Si alla Pace! No alla NATO!

Si alla Pace! No alla NATO!

da avante.pt

Seguiamo l'esempio che ci viene dal Portogallo e da altri paesi d'Europa. Mobilitiamoci anche in Italia, in vista del Vertice NATO di Varsavia!

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Il card. Zen sulla rotta di collisione

Il card. Zen sulla rotta di collisione

di Francesco Sisci

Pubblichiamo l'interessante riflessione del sinologo Francesco Sisci sugli sviluppi del confronto tra Cina e Vaticano

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Egitto: un appello all’intellighenzia

Egitto: un appello all’intellighenzia

di Marco Alloni

È debito indelebile quello che abbiamo tutti con Amedeo Ricucci. La sua massima più famosa, che qui translittero – “Facile fare i gay con il corpo degli altri” – resta fra gli insegnamenti cardinali dell’ultimo decennio. Declinata meno aulicamente, essa…

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La NATO significa guerra

La NATO significa guerra

da akel.org.cy

Comunicato di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro)

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Italia piattaforma di lancio NATO

Italia piattaforma di lancio NATO

di Antonio Mazzeo

Nella Nato del terzo millennio, le basi militari ospitate in Italia hanno un ruolo fondamentale e insostituibile nelle strategie di guerra. Siamo tutti sempre più nucleari e con logiche di attacco

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Si alla Pace! No alla NATO!

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di Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione - CPPC
da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Seguiamo l'esempio che ci viene dal Portogallo e da altri paesi d'Europa. Mobilitiamoci anche in Italia, in vista del Vertice NATO di Varsavia!

No agli obiettivi bellicisti del vertice di Varsavia

Come avverrà in altri paesi d' Europa, anche in Portogallo organizzazioni di diversa ispirazione si uniranno per contestare gli obiettivi bellicisti che il vertice che la NATO svolgerà nella capitale della Polonia, Varsavia, i prossimi 8 e 9 luglio, e per affermare l'esigenza dello scioglimento di questo blocco politico-militare, che rappresenta la principale minaccia alla pace e alla sicurezza in Europa e nel mondo.

Nel momento in cui si moltiplicano le situazioni di tensione e conflitto e aumentano l'insicurezza e l'instabilità internazionali, la realizzazione del vertice e i suoi obiettivi bellicisti, nel momento in cui la NATO si avvicina sempre di più alle frontiere della Federazione Russa e interviene nel Mediterraneo, sono di immensa gravità.

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Il card. Zen sulla rotta di collisione

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zendi Francesco Sisci
da www.settimananews.it

Pubblichiamo l'interessante riflessione del sinologo Francesco Sisci sugli sviluppi del confronto tra Cina e Vaticano

Le recentissime dichiarazioni del vescovo emerito di Hong Kong, Giuseppe Zen, appaiono da Pechino incomprensibili. Zen 1) dichiara in sostanza che se anche le trattative andassero a buon fine e fossero accettate dal papa i fedeli cattolici hanno diritto di seguire la propria coscienza e non accettarle; 2) incoraggia i fedeli cattolici “anti trattativa” ad aspettare ancora un po’ di tempo e poi la situazione sarà sanata.

1) Trattative

Da Pechino, dove si seguono queste cose con una distanza di cultura e di sensibilità enorme, nascono una infinità di domande. Non so quanto sia dovuto alla posizione del cardinale o all’ignoranza da questa parte.

Le trattative tra Santa Sede e Cina vanno avanti da circa 20 anni, lo sa tutto il mondo e lo sapeva anche sua eminenza Zen. Da qui non si capisce cosa sia successo di nuovo perché il cardinale abbia aspettato così tanto tempo per fare dichiarazioni pubbliche così dure.

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Egitto: un appello all’intellighenzia

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egitto polizia filospinatodi Marco Alloni

Il presente articolo è uscito, in forma ridotta e come intervista di Sherif El-Sebaie, sul Fatto Quotidiano il 18 giugno 2016. Questa versione raccoglie le riflessioni di Marco Alloni sull'intellighenzia italiana ed egiziana in tutte le sue articolazioni.

