La storia si ripete?

La storia si ripete?

di Luis Carapinha

La settimana della celebrazione del 71° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo è stata scelta dalla NATO per l'attivazione, il 12 maggio, del sistema antimissile installato in Romania, nella base di Deveselu

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Pechino e le Ong: colpita la libertà di sovversione?

Pechino e le Ong: colpita la libertà di sovversione?

di Diego Angelo Bertozzi

Nel suo discorso del maggio del 2014 all'accademia militare di West Point, il presidente Obama presentando le innovazioni riguardanti la dottrina militare Usa, aveva sottolineato in quale campo la “potenza di fuoco” di Washington sarebbe rimasta inarrivabile per gli avversari…

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Strategia del golpe globale

Strategia del golpe globale

di Manlio Dinucci

Quale collegamento c’è tra società geograficamente, storicamente e culturalmente distanti, dal Kosovo alla Libia e alla Siria, dall’Iraq all’Afghanistan, dall’Ucraina al Brasile e al Venezuela? Quello di essere coinvolte nella strategia globale degli Stati uniti, esemplificata dalla «geografia» del Pentagono.

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I compiti della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica

I compiti della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica

di Duarte Alves

“O Militante”, marzo/aprile 2016

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La storia si ripete?

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us romania groundbreaking abm.sidi Luis Carapinha

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La settimana della celebrazione del 71° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo è stata scelta dalla NATO per l'attivazione, il 12 maggio, del sistema antimissile installato in Romania, nella base di Deveselu. Il giorno seguente è stata posta la prima pietra del sistema analogo in Polonia, a 200 chilometri dall'enclave russa di Kaliningrad. Le due unità integrano il progetto globale di scudo antimissile sviluppato dagli Stati Uniti, che mira ad annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina, e che permetterebbe all'imperialismo di poter sferrare impunemente un attacco demolitore. Il progetto specifico esiste, definito Attacco Globale Immediato. In quanto allo scudo, gli USA proseguono a ritmo accelerato il loro allargamento terrestre e marittimo. Washington ha annunciato piani per la Corea del Sud con il pretesto della presunta minaccia nucleare della Corea del Nord, nello stesso modo in cui nel caso europeo continua irragionevolmente ad invocare il pericolo nucleare dell'Iran. Si realizzano test e il Pentagono pianifica la sua espansione nel cosmo: gli USA respingono la proposta sino-russa di un trattato contro la militarizzazione dello spazio.

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Pechino e le Ong: colpita la libertà di sovversione?

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piazza rossa Stemmadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Nel suo discorso del maggio del 2014 all'accademia militare di West Point, il presidente Obama presentando le innovazioni riguardanti la dottrina militare Usa, aveva sottolineato in quale campo la “potenza di fuoco” di Washington sarebbe rimasta inarrivabile per gli avversari strategici: “I nostri valori ispirano i leader nei parlamenti e dei movimenti scesi nelle piazze di tutto il mondo. […] La nostra capacità di plasmare l'opinione pubblica mondiale ha contribuito a isolare la Russia. Grazie alla leadership americana il mondo ha immediatamente condannato le azioni russe, l'Europa e il G7 si sono uniti a noi nell'imporre sanzioni, la Nato ha rafforzato il nostro impegno per gli alleati dell'Europa orientale […]”. Insomma, veniva annunciato chiaramente come la superpotenza potesse mobilitare, ancor prima dei propri bombardieri, un vero e proprio esercito di riserva costituito da partiti amici, fondazioni, giornali e organizzazioni non governative (la “società civile”) al fine di indebolire un governo ritenuto ostile.  Scatenare, cioè, quel “bombardamento dell'indignazione” - l'espressione è dello studioso Domenico Losurdo – che alimenta il consenso pubblico internazionale – il fronte interno – in vista di un intervento militare.

In quello che abbiamo definito “esercito di riserva”, un ruolo di primo ricoprono certo le tante organizzazioni non governative – ma spesso finanziate e sostenute indirettamente da governi – che si occupano della tutela dei diritti umani e che oggettivamente in questi anni hanno contribuito alla copertura ideologica delle tante esportazioni di democrazia manu militari condotte dagli Usa e dalla Nato.

