Aleksej Mozgovoj

Aleksej Mozgovoj

da kprf.ru

Il leggendario comandante dei combattenti antifascisti del Donbass, Aleksej Mozgovoj, è stato vigliaccamente ucciso in un attentato. Per ricordare la figura di Mozgovoj, il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha ospitato un articolo, in cui vengono illustrate le…

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Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

da partitocomunista.ch

Riceviamo dai compagni del Partito Comunista, e volentieri pubblichiamo, complimentandoci per il successo ottenuto nelle elezioni recentemente svoltesi nella Repubblica e Cantone Ticino, nella Svizzera Italiana

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Onore al comandante Mozgovoj e ai combattenti dell'Ucraina anti-nazista

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Il Partito Comunista d’Italia apprende con dolore del barbaro assassinio del comandante Aleksej Mozgovoj e dei suoi collaboratori, avvenuto ieri 23 maggio 2015.

Il comandante della Brigata “Fantasma”, 4° Battaglione di Difesa Territoriale della Milizia Popolare della Repubblica di Lugansk, è stato una delle figure principali della resistenza del Donbass, rispettato dai suoi uomini, amato dal popolo e temuto dai nazionalfascisti, responsabili dei massacri di civili nelle regioni ucraine orientali e autori di feroci attentati terroristici per mano di gruppi di sabotaggio nei territori di Donetsk e Lugansk.

Inviamo le nostre condoglianze ai familiari dei caduti, ai combattenti della Brigata “Fantasma”, ai compagni dell’organizzazione comunista di Lugansk.

Inchiniamo le nostre bandiere. Onore ai combattenti dell'Ucraina anti-nazista.

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Aleksej Mozgovoj

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mozgovoy alekseydi Aleksej Bogachev
da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il leggendario comandante dei combattenti antifascisti del Donbass, Aleksej Mozgovoj, è stato vigliaccamente ucciso in un attentato.

Per ricordare la figura di Mozgovoj, il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha ospitato un articolo, in cui vengono illustrate le ragioni che motivavano il suo coraggioso impegno.

“Mentre ci opponiamo con le armi al genocidio del popolo russo sul territorio dell'ex Ucraina, come nessun altro avvertiamo la mancanza di norme legali che riguardino la più grande  nazione  divisa al mondo” – si legge in un documento firmato dai comandanti popolari. “E nonostante la differenza dei termini “maledetto moskal” (“moskal” è termine usato in modo dispregiativo per indicare i cittadini russi e russofoni in Ucraina, ndt) e “popolazione di lingua russa”, la tendenza appare una sola: la spersonalizzazione e la disintegrazione del popolo russo... Il tempo ha dimostrato che solo in presenza di un progetto nazionale e del consolidamento del popolo russo è possibile rispondere alle minacce che dobbiamo affrontare oggi” (http://www.regnum.ru/news/polit/1926116.html).

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Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

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Massimiliano-AyRiceviamo dai compagni del Partito Comunista, e volentieri pubblichiamo, complimentandoci per il successo ottenuto nelle elezioni recentemente svoltesi nella Repubblica e Cantone Ticino, nella Svizzera Italiana

Lo scorso 19 aprile si sono svolte le elezioni politiche nella Repubblica e Cantone del Ticino, nella Svizzera Italiana. Accanto al rinnovamento del Gran Consiglio (parlamento) di 90 seggi eletti con il sistema proporzionale, la cittadinanza ha scelto anche i 5 ministri del Consiglio di Stato, ossia il governo del Cantone. Quest'anno si è introdotto il voto per corrispondenza e l'esito è stato non solo un incremento del fenomeno del “galoppinaggio” con buste di voto addirittura messe in vendita su ebay (naturalmente illegalmente) e casi di incetta di voti puniti penalmente, ma soprattutto con il superamento del 62,2% si è riscontrato un incremento della partecipazione al voto rispetto al 2011.

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Il contributo del PCdI al processo di ricostruzione di un movimento di lotta contro la guerra

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no-guerrada www.comunisti-italiani.it

Care compagne/i, come avrete senz’altro visto sul sito e sulla pagina Facebook del partito e su altri portali online, nelle settimane scorse e’partita una campagna durevole per l’uscita dell’Italia dal sistema di guerra euro-atlantico, e per il rispetto rigoroso dell’art.11 della nostra Costituzione: articolo  tante volte violato negli ultimi 20 anni dai governi e dalle istituzioni italiane più alte, con la partecipazione dell’Italia a guerre niente affatto difensive (Iraq, Yugoslavia, Afghanistan, Libia..) e con la concessione di basi militari con finalità aggressive, come ad esempio il MUOS o la base di Vicenza.