È debito indelebile quello che abbiamo tutti con Amedeo Ricucci. La sua massima più famosa, che qui translittero – “Facile fare i gay con il corpo degli altri” – resta fra gli insegnamenti cardinali dell’ultimo decennio. Declinata meno aulicamente, essa si presta a una serie di varianti su cui non possiamo più esimerci dall’interrogarci. Prima variante: “Facile fare gli atei in un Occidente scristianizzato”. Seconda variante: “Facile fare i militanti ‘egiziani’ da Salerno o Voghera”. Terza variante: “Facile attaccare l’Egitto dopo averlo abbandonato”.

Involontariamente Ricucci ha pertanto spianato la strada a quel contro-orientalismo di cui alcuni di noi avvertono più che mai la necessità. Ci ha insegnato – esortandoci a mettere in gioco la pelle prima di esibirci in fatui cicaleggi da “pantofolai dell’orientalismo” – a operare coerentemente con il nostro status esistenziale e a riconoscere che parlare di “guerre mediorientali” da Salerno ha più o meno lo stesso grado di audacia che inveire contro la Salerno-Reggio Calabria da Luxor.

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La NATO significa guerra

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nonato 02072016Comunicato di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro)

da www.akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

La prossima settimana in Polonia avrà luogo il vertice della NATO, che si concentrerà principalmente sul tema “affrontare le sfide sui confini orientali e meridionali dell'Alleanza”.

Il vertice segna una nuova fase nell'aggressione della NATO e nella drammatica militarizzazione che si sta sviluppando in Europa Orientale e nel Mediterraneo. Lo schieramento di quattro battaglioni multinazionali ben armati nella regione del Baltico e in Polonia si aggiunge ora al cosiddetto scudo anti-missili e alle forze NATO che stazionano nell'Est Europa da alcuni anni contro la Russia. Inoltre la presenza militare dell'Alleanza del Nord Atlantico è stata rafforzata con ogni mezzo nel travagliato Mediterraneo orientale. La Nato ora chiede ai suoi membri in Europa di aumentare, nel bel mezzo della crisi e dell'austerità, le loro spese militari e di approfondire ulteriormente la sinergia con la NATO e la collaborazione dell'UE. Va notato anche che l'Unione Europea ha annunciato l'anno scorso un piano di investimenti per l'industria delle armi da guerra!

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In Ucraina continua la repressione contro i comunisti

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pc ucraina 500pxUfficio Stampa del Partito Comunista di Ucraina

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In Ucraina, il 28 giugno, si è registrato un nuovo gravissimo episodio di repressione anticomunista, che questa volta ha colpito la compagna Alla Aleksandrovskaya, primo segretario del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista (KPU). Nell'esprimere la nostra solidarietà ai compagni del KPU, formuliamo l'augurio che i comunisti, la sinistra e i democratici del nostro paese facciano sentire la loro voce indignata. Il silenzio che avvolge i crimini della giunta nazista di Kiev deve cessare.

Il 28 giugno 2016, nel Giorno della Costituzione dell'Ucraina, funzionari della direzione di Kharkov e Kiev del SBU (il servizio di sicurezza, ndt) si sono presentati con un mandato di perquisizione in casa di Alla Aleksandrovna Aleksandrovskaya, deputata del popolo dell'Ucraina per quattro legislature, cittadina onoraria della città di Kharkov e prima segretaria del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista di Ucraina (KPU).

Attualmente, l'accesso alla sua abitazione è completamente bloccato e ai residenti non è concesso di entrare e neppure di uscire. Mentre cercava di chiarire le cause di ciò che sta accadendo, Aleksey Perepelitsa – attivista sociale, più volte eletto nel consiglio comunale di Kharkov – è stato picchiato dagli agenti del SBU.