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Strategia del golpe globale

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blackwaters mercenaries 2di Manlio Dinucci
il manifesto, 24 maggio 2016

Quale collegamento c’è tra società geograficamente, storicamente e culturalmente distanti, dal Kosovo alla Libia e alla Siria, dall’Iraq all’Afghanistan, dall’Ucraina al Brasile e al Venezuela? Quello di essere coinvolte nella strategia globale degli Stati uniti, esemplificata dalla «geografia» del Pentagono.

Il mondo intero viene diviso in «aree di responsabilità», ciascuna affidata a uno dei sei «comandi combattenti unificati» degli Stati uniti: il Comando Nord copre il Nordamerica, il Comando Sud il Sudamerica, il Comando Europeo la regione comprendente Europa e Russia, il Comando Africa il continente africano, il Comando Centrale Medioriente e Asia Centrale, il Comando Pacifico la regione Asia/Pacifico.

Ai 6 comandi geografici se ne aggiungono 3 operativi su scala globale: il Comando strategico (responsabile delle forze nucleari), il Comando per le operazioni speciali, il Comando per il trasporto. A capo del Comando Europeo c’è un generale o ammiraglio nominato dal presidente degli Stati uniti, che assume automaticamente la carica di Comandante supremo alleato in Europa.

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La Vice Presidente nazionale dell'ANPI risponde alle speculazioni di questi giorni

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ANPI facebookdi Carla Nespolo

L'articolo di Gian Antonio Stella sulla prima pagina del Corriere della Sera di martedi' 17 u.s., è quanto di piu' imbarazzante un giornalista serio possa scrivere.

Partiamo dall'inizio.

I bellissimi quattro giorni del XVI Congresso Nazionale dell'Anpi, sono stati importanti, seri ed anche emozionanti. E' stata la conclusione di un lungo cammino che ha impegnato decine di migliaia di donne e uomini che hanno partecipato a 102 congressi provinciali e a piu' di mille congressi di sezione e la cui stragrande maggioranza ha approvato la linea complessiva dell'Anpi, che è di contrarieta' alle recenti riforme costituzionali volute dal Governo.

In quei giorni ne' giornalisti, né televisioni hanno affollato la grande sala del pala congressi di Rimini. Non c'era lo scoop, perchè disturbarsi a conoscere e a capire ? Salvo poi dire che quella dell'Anpi è una posizione, come scrive Stella, dell'ultima ora.

Non è così. Da due anni, cioè non appena è uscito il testo delle proposte referendarie, l'Anpi ha espresso la propria contrarietà. Lo ha fatto con un grande convegno all'Eliseo di Roma, con dichiarazioni delPresidente Nazionale Carlo Smuraglia, con tanti incontri in molte città italiane, tra cui Alessandria, dove, per due anni consecutivi, abbiamo dedicato un dibattito della festa provinciale, al tema delle riforme costituzionali. E non se n'era accorto nessuno! Nemmeno quando, ad Alessandria, l'Anpi rifiutato la Ministra Boschi come oratrice ufficiale del 25 aprile!

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Decolonizzare Porto Rico, liberare chi lotta per l'indipendenza!

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oscarlopezrivera muralesdi Socorro Gomes, presidente del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz)*

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Marx21.it, promuovendone la conoscenza anche nel nostro paese, aderisce alla campagna internazionale per la liberazione di Óscar López, detenuto da 34 anni nelle prigioni statunitensi, per la sua partecipazione alla lotta per l'indipendenza e l'autodeterminazione di Porto Rico.

Óscar López Rivera è un portoricano detenuto da 34 anni negli Stati Uniti per la sua lotta per la decolonizzazione del suo paese. Alla guida delle Forze Armate di Liberazione Nazionale (FALN) ha combattuto per l'indipendenza di Porto Rico, occupato dagli Stati Uniti fin dal 1898.

Nel 1981 Rivera è stato condannato a 55 anni di prigione negli Stati Uniti, accusato di “cospirazione per la sedizione” e altre azioni relative alla sua lotta per l'indipendenza di Porto Rico. Nel 1988, altri 5 anni sono stati aggiunti alla sua pena per “avere cospirato allo scopo di evadere dalla prigione”. Movimenti sociali internazionali, anche negli Stati Uniti, denunciano vigorosamente la persecuzione e l'oppressione imposta dalle autorità imperialiste a coloro che difendono la libertà del proprio popolo.

