25 novembre. No alla violenza contro le donne!

25 novembre. No alla violenza contro le donne!

di Marica Guazzora

“Ogni forma di violenza perpetrata nei confronti della donna è femminicidio. Non si viola solo il corpo, si viola la dignità, si calpesta la persona. E’ il predominio del maschio. E’ il sopruso del più forte nei confronti del più…

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Allarme Cina negli Usa

Allarme Cina negli Usa

di Manlio Dinucci

Il governo cinese ricorre a «sleali» pratiche commerciali, stimolando l’economia e le esportazioni con incentivi statali invece di intraprendere «sostanziali riforme economiche»: è questa la prima accusa contenuta nel rapporto presentato in novembre al Congresso degli Stati uniti dalla US-China…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Crisi di sistema e necessità di un'alternativa. Quale ruolo per i comunisti

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falcemartello stelle striscedi Alexander Höbel | da www.ricostruirepc.it

1. La crisi capitalistica come “crisi generale”

La crisi capitalistica in corso ormai da diversi anni – crisi economica ma anche sociale, politica e ideale – va connotandosi sempre di più come una “crisi generale” del sistema1. Affiancandosi a una degradazione costante dell’ambiente e del clima, frutto degli stessi meccanismi economici, essa si delinea ormai come una vera e propria “crisi di civiltà”, con rischi molto pesanti per i popoli e per l’umanità intera2. Per il geografo marxista David Harvey, sono molte le contraddizioni strutturali che rendono necessario e possibile andare oltre il capitalismo, sulla base di un “umanesimo rivoluzionario” che “unifica il Marx del Capitale con quello dei Manoscritti economici e filosofici del 1844”3.

Dal canto suo Thomas Piketty, pur muovendo da presupposti non marxisti, ha confermato con una notevole mole di dati che negli ultimi decenni le diseguaglianze di reddito e nella distribuzione delle ricchezze si sono enormemente ampliate4. Ne risulta dunque smentita la tesi, propria anche di diversi premi Nobel per l’economia, di una tendenza alla “convergenza” dei redditi frutto dei meccanismi del mercato; al contrario, è ampliamente confermata l’analisi di Marx sul capitalismo come sistema polarizzante, ossia come sistema che tende ad allargare le differenze sul piano economico e sociale, ponendo sempre di più ristrette e potentissime oligarchie – la “classe capitalistica transnazionale”5 – in contraddizione violenta con gli interessi e la vita di masse sterminate di donne e uomini.

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Cesare Procaccini: "Un astensionismo drammatico che mette a rischio la democrazia"

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broken pencil by acrophobicowl-d509od1Il primo dato emerso dalle elezioni regionali di domenica scorsa in Emilia Romagna e Calabria è rappresentato dall’astensionismo (hanno partecipato al voto il 38% circa degli aventi diritto nella prima regione ed il 43% circa nella seconda), esploso a livelli mai conosciuti precedentemente. Questo dato è il segno di una sconfitta netta del governo Renzi che, con le sue riforme antipopolari, sta progressivamente restringendo gli spazi di democrazia. Penso alla scellerata riscrittura della Costituzione, all’antidemocratico sistema elettorale chiamato Italicum, all’accanimento contro i diritti dei lavoratori operato con il JobsAct. Uno scollamento forte tra governo e Paese che si accompagna ad una crescente e straordinaria mobilitazione del sindacato che ha risvegliato e richiamato alla lotta il mondo del lavoro, stanco di subire gli effetti di una crisi ingiusta e senza fine.

Rivolgo un ringraziamento ai compagni e alle compagne che nelle due Regioni hanno permesso di registrare un risultato assai significato per le liste sostenute dai Comunisti Italiani (3,7% in Emilia e 4,4% in Calabria). In particolare, desidero complimentarmi col Professor Piergiovanni Alleva, eletto nel consiglio regionale emiliano e con noi impegnato nella ricostruzione del Partito Comunista e di una sinistra di classe più forte.

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25 novembre. No alla violenza contro le donne!