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Sapir: Brexit e lezioni di democrazia

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brexit ukda vocidallestero.it

Pubblichiamo l'articolo di Jacques Sapir come contributo alla discussione sulle prospettive dell'Europa dopo il voto nel referendum per la Brexit

Sapir analizza il voto sulla Brexit e le implicazioni politiche. Mentre alcuni nostri politici e commentatori si coprono d’infamia ripetendo che il Referendum non si sarebbe mai dovuto indire, i cittadini britannici hanno dato lezioni di democrazia resistendo a un’enorme pressione mediatica, ad allarmismi isterici e a reazioni emotive dell’ultima ora. La “sinistra” laburista, soprattutto, dovrà prendere atto di aver perso il contatto con il proprio elettorato, che non ha voluto difendere e che ora in parte consistente ha votato contro le sue indicazioni.

di Jacques Sapir, 24 giugno 2016

Il voto di giovedì 23 giugno è stato un momento storico cruciale. È stato anche un grande momento per la democrazia. Il 51,9 percento degli elettori britannici ha votato per l’uscita dall’Unione Europea, dando una lezione di democrazia al mondo e al vostro umile servitore, e probabilmente ha cambiato il nostro futuro.

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Dopo le elezioni in Spagna inizia il confronto tra i comunisti

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unidospodemosUn commento di Alberto J. Miranda, Direttore di laRepublica.es | da larepublica.es

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Dopo il deludente risultato elettorale di Unidos Podemos prende avvio il confronto tra i militanti del PCE e IU. 

LA GIORNATA DI RIFLESSIONE COMINCIA OGGI

Sto leggendo molte persone, amici conosciuti e sconosciuti, indignati per i risultati elettorali. Li vedo insultare soprattutto chi ha votato il Partito Popolare e i Ciudadanos. Li vedo parlare di emigrare, di un paese di pecore, di una società di merda che vota i corrotti. Vedo inoltre un classismo molto frequente ultimamente che da una supposta superiorità intellettuale si permette persino il lusso di chiamare ignoranti e incolti gli elettori del PP, del PSOE e dei Ciudadanos.

E io dico una cosa, umilmente, e senza l’intenzione di offendere nessuno: e se invece di inveire contro chi non ha votato quello che noi avremmo voluto, ci chiedessimo il perché?

Magari, e solo magari, non si sarebbe dovuta abbandonare la lotta nelle strade. Aiutare a raggiungere il trend topic mondiale è molto comodo e divertente, però dopo che questo è stato condiviso su facebook vi siete affiliati ad un sindacato? Organizzate i compagni nei vostri luoghi di lavoro contro gli abusi lavorativi? O usate solo gli hashtags?

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Un'altra Europa è possibile. Un'altra UE no

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pc irlanda striscioneDichiarazione del Partito Comunista di Irlanda

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista di Irlanda esprime la sua solidarietà e accoglie con favore la decisione dell'elettorato britannico, con i lavoratori che hanno giocato un ruolo decisivo nel voto per lasciare l'Unione Europea.

La decisione del popolo è una vittoria sulla paura scatenata dalle grandi imprese, dalle banche e dalle istituzioni finanziarie globali, insieme all'UE e le élites dominanti in essa, compreso il governo irlandese che si è accodato. Ci congratuliamo con coloro che nel nord-est dell'Irlanda hanno avuto l'opportunità di votare e hanno votato per lasciare.

Noi chiediamo un nuovo referendum qui, nella nostra Repubblica, sull'adesione, per imporre una battuta d'arresto ad ogni ulteriore e maggiore integrazione nell'UE. Abbiamo la necessità di riaffermare la democrazia e la sovranità nazionale. Inoltre chiediamo la fine dei negoziati segreti tra le istituzioni dell'UE e degli Stati Uniti riguardanti il TTIP.