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Grecia: la tragedia che continua

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grecia bandiere eurodi João Ferreira*
da “Avante!”, 19 maggio 2016

Traduzione di Marx21.it

La settimana scorsa, l'Eurogruppo (ministri delle finanze della Zona Euro) si è riunito per procedere a una prima valutazione del terzo programma della troika in Grecia.

La riunione è terminata senza che si sia arrivati a una conclusione. La conclusione dipende dall'adozione da parte del governo greco di una serie di misure imposte dalla troika. Tra esse ci sono:

- Misure in materia di bilancio (si legga: tagli) che abbiano un impatto fino al tre per cento del PIL  fino al 2018, compresa la riforma del sistema delle pensioni, una riforma dell'imposta sul reddito e dell'IVA, oltre a misure riguardanti i salari del settore pubblico. Si legga, semplificando: tagli alle pensioni, tagli ai salari dei funzionari pubblici e aumenti dell'IVA e dell'imposta sul reddito;

- La creazione di un “meccanismo di contingenza aggiuntiva” che assicuri l'implementazione automatica di una serie di misure di “austerità” non discrezionali (vale a dire, le misure che la troika impone, punto e basta) nel caso che non siano raggiunti gli obiettivi annuali fissati dalla troika per il deficit – un saldo primario positivo del 3,5 per cento a medio termine (valore che, si dica per inciso,  il governo portoghese si propone di superare in tre anni...). Quando questo meccanismo è attivato, eventuali misure temporanee che il governo greco abbia deciso di implementare per adempiere agli obiettivi del disavanzo – ad esempio, i tagli dei salari e delle pensioni e/o l'aumento delle imposte – diventano automaticamente definitive;

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Alle origini della Bolognina e della "mutazione genetica" del Pci. Un contributo per tenere aperta la riflessione storica

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pci perlavvenireditaliaCome contributo al dibattito sulla storia e sul futuro dei comunisti in Italia, riproponiamo il seguente saggio che è parte integrante del volume pubblicato per iniziativa dell’Associazione Marx XXI: Novant’anni dopo Livorno. Il Pci nella storia d’Italia, a cura di Alexander Höbel e Marco Albeltaro, per la Biblioteca storica degli Editori Riuniti University Press. Una presentazione del volume e l'indice completo si trova a questo link.

di Fausto Sorini e Salvatore Tiné

Nell’analisi delle cause piú profonde del processo di «mutazione genetica» del Pci, destinato a sfociare nella svolta della Bolognina e quindi nella sua tragica auto-dissoluzione, è necessario riprendere la riflessione sulla storia dei comunisti italiani dal 1945 al 1989. Si è trattato infatti di un processo storico profondo, ma tutt’altro che lineare e fino alla fine sempre aperto a sviluppi e a esiti diversi e perfino contrapposti tra loro: la «mutazione genetica » che gradualmente e nelle forme di una trasformazione tanto profonda quanto «molecolare» ha investito una parte importante dei gruppi dirigenti a tutti i livelli del partito, la loro prassi concreta come la loro ideologia e cultura politiche, nel corso dei drammatici e travagliatissimi anni Settanta e Ottanta, ha incontrato ostacoli e resistenze tenaci, generando sempre contraddizioni e conflitti anche aspri, non solo tra i quadri del partito, ma anche nel suo corpo, ovvero nella massa degli iscritti e dei militanti.

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Che succede in America Latina?

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temer conferenzadi Federico La Mattina per Marx21.it

La vittoria di Macri in Argentina, la sconfitta del chavismo alle elezioni del 6 dicembre in Venezuela e il golpe parlamentare ai danni di Dilma Rousseff in Brasile sono eventi che stanno ridisegnando la politica latinoamericana e avranno certamente influenze nella geopolitica della regione. L’America Latina negli ultimi sedici anni ha vissuto importanti ed epocali cambiamenti politici: governi progressisti e integrazionisti sono andati al potere dal Venezuela all’Argentina, passando per Uruguay, Paraguay, Bolivia, Ecuador e ovviamente il Brasile. Si tratta di esperimenti politici che non sono riusciti a modificare a fondo la realtà latinoamericana con riforme di struttura (anche le esperienze più radicali, come quella venezuelana) ma che hanno indubbiamente dato un grande contribuito alla lotta alla povertà, al riconoscimento dei popoli indigeni, ai processi di integrazione latinoamericana svincolata dalle ingerenze statunitensi. Sono dovuti scendere a compromessi, hanno dovuto governare con le oligarchie economiche e mediatiche di traverso al proprio interno, hanno commesso certamente errori ma non era poi così facile fare diversamente, considerati i rapporti di forza e la complessa realtà latinoamericana. L’Argentina di Nestor Kirchner e il Venezuela di Chávez  hanno dato un contributo fondamentale all’affossamento dell’Alca, area di libero scambio americana (con l’esclusione di Cuba) voluta da Bush. Sono state fondate l’Alba, l’Unasur, la Celac; il Mercosur è stato rafforzato diventando la quinta area economica del pianeta. Il Brasile, componente de Brics, ha rivestito un’importanza fondamentale a livello regionale, legando sempre più a sé il futuro politico della regione.