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noviolenzasulledonnedi Marica Guazzora
da donneinrosso.wordpress.com

La violenza degli uomini contro le donne non si ferma, in ogni parte del mondo.

“Ogni forma di violenza perpetrata nei confronti della donna è femminicidio. Non si viola solo il corpo, si viola la dignità, si calpesta la persona. E’ il predominio del maschio. E’ il sopruso del più forte nei confronti del più debole, che non si manifesta solo in questo campo. Le violenze degli uomini contro le donne non hanno passaporto: i violenti non hanno nazionalità. La violenza sulle donne è un fenomeno che non ha altra identità se non quella di genere maschile.

La maggior parte delle violenze le donne le subiscono in casa, dai propri uomini italiani, le statistiche parlano chiaro. Ma di questo si preferisce tacere mentre nel 53% dei casi l’aggressore di una donna è il proprio marito o partner, seguono le donne che dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (9%), da parte del fidanzato (2%), mentre sono soltanto il 2% le donne che dichiarano di aver subito violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto.

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Allarme Cina negli Usa

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china-usa-bacchettedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 25 novembre 2014

Il governo cinese ricorre a «sleali» pratiche commerciali, stimolando l’economia e le esportazioni con incentivi statali invece di intraprendere «sostanziali riforme economiche»: è questa la prima accusa contenuta nel rapporto presentato in novembre al Congresso degli Stati uniti dalla US-China Economic and Security Review Commission.

Nonostante l’aumento dell’export Usa in Cina, il deficit degli Stati uniti negli scambi commerciali con la Cina è salito nel 2013 a 318,4 miliardi di dollari, e continua ad aumentare. Si tratta del più alto deficit registratosi, su scala mondiale, negli scambi commerciali tra due paesi. Il valore dei prodotti made in China importati dagli Stati uniti supera di quattro volte quello dei prodotti made in Usa esportati in Cina. Ciò ha contribuito a provocare un calo del 29%, dal 2001 al 2014, dell’occupazione nel settore manifatturiero statunitense.

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America Latina. Verso l'egemonia post neoliberista

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acn banderas mercosurdi Emir Sader* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

L'America Latina è stata la prima vittima del neoliberismo. La nostra regione è stata quella con il maggior numero di governi neoliberisti più radicali.

Basti pensare a ciò che era lo stato sociale cileno, tra i più avanzati del continente, e come tali conquiste sono state distrutte, da processi di mercantilizzazione di diritti conquistati dai cileni nel corso di decenni. O vedere come l'Argentina autosufficiente sul piano energetico, abbia avuto la sua impresa statale privatizzata e consegnata a corporazioni multinazionali.

Proprio per questo, l'America Latina si è affermata come il continente dove sono apparsi e sviluppati governi che cercano di superare il neoliberismo, un fenomeno unico nel mondo di oggi. Non è possibile mettere in dubbio il fatto che tali governi abbiano rappresentato la forma più efficace di risposta alla crisi del neoliberismo. Basta guardare a come hanno reagito questi governi e i risultati che hanno ottenuto e paragonarli a paesi del continente che non lo hanno fatto – come il Messico – o all'Europa, che insiste con le risposte neoliberiste alla crisi neoliberista, buttando benzina sul fuoco e sprofondando in una crisi che non vede uscita all'orizzonte.

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Podemos e la nuova Weimar europea

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tsipras-iglesiasdi Alessio Arena | da frontepopolare.net

Pubblichiamo un articolo del compagno Alessio Arena, dei GC di Milano, come utile contributo a una maggiore conoscenza delle vicende della sinistra in Europa e al confronto sui compiti e le prospettive dei comunisti

«Lo spontaneismo non esiste, e se esiste è organizzato». Questa fondamentale lezione di Lenin, formulata ormai un secolo fa, sembra oggi essere scomparsa dalla coscienza dell’opinione di sinistra, facile preda della capacità egemonica e di orientamento delle classi dominanti e dei loro mezzi di comunicazione di massa. Il fiorire repentino di soggettività politiche prive di radicamento sociale, ma oggetto di attenzione quasi maniacale da parte dei media, suscita in essa entusiasmo e smanie di emulazione, invece che sospetto e interrogativi inquietanti.