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Smuraglia: "È scandaloso che la televisione pubblica sia schierata col Governo"

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smuraglia interventodi Carlo Smuraglia | da www.anpi.it

Si sta concludendo la prima fase, quella della raccolta delle firme e ci stiamo avviando verso la campagna referendaria, in senso stretto. Per la verità, noi siamo già da tempo in “campagna” ed abbiamo sempre ritenuto che la raccolta delle firme fosse soprattutto uno strumento di informazione, di comunicazione, di invito alla riflessione. E questo è avvenuto, ad opera delle nostre compagne e dei nostri compagni, del nostro volontariato disposto a raccogliere firme ed a parlare con i cittadini anche sotto la pioggia. Altrettanto, e assai di più, faremo nel prossimo periodo e soprattutto a settembre quando ormai saremo alla vigilia del voto. Un periodo al quale ci stiamo preparando, con l'intenzione di dare vita ad una delle più grandi campagne di informazione e di orientamento dal basso, che la storia italiana abbia conosciuto. Ma bisogna dire però, con franchezza, che è come scalare una montagna.

Nell'epoca del predominio della televisione, della stampa, dei mille nuovi strumenti di comunicazione, noi siamo pressoché soli, potendo contare, al massimo, su un paio di quotidiani e non sempre sulle stesse radio private. È scandaloso il fatto che la televisione pubblica sia così palesemente schierata con gli indirizzi governativi; ed è altrettanto scandaloso che la stampa, cosiddetta libera, lasci tanto spazio al Governo ed ai sostenitori del SI, riducendo ad un livello ridicolo i tempi che vengono “benignamente” concessi a chi è contrario a queste riforme.

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Referendum in Gran Bretagna ed Europa: quale ruolo per la sinistra?

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Brexit composizionedi Federico La Mattina per Marx21.it

Le analisi del voto del “Telegraph”, del “Guardian” e della “BBC” lo confermano: il voto nel Regno Unito è stato caratterizzato da una forte connotazione di classe (ad esclusione in particolar modo della Scozia, per ragioni storico-politiche e indipendentiste). Ad esempio nel distretto operaio di Blaenau Gwent in Galles il “leave” ha vinto con il 62%; storici bastioni del Labour come Wigan, Doncastaer, Barnsley hanno votato per il "leave" e così via. Corbyn ne ha saggiamente preso atto affermando che “milioni di votanti hanno rifiutato un establishment politico che li ha lasciati indietro. Le comunità che sono state colpite molto duramente dai tagli del governo e dal fallimento economico, hanno votato contro lo status quo”. I consistenti settori della sinistra italiana che si dilettano a demonizzare l’elettorato britannico dovrebbero leggere le parole del leader laburista che pure ha affrontato con non troppa voglia la campagna per il “remain” (beninteso, restano attualmente soltanto dichiarazioni e la partita interna al Labour – come quella interna ai Tories – è ancora tutta aperta) [1]. 

Le grandi città universitarie hanno votato in maggioranza per rimanere ma questo cosa vuol dire? Il voto di uno studente magari delle classi medio-alte vale più del voto della “working class” dei distretti industriali? I pensionati sempre più poveri a causa del neoliberismo non hanno diritto di voto? E’ straniante vedere come una certa sinistra rinunci ad analisi di tipo geografico-sociale in favore del discorso estremamente banalizzante (nonché falso [2]) dello “scontro generazionale”.

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Raccolta materiale per il Donbass antifascista

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bandabassotti nopasaran bandieredi Banda Bassotti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da molto tempo volevamo attivare una raccolta materiale medicinale, generi alimentari e materiale sanitario da inviare nel Donbass Antifascista. Grazie all'infaticabile lavoro del COMITATO UCRAINA ANTIFASCISTA BOLOGNA, si è aperto un canale per inviare costantemente materiale.

Con questo Comunicato invitiamo tutti a portare nei nostri concerti generi alimentari e sanitari. 

VOGLIAMO CHE L'EUROPA DEI LAVORATORI, DEI DISOCCUPATI, DEI PRECARI, si schieri ancora una volta a fianco del popolo del Donbass Antifascista.

Siamo antifascisti e non lasceremo il popolo del Donbass da solo nella lotta al governo nazista.