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L'offerta di aiuto al Sudamerica da parte della Russia

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dilma putinda megachip.globalist.it

La Russia tende la mano all'America Latina di fronte alle ingerenze degli Stati Uniti nelle politiche della regione. Parla il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

Apparso originalmente in teleSUR

"La Russia vuole aiutare l'America Latina ad alzare la testa di fronte alle ingerenze degli Stati Uniti nelle proprie politiche" ha detto il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

"Assistiamo ad un intensificarsi della politica estera statunitense in questa regione, addirittura a tentativi diretti di interferire con la politica interna di alcuni stati della regione" ha dichiarato in un'intervista per RIA Novosti. "Decidere quali politiche estere adottare è un diritto sovrano e persino un dovere di uno stato."

Ryabkov ha detto che ci dev'essere una soluzione politica e locale, che non debba però escludere la cooperazione diplomatica con alleati come la Russia, la quale "stabilirebbe un'interazione costruttiva con rappresentanti autorizzati provenienti da tutti i segmenti delle forze politiche locali."

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Il governo golpista attacca i paesi amici del Brasile

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dilma coraggiodi José Reinaldo Carvalho | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

In merito all'attacco del governo ad interim del Brasile a paesi amici, a Unasur e Alba    

Come suo primo atto il Ministro degli Affari Esteri ad interim, José Serra, ha scritto e pubblicato due note in cui si attacca Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Alba e Unasur, in seguito alla loro condanna del colpo di Stato che ha portato all'allontanamento della presidente Dilma Rousseff e alla formazione del governo ad interim guidato da Michel Temer.

I documenti ufficiali del Ministero degli Affari Esteri, diffusi il 13 maggio, infliggono un colpo a ciò che il Brasile ha fatto di meglio nell'esercizio della propria sovranità: la politica estera attiva, di alto profilo, sovrana, multilaterale e universale, inaugurata e diretta dall'ex presidente Lula e continuata dalla presidente Rousseff, che ha portato il paese a coltivare eccellenti relazioni di amicizia, cooperazione e solidarietà con i paesi fratelli dell'America Latina e dei Caraibi.

Con il governo dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva e della presidente Rousseff, il Brasile ha dato priorità all'integrazione dell'America Latina, che si è materializzata nella creazione di strumenti di cooperazione multilaterale, quali Unasur, Celac e Alba, contribuendo a trasformare l'America Latina e i Caraibi in un importante polo geopolitico nella lotta per la democratizzazione delle relazioni internazionali, la prevalenza della legge e la pace mondiale.

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Basta sanzioni alla Siria

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siria bambino aleppoda bastasanzioniallasiria.wordpress.com

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'appello di alcuni esponenti della comunità cattolica siriana, e invitiamo ad aderire alla campagna internazionale per la cessazione delle sanzioni contro la Siria. Marx21.it


Nel 2011 l’Unione Europea, varò le sanzioni contro la Siria, presentandole come “sanzioni a personaggi del regime”, che imponevano al Paese l’embargo del petrolio, il blocco di ogni transazione finanziaria e il divieto di commerciare moltissimi beni e prodotti. Una misura che dura ancora oggi, anche se, con decisione alquanto inspiegabile, nel 2012 veniva rimosso l’embargo del petrolio dalle aree controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle cosiddette “forze rivoluzionarie e dell’opposizione”.

In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie combattenti integraliste e terroriste che oggi colpiscono anche in Europa. E si aggiungono a una guerra, che ha già comportato 250.000 morti e sei milioni di profughi.