Il caso di Podemos in Spagna, “piattaforma politica” promossa in gennaio dall’opinionista televisivo Pablo Iglesias e da un gruppo di altri “giovani” operatori del settore della comunicazione, subito sostenuti da Izquierda Anticapitalista (equivalente iberico dei succedanei di Sinistra Critica in Italia) e da altri vecchi arnesi della “sinistra radicale” anticomunista e recentemente trasformatosi in partito, sembra essere in questo senso paradigmatico.

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Uscire dalla NATO. Si può essere in maggioranza

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notonatodi Giulietto Chiesa | da megachip.globalist.it

Un lettore descrive una scena emblematica sulla presenza militare in Italia. Giulietto Chiesa lancia la proposta: battiamoci per uscire dalla Nato

Buongiorno Giulietto, 
mi trovo in auto con un mio collega e nel tratto tra Venezia e lo svicolo per Bologna abbiamo viaggiato all' interno di una colonna infinita di mezzi da guerra americani. All'interno soldati in tuta mimetica con addirittura l'elmetto in testa. Quel che è peggio ė che nessun mezzo aveva una targa. Una situazione spaventosa che ė solo indicativa di un qualche tipo di escalation: mai mi ė capitato di vedere una simile colonna di mezzi militari, nemmeno italiani. Per la prima volta, pur sapendolo da molto tempo, mi sono sentito davvero sotto occupazione.

Ho fatto alcune foto con la macchina fotografica e che ora non riesco ad allegare, che purtroppo non rendono l'entità della colonna che viaggiava presumibilmente verso Vicenza.

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Contributo del Partito Comunista Portoghese al 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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pcp bandiera closeupda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

A nome del Partito Comunista Portoghese, salutiamo tutti i partiti presenti al 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai e, particolarmente, il Partito Comunista dell'Ecuador che ospita questo incontro, riaffermando l’impegno a contribuire per la collaborazione e la solidarietà internazionalista.

I – L’aggravamento della crisi strutturale del sistema capitalista continua a marcare i principali sviluppi della situazione internazionale.

Quasi sei anni dopo l’esplosione della crisi iniziata negli USA la situazione economica e sociale nei principali poli capitalisti (UE, USA e Giappone), resta caratterizzata dalla stagnazione, con ampie e differenti ripercussioni a livello mondiale, e rimane sotto la minaccia della recessione latente e della possibile esplosione di nuove crisi che possono avere conseguenze ancora più profonde.

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Non abbiamo consentito che ci ingannassero una seconda volta

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evgenijprimakovIntervista a Evgenij Primakov

Evgenij Primakov: Bene che non abbiamo consentito che ci ingannassero una seconda volta

Evgenij Maksimovich, quanto importanti possono essere gli effetti delle sanzioni reciproche sulla politica mondiale e l'economia?

Non sono d'accordo con il termine «sanzioni reciproche». Le sanzioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati contro la Russia – sono le uniche. Le misure di risposta adottate dalla Russia sono un'altra cosa. Lo scopo delle sanzioni economiche contro la Russia è un suo indebolimento volto a spingerci in un angolo, a mettere in pratica l'idea di una «rivoluzione colorata» nel nostro paese. Le misure in risposta, che non sono commisurate alla scala delle sanzioni anti-russe, sono destinate principalmente alla creazione di un ambiente non favorevole all’escalation delle sanzioni imposte dall'Occidente.

Certo, con questo si dà un segnale ai dicasteri competenti, alle aziende che devono sostenere i produttori nazionali per alleggerire la nostra dipendenza dalle importazioni, in particolare nel settore alimentare.