Per chiunque vuole contattarci privatamente per portarci materiale, la nostra mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. è attiva.

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Aggressioni “culturali” e propaganda “umanitaria” contro il Venezuela

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venezuela bandiera personedi Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

In merito alle continue aggressioni culturali contro il Venezuela si può affermare che in permanenza agiscono operatori che diffondono argomenti di propaganda e che nei periodi in cui si aprono fronti di scontro e si manifestano scalate nell'assedio intensificano la diffusione di contenuti sempre più sofisticati.

Senza ombra di dubbio la guarimba (le forme, attraverso cui si manifesta la rivolta reazionaria in corso in Venezuela, ndt) ha rappresentato e sintetizzato i nuovi metodi e le forme di quella che, a suo tempo, Misión Verdad ha definito come l'operazione “di uno sciame culturale” che ha contribuito a teatralizzare il conflitto a livello regionale e globale per:

- Dimostrare la spontaneità di manifestazioni perfettamente pianificate.

- Convincere e persuadere l'opinione pubblica internazionale che ci troviamo di fronte a “movimenti studenteschi” mentre in realtà nelle strade operano gruppi addestrati preventivamente allo scontro e che conoscono le tattiche della guerra irregolare urbana.

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I comunisti portoghesi commentano la vittoria dei sostenitori della Brexit

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Brexit Referendum ballotDichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

La vittoria dell’uscita dall’Unione Europea nel referendum svoltosi nel Regno Unito rappresenta un evento di enorme grandezza politica per il popolo del Regno Unito come pure per i popoli d’Europa.

Rappresenta un cambiamento di fondo nel processo di integrazione capitalista in Europa e una nuova occasione di lotta per coloro che da decenni si battono contro l’Unione Europea del grande capitale e delle grandi potenze, e per un’Europa dei lavoratori e dei popoli.

Il popolo britannico ha deciso in modo sovrano il destino del suo paese. Questo fatto non può che essere salutato e rispettato, soprattutto perché il referendum si è svolto in una cornice di gigantesche e inaccettabili pressioni e ricatti, in particolare da parte dei grandi gruppi economici transnazionali e del grande capitale finanziario, come pure da parte di organizzazioni come il FMI, l’OCSE e la stessa Unione Europea. Il risultato è quindi anche una vittoria sulla paura, sull’inevitabilità, sulla sottomissione e il catastrofismo.

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Intervista a Noor Zaheer, militante comunista indiana

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NoorZaheerIntervista realizzata dalla Lega della Gioventù Comunista del Canada (YCL-LJC Québec) 

da yclljc-magazine.blogspot.fr

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Noor Zaheer, militante del Partito Comunista dell’India (CPI), presidente della sezione di Delhi della Federazione nazionale delle donne indiane e scrittrice di fama era di passaggio a Montréal nel quadro di un viaggio canadese che si è concluso il 21 maggio con un intervento al 38° congresso del Partito comunista del Canada. Ella si è intrattenuta con la redazione di Clarté, organo del Partito comunista del Québec, in merito agli sviluppi politici in India dopo l’elezione del governo nazionalista di destra di Modi.

Clarté: Il regime dell’attuale presidente Modi del partito nazionalista BJP è stato qualificato dal PCI di fascista. Puoi dircene di più?

Noor Zaheer: Il fascismo di Modi si articola a diversi livelli. D’altronde è questo che lo rende difficile da contrastare: se esso fosse stato unidirezionale, sarebbe stato probabilmente sconfitto molto più facilmente. Esso agisce a livello individuale, contro il movimento delle donne, nelle organizzazioni e istituzioni religiose, contro le comunità, nelle istituzioni dello Stato e contro gli studenti. Esso è presente ovunque e sarebbe sbagliato credere che sia in declino. 

