità l’ha acquisita anche il governo Renzi. Si è impegnato lo scorso settembre, in base a una mozione Pd, a «riesaminare l’intero programma…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Cronaca della guerra contro la Siria

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Viva-Syria-2da oraprosiria.blogspot.it

Lettera di Padre Daniel

Mar Yakub, 
24 Ottobre , 2014

Una maratona con una solennità.

Per rendere sopportabile la miseria di questa ingiusta guerra contro il popolo siriano, vari eventi sono costantemente organizzati. Così, sabato, abbiamo sperimentato “la prima maratona Qalamoun” a Deir Atieh, ad una ventina di km di Qara in direzione di Damasco. Questo è stato un giorno molto speciale nella vita della comunità di Mar Yakub. L’animatore dei nostri volontari, che insieme con la sua famiglia appartiene alla nostra comunità, ora è presidente della Mezzaluna Rossa e doveva essere "ufficialmente" presente. Ci è stato chiesto con grande insistenza che tutta la comunità potesse esserci, e abbiamo accettato volentieri. La sicurezza è stata assicurata in modo più che sufficiente. Abbiamo iniziato la giornata del sabato come al solito con un'ora di silenzio, l’adorazione e quindi l'Eucaristia e dopo siamo partiti. Per strada tutto sembrava abbastanza normale, edifici sparsi dipinti o decorati con la bandiera siriana e il ritratto dell'attuale presidente o suo padre. Abbiamo anche visto dalla strada principale in lontananza il grande ospedale di Deir Atieh. Tuttavia, ci è stato detto che i ribelli hanno commesso all'interno molte distruzioni e anche omicidi di medici e personale infermieristico. Fortunatamente questi eventi sono passati .

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La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

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cina-italia colosseodi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Qui si aggiunge una seconda avvertenza, per l’Italia: la sua ritrovata centralità geografica equivale, in questo momento, a delicatezza geopolitica; e si somma alla nostra vulnerabilità economica. In queste condizioni, evitare una spaccatura fra l’Atlantico ed Eurasia è per l’Italia decisivo. Il nostro Paese rischia in effetti di essere, più che un crocevia, un incrocio pericoloso. Sulla nostra penisola, economicamente ancora dominata dai rapporti intra-europei, si scarica oggi l’impatto congiunto di quattro fattori esterni: i flussi di persone vengono principalmente dall’Africa; il gas viene anche e soprattutto dalla Russia ( oltre che dal Mediterraneo); nuovi investimenti finanziari vengono dalla Cina; la protezione militare viene ancora largamente dagli Stati Uniti. Africa, Russia, Cina, Stati Uniti. L’Italia non è solo sovra-esposta verso Est e verso Sud; è in sé un Paese di faglia. Di faglie, anzi. E ha alle spalle un’Europa che un tempo funzionava come vincolo ma anche come antidoto a collocazioni troppo incerte; oggi appare soprattutto un vincolo, che in qualche modo l’Italia è anzi spinta a forzare, sotto l’impatto della crisi economica, cercando sponde esterne. In una sorta di circolo vizioso, quanto più l’Europa di centro guarda con diffidenza alle fragilità dell’Italia, tanto più le faglie si allargano. Gestire un incrocio rischioso del genere non è affatto facile”. (Marta Dassù, Ritornare sulla Via della Seta – La Stampa 17 ottobre 2014)

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I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 30 ottobre 2014

AIR F-35 Manufacture Aft lgI caccia F-35 non sono gli unici ad essere stealth (furtivi), ossia capaci di sfuggire all’avvistamento. Tale capacità l’ha acquisita anche il governo Renzi. Si è impegnato lo scorso settembre, in base a una mozione Pd, a «riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget» da 13 a 6,5 miliardi di euro, cifra con cui – si stima –si potrebbe acquistare, oltre ai 6 già comprati, una ventina di F-35.

Contemporaneamente la ministra della difesa Pinotti si è esibita in una serie di manovre diversive: in marzo ha dichiarato che sugli F-35 «si può ridurre, si può rivedere», in luglio ha giurato che di fronte alle disfunzioni tecniche degli F-35 «l’Italia non acquisterà niente che non sia più che sicuro per i piloti», in ottobre ha annunciato «l’impegno per l’acquisto di altri due F-35».