Si tratta di una campagna promossa nelle settimane scorse sulla base di un manifesto politico sottoscritto da un gran numero di importanti personalità italiane dei più diversi orientamenti politici, culturali, religiosi  (per il nostro partito figurano alcuni senatori e senatrici, la vice-presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, la presidente del Cc del partito, la compagna Manuela Palermi, ed altri).

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100 anni fa il "totalitarismo" della guerra

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SoldatoMiglioredi Diego Angelo Bertozzi, Segreteria Provinciale PCdI Brescia
da comunistibrescia.org

NON E' TEMPO DI MEMORIALISTICA DELL'EROISMO E DEL SACRIFICIO

Il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco di Francia, Gran Bretagna e Russia: gli avversari sono gli imperi di Germania e Austria-Ungheria. Per la propaganda si tratta di prendere parte ad una guerra di civiltà che avrebbe distrutto l'autoritarismo – rappresentato dagli imperi centrali – liberato le nazioni oppresse e dato un contributo definitivo alla vittoria della libertà e della democrazia. Una vera e propria “missione” in armi alla quale si adegua via via anche parte del movimento operaio italiano e la gran parte dei partiti che si riconoscevano nella Seconda internazionale: i voti a favore dei crediti di guerra dei socialisti francesi e dei socialdemocratici tedeschi spazzano via le tante risoluzioni internazionaliste e pacifiste adottate negli anni precedenti (l'ultima a Basilea nel 1912). Troppi distinguo e accorgimenti tattici hanno reso semplice carta straccia l'impegno a «compiere ogni sforzo» per impedire la guerra «con tutti i mezzi ritenuti più opportuni» e «sfruttare con tutte le forze la crisi economica e politica creata dalla guerra per scuotere gli strati più profondi della popolazione e accelerare la caduta del dominio capitalista»

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Tre associazioni firmano un appello contro la distruzione di Siria, Iraq e Medioriente

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soldati-IS1L’urgenza è assoluta. L’avanzata mortale del sedicente Stato islamico e di altri gruppi fanatici in Siria e Iraq – ma anche in Yemen – può finire di uccidere il Medioriente ed è il frutto della complicità e cecità dei paesi Nato e delle petromonarchie loro alleate. Il documento che segue, firmato da tre organizzazioni di attivisti e fondato su fatti inequivocabili, intende lanciare l’allarme. Si rivolge a tutti. Tutti possono agire. Basta con l’inerzia degli ultimi anni. I popoli e i movimenti devono far pressione sui governi coinvolti in questa immane tragedia affinché si dissocino e boicottino chi l’ha provocata e ne è tuttora complice diretto o indiretto. Ma ci rivolgiamo anche ai paesi non occidentali (popoli e governi), affinché prendano in mano la situazione, isolando appunto i responsabili diretti e indiretti. (Marinella Correggia)

Dunque l’Occidente vuole che l’Isis prenda Siria, Iraq, Yemen…?  L’evidente incapacità della sedicente “coalizione internazionale anti-Isis” di fronte all’avanzata di terroristi – non solo Isis – in Siria e Iraq è forse frutto di una strategia? Il ministro Alfano ha detto in Parlamento: “Facciamo parte della grande comunità occidentale che combatte al meglio il terrorismo”. Doveva dire: “La comunità occidentale che aiuta al meglio il terrorismo”.

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Perché è urgente lottare contro la NATO e riscoprire il senso dell’agire politico

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noguerranonato logodi Domenico Losurdo
da domenicolosurdo.blogspot.it

A quanti anche a sinistra esprimono riserve ed esitazioni sull’appello e sulla campagna «No Guerra No Nato. Per un paese sovrano e neutrale» vorrei suggerire di riservare particolare attenzione a quello che scrivono da qualche tempo la stampa e i media statunitensi. Al centro del discorso è ormai la guerra; ed essa, ben lungi dal configurarsi come una prospettiva del tutto ipotetica e comunque assai remota, viene sin d’ora discussa e analizzata nelle sue implicazioni politiche e militari. Su «The National Interest» del 7 maggio scorso si può leggere un articolo particolarmente interessante. L’autore, Tom Nichols, non è un Pinco Pallino qualsiasi, è «Professor of National Security Affairs at the Naval War College». Il titolo è di per sé eloquente e quanto mai allarmante: In che modo America e Russia potrebbero provocare una guerra nucleare (How America and Russia Could Start a Nuclear War). È un concetto più volte ribadito nell’articolo (oltre che nelle lezioni) dell’illustre docente: la guerra nucleare «non è impossibile»; piuttosto che rimuoverla, gli USA farebbero bene a prepararsi a essa sul piano militare e politico.