A giugno, il Consiglio dell’Unione europea dovrà pronunciarsi all’unanimità per poter rinnovare le sanzioni alla Siria. Riconoscendoci pienamente nell’appello lanciato da esponenti cattolici della comunità siriana (qui sotto riportato) chiediamo a tutti i parlamentari e ai sindaci di impegnarsi affinché il Governo italiano voti contro il rinnovo delle sanzioni alla Siria.

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Missili Usa in Romania e Polonia: l’Europa sul fronte nucleare

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us missile shield in deveseludi Manlio Dinucci 

Taglio del nastro alla base aerea di Deveselu in Romania, dove il segretario generale della Nato Stoltenberg  ha inaugurato la «Aegis Ashore», installazione terrestre del sistema missilistico Aegis degli Stati Uniti 

Stoltenberg ha ringraziato gli Stati uniti perché con tale installazione essi accrescono notevolmente la capacità di «difendere gli alleati europei contro missili balistici dall’esterno dell’area Euro-Atlantica». Ha annunciato quindi l’inizio dei lavori per realizzare in Polonia un’altra «Aegis Ashore», analoga a quella entrata in funzione in Romania. Anch’essa dotata di missili intercettori SM-3 e lanciatori verticali MK 41 della Lockheed Martin. 

Le due installazioni terrestri si aggiungono a quattro navi Aegis (anch’esse con missili SM-3 e lanciatori verticali) che -- dislocate dalla U.S. Navy nella base spagnola di Rota -- incrociano nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Baltico, collegate a un potente radar in Turchia e a un centro di comando in Germania.

Il segretario generale della Nato, mentre da un lato afferma che «il nostro programma di difesa missilistica rappresenta un investimento a lungo termine contro una minaccia a lungo termine», dall’alto assicura che «questo sito in Romania, come quello in Polonia, non è diretto contro la Russia». 

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Il golpe istituzionale in Brasile è anche un attacco al gruppo BRICS

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Dilma Russia Foto Roberto Stuckert Filho PRDichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il 12 maggio 2016, il Senato del Brasile con un pretesto inventato ha rimosso per sei mesi dall'incarico Dilma Rousseff, presidente legittimamente eletta del paese.

La decisione del Senato è stata preceduta da una poderosa campagna di destabilizzazione della situazione economica e politica in Brasile. Siamo nuovamente testimoni di una “rivoluzione colorata” provocata dall'imperialismo nordamericano per instaurare il suo potere nel paese la cui presidente mette gli interessi del popolo al di sopra di quelli dei monopoli nordamericani e attua una politica economica e sociale indipendente.

Gli Stati Uniti strumentalizzano qualsiasi situazione di protesta sociale per cambiare regime e installare al potere un presidente più leale al governo nordamericano.

Washington teme anche che nell'ambito del gruppo BRICS, di cui sono membri Brasile e Russia, i paesi comincino a rafforzare una politica economica indipendente, a effettuare pagamenti con la loro moneta nazionale, il che causerebbe un serio danno alla “globalizzazione all'americana” e rafforzerebbe la volontà di molte nazioni di liberarsi dalla “tutela”degli Stati Uniti.

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Cuba denuncia il colpo di Stato parlamentare-giudiziario in Brasile

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declaraciones del gobiernoda www.minrex.gob.cu

Dichiarazione del Governo Rivoluzionario

Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ha denunciato reiteratamente il colpo di Stato parlamentare-giudiziario, camuffato di legalità che si sta portando avanti da mesi in Brasile. Oggi è stato realizzato un passo fondamentale per gli obiettivi golpisti.

La maggioranza dei senatori brasiliani ha deciso di continuare il processo di giudizio politico contro la presidente legittimamente eletta dal Brasile, Dilma Rousseff, e in questo modo separarla “provvisoriamente” dal suo incarico per un periodo sino a 180 giorni, durante il quale il Senato dovrà decidere con il voto di due terzi dei suoi membri la destituzione definitiva.

Si tratta, in realtà di un artificio armato da settori dell’oligarchia in questo paese, appoggiati dalla grande stampa internazionale con l’intenzione di bloccare il progetto politico del Partito dei Lavoratori, far cadere il Governo legittimo e usurpare quel potere che non hanno potuto ottenere con il voto elettorale.