A prenotarli per conto dell’Italia è stato il Pentagono che, il 27 ottobre, ha concluso un accordo con la Lockheed Martin (principale contractor) per l’acquisto di altri 43 F-35, di cui 29 per gli Usa, 4 rispettivamente per Gran Bretagna e Giappone, e 2 rispettivamente per Norvegia, Israele e Italia.

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Picchiati dalla polizia i lavoratori della Ast di Terni in presidio davanti all'Ambasciata tedesca a Roma [VIDEO]

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da www.fiom-cgil.it

Picchiati dalla polizia i lavoratori della Ast di Terni in presidio davanti all'Ambasciata tedesca a Roma. La delegazione è stata ricevuta e al termine del breve incontro l'ambasciata ha rilasciato il seguente comunicato:

“Il giorno mercoledì' 29 ottobre un presidio di lavoratori della Ast ha manifestato di fronte all'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma per contestare il piano industriale di ThyssenKrupp dello stabilimento di Terni. La delegazione composta da lavoratori e sindacati è stata ricevuta da un rappresentante dell'Ambasciata a cui è stata illustrata la ragione della protesta.”

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La via cinese

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laviacinese cass pdcidi Alessandro Cavaglià

Forum promosso dall'Istituto del marxismo di Pechino dell'Accademia delle scienze sociali (Cass) e dal Partito dei Comunisti Italiani

Roma, 28 ott. - La Cina presenta all'Europa il volto di un paese che cresce vorticosamente dal punto di vista economico, ma intende anche far conoscere i profili politici e ideologici collegati a tale processo. In questa chiave l'Istituto del marxismo di Pechino dell'Accademia delle scienze sociali (Cass) ha organizzato per la prima volta due incontri internazionali in Germania e in Italia sul tema della "Via cinese al socialismo". A Berlino l'incontro e' stato organizzato in collaborazione con l'Associazione Germania-Cina, in cui si ritrovano militanti e simpatizzanti sia della Linke che del Partito comunista tedesco, oltre a intellettuali indipendenti; mentre a Roma a ospitare il confronto e' stato il Partito dei Comunisti Italiani (Pdci). Gia' da alcuni anni Pechino promuove nella capitale cinese incontri periodici del Forum mondiale del socialismo, per favorire un confronto a livello internazionale tra studiosi, intellettuali marxisti e dirigenti politici delle forze di sinistra. Nell'ottobre dello scorso anno a Pechino era presente tra gli altri anche l'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema. Quella cinese e' una via inedita di societa' socialista, con lo Stato che indica indirizzi e priorita' di sviluppo e lascia al mercato - a differenza del dirigismo totale di stampo sovietico - lo spazio per rendere piu' dinamica l'economia e svilupparla piu' velocemente.

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La farsa elettorale in Ucraina

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di Flavio Pettinari per Marx21.it

kiev elezioni cartelloneCi sarebbe ben poco da commentare sulle elezioni della Verkhovna Rada d’Ucraina: l’esito era già scritto o, quanto meno, era prevedibile. Alla guerra civile in corso contro le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk si è affiancata una escalation della repressione contro l’opposizione, in particolare contro il Partito Comunista d’Ucraina, vittima di una campagna giudiziaria e di aggressioni culminata addirittura con l’arresto di un candidato nella regione di Dnepropetrovsk.

Significativa è stata, prima di tutto, l’astensione anche nelle regioni centro occidentali, segno di una sfiducia di massa verso la giunta di Kiev. Proprio il flusso dei dati sull’affluenza alle urne tradisce il rozzo sistema dei brogli, come era stato anticipato agli osservatori internazionali dal segretario comunista Simonenko immediatamente prima delle elezioni (link).

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Alcune considerazioni su quello che è successo sabato

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cgil manifestazione 2014Partito dei Comunisti Italiani
Federazione provinciale di Vicenza

I titoli dei giornali ci spiegano che sabato ci sono state, a Roma e a Firenze, due manifestazioni nelle quali erano presenti “due sinistre” politiche. Una sinistra di lotta nella manifestazione indetta dalla CGIL e una sinistra di governo con Renzi alla Leopolda. In genere si vuole far intendere che questa distinzione avviene all'interno di un unico partito, quello di maggioranza relativa. Quel PD, cioè, che governa con Renzi assieme al centro-destra di Alfano, stringendo patti con Berlusconi e con il beneplacito dei capitalisti nostrani (ai quali non esita a dispensare favori) ma che mantiene al suo interno anche quei dissidenti apparentemente di “sinistra” che sabato erano in Piazza San Giovanni con la CGIL.