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Gli Stati Uniti e la loro “sicurezza nazionale”

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marines smalldi Néstor García Iturbe* | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il governo degli Stati Uniti, abbastanza di frequente, porta avanti azioni, molte delle quali punitive, adducendo come giustificazione a quanto sta attuando il fatto che sarebbe minacciata la sicurezza nazionale.

Queste azioni potrebbero consistere sia nell'invasione di un paese, nel rovesciamento di un governo, nell'assassinio di un gruppo di persone, che nell'imposizione di sanzioni economiche a un paese e a qualcuno dei suoi cittadini.

Nel mese di febbraio del 2015, il Premio Nobel della Pace ha firmato un documento intitolato Strategia della Sicurezza Nazionale, in cui si stabilisce non solo che gli Stati Uniti definiscono la propria Sicurezza Nazionale, ma si prendono in considerazione le azioni che sono disposti a realizzare per garantirla.

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"E' il renzismo il primo e il principale avversario"

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cremaschi giorgiodi Giorgio Cremaschi
da www.controlacrisi.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla drammatica crisi della democrazia nel nostro paese e su chi ne porta la responsabilità

Nel 1953 quella che fu allora chiamata legge elettorale truffa non scattò perché la Democrazia Cristiana ed i suoi alleati non raggiunsero il quorum richiesto del 50%+1 dei voti validi. Quella che doveva essere un'alleanza al centro in grado di acchiappare consenso in tutte le direzioni perse invece voti ad ampio raggio, alla sua sinistra prima di tutto, ma anche alla sua destra. Il progetto autoritario allora aveva respinto, invece che attrarre.

Oggi l'Italicum è molto più pericoloso della legge truffa del '53, che comunque assegnava un premio parlamentare consistente a chi già avesse conseguito la maggioranza assoluta dei voti. Oggi grazie al trucco del ballottaggio, che aggira la sentenza della Corte Costituzionale, un partito come il PD che, aldilà dell'exploit delle europee si attesta normalmente attorno al 30% dei voti validi, potrà conseguire una maggioranza assoluta priva di contrappesi e controlli.

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Venti di guerra in Ucraina

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Mentre si continua a combattere in Ucraina orientale, Pandora TV presenta uno straordinario documento.

Le immagini girate il 30 agosto scorso all’indomani della battaglia di Ilovaisk, che ha causato almeno 459 vittime tra i soldati ucraini e i volontari dei battaglioni pro-Kiev. 500 i feriti, centinaia i dispersi. Un bilancio che in tutta la sua gravità è stato reso noto da una commissione d’inchiesta di Kiev solo poche settimane fa.È il ritratto di una sconfitta, quella dell’esercito ucraino. È il ritratto della crudeltà della guerra che rende tutti i peggiori. È un documento che mostriamo perché coloro che pensano che la tragedia sia finita si rendano conto di quanto può ancora accadere.

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La Cina e l'America Latina rafforzano la collaborazione

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li-dilmaa cura della redazione di Marx21.it

La visita del primo ministro cinese Li Keqiang in Brasile e in altri paesi latinoamericani

In questi giorni, il primo ministro cinese Li Keqiang si è recato in visita in America Latina, precisamente in Brasile, Colombia, Perù e Cile, allo scopo di approfondire la già consistente collaborazione esistente con le nazioni sudamericane e le organizzazioni internazionali che promuovono i processi di integrazione continentale, con particolare riferimento ai settori industriale, tecnologico, agro-alimentare, dello sviluppo infrastrutturale, della creazione di zone di libero commercio, della formazione delle risorse umane e del sostegno finanziario.

Particolare rilievo hanno assunto i colloqui con i governanti del Brasile. In particolare l'incontro con la presidente della Repubblica Dilma Rousseff  ha confermato la rilevanza dell'intesa raggiunta tra le due grandi nazioni che condividono ormai da tempo l'appartenenza al blocco dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

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… DDL scuola, dal regno d’Italia alla monarchia renzista

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gazzettarenoditaliadi Cosimo Cerardi, segretario provinciale PCdI Varese
da pdcifederazionevarese.wordpress.com

Il documento che qui è presentato: ”Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia”, n.129 del sabato 2 Giugno del 1923, articolo 27, dove viene recitato, e ciò ha il sapore dell’incredibile, infatti vi è scritto, in tale documento, che le supplenze e i posti in ruolo e gli incarichi di insegnamento di qualsiasi fatta sono scelti, ”conferiti” dai presidi.