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Una vittoria della sovranità popolare, una sconfitta per l’asse UE/FMI/NATO

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inghilterra cattedraleComunicato del Partito Comunista Britannico
da communist-party.org.uk

Traduzione di Marx21.it

Il risultato del referendum rappresenta un colpo enorme e potenzialmente disorientante per la classe capitalista dominante in Gran Bretagna, per i politici al suo servizio e per i suoi alleati imperialisti nell’UE, negli USA, nel FMI e nella NATO.

Il popolo ha parlato e la sovranità popolare ora esige che il Parlamento di Westminster accetti e metta in atto la sua decisione. La sinistra deve ora raddoppiare gli sforzi per trasformare il risultato del referendum in una sconfitta per l’intero asse UE/FMI/NATO.

Ma è chiaro che il governo Cameron-Osborne ha perso la fiducia degli elettori e non può essere investito della responsabilità di negoziare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dovrebbe immediatamente dimettersi.

Il Partito Comunista non nutre alcuna fiducia anche sul fatto che un governo Conservatore guidato da altri filo-grandi affaristi, filo-imperialisti filo-neoliberisti come Bors Johnson, Michael Gove, Liam Fox Duncan Smith intendano resistere alle pressioni della City di Londra, del grande Business, degli USA e della NATO per prevenire l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

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Ucraina: il falco della NATO Rasmussen nominato consigliere presidenziale

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poroshenko rasmussedi Higinio Polo
da www.rebelion.org

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Petro Poroshenko, il presidente ucraino emerso dal colpo di Stato del Maidàn nel 2014, è un uomo riconoscente. Almeno, è quello che indica la sua ultima decisione rilevante: ha appena firmato un decreto nominando consigliere presidenziale l'ex segretario generale del NATO, Anders Fogh Rasmussen, un vecchio liberale danese che accompagnò George W. Bush nelle sue aggressioni e guerre in Medio Oriente quando era primo ministro del suo paese e che, già negli anni Novanta, prima di essere primo ministro danese, pubblicò un libro (proprio da dimenticare) dal titolo rivelatore: Dallo stato sociale allo Stato minimo.

In seguito, Rasmussen raggiunse la segreteria generale del NATO nell’aprile del 2009, durante un vertice a Strasburgo (ancora primo ministro danese anche se si dimise dopo alcuni giorni), nello stesso momento in cui Obama, Merkel e Sarkozy incominciavano a disegnare la nuova rotta dell'alleanza militare. Rasmussen fu sostituito nella NATO nell’ottobre del 2014, quando era già iniziata la guerra civile in Ucraina. Nei mesi scorsi ha appoggiato decisamente il governo golpista di Kiev nella sua "operazione di punizione" contro il territorio del Donbass che si è rifiutato di accettare il nuovo governo sorto dal colpo di Stato. Rasmussen ha creduto che fosse necessario schiacciare velocemente Donetsk e Lugansk. Allora la sua aggressività lo portò a realizzare dure dichiarazioni contro Mosca, che segnalavano i nuovi venti di guerra che da Washington e dal quartiere generale del NATO a Bruxelles stanno soffiando verso l'est dell'Europa.

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Se grande finanza e UE tifano per la controriforma Renzi-Boschi

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finanza deforma renzi 510di Enrico Grazzini

Non si può veramente capire perché la Costituzione Italiana viene stravolta così malamente dal premier Matteo Renzi senza comprendere quanto i mercati finanziari e l'Unione Europea - che istituzionalizza di fatto la loro rapace supremazia – abbiano premuto e spingano per una svolta autoritaria e antidemocratica in modo da potersi garantire il potere sovranazionale sugli stati europei. Non è insomma plausibile condurre una battaglia efficace contro lo stravolgimento costituzionale progettato dal governo senza contrastare contemporaneamente le forze economiche internazionali (grandi banche d'affari, fondi speculativi, ecc) e le istituzioni politiche sovranazionali ed estere (Troika, Commissione UE, BCE, governo tedesco) che hanno spinto la coppia Renzi-Boschi a proporre di avanzare su una strada anti-democratica di quasi-regime.