Ebbene, questa visione delle cose è ingannevole per alcuni buoni motivi. Il primo, il più eclatante, è che la riunione della Leopolda, nella forma e nei contenuti, è stato quanto meno di “sinistra” si possa immaginare. In effetti è stata l'apoteosi di una politica schierata dalla parte delle classi dominanti e più ricche.

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"Il reset di Putin"

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Con il suo ultimo discorso a Sochi, Putin ha drasticamente resettato i rapporti tra la sua Russia e Washington. Un discorso ben meditato che sarebbe un grave errore sottovalutare

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Dilma rieletta: sollievo e allegria per la vittoria del popolo brasiliano

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dilma1414363747-1Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

La vittoria della presidente Dilma Rousseff, che è stata rieletta questa domenica per un altro mandato alla Presidenza della Repubblica, trasmette in primo luogo una confortante sensazione di sollievo. La nazione e il popolo si sono salvati dalla restaurazione conservatrice e neoliberale e dalla regressione civile che avrebbe rappresentato il ritorno del potere nelle mani della coalizione reazionaria guidata dal PSDB e dal suo candidato sconfitto, Aécio Neves.

Nessuno dubita che, se Aecio avesse vinto la disputa, il governo centrale della Repubblica sarebbe caduto nelle mani di una camarilla golpista, revanscista, avida e rapace, pronta a liquidare le conquiste che nel corso degli ultimi 12 anni hanno rafforzato la democrazia e hanno aperto la strada al progresso sociale.

Questa minaccia di regressione è piena di significati, in un paese che, essendo stato, nel corso di tutta la sua storia, in balia di pochi, governato da classi dominanti retrograde e subordinato all'imperialismo statunitense, pareva eternamente votato all'arretratezza, al sottosviluppo, alla dipendenza esterna e all'ingiustizia sociale più perversa.

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Petro Simonenko: “Le elezioni in Ucraina non sono democratiche e legittime”

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ukraine-electionsda www.kpu.ua
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La farsa elettorale in Ucraina si è consumata. E si è consumata in un clima di intimidazione, aggressione e criminalizzazione di chiunque non si allinei al clima di isteria ultra-nazionalista e bellica, mentre si prepara la messa al bando del Partito Comunista e di altre forze democratiche del paese, e nel Donbass continua ad infuriare la guerra scatenata dal governo golpista al servizio dell'imperialismo e condotta, con modalità feroci che ricordano i tempi dell'aggressione nazista, anche da bande di criminali fascisti. In questo contesto, peraltro secondo dati verosimilmente gonfiati e manipolati, si sarebbe recata alle urne solo la metà degli elettori di questo paese sprofondato nella più pesante crisi economica e sociale della sua storia recente. E non servono certo i servizi trionfalistici sulla “vittoria degli europeisti” propinatici dall'apparato mediatico dominante di casa nostra e degli altri paesi occidentali a mascherare il fallimento di questa operazione di regime, che il Partito Comunista di Ucraina ha giustamente definito “non democratica e non legittima” già alla vigilia dello svolgimento della consultazione.

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"Fermare i crimini barbari nel Donbass! Giù le mani dal Partito Comunista di Ucraina!”

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Dichiarazione del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Sono due gli autori della tragedia in Ucraina: l'oligarchia del paese, che ha instaurato la sua dittatura, e l'imperialismo occidentale, che aspira alla dominazione del mondo. La storia insegna: quando il grande capitale ha bisogno di consolidare il suo potere, nutre volentieri le falangi degli autori di pogrom nazisti. I magnati ucraini hanno imparato a trasformare il potere in denaro, e il denaro in potere. E' con la loro benedizione che contro i civili sono usate armi proibite. E mentre raccolgono la loro sanguinosa mietitura, Washington e Bruxelles si fregano le mani.

Si continua a dividere l'Ucraina. Una guerra feroce è scatenata nei mezzi di informazione di massa. Sono definite terroriste le persone che difendono le proprie case, il proprio diritto a vivere secondo i costumi degli antenati e a parlare nella lingua madre. Con il denaro sottratto ai cittadini, vengono costruite bugie mostruose e vili indirizzate contro i fratelli slavi. Poiché incontra una strenua resistenza in Novorossya, la giunta di Kiev cerca di dividere i popoli della Russia e dell'Ucraina con fossati anticarro e filo spinato.