La storia si ripete, sia come tragedia che come farsa: i diritti che sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla lotta Resistenziale -25 Aprile del 1945- uno dopo l’altro sono stati spazzati via da un ” bullo di provincia”, di un “bullo”che ha la faccia tosta di definirsi di sinistra, della “sinistra non masochista ”, cioè della sinistra, viene quasi spontaneo ribattere, che fa pratica di molestie e di sadismo sul corpo vivo dalla democrazia del nostro paese sui lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti e pensionati in nome di una smidollata “politica del fare”.

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Appello di Mosca delle organizzazioni democratiche internazionali

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victory-day-May-9Consiglio Mondiale della Pace | solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Noi, rappresentanti delle organizzazioni democratiche internazionali - Federazione Sindacale Mondiale (FSM), Consiglio Mondiale della Pace (WPC), Federazione Internazionale Democratica delle Donne (WIDF), Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici (IADL), Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY), Federazione internazionale dei Combattenti della Resistenza, Associazione degli antifascisti (FIR) - riuniti a Mosca per la celebrazione del 70° anniversario della vittoria sul fascismo, dichiariamo:

Sono trascorsi 70 anni dalla nostra grande vittoria comune sul fascismo, sotto la bandiera vittoriosa delle forze progressiste, antimperialiste, antifasciste del mondo, unite per agire congiuntamente e prevenire il ripetersi della tragedia che portò via decine di milioni di vite, in lotta contro le cause profonde della guerra e dell'oppressione.

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Dai comunisti ucraini un nuovo appello ai comunisti di tutto il mondo

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piotr-simoneneko-pcuDopo la firma presidenziale del decreto liberticida in Ucraina | da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Cari compagni,

Il 9 aprile 2015, la Rada Suprema dell'Ucraina aveva approvato la legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli” (link). Il Presidente dell'Ucraina Poroshenko ha firmato questa legge nella tarda serata del 15 maggio.

Dall'analisi dei provvedimenti che questa legge prevede: essa è antidemocratica, incivile, viola i diritti umani e le libertà garantite dagli Articoli 10, 11, 14 della Convenzione per la Protezione dei Diritti Umani e le Libertà Fondamentali del 4 novembre 1950. Essa proibisce in modo illegale la diffusione di idee, la libertà di espressione, le convinzioni, l'uso dei simboli, che sono attributi inerenti di ogni paese europeo civile e democratico. La legge crea anche una seria tensione nella società ucraina, genera conflitti ideologici, e innesca scontri aperti tra i cittadini con tutte le conseguenze negative che ne derivano.

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Il nostro contributo alla lotta contro la guerra

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guerra nodi Fausto Sorini
da Newsletter n.30 del 16 maggio 2015

Con questa newsletter monografica e particolarmente importante presentiamo alcuni materiali illustrativi della campagna per l'uscita dell'Italia dal sistema di guerra euro-atlantico, e per il rispetto rigoroso dell'art.11 della nostra Costituzione: tante volte violato negli ultimi 20 anni dai governi e dalle istituzioni più alte del nostro Paese con la partecipazione dell'Italia a numerose guerre niente affatto difensive (Iraq, Yugoslavia, Afghanistan, Libia..) e con la concessione di basi militari con finalità aggressive, come ad esempio il MUOS.

Si tratta di una campagna promossa nelle settimane scorse sulla base di un manifesto politico sottoscritto da un gran numero di importanti personalità italiane dei più diversi orientamenti politici, culturali, religiosi.

Marx21 aderisce a questa campagna con i suoi esponenti più noti e farà la sua parte. Anche il PCdI e l'Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista hanno aderito, attraverso alcune loro personalità (le adesioni sono rigorosamente individuali).

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Lady Pesc nel coro della NATO

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maurobiani mogherini-migranti-libiadi Manlio Dinucci | da il manifesto, 19 maggio 2015

Fede­rica Moghe­rini, la «Lady Pesc» che rap­pre­senta la poli­tica estera della Ue, presa sot­to­brac­cio dal segre­ta­rio gene­rale della Nato Jens Stol­ten­berg, canta «We are the world» (il brano di Michael Jack­son) insieme a lui e ai mini­stri degli esteri dell’Alleanza. Con que­sta scena emble­ma­tica (v. il video sul «New York Times» del 15 mag­gio) si è con­cluso in Tur­chia il ver­tice Nato, al quale la Moghe­rini ha avuto l’onore di essere invitata.