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Un Fronte unito di popoli e paesi per l’alternativa alla globalizzazione imperialista*

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bandierine rossedi Andrea Catone

*Relazione tenuta in qualità di rappresentante della rivista “MarxVentuno” al V Forum del Socialismo Mondiale (organizzato dal “World Socialism Research Center”, presso l’Accademia Cinese di Scienze Sociali e il “China Center for Contemporary World Studies”, tenutosi a Pechino il 13-14 ottobre 2014) e pubblicata sull’ultimo numero di “MarxVentuno”

La “globalizzazione” – termine che, già noto prima, viene abbondantemente utilizzato a partire dagli anni ‘90, dopo il crollo dell’URSS e l’apertura alle potenze capitaliste occidentali di un vasto mercato in aree che in precedenza erano controllate e regolate da un potere politico orientato al socialismo – non è neutrale, non significa la libera espansione del mercato mondiale su una base di parità, ma è essenzialmente una “globalizzazione imperialista”, che intende imporre in tutto il mondo il modello capitalista neoliberista, gli interessi dei grandi monopoli occidentali, privando molti paesi delle loro risorse. E quando alcuni paesi hanno resistito, cercando il proprio percorso di auto-sviluppo, le potenze occidentali, guidate dagli Stati Uniti, hanno fatto ricorso all’aggressione militare (Iraq, Serbia, Libia, Siria ...), come al tempo del grande Lenin (in quest’anno ricordiamo il 90° anniversario della sua morte), quando ha elaborato la categoria scientifica di “imperialismo”.

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Petro Simonenko: “Ucraina unita e Ucraina Sovietica sono concetti identici”

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simonenko21da www.kpu.ua 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Oggi, anche coloro che per anni ci hanno gettato addosso fango, che hanno accusato il Partito Comunista di Ucraina di tutti i peccati mortali, che hanno incitato l'opinione pubblica alla “caccia alle streghe” e che hanno cantato le lodi di tre presidenti, devono riconoscere ormai apertamente che la federalizzazione e decentralizzazione proposte dai comunisti avrebbero preservato l'unità del paese. Ma i politici non avevano voluto ascoltare. Non volevano ascoltare i comunisti, che chiedevano un referendum e l'esame alla Rada Suprema dei problemi legati alla riforma amministrativa e al rafforzamento dei diritti delle comunità territoriali. E' quanto ha sostenuto il leader dei comunisti ucraini Petro Simonenko.

Così, nel corso della sua conferenza stampa, abbiamo sentito colui che di volta in volta ha parlato per conto rispettivamente di Kuchma, Yuschenko e Poroshenko, Vadim Karasev, sostenere apertamente che oggi ci troviamo di fronte alla dissoluzione dell'Ucraina, e che la colpa di ciò è da attribuire al ritardo della risposta dei politici alle sfide del momento e alla richiesta dei nostri cittadini di attuare una transizione graduale alla struttura federale.

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Cinquant'anni del Partito Comunista dell'India (Marxista). Un anniversario storico

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cpim-rally 021912102627di Prakash Karat, Segretario Generale del Partito Comunista dell'India (Marxista)

"Peoples Democracy”, settimanale del PCI (M)

Traduzione di Marx21.it

La formazione del Partito Comunista dell'India (Marxista) ha segnato un importante fase nel movimento comunista del paese. Cinquanta anni fa, 32 membri del Consiglio Nazionale del Partito Comunista dell'India abbandonarono la riunione del Consiglio per decidere di rifondare il Partito Comunista sulla base di un nuovo Programma. In occasione di questo anniversario storico, noi commemoriamo il ruolo svolto da questa parte della leadership del partito unito. Il nucleo era costituito da nove membri del primo Ufficio Politico eletto al Settimo Congresso: P. Sundarayya, EMS Namboodiripad, Harkishan Singh Surjeet, A K Gopalan, Jyoti Basu, Promode Dasgupta, M Basavapunnajah e P. Ramamurthi. Dei 32 membri del Consiglio Nazionale, oggi solo due sono con noi: V S Achuthanandan e N Sankariah.

Il Settimo Congresso del PCI (M) del novembre 1964 segnò una rottura con il revisionismo e l'epilogo di una lotta lunga decenni all'interno del Partito Comunista unito sulla questione fondamentale in merito a cosa deve essere un percorso rivoluzionario, sulla strategia.