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Un anno di rafforzamento del movimento mondiale contro la guerra

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paz colombadi Socorro Gomes*
da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

L'anno 2016, come gli anni precedenti, è iniziato all'insegna di maggiori sfide e compiti di rilievo. Come abbiamo rimarcato nelle nostre riunioni, campagne e dibattiti, il Consiglio Mondiale della Pace (CMP) ha il compito imprescindibile di rafforzarsi come organizzazione internazionale popolare e di massa, coinvolgendo le società e i cittadini nella difesa della pace, in posizione risoluta contro le guerre e le minacce alla sovranità dei popoli.

Siamo chiamati in quanto organizzazione internazionale a interagire con i movimenti organizzati di lotta dei lavoratori, della gioventù, delle donne, dell'intellettualità e di un ampio schieramento di patrioti, democratici, attivisti progressisti che in tutto il mondo si battono per la causa della democrazia, della giustizia sociale, dell'indipendenza nazionale e della pace.

Abbiamo messo in evidenza che gli Stati Uniti, muniti della loro macchina da guerra, delle loro stesse forze armate e dell'Organizzazione del Patto Nord Atlantico (NATO), delle loro basi militari disseminate in tutto il mondo, delle flotte della Marina da Guerra che solcano mari e oceani, della loro estesa rete di satelliti per lo spionaggio che controlla terra, mare e spazio siderale, alleati a potenze europee, hanno riorganizzato le loro forze e reagito al declino relativo della loro egemonia con rinnovata aggressività.

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Maduro: «Occupiamo le fabbriche»

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venezuela folla cartellodi Geraldina Colotti
da ilmanifesto.info

Venezuela. L’ex presidente colombiano Uribe invita gli Usa all’intervento militare. Trovate armi alla frontiera

«Fabbrica bloccata, fabbrica occupata dal popolo». Parola di Nicolas Maduro. Il presidente del Venezuela lo ha ribadito davanti a migliaia di manifestanti – consigli comunali, comunas, organizzazioni territoriali – che appoggiano «il quinto motore dell’economia socialista»: uno dei 15 proposti dal governo chavista per uscire dalla crisi, e inquadrati da un decreto di emergenza, rinnovato per 60 giorni. Misure nuovamente respinte dall’opposizione, che ha la maggioranza in Parlamento dal 6 dicembre, e che preme per accelerare il referendum revocatorio contro Maduro.

Sabato, i partiti che compongono la Mud – un arco che va dal centro-sinistra della IV Repubblica all’estrema destra – hanno organizzato a Caracas una manifestazione concomitante a quella chavista e ne hanno indetta un’altra per domani a livello nazionale. L’obiettivo è quello di «fare come in Brasile», deponendo il presidente prima dello scadere del mandato: nel solco di quanto accade con Dilma Rousseff, che sta affrontando un processo di impeachment.

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Le ONG in Venezuela e i loro finanziamenti

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venezuela finanziamento usadi Misión Verdad da misionverdad.com

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

In queste ore, in Venezuela, si sta assistendo ai drammatici sviluppi del più violento degli attacchi che la Rivoluzione Bolivariana abbia mai subito da parte delle oligarchie, dell'imperialismo e delle forze politiche al loro servizio.

Il susseguirsi frenetico di violenze di stampo fascista, i sabotaggi all'apparato economico e alla distribuzione dei generi di primi necessità, le menzogne diffuse in queste ore dagli strumenti dell'apparato mediatico internazionale dominante, favoriti anche dall'offensiva reazionaria e golpista in atto in Brasile e Argentina, rendono evidente il tentativo di arrivare in tempi brevissimi alla definitiva resa dei conti con l'esperienza avviata con la vittoria del movimento rivoluzionario diretto da Hugo Chavez.

Marx21.it, nell'esprimere piena solidarietà al governo e al popolo del Venezuela impegnati in queste ore nella strenua difesa della Rivoluzione Bolivariana, rinnova il suo impegno a seguire costantemente le vicende drammatiche in corso in tutta l'America Latina, intensificando il lavoro di informazione e documentazione sulle caratteristiche dell'aggressione imperialista in atto, indispensabile ai fini della mobilitazione delle coscienze democratiche anche nel nostro paese.