«La Ue e la Nato – ha dichia­rato – hanno natura dif­fe­rente, ma con­di­vi­dono gli stessi valori». Vi sono «sfide attorno a noi che ci uni­scono», dall’Ucraina alla Libia. È quindi «estre­ma­mente impor­tante la stretta, ottima coo­pe­ra­zione che abbiamo tra Unione euro­pea e Nato a livello di difesa e poli­tica estera, tra me e il segre­ta­rio gene­rale, e i nostri staff, che si incon­trano rego­lar­mente». Que­sta «coo­pe­ra­zione strut­tu­rale», che rende «com­ple­men­tari» Ue e Nato, è raf­for­zata da «inviti reci­proci»: dopo essere stata invi­tata al ver­tice Nato, la Moghe­rini ha invi­tato il segre­ta­rio della Nato alla riu­nione dei mini­stri della difesa e degli esteri Ue, il 18 mag­gio, per par­lare di «ope­ra­zioni militari».

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Il nostro diritto di essere Marxisti-Leninisti

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fidelcastro manidi Fidel Castro | granma.cu

Il leader storico della Rivoluzione, in occasione della commemorazione del 70º anniversario della Grande Guerra Patriottica, esprime la sua profonda ammirazione per l'eroico popolo sovietico che ha prestato all'umanità un immenso servizio.

"Dopodomani 9 maggio si commemorerà il 70º anniversario della Grande Guerra Patria. Data la differenza di ora, mentre scrivo queste linee, i soldati e gli ufficiali dell'Esercito della Federazione della Russia, pieni di orgoglio, si staranno esercitando nella Piazza Rossa di Mosca con quei rapidi e marziali passi che li caratterizzano.

Lenin fu un geniale stratega rivoluzionario che non dubitò nell'assumere le idee di Marx e diffonderle in un paese immenso e solo in parte industrializzato, il cui partito proletario divenne il più radicale e audace del pianeta, dopo il più grande massacro promosso dal capitalismo nel mondo, quando per la prima volta i carri armati, le armi automatiche, l'aviazione e i gas asfissianti fecero la loro apparizione nelle guerre, e persino un famoso cannone capace di lanciare un pesante proiettile a più di cento chilometri di distanza fece sentire la sua partecipazione nella sanguinosa guerra.

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Dichiarazione dei comunisti tedeschi e delle potenze che hanno sconfitto la barbarie nazi-fascista

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armatarossa cancellatada www.solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

L'8 maggio 2015 ricorda il 70° anniversario della vittoria della libertà sulla tirannia fascista e nazista in Europa. Questa vittoria è stata possibile grazie all'alleanza dei popoli dell'Unione Sovietica, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e delle forze della Resistenza diretta dai comunisti in tutta Europa, in Cina e nel Sud Est asiatico.

Il bilancio dei morti e della distruzione ha oltrepassato di molto qualsiasi cosa l'umanità avesse mai conosciuto in precedenza. Milioni di soldati hanno perso la vita, ma la popolazione civile ha pagato il tributo più pesante. La barbarie nazista e dei loro alleati ha lasciato per sempre un segno di vergogna sulla storia dell'umanità.

Qualsiasi scolaro può collegare il nazismo e l'olocausto. In particolare in Unione Sovietica e nelle comunità ebraiche degli stati baltici e dell'Europa Orientale, e in tutta Europa decine di milioni di innocenti sono morti.

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La contro-memoria della Nakba

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palestinese chiavedi Mariella Cataldo

L'articolo è stato pubblicato in MarxVentuno rivista comunista (n. 3-4, maggio-settembre 2014)

La recensione del libro di Simone Sibilio, “NAKBA - La memoria letteraria della catastrofe palestinese” (edizioni Q, 2013) mette in primo piano l’importanza di una contro-memoria e di una contro-narrazione storica palestinese per non dimenticare la catastrofe dell’espulsione violenta di un popolo dalla propria terra e contribuire alla costruzione dell’identità nazionale.

Il ’48 segna una pietra miliare nella storia palestinese. È l’anno della Nakba (catastrofe palestinese) e dopo di ciò, nulla sarà più come prima. È la storia che irrompe prepotentemente co,e la piena di un torrente e spazza via gli strumenti di “registrazione” di date importanti prima esistenti nella cultura araba e che erano elementi atmosferici legati ai fenomeni naturali. È la storia che spazza via la natura!

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