Purtroppo sono molto pochi quelli che all'interno delle forze progressiste vedono il legame tra la pressione della grande finanza internazionale e dell'Unione Europea da una parte e la svolta autoritaria contro la Costituzione Italiana dall'altra[1]. Ma è evidente che i progetti thatcheriani di riforma strutturale della Commissione UE e della BCE – riduzione del welfare e taglio alle pensioni, alla sanità e all'istruzione; privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici; abolizione del contratto nazionale, flessibilità e riduzione del costo del lavoro; responsabilità dei risparmiatori comuni di fronte ai fallimenti bancari, ecc, ecc – richiedono una profonda trasformazione della Legge Fondamentale nel senso quanto più autoritario possibile.

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Antimperialista, dei giovani e di massa

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jcp folla bandiereIn Russia, il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Una nota della Gioventù Comunista Portoghese (JCP)

Tra il 14 e il 22 ottobre 2017, la città di Sochi, in Russia, ospiterà il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (FMGS). La Gioventù Comunista Portoghese (JCP) ha partecipato alla prima riunione preparatoria del FMGS, che si è tenuta a Caracas, in Venezuela tra il 3 e l'8 giugno.

In una nota diffusa il 13 giugno, la JCP ha informato che la riunione ha ratificato le decisioni del Consiglio Generale della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica in relazione all'iniziativa, precisamente l'Appello alla Gioventù, che lancia ufficialmente il Festival, e al tema di questo evento: “Per la pace, la solidarietà e la giustizia sociale, lottiamo contro l'imperialismo! Onorando il nostro passato, costruiamo il futuro”.

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Crimea – Quello che i media non dicono (sottotitoli in italiano)

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Alexander Chopov ha recentemente prodotto dei brevi documentari su ciò che i media occidentali hanno definito “invasione russa della Crimea “. Vista alla luce del diritto internazionale e della storia degli ultimi trent’anni, il ritorno della Crimea nei confini russi non viola alcun trattato e rientra nel principio di autodeterminazione sancito dall’ONU.

Traduzione e sottotitoli: Leni Remedios

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E’ nostra convinzione che in Italia ci sia la necessità di ricostruire il Partito Comunista…

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di Loretta Boni e Lidia Mangani, Ancona

Il contributo delle compagne Loretta Boni e Lidia Mangani alla “tribuna” aperta da Marx21.it per il confronto sulle prospettive dei comunisti nel nostro paese.

E’ nostra convinzione che  in Italia ci sia la necessità di ricostruire il partito comunista.  E’ il presente a dirci che c’è questa necessità. 

L’umanità si trova di fronte ad un nuovo, grave, concreto rischio di guerra. L’imperialismo a guida Usa,  per  mantenere il dominio sul mondo, attraverso una strategia studiata e collaudata di tipo economico, mediatico e militare, attacca la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli, dall’America Latina, all’Asia, al Medio Oriente,  ai paesi europei che non si piegano.  Se oggi il movimento pacifista è più debole è dovuto al fatto che è penetrata nella società l’idea  di un’Occidente portatore di “democrazia”, un’idea che ha ampiamente contaminato la sinistra, con il sostegno alle cosiddette “rivoluzioni colorate”, ovvero colpi di stato camuffati come quelli che hanno  portato i nazisti al potere in Ucraina  o quelli che hanno distrutto gli stati laici del Medio Oriente, con le conseguenze tragiche che sono sotto gli occhi di tutti.

Le condizioni di chi lavora peggiorano di giorno in giorno, non solo nelle condizioni materiali. Le “riforme” dei governi Berlusconi-Monti-Renzi hanno  colpito al cuore il valore costituzionale della dignità del lavoro. Un lavoro povero di salario e di diritti, non contrattato,  è un lavoro servile.  La questione di classe, la contraddizione capitale-lavoro è quanto mai viva e presente. Solo che dopo lo scioglimento del PCI non c’è più stato un partito capace di organizzare e rappresentare la classe sfruttata.  Questa situazione è insieme la causa e la conseguenza delle sconfitte subite dal movimento operaio.

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