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Manifestazione Nazionale CGIL - Dichiarazione di Cesare Procaccini, segretario nazionale del PdCI

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cgil pdci piazza"Una giornata straordinaria, noi a fianco della Cgil. Parlamento senza opposizione"

"Una giornata straordinaria, una grande prova di democrazia e una risposta a quanti vogliono fare carta straccia dei diritti dei lavoratori". Lo afferma il segretario del Pdci, Cesare Procaccini, presente a piazza della Repubblica fin dalle prime ore della mattina. "Questo governo – continua il segretario del Pdci - non dimostra nessuna discontinuità rispetto ai precedenti esecutivi, colpisce i più deboli e avvantaggia i forti. Ma in queste ultime misure c’è un elemento nuovo: si vuole mettere in discussione la dignità stessa del lavoro. Una cosa affatto moderna, anzi uno dei peggiori retaggi dell’inizio del secolo scorso. Precarietà, sfruttamento e salari da fame non possono creare sviluppo, fa bene la Cgil a dire no e a scendere in piazza. Noi siamo al suo fianco. Semmai dobbiamo amaramente registrare la solitudine istituzionale e politica nella quale è lasciato il più grande sindacato italiano: dove è l’opposizione in Parlamento? Ancora una volta – sottolinea Procaccini – si sente la mancanza dei comunisti in Parlamento e questo deve essere un monito per tutti noi affinché vengano messi da parte personalismi e divisioni e si lavori per ridare al Paese una grande forza comunista e realmente di sinistra".

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Criminale attentato terrorista contro i comunisti del Venezuela

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jcv attentato sedeNota ufficiale del Partito Comunista del Venezuela (PCV)
da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

L'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela (PCV) denuncia pubblicamente che nelle prime ore del 21 ottobre, è stato compiuto un criminale attentato terrorista contro il locale del PCV situata nel settore di Artigas del quartiere Paraiso, a Caracas, dove opera la sede nazionale della Gioventù Comunista del Venezuela (JCV).

L'attentato è avvenuto alle 2:30, con l'esplosione di artefatti incendiari sulla facciata e all'interno del locale, mettendo in pericolo la vita di un gruppo di dirigenti e militanti della JCV che si trovava sul posto dopo avere svolto attività di propaganda.

Questo gruppo della JCV ha agito in modo responsabile e con serenità, cercando di contenere le fiamme e isolando lo spazio, in attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco del Distrito Capital e degli effettivi della Polizia Nazionale Bolivariana.

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Brasile: la vittoria verrà dal confronto tra progetti e con il popolo nelle strade

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dilmaperiferiaricardostuckertinstitutolulaEditoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

L'ultima settimana di campagna elettorale è segnata da un intenso dibattito di idee e mobilitazione popolare. La presidente Dilma, candidata alla rielezione per la coalizione Con la Forza del Popolo, ha separato nitidamente i campi, ha indicato che cosa sia in gioco, ha rafforzato la sua identità democratica, patriottica e popolare e ha smascherato, con denunce consistenti e ben provate, il carattere antipopolare, neoliberale e reazionario del candidato tucano (conservatore) Aécio Neves.

Dal momento della ritorno alla democrazia nel paese e dallo svolgimento delle prime elezioni presidenziali, nel 1989, la campagna che ora si sta chiudendo è stata la più serrata e quella che ha reso più marcato lo scontro politico e ideologico tra due progetti agli antipodi, e che inevitabilmente segnerà lo sviluppo della lotta politica fin dal primo momento post elettorale e avrà inevitabili implicazione nella dislocazione dei partiti.

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Art. 18 e dintorni

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mat-renzi-thatcher-1di Giuliano Cappellini, della redazione di Gramsci oggi

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

A quali condizioni del lavoro si riferiscono le riforme di Renzi?