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La rivoluzione d'Ottobre e la costruzione del partito comunista in Italia*

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Lenin-90-anni-dalla-morte-634x396di Fosco Giannini

*relazione tenuta venerdi 7 novembre 2014 alla “Casa Rossa” di Milano, in occasione della celebrazione della Rivoluzione d’Ottobre

Nell’affrontare il tema della Rivoluzione d’Ottobre, una prima questione da mettere a fuoco è la seguente: perché oggi, nel mondo occidentale-capitalistico, la Rivoluzione d’Ottobre è tanto attaccata, demonizzata, resa caricaturale e ridotta – non solo a destra, ma anche tra la sinistra moderata, socialdemocratica e “radical” – al rango di “colpo di stato”, di un “putsch” dagli “inevitabili” effetti degenerativi, dittatoriali ? Per rispondere a tale quesito possiamo riassumere e utilizzare l’analisi che faceva Freud sul tabù dell’incesto: tale tabù – affermava Freud – è tanto orrorifico, dissemina tanta paura quanto è forte la pulsione stessa all’incesto. E, da parte del capitale, tanto forte è la demonizzazione dell’Ottobre quanto è stata grande e tuttora è grande la paura della Rivoluzione. E’ “lo spettro comunista” che s’aggira e fa tremare, oggi come ieri, i padroni. Ed è interessante disvelare la tenaglia ideologica reazionaria con la quale la borghesia vorrebbe stringere la testa dell’Ottobre: da una parte si utilizza il più frusto e abusato dei “nuovismi”, secondo il quale dal 1917 ad oggi è passato così tanto tempo da rendere vetusti, obsoleti, sia Marx che Lenin e dunque l’intero l’Ottobre; d’altra parte, come premettevamo, si rimuove l’Ottobre per il terrore perenne che la Rivoluzione e la costruzione concreta del socialismo hanno suscitato nelle file dei borghesi e nel potere imperialista.

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Asian Games: Putin-Obama 2-0

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obama putin apecdi Manlio Dinucci | da il manifesto

Un Putin messo alle corde da Obama sia a Pechino che a Brisbane, costretto a lasciare in anticipo il G20: questa l’immagine mediatica che ci hanno presentato. Esattamente l’opposto di quanto avvenuto.

A Pechino per il vertice Apec, Obama ha concluso con la Cina uno «storico» quanto fumoso accordo che prevede la riduzione delle emissioni di gas-serra entro il 2030. Putin ha concluso con la Cina 17 accordi operativi di importanza strategica. Anzitutto quello trentennale sulla fornitura di 30-40 miliardi di metri cubi di gas naturale attraverso un corridoio energetico dalla Siberia occidentale alla Cina nord-occidentale. Una volta ultimato, la Cina diverrà il maggiore importatore di gas russo. Sono stati inoltre siglati accordi su progetti energetici congiunti nella regione di Arcangelo e nell’estremo oriente russo.

Le maggiori compagnie energetiche russe – Gazprom, Rosneft e Lukoil – stanno per quotare le loro azioni alla Borsa di Honk Kong, non in dollari ma in monete asiatiche: yuan cinese, dollaro di Hong Kong, dollaro di Singapore. Il processo di dedollarizzazione degli scambi commerciali, estremamente temuto dagli Stati uniti, compie un ulteriore passo avanti con l’accordo tra la Banca centrale russa e la Banca popolare di Cina. Inoltre la Exim Bank, che finanzia l’export-import della Cina, ha effettuato investimenti in banche russe (Vnesheconombank, Vtb, Rosselkhozbank) colpite dalle sanzioni Usa/Ue.

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Intervento del PdCI al 16mo Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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16imcwpdi Fausto Sorini, segreteria nazionale del PdCI, responsabile esteri

(Guayaquil, Ecuador), 13-15 novembre 2014

-Ringraziamo il PC dell'Ecuador per il grande sforzo fatto nell'organizzazione di questo incontro.