Il documento che proponiamo ai nostri lettori illustra il ruolo che le ONG e i loro finanziatori stanno svolgendo a supporto dei piani di destabilizzazione ed eversione promossi dall'imperialismo USA nell'intera America Latina (e altrove). Marx21.it

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Olio di palma, è arrivata l’ora della verità

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olio di palma manodi Mara Strinati
da ilmanifesto.info

Palma leaks. Il recente dossier dell'Agenzia europea Esfa conferma la pericolosità del grasso tropicale: cancerogeno e genotossico. E Big Food sapeva

Big Food sapeva da 12 anni che l’olio di palma usato negli alimenti porta con sé contaminanti tossici e cancerogeni. Dai documenti delle autorità e delle multinazionali del cibo emerge chiaramente che i rischi correlati al consumo dello scadente grasso vegetale erano noti. Che se ne è parlato a lungo in quegli ambienti, ma senza porre rimedio.

A diffondere le slide del Palma-Leaks è GIFT Great Italian Food Trade, un portale web in 8 lingue, che promuove nel mondo il cibo made in Italy di qualità, sostenibile e accessibile. 

“Non serve scomodare Julian Assange, basta una breve ricerca sul web per scoprire che Big Food sapeva dei rischi correlati al consumo di olio di palma. Tuttavia, all’insegna del maggior profitto, ne ha incrementato l’utilizzo, raddoppiandolo in pochi anni”, dice il fondatore del portale, Dario Dongo, avvocato esperto di sicurezza alimentare, autore della petizione per bandire ol’olio di palma dagli alimenti, lanciata assieme al Fatto alimentare e sostenuta da 176mila firme.

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Il concetto di sviluppo di un progetto di sovranità nazionale nella prospettiva di una globalizzazione negoziata

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mundomultipolardi Samir Amin*
da samiramin1931.blogspot.it

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

1) Un progetto di sovranità nazionale implica il concetto e l'implementazione di un insieme coerente di politiche nazionali miranti a “camminare su due gambe”, cioè i) costruire un sistema produttivo industriale integrato e autocentrato ii) avviarsi verso politiche di rivitalizzazione e modernizzazione dell'agricoltura contadina; e iii) articolare i due obiettivi in un piano di azione coerente e complessivo.

a) Costruire un sistema produttivo industriale complessivo e integrato implica che ciascuna industria sia concepita in modo da diventare il principale fornitore e/o il maggiore sbocco per le altre industrie. Questo concetto entra in conflitto con il dogma neo liberale che è basato sul criterio esaustivo di profittabilità per ciascun singolo comparto industriale considerato separatamente dagli altri. Questo concetto porta allo smantellamento del sistema industriale costruito precedentemente (nell'ex Unione Sovietica, nell'Europa dell'Est e in alcuni stati del Sud) e a subordinare ciò che rimane allo stato di subfornitori sottoposti all'ulteriore espansione dei principali imprese giganti transnazionali (gestite dal capitale finanziario degli Usa, alcune dall'Europa Occidentale e dal Giappone).

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Chi farà la prossima mossa

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erdogan tsipras putindi Demostenes Floros

Tra Mosca, Ankara e Atene, si gioca una partita importante per i futuri flussi di oro blu nel vecchio continente, sempre che si metta mano alle nuove vie di collegamento e si definiscano meglio i termini della discesa in campo di Teheran

I fortissimi contrasti fra la Turchia e la Federazione Russa in merito al conflitto siriano e al futuro del Medio Oriente hanno portato al congelamento della costruzione del Turkish Stream, il gasdotto progettato dalla Gazprom sotto il Mar Nero, con approdo in Turchia, ai confini con la Grecia, per il trasporto del gas naturale all’Europa centro meridionale e nei Balcani.

Il 2 dicembre 2015, in conseguenza dell’abbattimento del jet militare russo ad opera della Turchia, la Russia, per bocca del Ministro dell’Energia, Alexander Novak, “ha sospeso le negoziazioni in merito al Turkish Stream”, e ha bloccato la costruzione dell’impianto nucleare da 22 miliardi di dollari di Akkuyu in Mersin (Turchia) appaltato alla Rosatom. Dopodiché, ha accelerato le operazioni relative al raddoppio della capacità di trasporto della pipeline Nord Stream I, il progetto Nord Stream II.

In precedenza, il 1° dicembre 2014, Vladimir Putin aveva ufficialmente cancellato la costruzione del gasdotto South Stream prendendo atto, in primo luogo, degli effetti delle pressioni americane sulla Bulgaria – con conseguente ritiro del permesso di costruzione – e degli ostacoli posti dalla Commissione Europea – “approccio non costruttivo”, le parole utilizzate dal Presidente russo – in merito all’uso della pipeline. 

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