Se nel nostro paese gli imprenditori si fossero conformati da molto tempo ad una prassi di rispetto della dignità del lavoratore e, dunque, non usassero l’arbitrio nei licenziamenti individuali, si potrebbe pensare che l’articolo 18 è una norma obsoleta che potrebbe essere cancellata, non foss’altro che per rispetto ad una categoria (gli imprenditori) di cittadini coscienziosi. Ma la realtà è un’altra ed il degrado raggiunto nei rapporti reali di lavoro dovrebbe essere ormai monitorato da un’apposita indagine conoscitiva parlamentare, sia perché l’ultima1 si riferisce alle condizioni del lavoro subordinato di circa 50 anni fa, sia perché senza un’indagine conoscitiva, la riforma Renzi che cancella l’art. 18 sembra rispondere solo ad una paranoia ideologica.

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"La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra"

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Presentazione del libro di Domenico Losurdo nella trasmissione "Il caffè di Raiuno", 21 ottobre 2014

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Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

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costruire manifesto urssda www.ricostruirepc.it

Pochi giorni sono passati dalla pubblicazione dell’Appello che propone un’Associazione per la ricostruzione del partito comunista, seguito dalle prime 100 adesioni. Oggi siamo già a quota 500, nonostante la campagna per la raccolta di nuove adesioni abbia avuto per lo più – e mantenga, in questa fase – un carattere non di massa ma qualificato. Altre continuano ad arrivare, spesso corredate da commenti incoraggianti: al punto che pensiamo di raggiungere le 1000 adesioni qualificate entro la fine dell’anno 2014. Saremo così in grado di lanciare la fondazione dell’Associazione, con cui avviare un percorso costituente di ricostruzione del partito comunista. Qui di seguito pubblichiamo l’Appello e le 500 firme: dirigenti e militanti attivi del Prc e del Pdci, ex iscritti, comunisti senza tessera, delegati sindacali, compagne e compagni impegnati in diversi ambiti della società. Come si vede, alcuni nominativi presentano dati incompleti: in questo caso, si prega di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

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Brasile: la lotta continua

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dilma encuestadi Albano Nunes* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Con il 42% dei voti espressi, Dilma Rousseff ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali. Si tratta di una buona notizia. E' certo che la battaglia del secondo turno il 26 ottobre si annuncia particolarmente dura. Ma in un quadro internazionale segnato dalla violenta offensiva dell'imperialismo, la reale possibilità che, contro un vastissimo schieramento di opposizioni che vanno dall'estrema destra all'estremismo di sinistra, Dilma Rousseff possa essere probabile vincitrice, è già un evento di importante significato politico, non solo per il Brasile ma per l'America Latina e per il mondo.

La nostra simpatia e solidarietà con la candidatura appoggiata dal Partito dei Lavoratori e da altre forze di sinistra tra cui il Partito Comunista del Brasile, non ignora le difficoltà, le contraddizioni e i limiti del processo di cambiamento in corso in questo immenso paese/continente. Né dimentica che insieme alle elezioni presidenziali si svolgono le elezioni per i governatori di diversi stati, per i deputati e i senatori e che, nonostante i cambiamenti che occorre valorizzare, il rapporto di forze risultante rimane globalmente sfavorevole alle forze di sinistra.

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Sempre più vi-Cina

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LiKeqiang italiadi Francesco Valerio della Croce

L’occasione della visita del premier cinese, Li Keqiang, è stata inaspettatamente colta da una parte dell’informazione nazionale per porre una lente d’ingrandimento sulle relazioni economico-commerciali tra Italia e Cina. Ma a che punto è lo sviluppo di questa partnership?

“L’allargamento al mercato cinese può essere per l’Italia di oggi dello stesso segno e importanza di quello che fu l’allargamento dell’Italia di ieri al mercato europeo e americano”. Così esordisce nel suo editoriale di martedì 14 ottobre il direttore del giornale di Confindustria, Roberto Napoletano. Si sa che lo stile giornalistico impone che nell’introduzione di un articolo debba essere racchiuso il cuore, il messaggio sintetico del testo. Se così è, le parole scritte da Napoletano sul Sole24Ore non possono che essere prese nella considerazione più giusta. A farci comprendere meglio l’importanza attribuita alla visita in Italia del premier della Repubblica Popolare Cinese, Li Keqiang, di alcuni giorni fa è addirittura l’edizione del 13 ottobre dello stesso giornale, il quale ospita in prima pagina ed in evidenza una lettera inviata dal premier cinese al quotidiano ed, ovviamente, il suo contenuto. Li Keqiang, nel solco della cultura orientale che permea l’immaginario collettivo e la sensibilità del popolo cinese, definisce le relazioni tra Italia e Cina “l’albero sempre verde”.

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