-In questo intervento, tenendo conto della discussione complessa che si è svolta tra noi in questi giorni, vorremmo toccare un solo punto, che concerne il processo di ricostruzione di un movimento comunista e rivoluzionario internazionale, giunto dopo un ventennio di intenso lavoro, ad una tappa critica: una tappa che può segnare o l'inizio di una nuova fase di sviluppo di tale processo, o una sua regressione.

Ciò dipende da noi; e siamo ancora in tempo per dare insieme un segno nella buona direzione.

-Consideriamo non solo legittima e inevitabile una discussione politica e teorica fondamentale tra noi, franca, diretta, senza diplomatismi; utile e necessaria per elevare il livello politico e ideologico qualitativo del nostro movimento e lo stesso sviluppo dinamico del marxismo e del leninismo. 

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All'APEC di Pechino la Cina si presenta al mondo come superpotenza

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apec china danzadi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Stupefatti. Così sembravano gli analisti e i corrispondenti del Sole 24 Ore a Pechino l’11 novembre, i primi in Italia a capire che durante il vertice Apec stava succedendo qualcosa di storico. Erano stupefatti dalla grande capacità strategica e diplomatica di Xi Jinping, che in un solo giorno, il 10 novembre, con una potenza di fuoco impressionante, umiliava il Giappone, siglava un accordo di libero scambio con la Corea del Sud per un valore di 160 miliardi di dollari, siglava swap valutari con il Canada (valore 200 miliardi di dollari), con la Malesia e con l’Indonesia, firmava un nuovo mega accordo sul gas con Mosca del valore di 400 miliardi di dollari, comunicava la prossima firma di un trattato di libero scambio con l’Australia, ai paesi Asean prometteva 40 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali lungo la Via della Seta Marittima ( in totale gli investimenti lungo la Silk Road nei prossimi decenni ammontano a 8 mila miliardi di dollari), agli amministratori delegati del vertice Apec informava che la Cina investirà all’estero nei prossimi dieci anni 1250 miliardi di dollari (guarda caso quasi l’ammontare dei titoli di stato Usa detenuti dalla Cina..), importerà beni per 10 trilioni di dollari e ci saranno 500 milioni di turisti cinesi e, infine, proponeva un’area di libero scambio asiatica alternativa all’americana TTP, approvata il giorno dopo da parte di tutti i partecipanti asiatici.

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L’esempio della “Pasionaria”

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dolores ibarruridi Alexander Höbel
da donneinrosso.wordpress.com

Si è molto parlato, negli scorsi giorni, dei 25 anni trascorsi dall’apertura, e poi dall’abbattimento, del Muro di Berlino. Ma in questi stessi giorni vi è stato un altro 25° anniversario, quello della scomparsa di Dolores Ibárruri, la “Pasionaria”, un’icona e una protagonista di primo piano del comunismo novecentesco.

Nata a Gallarta, nei Paesi baschi, alla fine del 1895, Dolores Ibárruri era l’ottava di undici figli di una famiglia di minatori. Nelle sue Memoria di una rivoluzionaria (Editori Riuniti, 1963), definendosi “di pura razza mineraria”, ricorderà la durezza di quella vita, scura “come un pozzo profondo, senza orizzonti, senza prospettive”, e il lungo percorso compiuto per trasformare la “rabbia disperata”, il “sentimento di ribellione” in “consapevolezza” politica e ideale, per quella “trasformazione di una semplice donna del popolo in una combattente rivoluzionaria, in una comunista”, che lei poté vivere.

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Si è concluso a Guayaquil (Ecuador) il 16° Incontro Internazionale dei Partiti comunisti e operai

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guayaquil 16mo

Erano presenti quest'anno 85 delegati di 53 partiti comunisti da ogni continente, tra cui quasi tutti i principali: brasiliani, cubani, colombiani, argentini, boliviani dall'America latina; sudafricani e sudanesi dall'Africa; libanesi e siriani dal Medio Oriente; portoghesi, greci, ciprioti, francesi, spagnoli, ceco-moravi, russi, bielorussi dall'Europa; cinesi, vietnamiti, indiani, coreani dall'Asia.

Dall'Italia presente il solo PdCI.

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